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  1. #1
    Postatore Epico L'avatar di belanda
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    Mia Martini, dieci anni dopo

    Gli omaggi nell'anniversario della scomparsa dell'artista a "La storia siamo noi" le testimonianze di chi le era vicinoarla Marco Masini, a lungo vittima della stessa persecuzione.
    Il ricordo di una vita schiacciata
    "Si fidava degli altri, ma le hanno tolto l'amore e la passione"
    di ALESSANDRA VITALI

    MIMI', dieci anni fa. Mia Martini moriva il 12 maggio del 1995. Due giorni dopo veniva ritrovata riversa sul letto, il braccio teso verso il telefono che non era riuscita ad afferrare. Si disse e si scrisse di tutto, sulla sua morte, con foga pruriginosa. Quel che aveva mangiato, bevuto, ingerito e tanto altro. Si sa pure, però, che era impossibile diagnosticare con precisione medica la causa della fine prematura di una vita, e di una carriera, segnata dal pregiudizio, dalla persecuzione, dalla chiacchiera che certe volte più è scema e più è efficace.
    Sono, questi, i giorni del ricordo e della riflessione. Una prima tranche è andata in onda nella notte fra sabato e domenica, Notte Mimì su Retequattro, che replica nella notte fra l'11 e il 12 maggio, in quella fra il 12 e il 13 e in quella fra il 14 e il 15. Prima però, lunedì 9, alle 22.50 su RaiDue, ci pensa La storia siamo noi di Giovanni Minoli a ricostruire quella esperienza umana e artistica, drammatica e controversa, scandita da grandi successi e crisi profonde. Gli inizi difficili, il rapporto complesso con il padre, la storia d'amore con Ivano Fossati, la carriera, il buio. Curano lo speciale Caterina Stagno e Silvia Tortora, quest'ultima figlia di Enzo, insomma una che di vite stroncate dagli equivoci ne sa qualcosa.
    Ne parla volentieri anche un artista che della stessa persecuzione è stato vittima, pur con esiti meno drammatici. E che a Mia Martini (oltre che alla propria madre) ha dedicato la vittoria-riscossa al Festival di Sanremo 2004, Marco Masini.
    Iettatore. Un marchio che non si cancella?
    "Dipende. Per Mimì è stato diverso. Lei ne ha fatto una questione umana, io ho sofferto meno perché l'ho buttata sul piano professionale. A me procurava problemi pratici, nessuno mi faceva vendere le mie canzoni, non mi davano più alcuna opportunità. Ho dovuto smettere, e mi è parsa più un'offesa nei confronti del pubblico. Mimì era estremamente sensibile, amava il prossimo, si fidava degli altri. Sentirsi disistimata l'ha portata a mettere in discussione se stessa, sempre di più, fino alla fine".
    Non volle reagire?
    "Al contrario, ha lottato tanto, ma alla fine è stata schiacciata. Ha dimostrato coraggio, perseveranza, ma non ha retto a un meccanismo che era diventato più grande di lei. Negli ultimi tempi era distaccata dal suo lavoro, cominciava a odiarlo".
    Però diceva sempre che la musica era l'unico amore della sua vita.
    "E gliel'hanno tolto. Hanno fatto in modo che quel lavoro diventasse un condizionamento. Quello fra un'artista di quel calibro e la musica, doveva essere un amore eterno, infinito. Ma quando a quell'amore hanno sottratto la sua purezza, a Mimì hanno tolto il novanta per cento delle ragioni che la tenevano in vita. Un'ingiustizia. E ha mollato".
    Com'era Mia Martini?
    "Bella, sensibile, una grande artista. Ci siamo conosciuti quando il mio ex produttore, Giuseppe Bigazzi, con Beppe Dati avevano scritto per lei Gli uomini non cambiano. Poi l'ho rivista per alcuni spettacoli televisivi. Una grande umanità".
    Lei ne è venuto fuori, ha vinto a Sanremo nel 2004, ha partecipato anche all'ultima edizione del festival e ha in uscita un disco di inediti, Il giardino delle api. Però a qualcun altro potrebbe accadere ancora?
    "La pratica di prendere per i fondelli è sempre esistita. Come gioco, chiacchiera da salotto. E la cattiveria pure. A volte però sfugge di mano. Nessuno è pulito, tutti abbiamo ferito, con le parole. Meno drammatico quando capita a chi, come noi, ha la possibilità di replicare, magari attraverso i media. Peggio è quando succede, che ne so, a un ragazzino di sedici anni. Viene emarginato e porta la ferita per tutta la vita".
    Ora si sente al sicuro?
    "Mi ci sentivo anche prima. Perché a quelle storie della sfiga non ci credo. Le streghe non si bruciano più, è roba da medioevo".
    E Mimì?
    "E' insostituibile. Il segno che ha lasciato deve far riflettere. Perché a tutt'oggi non esiste ancora una voce femminile italiana come la sua. Senza togliere nulla ad altre artiste, ma il calore, il brivido di quella voce profonda, roca.... Resta sempre l'unica".

    Come le dicerie possono cambiare e rovinare una persona..
    E presi coscienza che la forza invincibile che ha spinto il mondo, non sono gli amori felici bensì quelli contrastati.
    (Gabriel García Márquez)

  2. #2
    Eowin
    Ospite non registrato
    Brava, Belanda, a ricordare Mia Martini, sebbene in un momento triste come l'anniversario della sua prematura scomparsa.
    Personalmente ho visto La Storia Siamo Noi e ho apprezzato che la RAI riproponesse la storia della sua vita e della sua carriera artistica, mi ha fatto piacere rivederla.
    Non voglio commentare le tragiche dicerie sensa senso che ne hanno parzialmente rovinato l'esistenza, perchè per me resterà sempre la grandissima interprete che ha segnato, con altri cantanti, un periodo remoto e fatato della mia vita con le sue canzoni.
    Riascoltare Piccolo Uomo e Minuetto mi ha magicamente rispedito alla mia preadolescenza, al primo registratore su cui ascoltavo i suoi nastri, alle mansarde dove ballavo i primi lenti (sono di epoca preistorica), alle amiche di un tempo, a un'atmosfera che la sua voce mi farà rivivere ogni volta che vorrò.
    No, come tutti i grandi artisti Mimì non è morta davvero, la sua anima vivrà per sempre nella sua musica.
    E scusate se sembra banale e trita retorica, non sono una poetessa, so dirlo solo così.

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
    Data registrazione
    19-12-2004
    Residenza
    Far away from Earth
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    16,004

    Re: Mia Martini, dieci anni dopo

    Originariamente postato da belanda


    Come le dicerie possono cambiare e rovinare una persona..
    cattiveria inutile e gratuita

  4. #4
    albertodid
    Ospite non registrato
    W MIMI'!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. #5
    L'avatar di Duccio
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    Ragazzi un'Artista splendida...una voce magnifica...una sensibilita' e un approccio al pubblico e alle note fuori dal comune...
    Domenica sera 5 giugno ci sara' un bel servizio curato da Vincenzo Mollica e da Renato Zero (suo intimo e caro amico)
    "Ho perso te
    tutto il resto è qua
    compreso chi
    ti ha condannata già
    è gente che
    una battuta e via
    vittime poi
    di quella stessa ironia
    ti ritroverò lo so
    se questo cuore ascolterò
    volando, volando
    e d’incanto sarai qui
    buffa e tenera così
    sospiro vitale...
    Dov’è Mimì "
    Ciao Mimi'

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