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  1. #1

    GGG (Global Gender Gap) viva l'ItaGlia

    Leggo da Miru questa notizia:
    Il World Economic Forum ha pubblicato il Gender Gap Index, e cioè l'indice che stabilisce in che misura le donne hanno raggiunto la parità con gli uomini nelle cinque aree critiche della partecipazione economica, delle opportunità offerte alle donne una volta entrate nel mondo del lavoro, del potere politico, dell'istruzione e della salute.
    Mettetevi sedute.
    Stiamo a pagina due.
    Siamo il numero 45. Tra la Thailandia e l'Indonesia.
    Su 58.

    Women's Empowerment: Measuring the Global Gender Gap

    Il report della ricerca

    Dopo la libertà di stampa, un altro ottimo posizionamento per l'ItaGlia. Che dire? Vorrei riuscire a stupirmi.
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  2. #2
    L'avatar di Haruka
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    4

    Re: GGG (Global Gender Gap) viva l'ItaGlia

    Originariamente postato da Mia_Wallace

    Mettetevi sedute.
    Stiamo a pagina due.
    Siamo il numero 45. Tra la Thailandia e l'Indonesia.
    Su 58.


    motivazioni di una cosa del genere?
    E' anche vero che a volte (guardando alcune donne) cmq penso che buona parte del problema sia proprio in seno al nostro genere

  3. #3
    i punteggi ottenuti nelle cinque scale di cui sopra, ricavati da varie fonti (le fonti sono reperibili a pagina 19 del .pdf)
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Re: Re: GGG (Global Gender Gap) viva l'ItaGlia

    Originariamente postato da Haruka
    E' anche vero che a volte (guardando alcune donne) cmq penso che buona parte del problema sia proprio in seno al nostro genere
    Lo penso anche io...
    *** Homo sum: humani nihil a me alienum puto ***

    oPS-StaNZa Di uRBiNo iL Mio FoRuM



    Anche Ember nella setta dell'ASD *asdatrice musicista*
    [thanks to Angelus, fondatore della setta]

  5. #5
    ne parlano anche sul corriere
    qui

    La pari opportunità sul luogo di lavoro resta ancora un sogno per le donne italiane. Le nostre connazionali restano infatti tra le più discriminate del mondo, rispetto agli uomini, nella partecipazione al lavoro e nella vita sociale. Meglio sono addirittura le donne dello Zimbabwe, le thailandesi e le sudafricane, mentre ci superano in peggio la Grecia, l'India, la Turchia e l'Egitto. È quanto emerge da uno studio appena pubblicato del World Economic Forum che ha elaborato lo «Gender gap index» (indice delle differenze uomo-donna) da cui, senza alcuna sorpresa, spiccano in cima alla classifica le donne del Nord Europa: le svedesi al primo posto (con un indice del 5,53 in una scala da 1 a 7), seguite da norvegesi, islandesi, danesi e finladesi.

    Le italiane, con un indice di 3,50 punti, arrivano solo in 45esima posizione all'interno di una classifica di 58 Paesi che vede ultimi in assoluto Pakistan, Turchia e Egitto.
    Il rapporto, a firma del capo economista del World economic forum, Augusto Lopez-Claros, prende in considerazione cinque criteri: la partecipazione economica e la parità di remunerazione tra i due sessi; le opportunità di accesso a tutti i tipi di lavoro; la rappresentatività nelle strutture decisionali dei paesi; l'accesso all'educazione; infine l'assistenza alla salute e alla maternità. L'Italia detiene il primato negativo per partecipazione e opportunità economiche (51 esimo e 49 esimo posto), si colloca al 48esimo posto per presenze femminili al potere e al 41 esimo per accesso all'educazione. Punti di forza restano però la tutela della salute e maternità: qui il Paese delle «mamme» si impenna verso la cima della classifica con l'11 esimo posto.
    Laconico il commento del Wef: «come prevedibile in Paesi con una cultura notoriamente patriarcale, Italia e Grecia hanno una performance scadente nella partecipazione e nelle opportunità economiche». Tra i Paesi del G7, la palma va al Canada (settimo nella graduatoria globale) davanti a Gran Bretagna e Germania. La Francia è 13esima, gli Stati Uniti 17esimi e il Giappone 38esimo. Indietro nella classifica anche la Svizzera (34esima), dietro alla Cina. In fondo alla graduatoria, davanti all'Egitto si trovano Turchia, Pakistan e Giordania. «Nessun Paese è riuscito ad eliminare la discriminazione tra i sessi, tuttavia i paesi nordici sono riusciti a ridurre il gap e a dare un modello realizzabile al resto del mondo», sottolinea il Wef.

