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  1. #1
    Partecipante Leggendario
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    30-05-2003
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    2,051

    Reflector e pedagogista clinico: "nuove" professioni o abuso di potere??

    Leggete qui:

    REFLECTOR

    Il REFLECTOR è il professionista che utilizza ogni segnale informatore per offrire alla persona idonee solecitazioni alla riflessione. Contrario ad ogni criterio terapeutico basato su precetti di autorità, su ordini, cosigli o inviti, il reflector aiuta l'individuo ad avvertire le contraddizioni, ad assumere consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte, ad innalzare l'edificio della propria personalità. Egli agisce una relazione indispensabile al bisogno che la persona ha di muoversi nella propria interiorità, di conoscere e discernere ogni aspetto dell'universalità che le appartiene, di sviluppare il proprio sè.

    Un'ora da un reflector costa 45 euro: il colloquio dura 50 minuti. I casi più gravi necessitano di un anno e mezzo di TERAPIA con due SEDUTE settimanali, COME NEL CASO DI UNA PERSONA CON ATTACCHI DI PANICO OGNI VOLTA CHE ESCE DI CASA.

    Cosa ne pensate??
    Io stenderei un lunghissimo velo pietoso, prendendo in cosiderazione anche il fatto che per diventare reflector occorrono 2 anni (400 ore) di formazione dopo una qualunque laurea quinquennale.

    SCANDALOSO!!!!!

    Sono basito anche per quanto riguarda la professione di PEDAGOGISTA CLINICO.
    Leggete qui:

    Il pedagogista clinico è il professionista che si avvale di tecniche e metodologie proprie ed esclusive (anamnesi e colloquio anamnestico, indagine sulle abilità senso-percettive, analisi dell'espressività motoria, metodologia e tecnica dei test, sintesi diagnostico-clinica) per affrontare i molteplici bisogni dell'individuo. Egli concretizza, in strutture pubbliche o private, diagnosi pedagogico-cliniche per conoscere la persona e svolge il suo impegno attuando interventi su soggetti di ogni età o su gruppi per favorire un'equilibrata evoluzione socio-relazione e psico-affettiva.
    il pedagogista clinico interviene con strategie pedagogico cliniche a favore di soggetti con deficit di attenzione e iperattività, ma si interessa in particolare ad ogni momento critico della vita, quando si forma la nuova coppia, alle VARIE PATOLOGIE PSICHIATRICHE, L'ANSIA, LA DEPRESSIONE, I DISTURBI ALIMENTARI, LA SCHIZOFRENIA, I DISTURBI DELLA PERSONALITA' E I DISAGI DELL'ANZIANO.
    Nell'area sanitaria la pedagogia clinica comincia a lavorare laddove la medicina si ferma. per esempio, in una situazione in cui la mamma per necessità mediche non può allattare il proprio bimbo, il pedagogista clincio si preoccupa affinchè ESSA NON VIVA IL SUO LATTE COME PORTATORE DI MORTE ANZICHE' DI VITA E DELLA POSSIBILE FRUSTRAZIONE PER NON POTER AGIRE COME LE ALTRE DONNE.

    Per diventare pedagogista clinico occorre una formazione post laurea di 3 anni, esisterebbe anche un albo professionale e la figura di pedagogista clinico esisterebbe da ben 30 anni.

    Ripongo la domanda, cosa ne pensate??

  2. #2
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    Purtroppo sono realtà con cui dobbiamo urgentemente cominciare a confrontarci. Da una parte promuovendo maggiormente la nostra professionalità e dall'altra pretendendo maggiore tutela agli Ordini che ci rappresentano (e che noi manteniamo ocn 150euro circa all'anno)...

    Nel sito www.altrapsicologia.it troverai articoli di interesse sull'aggressione di queste professioni limitrofe ed anche qualche iniziativa a tutela della nostra professione!
    Ti prego di diffonderne conoscenza tra i tuoi colleghi... vediamo si agendo uniti si riesce ad ottenere qualcosa

    Potresti riportare il link web da dove hai tratto questi testi?

