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Visualizzazione risultati 1 fino 14 di 14
  1. #1
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    Come impostare colloquio di orientamento?

    Come si potrebbe impostare un colloquio di orientamento alla scelta universitaria? Cioè, come presentarsi e accogliere l'orientando al primo colloquio, quali possono essere le domande-stimolo, ecc. ?

  2. #2
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    21-02-2005
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    Roma, nata e vissuta :)
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    Ciao,
    sinceramente quello che posso dirti in proposito riguarda la mia esperienza personale di orientanda, ai tempi del liceo, e forse si trattava di uno dei primi esperimenti di orientamento alla scelta universitaria.

    Più che di un singolo colloquio si è trattato di una serie di incontri, credo tre, in cui ci hanno somministrato una batteria di test che comprendeva test attitudinali, test propriamente di intelligenza, tra cui le matrici progressive di Raven, ed infine test di personalità.

    Nell'ultimo incontro ci hanno mostrato i risultati dei test e ci hanno fatto alcune domande sui nostri interessi, consigliandoci in base ai risultati dei reattivi.

    Non vorrei sbagliarmi ma credo che prima di vederci si siano incontrati con i nostri professori per raccogliere informazioni utili.

    Ciao e buon lavoro

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
    (P. Martinetti)

    Giace l'alta Cartago, appena i segni
    dell'alte sue ruine il lito serba.
    Muoiono le città, muoiono i regni
    copre i fasti e le pompe arena et erba...

    (T. Tasso)

    -Membro del Club Del Giallo - tessera n°6-SEGRETARIA DI REDAZIONE

    TUTTO CIO' CHE NON CI UCCIDE CI RENDE PIU' FORTI

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    ciao, non condivido molto l'approccio parsoniano di tipo "test them & tell them", testali e diglielo, preferisco un approccio più interattivo mediante colloquio. Quali possono essere le domande-stimolo per avviare un processo di scelta? Come impostare un colloquio a parte la classica "liturgia da manuale" fatta di ''fase di accoglienza-face centrale-fase di restituzione? Cioè, ci sono domande specifiche e utili da porre, o dei ''giochini'', ecc? Quali sonole domande di apertura di un colloquio?

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di patty1978
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    10-05-2005
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    255
    in un colloquio di orientamento prima di essere testata a me piacerebbe che mi venisse chiesto cosa mi piacerebbe fare??? e poi vai con l'indagine della personalità e i test attitudinali.... e molto importante il contatto
    pat

  5. #5
    I colloqui di orientamento rischiano spesso di essere sottovalutati perciò attenzione!!
    Comunque dipende anche dal tipop di servizio: orientamento professionale, scolastico, universitario... In tutti i casi la flessibilità viene prima di tutto, ogni utente è diverso. Il problema è che quasi tutti si aspettano di essere indirizzati verso una meta e già al primo incontro... Non bisogna dir loro cosa fare ma semplicemente accompagnarli in un percorso verso una scelta consapevole...

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
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    orientamento universitario

  7. #7
    Picciurina L'avatar di peperina
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    08-09-2002
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    Bologna
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    Prova a leggere qualcosa sul metoto centrato sul cliente di Rogers, poi se vuoi qualcosa di più pratico allora ti consiglio di dare un'occhiata alla collana giunti, ad esempio c'è "Bilancio di competenze e orientamento formativo" della Di fabio che lega la teoria agli strumenti.
    Comunque secondo una mia opinione personale un colloquio di orientamento dovrebbe ristrutturare prima di tutto la visione che il soggetto ha di sè...anche tramite la somministrazione di strumenti, attenzione non test attitudinali ma qualcosa che faccia riflettere e faccia emergere il perchè di un certo orientamento...
    Ci sono tanti "giochi" come dici tu tra gli strumenti di orientamento...moltissimi si basano (ad esempio il ritratto cinese) sulla comprensione di quanta distanza ci sia tra sè attuale e sè ideale, oppure sull'autostima, o sulla self efficacy.
    Secondo me parte tutto da qui....prima ancora di parlare di effettiva scelta formativa chi viene "orientato" deve comprendere il modo in cui si percepisce
    Qual è la cosa più difficile a questo mondo?
    Vivere!
    Molta gente esiste, ecco tutto.
    (Oscar Wilde)

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    wow, com'è questo ritratto cinese? Conosci altri giochi?

  9. #9
    Picciurina L'avatar di peperina
    Data registrazione
    08-09-2002
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    Bologna
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    Il ritratto cinese è una specie di intervista sottotitolata "Chi sono, chi vorrei essere, chi dovrei essere" e a questi 3 livelli vengono fatte delle domande del tipo "Se fossi un oggetto quale saresti?"
    E i tre piani sono
    Quale oggetto ti rappresenta
    Quale oggetto vorresti essere
    Quale oggetto dovresti essere
    E poi si porta il soggetto alla riflessione del perchè della distanza tra sè reale, sè ideale e sè imperativo...
    Poi c'è la il ventaglio degli interessi...bisogna che il soggetto scriva i suoi interessi e deve riflettere su quali si è veramente impegnato, quali avrebbe voluto coltivare di più e perchè non l'ha fatto...dopodichè deve fare una specie di ventaglio degli interessi agiti e di quelli non agiti e dare ad ognuno un valore...
    Poi insomma ce ne sarebbe un'infinità...Ti consiglio davvero se è un campo che ti interessa di comprare il libro della Di Fabio, in appendice li trovi tutti....costa 34,60 ma è davvero utile.
    Qual è la cosa più difficile a questo mondo?
    Vivere!
    Molta gente esiste, ecco tutto.
    (Oscar Wilde)

  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
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    Una domanda pratica, se vi/ti va di discuterne: come si può rispondere se arriva qualcuno che dice...

