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Discussione: i sommersi e i salvati

  1. #1
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    i sommersi e i salvati

    Salve,
    prendo in prestito il titolo di questo libro per porvi un quesito: è ribadito da più parti che alcune condizioni sfavorevoli possano portare a disturbi più o meno gravi, ma cosa rende possibile nelle medesime condizioni salvarsi, (medesime condizioni è da intendersi in senso lato) tirarsi fuori? In altre parole cosa potrebbe discriminare gli uni dagli altri?
    grazie a tutti
    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


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  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Ciao Ghiretto! Hai postato una delle domande da 100 milioni di qualunque cosa!

    Non pretendo nemmeno di abbozzare una risposta, dato è uno degli argomento più controversi e più interessanti di psicologia della salute e di psicologia in genere. Di solito ci si trova di fronte a posizioni contrastanti.
    C'è chi pensa che la capacità delle persone di sopportare e resistere ad avvenimenti avversi (chiamala resilienza, capacità di coping, o in qualunque altro modo, è quella cosa lì, insomma... ) dipende da fattori interni alla persona. Quindi le persone resistono così perché sono fatte così.
    C'è chi pensa che tutto dipenda dalla situazione e che, in determinate situazioni, qualunque persona, con qualsiasi caratteristica, si comporterebbe allo stesso modo.
    C'è chi sostiene si tratti di una miscela delle due posizioni precedenti, per cui, data una persona, con il suo patrimonio genetico e la sua storia, se viene messa in una data situazione e la interpreta nel modo A (a causa dei fattori interni), si otterrà una certa risposta, altrimenti se ne otterrà un'altra. A patto che gli stimoli provenienti dalla situazione siano inferiori ad una data soglia, superata la quale i fattori "interni" non hanno più alcuna importanza.
    Ti faccio un esempio, per tentare di essere più chiaro. Sto leggendo "Bourreaux et Victimes: La Psychologie de la Torture", di Françoise Sironi, una psicoterapeuta psicoanalista che ha fondato il Centro Primo Levi a Parigi e lavora al Centre Devereux di Etnopsichiatria. Nel suo testo, dedicato alla psicologia della tortura ed alla psicoterapia delle persone che sono state vittime di torture, ella afferma che "... quello che i torturatori ripetono sempre alle loro vittime è che prima o poi, presto o tardi, tutti finiscono per cedere e parlare. Tutti, nessuno escluso, finiscono per tradire i loro compagni... ".
    Ora, sebbene questa sia una situazione estrema, non è meno vera. D'altra parte, anche gli esperimenti compiuti da Milgram sull'obbedienza vanno a sostegno dell'ipotesi situazionale e contro le ipotesi dei tratti.

    Ma mi fermo qui, per ora. Tu cosa ne pensi?
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    domanda da milioni?

    Diciamo che in merito a questa problematica, per la quale ho cercato più volte riferimenti presso i miei docenti e che in fondo è stata la spinta verso questo tipo di studi, io non ho affatto le idee chiare e in un certo senso il mio pensiero risente di esperienza personali che ne inficiano l'oggettività.
    Il pensiero che vuole che siano le caratteristiche proprie dell'individuo ad indirizzarne le scelte, indipendentemente dalle situazioni contingenti, mi vede fortemente perplessa per il riduzionismo il determinismo e lo scarso o addirittura nullo peso dato all'ambiente, il pensiero interazionista mi sembra, come spesso accade, una facile risposta che media tra le variabili in campo senza rendere effettivamente chiaro quale istanza personale si incastri con una specifica esperienza ambientale (faccio un esempio che so un certo livello di QI con un particolare incontro felice mettiamo con un docente) e quindi mi sembra svilire con un semplicistico interazionismo una tematica complessa, insomma sembra la panacea di tutti i mali, il contesto situazionale, che in circostanze estreme come quelle da te descritte relative alla tortura possono indubitabilmente avere una valenza, trovo abbiano nelle circostanza più comuni, che so famiglie multiproblematiche situazioni di abbandono alcolismo ecc, ecc, meno capacità di indirizzare sempre e comunque verso una soluzione precisa, sia essa positiva o negativa.
    Come si può notare sono decisamente confusa
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  4. #4
    agex
    Ospite non registrato
    Giretto.“è ribadito da più parti che alcune condizioni sfavorevoli possano portare a disturbi più o meno gravi, ma cosa rende possibile nelle medesime condizioni salvarsi, (medesime condizioni è da intendersi in senso lato) tirarsi fuori? In altre parole cosa potrebbe discriminare gli uni dagli altri?grazie a tutti”” A patto che gli stimoli provenienti dalla situazione siano inferiori ad una data soglia, superata la quale i fattori "interni" non hanno più alcuna importanza.”