    Un saluto e grazie,
    nicola piccinini

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    17-04-2003
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    492
    Lo scandalo potrebbe ampliarsi ad una serie di figure, presenti oggi sul mercato, che propongono terapie dai più svariati colori.

    I fiori di bach, la cromoterapia, le mille forme di meditazione, terapie con i pendolini energetici, terapie con vari olii essenziali, terapie tantriche, terapie di equlibri di varie forme di energie, terapeuti che si recano a domicilio per studiare l' energia e proporre costose soluzioni ecc. ecc. ecc.

    Il punto centrale credo sia il seguente. Mentre non è possibile limitare il mecato nell' offerta di soluzioni, è possibile proteggere la terapia psicologica e la psicoterapia rivendicando un certo tipo di formazione e professionalità.

    Gli ordini professionali facendosi carico di tale formazione, essendone anche garanti, dovrebbero adoperarsi per fare in modo che gli psicologi e gli psicoterapeuti siano la scelta ufficiale nel trattamento dei problemi mentali.

    Un pò come avviene con i farmaci. Se tu vuoi un farmaco devi avere la prescrizione da parte del medico. Solo il medico lo può prescrivere. Poi sul mercato esistono una serie di soluzioni alternative, erboristerie, herbalife ecc.
    ma ciò non importa, se vuoi un farmaco devi passare dal di lì, da 6 anni di medicina ecc.

    Prova a chiedere all' ordine dei medici se sia possibile istituire dei corsi di 2 anni, per chi magari ha una laurea in psicologia, per poter prescrivere i farmaci!.

    Perchè all' atto pratico non ci potremmo formare in quella direzione con 2 anni?..credo proprio di sì.

    Dopo che impieghi 10 anni per essere psicoterapeuta sarebbe necessaria una tutela maggiore!!!come minimo..ciao a tutti...

    Ciao Nico :ops:
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  4. #4
    Partecipante Leggendario
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    30-05-2003
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    Ogni bimestre arriva a mia sorella (laureata in Scienze dell'educazione) la RIVISTA DI PEDAGOGIA CLINICA (in formato cartaceo)... oggi per curiosità l'ho sfogliata e mi sono trovato di fronte a queste cose che trovo gravi e pericolose per noi psicologi e per tutte quelle persone che potrebbero rivolgersi a questi "esperti".

    Ora vi riporto altre cose.

    IL RUOLO DEL PEDAGOGISTA CLINICO NEL SETTORE SOCIO-SANITARIO

    Il primo ruolo è di prevenzione. Il pedagogista clinico rivolge il suo aiuto alla coppia prima che il bambino venga concepito, l'aiuta a vivere positivamente l'attesa e le emozioni durante il monitoraggio della gravidanza, la dispone favorevolmente all'accoglienza, all'attaccamento del bambino e ai modi di crescerlo.

    I METODI DEL PEDAGOGISTA CLINICO

    I metodi sono orientati a rendere autonoma la persona, a muovere verso un sano equilibrio e un sereno adattamento, altri si propongono di RISOLLEVARE LA PERSONA DALL'INADEGUATEZZA MNESTICA, E MOLTI ALTRI ANCORA SONO ORIENTATI AL RECUPERO DELLE ABILITA' NELLA CODIFICA E DECODIFICA SCRITTORIA E NELLA ABILITA' LOGICO MATEMATICA (... piccola mia riflessione: anche i Neuropsicologi devono cominciare a temere i pedagogisti clinici?).