    1)<<Vorrei iscrivermi a biologia o scienze naturali perché mi piace la natura, ma ci sono due esami di matematica e ho paura>>


    2) oppure: un alunno svogliatissimo che non ha mai aperto libro e vuole iscriversi a Ingegneria o altro corso impegnativo o per cui non è portato


  11. #11
    alice1968
    Ospite non registrato
    Ti consiglio anch'io di leggere un po' di testi... mi sembri un po' digiuna anche di teoria. Prima di iniziare a fare colloqui orientativi sarebbe utile qualche tempo di affiancamento: il percorso per imparare a svolgere un lavoro in genere prevede che si impari la teoria, la teoria della tecnica, che si osservi un senior, che si provi a lavorare affiancati o supervisionati. A quel punto si può iniziare a considerarsi "capaci" (anche se il bisogno di confronto dovrebbe rimanere sempre). Le tue domande troveranno tutte risposta.
    Non sottovalutare il colloquio di orientamento, ha molti aspetti comuni con il colloquio che si impara a fare in clinica, ma gli obiettivi sono diversi e la sua gestione prevede parti strutturali differenti.
    in bocca al lupo
    Alice

  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Io infatti sono del clinico
    Però vorrei ampliare il raggio d'azione all'orientamento, ho fatto l'esame di psico dell'orientamento con la Boncori e sono rimasta a bocca asciutta che essendo una (pur ottima) testista, il tutto si risolveva in test psicoattitudinali, contornati da fuffa, questo ha molto condizionato il mio approccio agli atri libri di orientamento, sbirciandoli ho notato che abbondano di fuffa o delle solite cose: fase di accoglienza, di aprofondimento-di restituzione-rogers, ma pochissime o nulle analisi di casi (e io che sono una clinica non solo le voglio, ma ...le pretendo ) per questo ponevo dei quesiti molto "pratici"

  13. #13
    alice1968
    Ospite non registrato
    I consigli che ti ho dato ricalcano la strada che ho percorso io: laureata con indirizzo clinico (esattamente come te), ho fatto un corso di specializzazione regionale sull'orientamento, ho letto vari libri e, come ti ripeto, cosa molto importante, ho fatto affiancamento e sono poi stata affiancata nei miei primi colloqui.
    In ogni arte si impara "copiando" un po' gli altri (meglio se più d'uno) e poi ci si forma un proprio stile.
    Occorre conoscere ben l'orientamento informativo e quello formativo, con qualunque utenza e fascia d'età tu debba lavorare.
    Non poni quesiti molto "pratici", ma da persona molto "digiuna" che ha bisogno di formarsi. Intanto non so come mai tu abbia inserito questa richiesta d'aiuto nella stanza della psicologia clinica (io l'avrei inserita nella stanza della psicologia del lavoro), e poi al tuo posto seguirei i consigli di chi, come me e Peperina ti suggerisce di formarti per imparare a svolgere questo lavoro.
    Sarebbe come se un clinico chiedesse ad un collega: "cosa devo dire ad una donna che mi ha detto che vorrebbe lasciare il marito ma che non è sicura che sia la cosa giusta perchè non vuole rovinare la sua famiglia....."?.
    Si può rispondere solo conoscendo BENE il caso, la storia della persona, le ragioni delle sue scelte passate e presenti, il modo in cui affronta le cose, il significato che rivestono per lei persone ed eventi eccetera eccetera eccetera.
    In orientamento formativo è la stessa cosa: in un percorso che si fa insieme all'utente, lo si aiuta a compiere le proprie scelte, in maniera autoreferenziale, dove tu sei un facilitatore, che non dà "consigli" e non sceglie per lui. Lo aiuti a raccogliere dati su di sè, sul mondo del lavoro e della formazione, e con tutti questi dati, alla fine, compirà una scelta consapevole. Gli trasmetti un metodo.
    Ti auguro di imparare questo mestiere e di avere la fortuna di poterlo esercitare, perchè può essere ricco di soddisfazioni.
    Un saluto
    Alice

  14. #14
    Puoi trovare molte risorse scaricabili sull'orientamento sul sito


    http://www.orientamento.it/orientamento/index.htm


    In più se hai l'adsl (io no sigh ) puoi scaricarti il modello di organizzazione di una sede orientativa completo di modelli e procedure al sito

    http://www.regione.sicilia.it/lavoro...Form/index.htm

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