    Ghiretto hai la nostra solidarietà e comprensione, infatti tutta la problematica inerente allo stato di precarietà non è stata studiata con la dovuta attenzione: noi riteniamo che lo stato di forte precarietà comporta dei rischi che consistono nella cosiddetta “risposta paradossale”. Il cervello opera attraverso dei sistemi con soglie binarie, ciò vuol dire che se si satura il sistema del dolore l’ulteriore sollecitazione provoca il reclutamento del sistema antagonista del piacere e il soggetto si ritrova a sperimentare un piacere automaticamente. Per certi versi è stato chiamato masochismo, sadismo, ma anche sindrome di Stoccolma, o strategia della tensione, è stato descritto in molte situazioni e le religioni ne vantano una forte esperienza in materia, ma la psicologia commerciale no, boicotta sistematicamente il dibattito sull’argomento per non intaccare l’abuso di psicofarmaci. In sostanza la tua domanda è validissima: tu chiedi cosa succede nel cervello di chi si trova in stato di bisogno e noi ti proponiamo di riflettere sul concetto del paradosso…a presto….

  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    I sommersi e i salvati

    Originariamente postato da ghiretto
    domanda da milioni?

    Diciamo che in merito a questa problematica, per la quale ho cercato più volte riferimenti presso i miei docenti e che in fondo è stata la spinta verso questo tipo di studi, io non ho affatto le idee chiare e in un certo senso il mio pensiero risente di esperienza personali che ne inficiano l'oggettività.
    ...
    Come si può notare sono decisamente confusa
    Beh, se ti può consolare, anch'io sono piuttosto confuso, in merito. È una domanda forte, che credo ci siamo posti tutti. Perché alcuni così e altri cosà? Perché alcuni si ammalano e altri no? Ma guarda che vale anche per le malattie fisiche, dal raffreddore alla peste. Non tutti si ammalano. Di quelli che si ammalano, non tutti si ammalano allo stesso modo. Tra quelli che si ammalano allo stesso modo, alcuni guariscono, altri no.
    Io non ho risposte ma, per quel che riguarda il comportamento degli esseri umani, tendo a pensare che dipenda dalla situazione più che da fattori interni. Ma è una mia posizione, ancora non sufficientemente meditata. Sarebbe interessante intervenissero altri. Accadueo, Wrubens, Wallace, dove siete?
    Ciao

    Guglielmo

  6. #6
    Eowin
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    A mio parere prima di tutto il contesto è determinante nel DEFINIRE la presenza in una persona di una patologia, nel senso che se nessuno cristallizza con un'etichetta diagnostica un individuo resta indeterminato se costui sia sommerso o salvato.
    Ma più di fondo direi che non possiamo definire con precisione tutte le variabili che interagiscono, nè se siano preponderanti i fattori individuali o quelli ambientali, semplicemente perchè è un dato di fatto che esiste un'alea di imponderabile, fattori che intervengono in dimensioni che hanno un'esistenza probabilistica ed il cui effetto è rilevabile solo, appunto, nella manifestazione che assumono nella nostra contingente esperienza di esseri tridimensionali e situati in un continuum temporale.
    Immagino che il mio discorso possa apparire un po' pazzesco, ma il succo è che col solito modo di pensare riduzionistico non è possibile arrivare a dare conto di tutta la ns realtà sia fisica che esperienziali.
    Potrei fare degli esempi. Lavoiser testimoniò al supremo tribunale di Parigi nella sua veste di massimo esperto di scienza naturale che i contadini che asserivano le loro masserie essere state danneggiate da "grosse pietre cadute dal cielo" erano senza dubbio mentitori, in quanto era IMPOSSIBILE che oggetti più pesanti dell'aria cadessero dal cielo.
    Ovviamente era impossibile per le conoscenze dell'epoca.
    Quindi io penso che allo stato non possiamo trovare una risposta alla domanda che Ghiretto ripropone, ma che ci siamo fatti tutti, perchè forse la risposta sarebbe reperibile in contesti spazio-tempo-esperienziali di cui ad oggi non abbiamo sentore.