    IL PEDAGOGISTA CLINICO NELLA SCUOLA

    Il pedagogista clinico può procedere ad una DIAGNOSI DEGLI STATI DI DIFFICOLTA' E DI DISAGIO DEGLI ALLIEVI E AIUTARE I DOCENTI NELL'INDIVIDUARE I PERCORSI EDUCATIVI PIU' ADATTI. Nell'ambito della famiglia l'intervento è teso a favorire nuovi modelli di COMUNICAZIONE FRA GENITORI E FIGLI E ARMONIZZANDO I LORO RAPPORTI, prendendo in considerazione che l'ASCOLTO E' UNO DEI PRINCIPI BASILARI DELLA PEDAGOGIA CLINICA. Ciò che è importante è che la persona venga favorita a trovare dentro di sè tutte le risorse che spesso sono latenti e che il pedagogista attraverso l'utilizzo di particolari metodi aiuta a portarle in superficie.

    Questo è tutto.
    Ad ogni modo esiste anche una ASSOCIAZIONE NAZIONALE PEDAGOGISTI CLINICI, con relativo albo professionale.
    La cosa che mi lascia più stupito è che molte associazioni sostengono i pedagogisti clinici tra cui l'associazione internazionale di psicanalisi eclettica. Non saprei cosa pensare....

  5. #5
    io mordo
    Ospite non registrato

    Re: Reflector e pedagogista clinico: "nuove" professioni o abuso di potere??

    Originariamente postato da David
    Leggete qui:

    REFLECTOR

    Il REFLECTOR è il professionista che utilizza ogni segnale informatore per offrire alla persona idonee solecitazioni alla riflessione. Contrario ad ogni criterio terapeutico basato su precetti di autorità, su ordini, cosigli o inviti, il reflector aiuta l'individuo ad avvertire le contraddizioni, ad assumere consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte, ad innalzare l'edificio della propria personalità. Egli agisce una relazione indispensabile al bisogno che la persona ha di muoversi nella propria interiorità, di conoscere e discernere ogni aspetto dell'universalità che le appartiene, di sviluppare il proprio sè.

    Un'ora da un reflector costa 45 euro: il colloquio dura 50 minuti. I casi più gravi necessitano di un anno e mezzo di TERAPIA con due SEDUTE settimanali, COME NEL CASO DI UNA PERSONA CON ATTACCHI DI PANICO OGNI VOLTA CHE ESCE DI CASA.

    Cosa ne pensate??
    Io stenderei un lunghissimo velo pietoso, prendendo in cosiderazione anche il fatto che per diventare reflector occorrono 2 anni (400 ore) di formazione dopo una qualunque laurea quinquennale.

    SCANDALOSO!!!!!

    Sono basito anche per quanto riguarda la professione di PEDAGOGISTA CLINICO.
    Leggete qui:

    Il pedagogista clinico è il professionista che si avvale di tecniche e metodologie proprie ed esclusive (anamnesi e colloquio anamnestico, indagine sulle abilità senso-percettive, analisi dell'espressività motoria, metodologia e tecnica dei test, sintesi diagnostico-clinica) per affrontare i molteplici bisogni dell'individuo. Egli concretizza, in strutture pubbliche o private, diagnosi pedagogico-cliniche per conoscere la persona e svolge il suo impegno attuando interventi su soggetti di ogni età o su gruppi per favorire un'equilibrata evoluzione socio-relazione e psico-affettiva.
    il pedagogista clinico interviene con strategie pedagogico cliniche a favore di soggetti con deficit di attenzione e iperattività, ma si interessa in particolare ad ogni momento critico della vita, quando si forma la nuova coppia, alle VARIE PATOLOGIE PSICHIATRICHE, L'ANSIA, LA DEPRESSIONE, I DISTURBI ALIMENTARI, LA SCHIZOFRENIA, I DISTURBI DELLA PERSONALITA' E I DISAGI DELL'ANZIANO.
    Nell'area sanitaria la pedagogia clinica comincia a lavorare laddove la medicina si ferma. per esempio, in una situazione in cui la mamma per necessità mediche non può allattare il proprio bimbo, il pedagogista clincio si preoccupa affinchè ESSA NON VIVA IL SUO LATTE COME PORTATORE DI MORTE ANZICHE' DI VITA E DELLA POSSIBILE FRUSTRAZIONE PER NON POTER AGIRE COME LE ALTRE DONNE.

