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  1. #1
    Postatore Compulsivo
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    Presentazione del "sè virtuale" & Teoria della presenza sociale

    ciao a tutti,

    vi riporto due spunti, a mio avviso interessanti per ciò che riguarda l'interazione on line e le sue componenti psicologico-sociali:

    ------------------
    Presentazione del sè

    Goffman (1969) sottolinea che l’impressione che una persona desidera dare agli altri non è necessariamente uguale all’impressione che l’altro percepirà. Egli parla di:

    - impression given per indicare l’impressione che la persona cerca di trasmettere e di
    - impression given off per indicare come l’impressione verrà percepita dall’interlocutore



    ------------------
    Teoria della presenza sociale

    La teoria della presenza sociale riguarda l’efficacia con cui i mezzi di comunicazione danno l’impressione della presenza fisica dei partecipanti, utilizzando come standard di valutazione la comunicazione interpersonale diretta (Short, 1976)

    La presenza sociale non dipende solo dalle parole pronunciate, ma anche dai segnali verbali e non verbali, dal linguaggio del corpo e dal contesto.

    Di conseguenza, la presenza sociale influisce anche sul modo in cui i partecipanti percepiscono le emozioni, il senso di intimità e l’immediatezza (Rice, 1993)




    Applicando questi due spunti all'ambiente internet, se ne ha un quadro molto delicato...

    Da una parte (Goffman) non vi è ancora piena competenza nel "comunicare efficacemente la propria impressione", così come nel decifrare quella che l'interlocutore mi sta comunicando...

    Dall'altra (Short & Rice) il medium utilizzato taglia fuori tutta una serie di indicatori cruciali, che vanno a ridurre la "banda comunicativa"

    Questa duplice situazione, a cosa può quindi portare?
    Nella vs esperienza di forum, avete esperito tali situazioni?
    Come a vs avviso è possibile arginare ed aggirare questi limiti?


    Insomma, spero ne possa uscire un confronto di interesse, anche perché la Psicologia può dare molto (in termini di consulenza, formazione e progettazione) alle comunità virtuali... in altri termini, ci sono potenziali opportunità lavorative all'orizzonte




    PS: un grande grazie a rex per l'impegno nel cercare di animare questa stanza!!!
    Purtroppo queste tematiche sono ancora poco conosciute e si fa una fatica bestiale... non mollare

    PPS: riferimenti
    - Goffman E., (1959), “The Presentation of Self in Everyday Life”, Doubleday.
    - Goffman, E., (1969), “Strategic Interaction.”, Philadelphia: University of Pennsylvania Press.
    - Rice R.E., (1993), “Media appropriatness. Using social presence theory to compare traditional and new organizational media”, in Human communication research
    - Short J., Williams E., Christie B. (1976) “The social psychology of telecomminications”, John Wiley & Sons, London

  2. #2
    Ho trovato un paio di documenti scaricabili su Goffman non sarebbe male dargli un'occhiata