  7. #7
    agex
    Ospite non registrato
    “Potrei fare degli esempi. Lavoiser testimoniò al supremo tribunale di Parigi nella sua veste di massimo esperto di scienza naturale che i contadini che asserivano le loro masserie essere state danneggiate da "grosse pietre cadute dal cielo" erano senza dubbio mentitori, in quanto era IMPOSSIBILE che oggetti più pesanti dell'aria cadessero dal cielo.
    Ovviamente era impossibile per le conoscenze dell'epoca.
    Quindi io penso che allo stato non possiamo trovare una risposta alla domanda che Ghiretto ripropone, ma che ci siamo fatti tutti, perchè forse la risposta sarebbe reperibile in contesti spazio-tempo-esperienziali di cui ad oggi non abbiamo sentore.”

    Possiamo essere più vicini alla realtà quotidiana (senza togliere nulla al grande Lavoiser)? Cosa pensa, in termini clinici (sommersi e salvati), il nostro affabile interlocutore, per es. del caso Angelo Izzo????

  8. #8
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Willy

    Io mi sono soffermato un pò sul concetto di "condizioni sfavorevoli" . Per prima cosa, ho pensato che tutti attraversano delle condizioni sfavorevoli, dal più ricco al più povero, dal più pacifico del mondo al più belligerante, dall' astronauta al palombaro. Poi, ho 'visto' che le condizioni sfavorevoli possono essere percepite dal singolo, dall' "esterno" o da entrambi. Nel primo caso, ci può essere Bill Gates, che percepisce come condizione sfavorevole la legge dell'antitrust, si trova "sommerso" da questo muro (costruito da altri) e ci sta male, soffre di insonnia, si sente perseguitato, ha attacchi di panico (sto sparando).
    Nel caso che siano gli altri a percepire la condizione sfavorevole di una persona, famiglia, gruppo, comunità, paese, stato, ecc., son questi 'altri' a dare un valore sulla qualità di vita (nel generale e nel particolare) che è di livello inferiore, svantaggiato rispetto al proprio e quindi si "muovono" nel momento in cui la differenza percepita si fa forte. Mi spiego con un esempio. Il 'bisogno' del sindacato italiano di voler far cambiare l' idea che i cinesi hanno del lavoro.. i cinesi lavoratori si trovano in una condizione svantaggiata rispetto alla nostra idea (italiana) del lavoro, ma siamo sicuri che loro percepiscano lo stesso svantaggio? Ulteriore esempio, io cresco in luogo dove si mangiano solo verdure (siamo tutti in salute "felici e contenti") ad un certo punto arriva il più famoso nutrizionista del mondo raccontando che in quel luogo dove si mangiano verdure, vivono una condizione svantaggiata rispetto alla sua idea, perchè mancano elementi essenziali nutrizionistici per crescere davvero bene.
    Nel terzo caso, dove "tutti" percepiscono la condizione sfavorevole, può accadere che: è il diretto interessato ad urlare il fatto che si trova in una condizione sfavorevole e che gli altri sentino e accolgano la richiesta con un aiuto; che siano prima gli altri a vedere e informare della condizione al diretto interessato che poi deciderà se effettivamente si tratta di svantaggio e infine, le situazioni che possono definirsi catastrofiche, dove la percezione dello svantaggio è visibile a tutti nello stesso momento ( tipo la storia del maremoto). Tutte queste possibiltà formano delle situazioni complesse, dove magari c'è un popolo che manifesta (o non può) la condizione sfavorevole e che il governatore dello stesso non la percepisca come tale, al contrario, dal canto suo percepisce come condizione sfavorevole il fatto che non è compreso dal suo popolo e quindi utilizza le armi che ha a disposizione e che gli altri.. ecc... ecc. ecc..
    Stesso discorso, penso che si possa fare con il concetto di 'disturbo' nelle sue variazioni.. in pratica ripeto quanto scritto sopra sostituendo "condizioni sfavorevoli" con "disturbo"