    Per diventare pedagogista clinico occorre una formazione post laurea di 3 anni, esisterebbe anche un albo professionale e la figura di pedagogista clinico esisterebbe da ben 30 anni.

    Ripongo la domanda, cosa ne pensate??

    Cosa succede se e quando si verifica una situazione simile nel campo della medicina?

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    Brr...
    Cioè io mi devo sbattere, studiare 10 anni quando potrei farne meno e senza una laurea in psicologia?
    Ma non esiste proprio!!!
    Cosa si può fare concretamente?
    Controlling my feelings for too long..
    They make me....
    make me scream your screams...
    (MUSE- "Showbiz")
    Just so you'll be scared of me
    behind my power
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  7. #7
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da TheGathering
    Brr...
    Cosa si può fare concretamente?
    ci si può cominciare ad aggregare sotto una voce comune ed a richiedere in modo organizzato una maggior tutela ai nostri Ordini

    questo sarebbe già un grande passo avanti... poi ce ne sarebbero diversi altri da fare, ma intanto vediamo di cominciare...

    spargi voce presso i colleghi... in firma trovi i riferimenti dell'iniziativa

  8. #8
    willypig
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da wrubens
    Lo scandalo potrebbe ampliarsi ad una serie di figure, presenti oggi sul mercato, che propongono terapie dai più svariati colori.

    I fiori di bach, la cromoterapia, le mille forme di meditazione, terapie con i pendolini energetici, terapie con vari olii essenziali, terapie tantriche, terapie di equlibri di varie forme di energie, terapeuti che si recano a domicilio per studiare l' energia e proporre costose soluzioni ecc. ecc. ecc.

    Il punto centrale credo sia il seguente. Mentre non è possibile limitare il mecato nell' offerta di soluzioni, è possibile proteggere la terapia psicologica e la psicoterapia rivendicando un certo tipo di formazione e professionalità.

    Gli ordini professionali facendosi carico di tale formazione, essendone anche garanti, dovrebbero adoperarsi per fare in modo che gli psicologi e gli psicoterapeuti siano la scelta ufficiale nel trattamento dei problemi mentali.

    Un pò come avviene con i farmaci. Se tu vuoi un farmaco devi avere la prescrizione da parte del medico. Solo il medico lo può prescrivere. Poi sul mercato esistono una serie di soluzioni alternative, erboristerie, herbalife ecc.
    ma ciò non importa, se vuoi un farmaco devi passare dal di lì, da 6 anni di medicina ecc.

    Prova a chiedere all' ordine dei medici se sia possibile istituire dei corsi di 2 anni, per chi magari ha una laurea in psicologia, per poter prescrivere i farmaci!.

    Perchè all' atto pratico non ci potremmo formare in quella direzione con 2 anni?..credo proprio di sì.

    Dopo che impieghi 10 anni per essere psicoterapeuta sarebbe necessaria una tutela maggiore!!!come minimo..ciao a tutti...

    Ciao Nico :ops:
    aggiungerei alla lista la musicoterapia, arteterapia e tutto ciò che è un qualcosaterapia. Io penso, e non sono psicoterapeuta e nemmeno una clinica, ma psicologa del lavoro, che tutto ciò che riguardi terapia lo debba assolutamente fare un terapeuta psico o medico che sia. Queste scuole di qualsiasicosaterapia sono accessibili a tutti i docenti sono tutto tranne terapisti!!! Almeno quelle di cui io ho sentito parlare!