    Il rapporto non manca di sottolineare, quanto all'accesso sul mercato del lavoro, che spesso le donne in posizioni manageriali devono fare una difficile scelta tra carriera e famiglia. Negli Usa, ad esempio, il 49% delle donne con posizioni ai vertici non ha figli contro il 19% dei loro colleghi maschi. Il Wef, infine, rileva la correlazione esistente tra discriminazione e competitività nel senso che i Paesi più competitivi tendono ad avere il minore «gender gap» e viceversa. «La correlazione non implica necessariamente la causalità, ma - conclude lo studio - questi paragoni forniscono un'indicazione preliminare del legame tra le pari opportunità per le donne e il potenziale di crescita di lungo termine di un paese».
    16 maggio 2005
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    quando leggo queste cose mi sconforto

    Non perchè non le sappia, non perchè non le viva, non perchè non le abbia dolorosamente sperimentate sulla mia pelle, ma perchè continuo ad inseguire questo sogno da sempre, fin da quando mi ribellai ai fiocchetti rosa e lottai con tutte le mie forze (inutilmente) per iscrivermi ad un istituto per geometri (è per maschi), il sogno di un mondo ove le persone vengano prima del sesso.

    quote
    Il Wef, infine, rileva la correlazione esistente tra discriminazione e competitività nel senso che i Paesi più competitivi tendono ad avere il minore «gender gap» e viceversa. «La correlazione non implica necessariamente la causalità, ma - conclude lo studio - questi paragoni forniscono un'indicazione preliminare del legame tra le pari opportunità per le donne e il potenziale di crescita di lungo termine di un paese».

    Questo continua ad alimentare la speranza
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  7. #7
    Vabbè, dirò: mi pare un po' esagerato.
    Come quando mettono la libertà di stampa in italia a metà tra tanzania e bolivia: mi pare eccessivo
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    nell'orbita di Anarres
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    E' proprio questo il punto, che assuefatti a tutto non ci stupiamo più di nulla e pensiamo che peggio di così non potra essere. Io, che vivo da più anni, questo passo di gambero lo vivo, lo sento e caz... scotta.
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  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
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    lo dico io che il mio Paese ideale è la Svezia!


    C'è come un dolore nella stanza,
    ed è superato in parte:
    ma vince il peso degli oggetti,
    il loro significare peso e perdita.
    |Amelia Rosselli|

    Charlotte - Vorrei poter dormire -
    | Lost in Translation|

  10. #10
    Pescelupo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da ghiretto
    E' proprio questo il punto, che assuefatti a tutto non ci stupiamo più di nulla e pensiamo che peggio di così non potra essere. Io, che vivo da più anni, questo passo di gambero lo vivo, lo sento e caz... scotta.
    Sottoscrivo in pieno. La disinformazione è eccessiva e fuorviante. Sono all'opposto della posizione di Dream: secondo me, siamo fin troppo ciechi e ottimisti..

