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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
    Data registrazione
    07-07-2004
    Residenza
    London - UK
    Messaggi
    89

    chiunque può praticare la psicoterapia!!!

    (chiedo scusa in anticipo x il crossposting ma mi sono accorto in ritardo che l'argomento è meglio inquadrabile nella categoria "misfatti")

    chiunque può praticare la psicoterapia!!

    chiunque può praticare la psicoterapia..basta cambiarle il nome affidarsi a qualche postulato "casareccio" che legittimi il proprio operato ed il gioco è fatto.
    E' questo il caso dell'eccellente corso di "counseling in ipnosi costruttivista".

    http://www.aerf.it/tesicounselling2002/mavilodoli.htm

    Leggendo la pagina all'indirizzo citato si potrà "finalmente" apprendere che l'ipnosi è un importante strumento pedagogico (!?!) se si considera che il fine della pedagogia è l'apprendimento dove"apprendere significa acquistare nuove modalità di comportamento sia a livello cognitivo che a livello senso - motorio e cenestesico"
    Ergo l'ipnosi permette di modificare comportamenti disfunzionali ma attenzione!,"Il Counseling non va confuso con la psicoterapia, la quale si interessa dell’area del disagio psichico e della sofferenza psichica " salvo poi descrivere il caso di "Umberto", un agorafobico con attacchi di panico efficacemente trattato con l'ipnosi dal nostro caro pedagogista...
    Forse ciò rientra nel suo concetto di "monoidea"per cui è limitante che il "il pedagogista non può e non deve far altro che il pedagogista, lo psicologo non può e non deve che far altro che lo psicologo" forse...ma al sottoscritto sembra solo l'ennesimo caso di esercizio abusivo della psicoterapia benedetto dalla connivenza di certi "colleghi"il
    cui tornaconto prevale su ogni deontologia.
    ad majora.

  2. #2
    Rei
    Ospite non registrato
    assurdo.....
    e l'albo che fa?

  3. #3
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    Originariamente postato da Rei
    e l'albo che fa?
    colleziona figurine

  4. #4
    quifab dimrom
    Ospite non registrato

    Già segnalato all'Ordine?

    Intabto grazie per questa preziosa segnalazione. Io credo che dovremmo farle tutti per difendere la nostra categoria.

    A tal proposito però vorrei chiederti se hai già fatto la segnalazione all'Ordine.
    In ogni caso ti segnalo una mail utile, se già non lo conosci:

    "Per la richiesta di parere di conformità al Codice di Condotta dei siti internet, e per richieste di pareri di natura deontologica:
    deontologica@ordinepsicologilazio.it"


    Magari prima di giungere a conclusioni non verificate circa l'inoperatività dell'Ordine, interpellarlo non costa nulla ed è un'azione concreta molto utile.

    Comunque ho visitato il sito dei presunti ipno-professionisti.
    Fa ridere.

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
    Data registrazione
    07-07-2004
    Residenza
    London - UK
    Messaggi
    89
    ciao quifab

    non l'ho ancora segnalato e grazie x l'indirizzo email.

    "prima di giungere a conclusioni non verificate circa l'inoperatività dell'Ordine"

    non ho fatto alcuna allusione in merito ma nel caso fossi stato
    tratto in inganno dall'ultima riga del post, la connivenza non si riferiva
    all'ordine quanto agli "esimi"psicologi che organizzano tali corsi.
    Il loro decoro, quello sì che fa ridere.

  6. #6
    Sono perfettamente d'accordo che l'Ordine non tutela a sufficenza il nostro operato, io sono psicoanalista e avuto molti pazienti che provenivano da uno "psicologo" che faceva "non si sa cosa" e naturalmente erano a pezzi. Io penso che siamo un circolo molto chiuso e che i pazienti siano ampiamente disorientati e disinformati, credo che l'Ordine si dovrebbe occupare anche di una divulgazione puntuale di quali sono i veri terapeuti, altrimenti noi rimarremmo sempre con pochi pazienti e i ciarlatani con tanti
    Gianna Porri

  7. #7
    Rei
    Ospite non registrato
    ciò che dici è verissimo...