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    Originariamente postato da willypig
    aggiungerei alla lista la musicoterapia, arteterapia e tutto ciò che è un qualcosaterapia. Io penso, e non sono psicoterapeuta e nemmeno una clinica, ma psicologa del lavoro, che tutto ciò che riguardi terapia lo debba assolutamente fare un terapeuta psico o medico che sia. Queste scuole di qualsiasicosaterapia sono accessibili a tutti i docenti sono tutto tranne terapisti!!! Almeno quelle di cui io ho sentito parlare!
    No calma.
    Da quello che ho capito io la musicoterapia, la danzaterapia ecc. fanno solo parte di un più ampio progetto di riabilitazione e sostegno.
    Non è che uno fa solo musicoterapia.
    Magari questa è inserita all'interno di un programma settimanale di attività x un paziente autistico, x esempio, in una Comunità terapeutica o altro..
    Queste cose dovrebbero fare parte di una serie di attività orientate alla gruppalità come terapia (vedi su questo argomento Pichon-Riviere, Bleger, Racamier, ecc..).
    E' questo il concetto di milieu terapeutico, ovvero la stessa vita di comunità, in ogni sua componenete quotidiana, come strumento terapeutico.
    Non credo che si faccia solo musicoterapia, danzaterapia o altro.
    Il tutto dovrebbe essere incluso in un suo contesto.
    Per chi volesse approfondire il tema delle comunità terapeutiche, nonchè delle cooperative sociali e molte altre cose consiglio un libro: "Il lavoro della cura nelle istituzioni" a cura di Marta Vigorelli (la mia prof ) .
    Scusate l'OT.

    Invece le figure del reflector e del pedagogista clinico, vogliono praticamente rimpiazzare quella dello psicologo!!
    Non si tratta di un lavoro di equipe, quanto proprio di sostituzione di ruolo con un titolo di studio molto meno impegnativo...
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  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    ad innalzare l'edificio della propria personalità. Egli agisce una relazione indispensabile al bisogno che la persona ha di muoversi nella propria interiorità, di conoscere e discernere ogni aspetto dell'universalità che le appartiene, di sviluppare il proprio sè.
    altrimenti detta ''fuffa''...
    Tra l'altro gi introiti di questi mestieranti sembrano provenire più dai corsisti che dai clienti veri e propri, saranno più le persone disposte a sborsare pacchi di soldi per frequentare i loro corsi che quelle che si rivolgono a loro per curarsi.

    C'è troppa fame di corsi, basta aprire qualche sottospecie di albo, prediporre il corso biennale a pagamento e tutti, compresi neopsicologi, a fiondarsi per frequentarlo. Evvabbene la critica, ma serve anche l'auto-critica...

    Che poi cosa sfruttano questi reflector? I pregiudizi sulla figura di psicologo. avete visto il sito di questi reflector? C'è un ''dizionario visivo'' con una serie di vignette caricaturali che spiegherebbero cosa ''non è'' il reflector. Queste vignette sono caricature di psicologi, dal lettino freudiano, alla figura di moralista, alla figura di saccente, a quella di amicone che dà le pacche sulla spalla, da cui i relfector prendono fieramente le distanze quasi a dire ''gli altri sono così, noi no''.
    Alla fine la loro forza è dovuta anche alla nostra debolezza.

  11. #11
    willypig
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    Si capisco TheGathering, ma nessuno a parte chi di loro lavora per cooperativa o associazioni è sotto controllo. Non so bene come spiegarmi. Ho conosciuto persone che facevano arteterapia e ricevevano "pazienti" come mi è stato riferito da loro stessi in casa loro di notte. Sarà sicuramente solo il caso di queste persone in particolare, ma è per questo che dico non c'è controllo o per lo meno non chiamiamole terapie ma per esempio pratiche educative o di sostegno come dici tu. Io non sono per forza contro voglio precisare.

  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    [QUOTE]Originariamente postato da David
    [B]Ogni bimestre arriva a mia sorella (laureata in Scienze dell'educazione) la RIVISTA DI PEDAGOGIA CLINICA (in formato cartaceo)... oggi per curiosità l'ho sfogliata e mi sono trovato di fronte a queste cose che trovo gravi e pericolose per noi psicologi e per tutte quelle persone che potrebbero rivolgersi a questi "esperti".

    Ciao anch'io ho ricevuto questa "rivista" e non ho nemmeno idea del perchè (infatti ho appena scritto lamentanod che io non gli ho fornito il mio indirizzo e perciò non lo possono usare!)... e mi sono posta le tue stesse domande! fa piacere vedere di non essere sola!!