  9. #9
    A questo proposito per me è stato fondamentale seguire il corso della Prof Belardinelli in merito alla Costruzione della realtà (libro omonimo): partendo da esperimenti integrati tra biologia, psicologia animale, sociale, psicoanalisi, filosofia, linguistica, teoria della scienza, cibernetica...la suddetta ha cercato una conciliazione tra tesi empirista ed innatista attraverso il modello sistemico-costruttivista che non prevede una dicotomia tra Soggetto e Oggetto-Ambiente..
    La realtà relazionale , intesa come rapporto organismo-ambiente è basata sulla ricerca dell'equilibrio dinamico (una delle cause del comportamento) però questa stessa ricerca di equilibrio omeostatico non è rigidamente determinata o definitivamente condizionante, infatti la valutazione dello stato di equilibrio, la scelta dei modi, dei mezzi, e dei tempi necessari a ripristinare una condizione di partenza competono all'INDIVIDUO con il suo corredo biologico, psicologico personale.
    Il modello è stato costruito seguendo anche l'analogia mente-computer secondo il modello feed-forward, ovvero di retroazione in cui lo scopo posto nel futuro diventa la causa che regola la sclta dell'azione da intraprendere.
    Nello sviluppo di una persona sono quindi determinanti da un lato la matrice relazionale (famiglia, paese di provenienza, cultura sociale condivisa ecc) e dall'altro l'individualità della persona (corredo biologico, eventi di
    vita, relazioni ecc).
    Personalmente questo modello, seppur complicato da seguire, mi ha dato una chiave di lettura di più ampio respiro e soprattutto non dicotomica!!
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
    ....."MORBOSOooo"
    "Amo il rigore Bauhaus...cravattina nera, camicia bianca...stailosisssima"

    "...mi disturbi esteticamente..."

    http://www.radiodd.com

  10. #10
    agex
    Ospite non registrato
    ”Io mi sono soffermato un pò sul concetto di "condizioni sfavorevoli" . Per prima cosa, ho pensato che tutti attraversano delle condizioni sfavorevoli, dal più ricco al più povero, dal più pacifico del mondo al più belligerante, dall' astronauta al palombaro. Poi, ho 'visto' che le condizioni sfavorevoli possono essere percepite dal singolo, dall' "esterno" o da entrambi. Nel primo caso, ci può essere Bill Gates, che percepisce come condizione sfavorevole la legge dell'antitrust, si trova "sommerso" da questo muro (costruito da altri) e ci sta male, soffre di insonnia, si sente perseguitato, ha attacchi di panico (sto sparando).”



    L’abbiamo capito...


    ”Nel caso che siano gli altri a percepire la condizione sfavorevole di una persona, famiglia, gruppo, comunità, paese, stato, ecc., son questi 'altri' a dare un valore sulla qualità di vita (nel generale e nel particolare) che è di livello inferiore, svantaggiato rispetto al proprio e quindi si "muovono" nel momento in cui la differenza percepita si fa forte. Mi spiego con un esempio.

    Il 'bisogno' del sindacato italiano di voler far cambiare l' idea che i cinesi hanno del lavoro.. i cinesi lavoratori si trovano in una condizione svantaggiata rispetto alla nostra idea (italiana) del lavoro, ma siamo sicuri che loro percepiscano lo stesso svantaggio? Ulteriore esempio, io cresco in luogo dove si mangiano solo verdure (siamo tutti in salute "felici e contenti") ad un certo punto arriva il più famoso nutrizionista del mondo raccontando che in quel luogo dove si mangiano verdure, vivono una condizione svantaggiata rispetto alla sua idea, perchè mancano elementi essenziali nutrizionistici per crescere davvero bene.”

    Come lo chiameresti tu il nutrizionista? Noi un opportunista che cerca di vendere i suoi prodotti.


    ”Nel terzo caso, dove "tutti" percepiscono la condizione sfavorevole, può accadere che: è il diretto interessato ad urlare il fatto che si trova in una condizione sfavorevole e che gli altri sentino e accolgano la richiesta con un aiuto; che siano prima gli altri a vedere e informare della condizione al diretto interessato che poi deciderà se effettivamente si tratta di svantaggio e infine, le situazioni che possono definirsi catastrofiche, dove la percezione dello svantaggio è visibile a tutti nello stesso momento ( tipo la storia del maremoto). Tutte queste possibiltà formano delle situazioni complesse, dove magari c'è un popolo che manifesta (o non può) la condizione sfavorevole e che il governatore dello stesso non la percepisca come tale, al contrario, dal canto suo percepisce come condizione sfavorevole il fatto che non è compreso dal suo popolo e quindi utilizza le armi che ha a disposizione e che gli altri.. ecc... ecc. ecc..
    Stesso discorso, penso che si possa fare con il concetto di 'disturbo' nelle sue variazioni.. in pratica ripeto quanto scritto sopra sostituendo "condizioni sfavorevoli" con "disturbo"”