    In + ci sono troppi orientamenti (il che non è un male di per sè), ma ciò genera una confusione incredibile nell'utenza...io pure sto a fare una scuola a indirizzo psicoanalitico, e posso ben dire che ho dei colleghi che lavorano in modo esattamente opposto al mio, se poi in + aggiungiamo i suddetti ciarlatani....la situazione è tutt'altro che rosea

  8. #8
    Eowin
    Ospite non registrato
    Ma per favore: l'Europa ci bacchetta perchè ancora non abbiamo liberalizzato l'accesso alle professioni e qui si chiede un inasprimento del protezionismo e si invoca una maggiore blindatura tanto dell'esercizio quanto della fruizione della psicoterapia.
    Ma insomma, non basta la laurea quinquennale, l'annualità di tirocinio non retribuito, l'Esame di Stato, eventualmente la Scuola di Specializzazione quadriennale. No, non basta ancora! Bisogna accedere alla professione di psicoterapeuta esclusivamente per cooptazione, come ai tempi dell'Alighieri alle corporazioni di arti e mestieri?
    Dovreste vergognarvi di continuare a difendere i vostri orticelli e le vostre sinecure dopo che fate dell'insegnamento accademico, post lauream, delle analisi didattiche e delle supervisioni la vostra principale fonte di reddito.
    Quando parlate di "psicologi che fanno non si sa cosa" state semplicemente sputando nel piatto in cui mangiate.
    Quanto al fatto che i suddetti "psicologi" fanno a pezzi i loro sprovveduti pazienti, cosa aspettate a pubblicare qualcosa di anche lontanamente scientifico per dimostrarlo? E per dimostrare invece che chi viene da voi, invece, ha dei reali benefici?
    Ricordo che il libero professionista stipula col cliente un contratto di prestazione d'opera senza vincolo di risultato. Questo vale per il medico, per l'avvocato e sì, anche per il semplice, vilipeso, squattrinato psicologo.

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Dampyr
    Data registrazione
    08-05-2004
    Residenza
    Sardegna
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    1,320
    D'accordissimo con Eowin...5 anni di studio, 1 anno di tirocinio e poi che si fa in Italuia...si pretende un esame di Stato e altri 4 anni...ma fatemi il piacere...ma uno deve iniziare a lavorare a 50 anni? E ci meravigliamo se qualcuno fa il creativo e si inventa cose del genere? Qualcos'altro dovrebbe cambiare mi sa...

  10. #10
    Rei
    Ospite non registrato
    faccio notare che io non ho espresso nessun giudizio di merito, dico solo che ci stanno colleghi che lavorano in modo contrario al mio e ciò genera confuzione nell'utenza....
    qnto al fatto che arrivano pazienti DISTRUTTI da precedenti relazioni pseuso-terapeutiche, qua io sarei molto + severo:ricordo a tutti che il primo assioma della medicina è PRIMO NON FARE DANNO, e se uno inizia a fare psicoterapie senza avere mai fatto almeno una terapia personale (a mio modo di vedere, poi se c stanno orientamenti teorici che non lo prevedono ognuno fa ql ke gli pare, io semplicemente nn sono daccordo...)e senza avere un minimo di preparazione...

    x me qllo è REATO, xke stiamo CURANDO delle persone e non stiamo giokando... e ciò implica avere delle responsabilità morali verso la persona che abbiamo davanti e verso noi stessi