    http://cta.unior.it/HomePages/adamk/1L'approccio%20di%20Goffman.pdf

    http://www.univirtual.it/corsi/2003/...nload/06_2.pdf

    http://www.nettribe.it/ass.pdf

    http://w3.uniroma1.it/dcnaps/bisi/identit%C3%A0.pdf

  3. #3

  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    27-10-2004
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    Originariamente postato da nico
    Questa duplice situazione, a cosa può quindi portare?
    Nella vs esperienza di forum, avete esperito tali situazioni?
    Come a vs avviso è possibile arginare ed aggirare questi limiti?
    Sono in perfetto accordo con la visione di Goffman nel dire che, on line, non vi è ancora piena competenza nel "comunicare efficacemente la propria impressione". E a mio parere, questo tipo di problema non avrà mai una soluzione definitiva... poiché occorrerebbe giocare sulla modalità di percezione del messaggio del potenziale interlocutore "y", nonché sull'abilità comunicativa dell'interlocutore "x". Un'interazione perfetta tra le parti (nel caso specifico) presupporrebbe una grande preparazione a livello nozionistico...
    ... preparazione che, chiaramente, né il "mittente" né il "destinatario" è detto che abbiano.
    Una delle due parti potrebbe (per una serie di motivi) avere - tuttavia - una reale preparazione... ma si avrebbe lo stesso uno sbilanciamento nell'interazione, e probabilmente, la maggior preparazione del soggetto "x" potrebbe magari rendere ancora più difficile la vita al soggetto "y".
    Come ho già detto, penso proprio che sarebbe possibile giungere ad una "efficace comunicazione senza alcuna macchia d'incomprensione" solo se da entrambe le parti vi fosse "padronanza di nozioni", ma è un po' un'utopia pensare di poter attuare a 360° questa "Perfetta Interazione".
    Nella vita ci si scontra sempre prima con la propria indole in fatto di Comunicazione, e spesso sono l'orgoglio, le proprie attitudini e la mappa cognitiva d'ognuno che filtrano i messaggi in entrata ed in uscita... cosicchè la distorsione dei messaggi avviene prima nel soggetto "x", e dopo anche nel soggetto "y". Il messaggio subisce due (o più...) distorsioni - appunto - sia in entrata che in uscita, e non è possibile assogettare a regole di sorta né nozioni una dinamica di per sé stessa già di "difficile interazione" da principio.
    Tuttavia è possibile migliorare lo stile comunicativo - appunto - con dei corsi e degli studi, che puntino a trovare un comun denominatore sul quale le parti possano giocare una partita "leale e ad armi pari".
    E comunque il problema si porrà nuovamente perché si pone in real life... ed a maggior ragione on line! Ma mentre in "real" si ha l'opportunità di chiarire con immediatezza (e il più delle volte per colpa di quei filtri di cui parlavo precedentemente: orgogli... mappe cognitive... non ci si riesce a comprendere neppure dal vivo), "on line" si rischia spesso e volentieri di precipitare in un baratro d'incomprensione (a volte) difficilmente recuperabile.
    Nella mia esperienza di Forum (per rispondere alla domanda posta da Nico) ho trovato molto utile, integrare all'esposizione "scritta" (dei Threads eccetera...) l'esposizione "vocale". Ho così constatato che, "ascoltare" l'interlocutore dal vivo (coglierne quindi le sfaccettature linguistiche, i toni ed il modo che ha d'esporre le questioni...) porta non ad una "soluzione definitiva di comprensione totale successiva"... tuttavia migliora del 30% l'interazione tra le parti. Cosicché si leggano con "occhi nuovi" i successivi interventi dell'interlocutore.
    Concludo ribadendo che - a mio parere - la comunicazione "on line" migliora con una sana integrazione vocale tra le parti (qualora fosse possibile sarebbe davvero buono attuare questa dinamica almeno una volta, per avere una cognizione più chiara del soggetto), benché, appunto, il problema non potrà mai essere del tutto risolto ma... sostanzialmente: 1) Allenamento alla comunicazione ed esperienza. 2) Introspezione. 3) Buona cognizione nozionistica. 4) Integrazione vocale... potrebbero portare le parti ad un tipo di interazione non risolutoria a 360° ma, se non altro, "efficace". Mai comunque priva di macchia, sarebbe appunto un'utopia pensare di poter giungere ad una perfezione comunicativa totale.
    "La voce dell'intelligenza è una voce sommessa, ma non tace finché non trova ascolto"

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  5. #5
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da marcheseblu
    Una delle due parti potrebbe (per una serie di motivi) avere - tuttavia - una reale preparazione... ma si avrebbe lo stesso uno sbilanciamento nell'interazione, e probabilmente, la maggior preparazione del soggetto "x" potrebbe magari rendere ancora più difficile la vita al soggetto "y".
    bah... a mio avviso, già il fatto che uno degli interlocutori abbia coscienza dei meccanismi della comunicazione in genere, ed on line in particolare, potrebbe solo aiutare...

    nel comunicare on line, ad esempio, è molto importante tutta la fase di negoziazione dei significati e di chiarificazione del messaggio... proprio in virtù della mancanza di tutti quei segnali di contesto della real life che ci permettono di inquadrare tono ed intenti...

    prendiamo il classico caso del newbee, inesperto ed appena arrivato, che magari ti posta un messaggio utilizzando le maiuscole (perché ingenuamente crede che verrà più notato), nella stanza sbagliata (perché non ha ancora capito l'organizzazione del forum - che è oggettivamente complessa), chiedendo subito e senza presentarsi (perché non gli viene in mente di ricercare - o magari non lo sa fare - ne sa che è poco carino)...

    in una situazione del genere, a quali tipologie di risposta potrebbe andare incontro?
    in che modo una comunicazione efficace potrebbe prevenire e far evitare confusioni ed alzate di voce?