    Insomma a seguirti e a leggerti sembra che a qualcuno di noi sia venuto il mal di testa, perché a decidere se una condizione è sfavorevole o favorevole è solo il soggetto, l’individuo o la massa che è la stessa cosa…..insomma tutto sembra avvenire “dintro a capa” e dintro c’è il cervello, chi stabilisce lo sfavorevole è solo il cervello!!!!!, infatti per rimanere nella proposta emblematica ti segnaliamo che durante lo tsunami recente ci sono filmati che fanno vedere gente (una minoranza) che correva “verso” l’onda perché attratti dal fenomeno che non vedevano “sfavorevole”, molta gente è sollecitata dal brivido dell’incidente stradale, che avete visto “CRASCH” un film sul codice binario e sul piacere paradossale. Grazie del contributo….gli agex

  11. #11
    agex
    Ospite non registrato
    "...infatti la valutazione dello stato di equilibrio, la scelta dei modi, dei mezzi, e dei tempi necessari a ripristinare una condizione di partenza competono all'INDIVIDUO con il suo corredo biologico, psicologico personale."

    Noi non la pensiamo così: sosteniamo a differenza della tesi che l’individuo si muova esclusivamente per la ricerca di piacere che potrà essere affettivo o istintivo.


    ”Il modello è stato costruito seguendo anche l'analogia mente-computer secondo il modello feed-forward, ovvero di retroazione in cui lo scopo posto nel futuro diventa la causa che regola la scelta dell'azione da intraprendere.”

    Dunque non è un modello biologico ma astratto e computazionale, non tiene conto dell’emozione e del codice binario…dunque..cui prodest??????

    “Nello sviluppo di una persona sono quindi determinanti da un lato la matrice relazionale (famiglia, paese di provenienza, cultura sociale condivisa ecc) e dall'altro l'individualità della persona (corredo biologico, eventi di vita, relazioni ecc).
    Personalmente questo modello, seppur complicato da seguire, mi ha dato una chiave di lettura di più ampio respiro e soprattutto non dicotomica!!”

    Ci fa piacere che ti abbia dato sollievo, mentre a noi, purtroppo, ci ha spaventato perché non tiene conto del cervello…..

  12. #12
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Originariamente postato da agex

    L’abbiamo capito...
    bene, sono contento


    Come lo chiameresti tu il nutrizionista? Noi un opportunista che cerca di vendere i suoi prodotti.
    Il nutrizionista (dato che ho fatto io l'esempio, quindi decido io cosa voleva dire (come nel sogno)) si riferiva alla carne.. adesso mi direte che è opportunista lo stesso perchè sicuro è imparentato con un produttore di carne?


    Insomma a seguirti e a leggerti sembra che a qualcuno di noi sia venuto il mal di testa,
    mi spiace per il vostro collega.. spero che oggi stia meglio e che abbia fatto tanti bei sogni che hanno segnalato un pericolo per un desiderio rimosso così da assicurarsi il benessere

    perché a decidere se una condizione è sfavorevole o favorevole è solo il soggetto, l’individuo o la massa che è la stessa cosa…..insomma tutto sembra avvenire “dintro a capa” e dintro c’è il cervello, chi stabilisce lo sfavorevole è solo il cervello!!!!!,
    bravi! Però se volete essere più incisivi e più profondi la prossima volta perchè non parlate di cellule?
    Secondo voi, come si sviluppa l'idea di una situazione sfavorevole nel cervello? Mi ricordo che voi in un thread sul sogno avete affermato che il bambino "è un bambino e non ha il senso del pericolo e dunque felicemente si butta giù. " .QUI Ebbene, sempre secondo voi, se non è il bambino(cervello) chi è che gli dice che "quella" è una condizione sfavorevole?
    Prendiamo voi come gruppo di lavoro(ho letto la vostra storia che avete descritto qui su Ops). Se Ale non avesse incontrato il Dott. Mattioli, cosa penserebbe oggi del codice binario? Tutto è cerebrale all' inizio e alla fine certo.. ma questa 'materia' da dove si sviluppa se non dalle relazioni delle idee e punti di vista degli altri? Voi che parlate tanto di Bion, forse ogni tanto vi scordate che il contenitore alfa e beta sono 'riempiti' dalla relazione con la madre.. o care giver che sia.. non potete fermarvi solo nel concetto di contenitore, di cervello. Perde di significato, cade nel vuoto...