  11. #11
    Eowin
    Ospite non registrato
    Non mi è chiaro il paragone con la cura medica, visto che ai medici non è certo richiesto di essere stati curati coi farmaci che prescrivono o di avere comunque sperimentato in prima persona i trattamenti, spesso invasivi, a cui sottopongono i loro pazienti.
    Certo, mi si dirà, se uno specializzando in gastroenterologia non ha alcun sintomo di mal di stomaco nessuno pretende che si sottoponga a gastroscopia.
    Ma allora perchè uno psi-qualcosa, se non ha psicopatologie, deve farsi una psicoterapia?
    La risposta più ovvia è che per voler diventare uno psi-qualcosa bisogna soffrire di una qualche forma di patologia psichica, specie in Italia, altrimenti ci si dedica ad una professione meno caina.
    E comunque è assurdo parlare di pazienti fatti a pezzi da psicologi inesperti quando non vi è l'ombra di un criterio oggettivo validato e riconosciuto da usare come parametro.
    Ma come si dimostra che lo psicoterapeuta che si è sottoposto a psicoterapia è più efficace/meno distruttivo di uno che non lo ha fatto?
    Inoltre io sono del parere, difficilmente contestabile, che un medico pùò sicuramente mandare all'altro mondo un paziente se lavora con leggerezza, imperizia et similia, tanto che c'è il detto: "gli errori dei medici la terra li copre" e che le statistiche rilevano che durante gli scioperi dei medici i tassi di mortalità si abbassano. Non mi risulta niente di simile relativamente a psicologi e psicoterapeuti.
    E, senza nulla voler togliere agli psichiatri, perchè nessuno si allarma se un neospecializzato o un vecchio del mestiere prescrive psicofarmaci? L'assunzione di neurolettici e antidepressivi provoca effetti imponenti sull'equilibrio neuroendocrino dei pazienti, ci sono allarmanti ricerche sugli effetti non reversibili che alcune sostanze generano a livello cerebrale e addirittura genetico. Nella ASL dove faccio tirocinio di specialità gli psichiatri ne parlano tra loro, ma mica tutti ne fanno derivare cautela nelle loro prescrizioni. "Quando mi arrivano quelle (pazienti in età fertile) che non hanno più le mestruazioni? Le mando dal ginecologo!". E lascia a loro se dire o no che prendono l'Haldol! Ed è una psichiatra donna e di quelle femministe che hanno fatto il '68.
    Ma se uno ha la laurea in medicina nessuno lo tocca e sapete perchè?
    Perchè i medici sono una corporazione seria, si difendono come categoria, non si sbranano tra loro. E questo anche perchè, per loro, c'è lavoro per tutti.
    Tra gli psicologi invece vige il principio "mors tua, vita mea", ovvero un abisso di meschinità per cui i pazienti bisogna strapparseli l'un l'altro accusando i colleghi di impreparazione, imperizia, insufficiente lavoro su sè stessi ecc.
    Grazie al cielo non è legale imporre limiti all'accesso alla professione basati su criteri fumosi come l'appartenenza ad una scuola (di pensiero, di terapia), ma si accede sulla base di criteri oggettivi, come il conseguimento di titoli di studio e abilitazioni.

  12. #12
    Neofita
    Data registrazione
    19-10-2004
    Residenza
    Ponte in Valtellina
    Messaggi
    3
    Credo che ogni professista che agisca con qualità ma anche nel rispetto della deontologia, senta l'obbligo ad una formazione permanente.
    Questo non significa "proteggere l'orticello", ma offrire un servizio di QUALITA', aggiornato, con uso competente di tecniche e metodologie!!
    Non capisco dove sarebbe il male nel mantenersi aggiornati, nello specializzarsi, nel conseguire formazioni superiori!!!
    Credo invece che certa gente persista in una logica anacronistica del tipo "mi sono laureato, so tutto, è abbastanza". Molto discutibile.