  13. #13
    Postatore Compulsivo
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    una delle cose più inquietanti è che il presidente di quest'associazione (qui trovate le cariche che ha ricoperto http://www.pedagogisticlinici.com/as...ne/cariche.htm) è stato fino al 1997 presidente dell'Ordine Psicologi Toscana...

    finito il mandato all'Ordine, ha cominciato con un filotto impressionante:
    - Presidente ANPEC – Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici (dal 1997)
    - Consigliere nazionale ASPI-Associazione Psicomotricisti Funzionali (dal 2001)
    - Consigliere nazionale della SIR-Società Internazionale di Reflecting (dal 2002)
    - VICEPRESIDENTE FEDERAZIONE INTERNAZIONALE PEDAGOGISTI CLINICI_EUROANPEC
    - Presidente ASSOCIAZIONE MEDIATORI RELAZIONALI
    - Presidente sindacato Pedagogisti (SINPE)

    Alla pagina http://www.pedagogisticlinici.com/pe...ssione_ped.htm viene invece riportato l'ambito di intervento... sostituite la parola "psicologico" a "pedagogico" e vi sembrerà di essere a casa

    Domani mi ripropongo di inviare una segnalazione all'Ordine Toscana... non che nell'immediato serva a qualcosa, ma dobbiamo pur cominciare a mettere un pò di pressione a chi sta lì per tutelarci! Nel caso vogliate, qui lascio i recapiti:

    Ordine degli Psicologi della Toscana
    Via Panciatichi, 38/5 - 50127 Firenze
    Telefono 055 416515 - Fax 055 414360
    mail@psicologia.toscana.it


  14. #14
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    Sì veramente, questo è un mangiasoldi e basta!!!

    @willypig
    Sul fatto di ricevere pazienti a casa x fare arteterapia...no comment!
    Io ovviamente parlo di professionisti seri! Di contesti controllati e supervisionati..
    e il codice deontologico gente!!Non dovrebbero preparare gente x fare arteterapia senza fargli capire cos'è veramente e dove va applicata!!!
    Sempre di + senza parole...
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  15. #15
    Partecipante Leggendario
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    Riapro questo post per rendervi partecipi di una situazione decisamente anomala.

    Questa mattina ricevo un volantino che pubblicizza l'apertura di un centro terapeutico pedagogico di una PEDAGOGISTA CLINICA, che ha come obiettivo il sostenere bambini con difficoltà di apprendimento, organizzative, motorie e relazionali.

    Fin qui tutto ok, fino a quando continuando nella lettura leggo che uno dei metodi utilizzati dal centro è l'impiego di test cognitivi.

    Allora, chiamo questo centro fingendomi un genitore di un bambino di 7 anni con difficoltà nella lettura. Parlo direttamente con la pedagogista clinica chiedendole se nel suo centro vengono svolte anche diagnosi cliniche dei disturbi di apprendimento.

    Lei, molto fiera dei suoi mille corsi di formazione, mi dice di si, nel suo centro vengono svolte diagnosi cliniche. Allora io le dico "Ah, allora devo dedurre che al suo centro afferiscono anche psicologi o medici per lo svolgimendo di diagnosi"... e lei mi risponde di NO, che fa tutto lei. Allora insisto dicendole "Quindi lei può fare anche stesure di referti diagnostici?"... e lei mi risponde CERTAMENTE.

    Il discorso è questo: un pedagogista clinico può somministrare test cognitivi, può fare dignosi dei disturbi di apprendimento? O si sono inventati anche i test cognitivi-pedagogici o la diangosi e riabilitazione pedagogica dei disturbi cognitivi?? Trovo questo veramente assurdo... hanno mutuato tutti i metodi e le tecniche della psicologia, sostituendo la parola psicologia a pedagogia! Non so voi, ma questo mi fa proprio incavolare!!!

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