    infatti per rimanere nella proposta emblematica ti segnaliamo che durante lo tsunami recente ci sono filmati che fanno vedere gente (una minoranza) che correva “verso” l’onda perché attratti dal fenomeno che non vedevano “sfavorevole”,
    ho visto anche io quei filmati e quella gente non correva verso l'onda bensì verso il ritirarsi del mare prima dell' onda! Adesso il mondo ha imparato che se c'è un eccessivo ritirarsi del mare, questo è da considerarsi come segnale di pericolo nei confronti di uno Tsunami emerso.
    molta gente è sollecitata dal brivido dell’incidente stradale, che avete visto “CRASCH” un film sul codice binario e sul piacere paradossale. Grazie del contributo….gli agex
    Molta gente è sollecitata dal brivido dell' incidente stradale?
    ma a fare cosa? Spero di non aver capito che voi vi riferite al fatto che poi fanno come nel film Crash (che non è neanche tratto da una storia vera)...

  13. #13
    agex
    Ospite non registrato
    Accadueo quote: “L’abbiamo capito... bene, sono contento.Come lo chiameresti tu il nutrizionista? Noi un opportunista che cerca di vendere i suoi prodotti.

    “Ulteriore esempio, io cresco in luogo dove si mangiano solo verdure (siamo tutti in salute "felici e contenti") ad un certo punto arriva il più famoso nutrizionista del mondo raccontando che in quel luogo dove si mangiano verdure, vivono una condizione svantaggiata rispetto alla sua idea, perchè mancano elementi essenziali nutrizionistici per crescere davvero bene.”

    Il nutrizionista (dato che ho fatto io l'esempio, quindi decido io cosa voleva dire (come nel sogno)) si riferiva alla carne.. adesso mi direte che è opportunista lo stesso perchè sicuro è imparentato con un produttore di carne?”

    No è opportunista perché fa gli interessi della sua idea…..ma che tu sei imparentato con il commerciante di carne????

    ”Insomma a seguirti e a leggerti sembra che a qualcuno di noi sia venuto il mal di testa, “mi spiace per il vostro collega.. spero che oggi stia meglio e che abbia fatto tanti bei sogni che hanno segnalato un pericolo per un desiderio rimosso così da assicurarsi il benessere”

    Sicuramente ci avrà dormito sopra…..capita.

    “”perché a decidere se una condizione è sfavorevole o favorevole è solo il soggetto, l’individuo o la massa che è la stessa cosa…..insomma tutto sembra avvenire “dintro a capa” e dintro c’è il cervello, chi stabilisce lo sfavorevole è solo il cervello!!!!!, ““bravi! Però se volete essere più incisivi e più profondi la prossima volta perchè non parlate di cellule?”

    Se vuoi potremmo anche parlare di calcio, di sport, tanto le cellule stanno allo sport come il cervello all’acqua minerale, pragmaticamente parlando. I risultati degli studi offerti oggi sulla singola cellula non aiutano a capire il cervello perchè oggi si capisce meglio il cervello se si studiano i SISTEMI che lo compongono e non le singole cellule. Spero che ora sia chiaro una volta per tutte: chi parla di cellule per spiegare il cervello fa altri interessi ovvero oggi si parla di cellule solo per vendere farmaci: il neurone epilettico non esiste!!!! Mentre esiste l'epilessia come forma clinica.

    “.Secondo voi, come si sviluppa l'idea di una situazione sfavorevole nel cervello?”

    Solo ed sclusivamente in funzione della soglia dei sistemi emotivi dolore/piacere.

    “ Mi ricordo che voi in un thread sul sogno avete affermato che il bambino "è un bambino e non ha il senso del pericolo e dunque felicemente si butta giù. " .” Ebbene, sempre secondo voi, se non è il bambino(cervello) chi è che gli dice che "quella" è una condizione sfavorevole?.”