  13. #13
    Eowin
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da mariateresa
    Credo che ogni professista che agisca con qualità ma anche nel rispetto della deontologia, senta l'obbligo ad una formazione permanente.
    Questo non significa "proteggere l'orticello", ma offrire un servizio di QUALITA', aggiornato, con uso competente di tecniche e metodologie!!
    Non capisco dove sarebbe il male nel mantenersi aggiornati, nello specializzarsi, nel conseguire formazioni superiori!!!
    Credo invece che certa gente persista in una logica anacronistica del tipo "mi sono laureato, so tutto, è abbastanza". Molto discutibile.

    A che serve la formazione continua se si fanno dei salti logici tanti? Che c'azzecca questa replica con le osservazioni sull'accesso alla professione?
    La formazione continua è prescritta dalla legge, almeno per chi lavora nel pubblico. Sui contenuti della quale poi si potrebbe dire...

  14. #14
    cicirosy
    Ospite non registrato

    mah...

    Questi discorsi mi fanno veramente paura...in ogni ambito l'informazione e la trasparenza sono sempre stati la carta vincente per promuovere qualità. Il problema della psicologia è proprio quello che tutti sono gelosi di ciò che fanno e di come lo fanno, nascondendosi dietro l'idea che certe "conoscenze" e "competenze" siano sono per quelle persone degne che hanno studiato ( e pagato molto ) delle scuole di specializzazione...ma specializzazione di che?
    Sicuramente lo psicologo e lo psicoterapeuta sono figure da tutelare, ma non alzandogli intorno delle barrire che nascondono abilità e strumenti, ma mostrandoli per permettere a tutti di poter effettuare una scelta consapevole che sia di cura o di cammino professionale. E d'altra parte come possiamo pretendere che qualcuno scelga "i buoni" (anche se devo ancora capire chi siano) dagli imbroglioni se loro si fanno vedere e i buoni no?
    Perchè questo è il problema di motivatori, psicologi vari, terapie che di psico hanno solo il nome, ecc...si fanno vedere e scusate, ma vi siete mai chiesti come l'uomo di strada fa a cercarsi un aiuto?

  15. #15
    Rei
    Ospite non registrato
    guarda eowin, la tua visione del problema mi fa venire i brividi, ma è la tua opinione e la rispetto....
    x qnto riguarda la categoria dei medici, non credo ke loro siano + affiatati o "seri" di noi, il fatto casomai è ke nel sistema curativo (e sanitario) nazionale loro hanno il POTERE, cosa che noi ci possiamo sognare...
    xke esiste il medico di famiglia e non lo psicologo di famiglia?
    xke se vado all'ospedale ci stanno 300 reparti (cardiologia, gastroenterologia, psichiatria, oncologia ecc) e manca psicologia, che invece è relegata in sede diversa (cioe al cim o come diavolo si kiama adesso)?
    xke noi siamo esclusi dal sistema curativo tradizionale, e siamo costretti a spartirci le briciole....cioe le persone che, deluse dai rimedi medici, decidono di affrontare i loro problemi da un altro punto di vista...

    x qnto riguarda il paziente che viene ed è distrutto, non c'è bisogno di fare delle rilevazioni scientifiche (la cosa mi fa ridere solo a pensarci) o delle indagini statistiche x vedere se una persona è confusa ed è a pezzi...

    e x qnto riguarda la preparazione personale, io credo ke una analisi personale sia necessaria, poi se qlkuno la pensa diversamente affari suoi, ma credo che se deciderà di fare lo psicoterapeuta avrà seri problemi ad affrontare delle dinamiche che si presenteranno (e si presentano) nel corso della terapia, senza avere la più pallida idea di COME SI POSSA SENTIRE la persona che ha davanti, non avendolo mai provato....ovvio che non si possono provare tutte le patologie sulla proprioa pelle, ma il concetto mi pare abbastanza semplice da essere compreso senza appigliarsi al significato letterale delle parole. in poke parole, si tratta di SENSIBILITA' e di lavorare sulle emozioni, e la razionalità scientifica può essere solo controproducente in certe situazioni.

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