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Discussione: prospettive lavorative

  1. #1
    TANIALIS
    Ospite non registrato

    prospettive lavorative

    Salve a me hanno detto che con la laurea in psicologia nn si trova tanto lavoro,è vero?
    lo chiedo a voi che siete esperti

  2. #2
    Matricola
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    verissimo!!! anzi drammaticamente vero...
    e te lo dice una che è laureta da dieci anni...

  3. #3
    Postatore Compulsivo
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    ciao tania,

    sicuramente la situazione non è rosea ed in alcuni settori è proprio stagnante... personalmente credo che la Psicologia in realtà abbia enormi potenziali attualmente non sfruttate e valorizzate

    vedremo noi giovani cosa saremo in grado di fare per costruirci un futuro più sicuro e professionalmente gratificante

    un saluto,
    nicola piccinini

  4. #4
    TANIALIS
    Ospite non registrato
    grazie per le risposte
    cmq tengo a precisare che io sono al primo anno e ancora ne avrò d strada da fare!

  5. #5
    TANIALIS
    Ospite non registrato
    Sono iscritta in scienze e tecniche psicologiche,che differenza c'è con la facoltà di psicologia? Che sbocchi lavorativi c sono?
    QUal'è l'ambito lavorativo piu' richiesto?
    Quali sono le specializzazioni?Chi mi dà 1 elenco?

  6. #6
    Partecipante Esperto
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    L'ambito più richiesto è psicologia del lavoro

  7. #7
    laura ops
    Ospite non registrato
    Purtroppo è vero NON C'E' LAVORO!
    Tuttavia se hai degli agganci ben fatti



    Purtroppo è la verita!
    Tuttavia se hai dei buoni agganci ce l'ha puoi fare (es. il papà medico, l'amico primario, la mamma presidentessa di una cooperativa ecc.)
    A chi è incerto se cominciare questa facoltà gli direi "Non farlo"
    Per me è stato un percorso molto frustrante e attualmente sono molto sfiduciata.
    Cmq. in bocca al lupo e spero davvero che a te vada meglio!
    Laura.

  8. #8
    Partecipante Affezionato L'avatar di Daevorn Li
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    colgo la palla al balzo pèer chiedere una cosa a laura ops: ma tu sei brava? con quanto sei uscita? che media avevi= hai fatto letture altre rispetto ai manuali delgi esami? ti sei sbattuta per cercare qualcosa?

    lo chiedo a te perchè nell'altro topic nessuno ha risposto, e vorrei sapere se la situazione è cosi o magari la gente dà colpa all'esterno per non vedere le proprie mancanze.

    Daevorn Li.

  9. #9
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    Originariamente postato da Daevorn Li
    magari la gente dà colpa all'esterno per non vedere le proprie mancanze.
    o magari, anche se fosse, non è poi così intenzionale...

    magari cose come l'orientamento, il bilancio di competenze, il career counseling, il problem setting, ecc... esistono perché hanno una loro efficacia e non è così scontato che tutti lo sappiano fare

    e ciò, ovviamente, non si riferisce al post di laura, ma ad una più generale situazione in cui l'università (fra le altre cose) non riesce a passarti questi strumenti e meta-competenze in realtà critiche

    parallelamente, rimane comunque una congiuntura economica in cui delle difficoltà ci sono...


  10. #10
    Partecipante Esperto
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    Io ho avuto modo di conoscere una ragazza che ha fatto pure il dottorato (quindi non si può dire che non è brava se è arrivata fin li) e ora sta facendo la scuola di psicoterapia... bè, ha 30 anni e si lamenta per il lavoro... lavora 2 pomeriggi a settimana in un ospedale a 8 euro all'ora (quindi contratto di collaboratore) e fortunatamente (appunto perchè è brava) li in ospedale è girata un pò la voce ed è riuscita ad avere quache cliente nel privato (a cui fa cmq prezzi bassi, essendo all'inizio). So che fa qualche lavoretto qua e là, ma economicamente non è contenta... tolto l'affitto e la rata per la scuola le rimane ben poco...

    Poi chissà magari a qualcuno va meglio...

    Io cmq ho deciso di prendere il ramo di psicologia del lavoro (anche se ero partita volendo fare clinica) sperando in più fortuna...

  11. #11
    whitestar
    Ospite non registrato
    Sono una laureata in psicologia che si é iscritta nel mitico anno '89, quando hanno aperto il corso di laurea a Torino. Da quello che ne so, i colleghi che si sono laureati per primi nella mia facoltà sono quelli ad aver avuto più possibilità e alcuni di loro sono inseriti e svolgono molte attività interessanti in più contesti. Quando frequentavo, mi hanno sempre ripetuto di non perdere tempo a mantenere la media alta , ma ho sempre pensato che il voto finale alto fosse un biglietto da visita per il mondo del lavoro...Mi sbagliavo, ma non si può tornare indietro, solo cercare di ritagliarsi un proprio spazio con fatica e tanta perseveranza.
    Inoltre credo che sia una spirale: per poterti formare adeguatamente (scuole di specializzazione, ma anche solo i seminari, che stanno diventando costosi) devi avere soldi e per guadagnare devi lavorare...e se non trovi lavoro, rimani indietro rispetto agli altri o fai la mantenuta/o a vita...Lo scenario non é tra i più rosei, non lo si può nascondere...Se poi aggiungi la crisi economica attuale che porta la gente a risparmiare e spendere meno ( e le sedute dallo psicologo sono considerate come un lusso), non c'é da essere ottimisti. Ho un amico che esercita come psicoterapeuta da molti anni e mi raccontava che i suoi pazienti sono diminuiti e quelli rimasti non riescono a fare nemmeno una seduta a settimana perché non ce la fanno economicamente.