    Nel caso del bambino che ancora non ha sviluppato il cervello glielo dice la madre che serve così alla formazione del cervello e delle soglie.

    “Prendiamo voi come gruppo di lavoro(ho letto la vostra storia che avete descritto qui su Ops). Se Ale non avesse incontrato il Dott. Mattioli, cosa penserebbe oggi del codice binario?”

    Nulla o poco presupponiamo. Ma Ale ha incontrato il Mattioli e come lui anche il resto del gruppo, solo che Ale (rispetto al resto del gruppo) si è disposto ad apprendere e a capire ed ha contribuito a costruire un gruppo di lavoro perchè il suo di cervello gli ha fatto notare la novità……mentre il gruppo pragmaticamente si è coalizzato contro la novità e sostiene che non ha bisogno del nuovo…..per non intaccare certi interessi (pensiamo noi).

    “ Tutto è cerebrale all' inizio e alla fine certo.. ma questa 'materia' da dove si sviluppa se non dalle relazioni delle idee e punti di vista degli altri?”

    Infatti concordiamo in pieno: noi non riusciamo a far sviluppare perché ci sono alcuni “altri” che non vogliono il confronto e dunque non si sviluppa un fico secco. Il nazismo voleva solo il suo sviluppo e usava la forza e la repressione e le minacce per farlo…non conpsciamo già la storiellina...qualcuno vi disturba?????.

    “ Voi che parlate tanto di Bion, forse ogni tanto vi scordate che il contenitore alfa e beta sono 'riempiti' dalla relazione con la madre.. o care giver che sia.. non potete fermarvi solo nel concetto di contenitore, di cervello.”

    Noi parliamo tanto di Bion perché l’abbiamo studiato e conosciuto e proponiamo l’aggiornamento della griglia (di Bion), la relazione con la madre la conosciamo bene: riguarda la formazione del sentimento affettivo/istintivo, ma la formazione del sentimento è “dintro a capa”. Dimentichi come al solito il valore delle soglie: se un pulcino appena nato vede un pallone che rotola per lui è la madre..si chiama impronta, e rispetta la legge del codice binario. Tutto è cerebrale all' inizio e alla fine certo…. O NON CERTO????? Quel pallone per il pulcino è piacevole...anche se poi è sfavorevole..perchè????

    “ Perde di significato, cade nel vuoto...”

    Raccogliamolo il signfiicato e riportiamolo in auge: "spero che oggi stia meglio e che abbia fatto tanti bei sogni che hanno segnalato un pericolo per un desiderio rimosso così da assicurarsi il benessere"

    ”infatti per rimanere nella proposta emblematica ti segnaliamo che durante lo tsunami recente ci sono filmati che fanno vedere gente (una minoranza) che correva “verso” l’onda perché attratti dal fenomeno che non vedevano “sfavorevole”, “ho visto anche io quei filmati e quella gente non correva verso l'onda bensì verso il ritirarsi del mare prima dell' onda!”

    L’acqua si ritirava per effetto dello tsunami che stava arrivando, e la gente correva verso lo tsunami…il ritiro dell’acqua e lo tsunami sono la stessa cosa, sono legati fra loro "correva verso l'onda bensì verso il ritirarsi del mare prima dell' onda!”….certo che è dura da capire !!!!

    “ Adesso il mondo ha imparato che se c'è un eccessivo ritirarsi del mare, questo è da considerarsi come segnale di pericolo nei confronti di uno Tsunami emerso.”

    Infatti c’era chi scappava e chi andava verso…certo che è dura farlo capire. Di fronte a un pericolo come un incidente stradale c’è chi ne rimane affascinato.

    “molta gente è sollecitata dal brivido dell’incidente stradale, che avete visto “CRASCH” un film sul codice binario e sul piacere paradossale. Grazie del contributo….gli agex ..Molta gente è sollecitata dal brivido dell' incidente stradale? ma a fare cosa? Spero di non aver capito che voi vi riferite al fatto che poi fanno come nel film Crash (che non è neanche tratto da una storia vera)...”

    Speriamo molto che la notte ci porti consiglio e faccia sognare/ragionare le persone con il cervello: le file della gente che ostacola i soccorsi negli incidenti stradali si chiamano “curiosi” e sono affascinati…..dallo spettacolo…….sapete perché???????? Perché ci provano dolore o piacere ??????? Succede anche a Palo Alto......la fila....dei curiosi.