  11. #11
    Troppo ciechi e ottimisti, eh?
    Io dico troppo piangina
    Sarò un inguaribile ottimista, ma ho dubbi quando si scrive che la situazione della donna in italia è peggiore in stati nei quali ancora nelle campagne si uccidono le nate femmine (leggasi cina), o peggiore di stati come Bangladesh.
    Peraltro le classifiche mi paiono quantomeno... controintuitive, ecco
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  12. #12
    Pescelupo
    Ospite non registrato
    Bè.. è un dato di fatto che a parità di lavoro, le donne hanno meno opportunità e sono pagate meno. Poi dalla parte di una donna, noti molte "sfumature" che ai maschietti sfuggono..
    Per quanto riguarda la disinformazione, ne farei un discorso più ampio e complesso: la maggior parte delle persone è poco o male informata, e questo riguarda la sfera delle abitudini civili; e per le statistiche e le classifiche, vanno prese con le molle perchè spesso sono fuorvianti. Ma se guardi quella della libertà di stampa, può sembrare eccessiva; però se pensi che la stampa è in mano a pochi, grandi gruppi con certi legami di potere.. insomma tutto lega. Anche se è vero che godiamo di una certa libertà, non è paragonabile a quella di paesi più civili.
    E allo stesso modo, se pure tra sessi abbiamo molte pari opportunità, non abbastanza. Ma per come la vedo io non è solo una questione di leggi quanto di atteggiamenti culturali. Sono in gioco usi e costumi, pregiudizi, religione. Anche la storia passata ha il suo peso.. provate a vedere quando è arrivato il suffragio universale nei diversi paesi..

  13. #13
    No, ma sicuramente: il fatto è che poi quelle statistiche penso siano fatte su dati relativi: cioè, potrebbe esserci (per i mezzi a disposizione, o, per dirla alla Amartya Sen, per le capabilities relative alla libera stampa) libertà di stampa = 100 e invece abbiamo 10, risulta che da noi la libertà di stampa è minima. Un paese con meno risorse del nostro dove la stampa è scarsamente controllata o non lo è per nulla probabilmente è trenta posizioni sopra di noi, ma non per questo io consiglierei ai giornalisti di andare a lavorare lì
    Stesso discorso per quanto riguarda le donne: magari in Bangladesh hanno posizioni paragonabili a quelle degli uomini, solo che la situazione economica non è paragonabile a quella italiana o spagnola o chenneso'.
    Insomma: un conto è dire che non è giusto che qui in italia gli uomini abbiano 100 e le donne 60, un altro conto è dire che in paesi in cui uomini e donne hanno 20 si stia meglio, almeno secondo me
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  14. #14
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Io più che altro non vedo tutta questa immane differenza... ve lo dico perchè mi possiate chiarire esattamente in cosa tecnicamente consistono questi gap (tolti ovviamente i pregiudizi, che quelli ci sono ma non costituiscono alcune legge).

    Io non ho mai visto lavori in cui gli uomini siano avvantaggiati in quanto a paga o possibilità, se non per via delle naturali condizioni fisiche (ovvio che il mio ragazzo può fare il muratore se vuole, io invece sarà molto dura ) o dei pregiudizi del boss (che magari non stima le donne, o che le sfrutta) che ad alcune donne ammettiamolo fanno solo comodo, perchè ho visto tante fare strada grazie agli occhioni dolci (per non dire peggio)...
    Ultima modifica di Ember : 18-05-2005 alle ore 18.04.12
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  15. #15
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    Provo a dirti due o tre cosine...

    1 studi psicologia, giusto? fai una percentuale degli studenti divisa per sesso e poi fai la stessa cosa con i professori.....
    2 guarda i consigli di amministrazione, e vedi quanti nomi femminili trovi
    3 se ti riesce di non vomitare fai lo stesso con il parlamento
    4 abbiamo un ministero apposito: le pari opportunità (inutile a mio avviso )
    5 chi comanda nelle gerarchie ecclesiastiche.....
    6 la morale sessuale rispetto a ragazzi e ragazze
    7 una donna della mia età senza uomo è zitella, un uomo è un ganzo
    8 la percentuale di disoccupazione femminile rispetto a quella maschile



    qui non trattiamo di lavori impiegatizi di bassa manovalanza o dei lavori di cura a cui accediamo da tempo, ma dei posti dove si decide, alias si pensa, e dove le donne sono percentualmente molto poco presenti, il mondo è stato pensato dagli uomini per gli uomini, indubitabilmente i passi avanti sono stati enormi in 60 anni, cioè da quando abbiamo il diritto di voto, ma è preoccupante che proprio voi giovanissime non abbiate sentore di questa sottesa strisciante ma ferrea discriminazione, forse questo è dovuto al fatto che non vi siete ancora scontrate con il mondo del lavoro, dove a parità di qualifica devi essere brava tre volte in più e dimostrarlo sempre....
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