  6. #6
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    bah... a mio avviso, già il fatto che uno degli interlocutori abbia coscienza dei meccanismi della comunicazione in genere, ed on line in particolare, potrebbe solo aiutare...
    Vero Nic
    Tanto più che in Staff stiamo andando in questa direzione di pensiero
    Ho riletto ora ed in effetti mi ero espresso male in questa riga: Una delle due parti potrebbe (per una serie di motivi) avere - tuttavia - una reale preparazione... ma si avrebbe lo stesso uno sbilanciamento nell'interazione, e probabilmente, la maggior preparazione del soggetto "x" potrebbe magari rendere ancora più difficile la vita al soggetto "y".
    Perché, quel che intendevo dire, è che "uno sbilanciamento" a lungo andare potrebbe comunque risultare inefficace, mentre l'auspicio è quello di far sì che entrambe le parti abbiano "coscienza nozionistica".
    Chiaramente, all'inizio è - *non ottimo bensì eccellente* - che almeno una delle parti abbia una cognizione maggiore... ma, necessariamente, l'altra parte dovrà comunque disporsi positivamente nei momenti successivi all'apprendimento - appunto - di queste nozioni...
    Vedo insomma, una necessità di apertura da entrambe le parti, un'apertura comune, non fondamentale inizialmente (proprio perché all'inizio basta anche la grande preparazione di una sola delle due parti)... ma... qualora anche l'altro, non si disponesse successivamente all'apprendimento di determinate questioni, si avrebbe (e/o potrebbe avere luogo) a lungo andare, lo sbilanciamento di cui parlavo. Ma in effetti, come dicevi anche tu, è importantissimo che inizialmente vi sia la maggior preparazione di "x" per portare "y" ad un livello quanto meno sufficiente di coscienza nozionistica... è l'auspicio è che, successivamente, "y" possa/voglia passare da "coscienza sufficiente a ottimale" così da rendere ancora più stabili le fondamenta comunicative.
    Ultima modifica di marcheseblu : 07-06-2005 alle ore 11.07.48
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  7. #7
    ^OpsMah^
    Ospite non registrato
    concordo sul fatto che un comune repertorio comunicativo e una regolarizzazione della comunicazione possa solo in parte e in minima parte condurre ad una relazione comunicativa virtuale senza fraintendimenti . La divergenza comunicativa a mio avviso e come ho letto da voi dipende dalla persona nella sua completezza cognitiva e contestuale, una regolamentazione del comunicato non è sufficiente a sopperire alle carenze nella comprensione del messaggio date1) dalla padronanza linguistica e cognitiva degli interlocutori 29 della strutturazione caratteriale e della personalità3) al retroterra culturale del proprio linguaggio 4) allo stato d'animo non percepibile e facilmente frainteso on line 5) al vissuto inteso come storia di vita generale esperienze ,punti deboli di ognuno di noi.
    bau
    p.s. son felice dell'esistenza di questa discussione, è un tema che mi interessa parecchio da diversi anni e non ho mai l'opportunità di parlane( se non con la mia docente...ci sto facendo la tesi...quindi beh..grassie!)

  8. #8
    Bloody
    Ospite non registrato
    Da una parte (Goffman) non vi è ancora piena competenza nel "comunicare efficacemente la propria impressione", così come nel decifrare quella che l'interlocutore mi sta comunicando...
    l'efficacia della trasmissione della propria impressione e del proprio messaggio nella conversazione dipende sia dai fattori che avete elencato, sia da un altro che aggiungo: la conoscenza del mezzo di comunicazione tramite internet, che spesso non è banale per chi la utilizza da poco. Quindi un utente anche nuovo di una specifica community ma che ha esperienza nell'uso di chat-forum-blog eccetera, riuscirà secondo me a farsi intendere meglio di una persona che, di primo acchito, lascia un messaggio senza curarsi dell'impressione che darà al di là del suo contenuto.

    Dall'altra (Short & Rice) il medium utilizzato taglia fuori tutta una serie di indicatori cruciali, che vanno a ridurre la "banda comunicativa"
    però ne aggiunge altri che sono molto utili se usati in maniera propria

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