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  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    Per WILLY 61 e chi ne sa

    Approfitto della tua cultura per chiederti dei consigli.
    Sto partorendo (letteralmente) una tesi sulla fobia e sull'agorafobia.
    Ho appena terminato un capitolo su Freud (che mi ha ammazzato) ed ora mi trovo in pasto ai postfreudiani.
    Volevo chiederti (vi) se conosci siti, articoli facilmente reperibili, libri di testo o capitoli (dalla teoria delle relazioni oggettuali a quella dell'attaccamento) che si occupino dell'argomento, magari anche che lo rileggano sotto una prospettiva storica.
    Sembra che non esista un testo in commercio che approfondisca i legami tra psicoanalisi e sindromi fobiche.
    Spero che tu (o voi) possa aiutarmi.

    Santiago

    P.S. A parte i manuali ad orientamento dinamici, i testi della Horney, uno di Laughlin e quelli di Bowlby, mi trovo sprovvisto...
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Chiedi molto... Io non ne so granché di psicoanalisi. Comunque, per le correnti psicoanalitiche, vale quello che ha scritto Sigismondo in "Ossessioni e fobie". Se si segue una teoria basata sulla libido l'essenziale è lì. In termini di relazioni oggettuali ignoro come se la siano cavata i vari autori. Mi hai incuriosito. Faccio un salto in biblio e uno su internet e ci risentiamo tra qualche giorno.

    Grazie

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #3

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    Ti ringrazio davvero molto. Sarà occasione per rispolverare il mio inglese arrugginito.
    Posso chiederti invece se hai idee personali sull'argomento?
    (Ti cito in tesi! ehehe...)

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Ne stavo discutendo venerdì mattina con il prof. Barbetta. Mi chiedevo se era possibile apparentare i disturbi "fobici-ossessivi" a due classici della psicologia familiare: anoressia-bulimia e isteria. Nel senso che nella coppia anoressia-bulimia e nell'isteria esiste tutta una problematica relativa al controllo: controllo di sé sul proprio corpo (anoressia) incapacità di controllarlo (bulimia) sensazione che sia controllato dall'esterno o da una forza "altra" (inconscia?): isteria. Ma, a questo punto, che ne è di ossessioni e fobie? Non sarebbe possibile includerle in un "cluster" di disturbi che hanno a che fare con il controllo, con l'agency? Anche perché, se si va a rileggere il buon Sigismondo, ci sono due saggi piccolini molto interessanti sulla coppia controllo/mancanza di controllo. Uno è "Il perturbante" e l'altro è "Sul doppio significato delle parole primitive", o qualcosa del genere.
    Fammi sapere che ne pensi

    Ciao
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #6
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Ti mando alcuni links a testi che mi sembrano interessanti. In francese, stavolta:

    http://www.ecsa.ucl.ac.be/personnel/...DocPhobSoc.pdf
    http://www.francoamerican.org/songs/...-%20060304.pdf
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    In effetti tra le caratteristiche principali dell'isteria figura il meccanismo di difesa della conversione che sarebbe una sorta di equivalente moderno della somatizzazione. E i fobici, con il panico, non ne sono certo esenti.
    Sulla tematica del controllo lo condivido seppur solamente in un'ottica squisitamente interpersonale; nel senso che il mi sembra si possa affermare che il fobico, con i suoi sintomi, possa esercitare un controllo inconsapevole sulle relazioni.
    Tuttavia non ritengo che sia un aspetto caratterisitco dell'organizzazione fobica, proprio perchè il sintomo, qualunque esso sia, ha un potere relazionale.
    A questo punto sarebbe interessante porsi una domanda: perchè la tematica del controllo prende (per così dire) delle vie sintomatiche differenti?
    Personalmente credo che le semantiche familiari generatrici di un potenziale disturbo fobico in uno dei suoi componenti siano specifiche e tali da potersi distinguere dal altre sofferenze che originano da altri contesti conversazionali, solo potenzialmetne patogeni.
    Tu che dici?

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

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