  12. #12
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Dampyr
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    Lavoro Zero !
    Sfruttamento Tanto !

  13. #13
    Partecipante Esperto
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    Originariamente postato da whitestar
    Quando frequentavo, mi hanno sempre ripetuto di non perdere tempo a mantenere la media alta , ma ho sempre pensato che il voto finale alto fosse un biglietto da visita per il mondo del lavoro...Mi sbagliavo, ma non si può tornare indietro, solo cercare di ritagliarsi un proprio spazio con fatica e tanta perseveranza.
    Quindi non è molto importante il voto con cui si esce?

  14. #14
    Partecipante Esperto
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    Originariamente postato da Dampyr
    Lavoro Zero !
    Sfruttamento Tanto !
    Anche nel campo della psicologia del lavoro?

  15. #15
    quifab dimrom
    Ospite non registrato

    Già, il lavoro "in sé"...non esiste...

    Originariamente postato da TANIALIS
    grazie per le risposte
    cmq tengo a precisare che io sono al primo anno e ancora ne avrò d strada da fare!
    Mi sono iscritto oggi a OPSonline , e colgo l'occasione del mio primo intervento per salutare le persone che partecipano a questa comunità .

    La mia esperienza in qualche riga (ma già so che mi dilungherò...):
    ho iniziato a lavorare come cameriere prima di finire gli studi, e ci ho messo 8 anni per terminarli (psico clinica), ma me li sono pagati e sono uscito nel 2000 con un ottimo voto. Prima della laurea ho cominciato ad insegnare informatica in piccole aziende. Poi il tirocinio in Alitalia, un primo lavoro in una piccola impresa come consulente formatore, poi un call center perché faticavo a trovare lavoro (solo 6 mesi!), poi una piccola ma buona impresa nel campo dell'e-learning che successivamente è fallita, poi ancora un call center (ma solo 9 mesi...), poi la mia attuale grande occasione: una azienda finalmente solida, con un progetto pluriennale, un ottimo stipendio e buone prospettive di crescita .
    E solo quando ho beccato questa opportunità ho smesso di lavorare come cameriere.

    Alla fine della fiera, per la mia esperienza e per quelle che ho sentito, questi sono i fattori che contano, tutti correlati e ognuno in una quota che oscilla anche secondo gli andamenti del mercato (l'Italia è in grossa recessione):
    - le proprie ambizioni e il proprio carattere
    - la visibilità del percorso di studi (università di provenienza, master, studi ulteriori, dottorati, tipo di tesi)
    - competenza personale e livello di specializzazione in un ambito teorico e pratico (cioè saper fare cose concrete)
    - saper stare nelle organizzazioni in modo pacato e collaborativo e sapersi assumere delle responsabilità (a cominciare dal finire presto l'università e dal partecipare con lo stesso atteggiamento alla vita universitaria)
    - studiare sempre, scegliendo un ambito ristretto e specifico (anche solo studiando libri e tenendosi sempre aggiornati)
    - la rete di contatti (fondamentale, da ricordare per tutta la precaria vita lavorativa, è il mezzo più potente per conoscere opportunità lavorative e per avere visibilità nelle selezioni; la maggior parte delle selezioni sono informali e avvengono per passa parola, del tipo "conosci per caso uno che può ricoprire il ruolo x? Fammi avere il curriculum"). Questo punto è diretta conseguenza di quelli precedenti: se in passato hai lavorato in un posto e conosciuto persone, queste ti richiamano solo se hai lasciato un buon ricordo di te (detto anche "affidabilità"). La filosofia è "un contatto è meglio di cento curriculum spediti"
    - non scambiare i contatti per raccomandazioni. La raccomandazione se ce l'hai usala, ma se non ce l'hai nulla puoi contro uno che ce l'ha, ma comunque in ogni posto di lavoro serve sempre qualcuno che sappia lavorare, e di solito i raccomandati sono destinati ai posti più inutili (e penano una vita da lecchini, anche se con lauti stipendi e con poche responsabilità sui risultati). Di solito i posti per raccomandati sono sempre lontani dal proprio ambito lavorativo.
    - non mollare mai: se il desiderio è migliorare nel lavoro, è l'unica scelta possibile.

    Ultima cosa: il "lavoro", inteso come "un posto che attende di essere occupato da noi", paradossalmente non esiste. Se c'è, come nella fecondazione dell'ovulo, oggi più che mai, ci sono tante persone che sgomitano per occuparlo. I soldi in giro sono pochi, i progetti stentano a partire, e la professionalità in giro è scarsa (gente da cui imparare, come gli artigiani a bottega).
    Esistono invece idee valide a altre meno; prassi valide e altre meno; capacità di creare o meno. Chi ce l'ha è fortuato, e se è testardo, oggi vince la selezione 'della specie'.

    Ultimissima cosa : in tutto questo il background universitario c'entra al 10% se sei uno studente nella media e al 40% se sei uno studente modello .

    Purtroppo la scissione università-lavoro c'è, è grossa ed è una realtà. Ma comunque è un'organizzazione dove cominciare a muoversi in modo organizzato e deciso, un mondo di persone e ruoli che è una palestra per il dopo.

    Mi autocensuro perché altrimenti non la finisco più...
    Scusate la lunghezza, ma è animata da questo tema (un tema marchiato a fuoco nell'era del precariato moderno e dal desiderio di contribuire alla discussione.

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