  14. #14
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    Speriamo molto che la notte ci porti consiglio e faccia sognare/ragionare le persone con il cervello: le file della gente che ostacola i soccorsi negli incidenti stradali si chiamano “curiosi” e sono affascinati…..dallo spettacolo…….sapete perché???????? Perché ci provano dolore o piacere ??????? Succede anche a Palo Alto......la fila....dei curiosi.
    sentite belli.. se ragionare significa farlo con il vostro cervello allora io preferisco smettere di sognare.

    agex.. una cosa è la curiosità dell' incidente stradale e un' altra cosa è che voi mi paragonate il "fascino" dell' incidente stradale al voler perpetuare gli incidenti come nel film da voi citato "Crash" ...
    No è opportunista perché fa gli interessi della sua idea
    secondo voi che state facendo qui sul forum? Tutti facciamo gli interessi della "propria" idea.. così il nutrizionista, così il gruppo agex, così accadueo, cosi il prete ecc..

    L’acqua si ritirava per effetto dello tsunami che stava arrivando, e la gente correva verso lo tsunami…il ritiro dell’acqua e lo tsunami sono la stessa cosa, sono legati fra loro "correva verso l'onda bensì verso il ritirarsi del mare prima dell' onda!”….certo che è dura da capire !!!!
    il ritiro dell'acqua e lo tzunami non sono la stessa cosa! Avete detto bene dopo e cioè che sono LEGATI come fenomeni.. certo che è dura da capire.. una cosa è correre verso il mare che si ritira e un' altra è correre verso il muro d'acqua! Che in seguito al ritirarsi del mare poi esca fuori la grande onda, la gente (che ha corso verso) non lo sapeva.. non aveva idea di quello che stava per accadere.. mentre la gente del posto che conosce il fenomeno tzunami, per prima cosa ha iniziato a correre verso le colline..

  15. #15
    agex
    Ospite non registrato
    Accadeuo

    “sentite belli..”

    sì lo siamo, veramente belli!!! Non trovi??? Soprattutto i giovani del gruppo!!

    “.. se ragionare significa farlo con il vostro cervello allora io preferisco smettere di sognare.”

    Noi ci occupimnao di clinica e di metodo scientifico….


    ”agex.. una cosa è la curiosità dell' incidente stradale e un' altra cosa è che voi mi paragonate il "fascino" dell' incidente stradale al voler perpetuare gli incidenti come nel film da voi citato "Crash" ...”

    ah sì…. e quale è la differenza sulla fascinazione?????

    “No è opportunista perché fa gli interessi della sua idea..”

    stiamo parlando di abitudini alimentari, per cambiare una dieta prima occorre studiare il campo e poi intervenire….di solito prima si fa l’anamnesi, poi la visita e accertamenti/verifiche e infine poi la prognosi e la terapia!!!.

    “secondo voi che state facendo qui sul forum?”

    Secondo te cosa ci facciamo??? Anzi rispondi tu: che ci fai sul forum???

    “ Tutti facciamo gli interessi della "propria" idea.. così il nutrizionista, così il gruppo agex, così accadueo, cosi il prete ecc..”

    ….ma ognuno deve portare un contributo. OK: ma poi si deve dibattere questo contributo o no???

    “L’acqua si ritirava per effetto dello tsunami che stava arrivando, e la gente correva verso lo tsunami…il ritiro dell’acqua e lo tsunami sono la stessa cosa, sono legati fra loro "correva verso l'onda bensì verso il ritirarsi del mare prima dell' onda!”….certo che è dura da capire !!!!

    “il ritiro dell'acqua e lo tzunami non sono la stessa cosa!”

    la mela che cade dall’albero dove va in cielo????

    “ Avete detto bene dopo e cioè che sono LEGATI come fenomeni.. certo che è dura da capire.. una cosa è correre verso il mare che si ritira e un' altra è correre verso il muro d'acqua! Che in seguito al ritirarsi del mare poi esca fuori la grande onda, la gente (che ha corso verso) non lo sapeva.. non aveva idea di quello che stava per accadere.. mentre la gente del posto che conosce il fenomeno tzunami, per prima cosa ha iniziato a correre verso le colline..”

    c’è stato un gruppo minoritario di persone che correva verso, in sintesi erano attratti, affascinati paradossalmente…..come i nazisti da Hitler….

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