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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rexantony
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    Confronto/test sull' internet addiction disorder

    Al fine di introdurre nel discorso chiunque possa essere interessato nel prendere parte a questa discussione, inserisco una breve definizione del fenomeno in oggetto.

    L’espressione Internet Addiction Disorder (I.A.D.) è stata introdotta nel 1995 dal dott. Ivan Goldberg della New York Colombia University che osservando questa nuova realtà, propone ironicamente di introdurre nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder (DSM) questo termine, indicando i criteri diagnostici utili al riconoscimento di tale disturbo.
    Questo gesto ironico e provocatorio ha avuto un sorprendente impatto in ambito clinico, tanto che molti psichiatri e psicologi hanno iniziato a pensare che Goldberg potesse avere ragione, che veramente fosse possibile sviluppare una dipendenza nei confronti della rete così come per la droga o l’alcool. Da allora si è scatenato un dibattito non ancora concluso, dato che molti autori, pur riconoscendo che l’abuso di Internet conduce a conseguenze molto negative, rifiutano l’idea che si possa parlare di una vera e propria dipendenza; non si è quindi ancora giunti ad una definizione univoca del fenomeno. Essi sostengono che tale ipotesi non è stata ancora provata da valide ricerche scientifiche e, considerare l’uso eccessivo della Rete alla stregua di un disturbo psichiatrico primario, potrebbe essere fuorviante per l’intervento clinico.


    Data questa definizione, vi propongo di fare questo TEST anche se in Inglese , mettervi alla prova e perchè no, esporre i vostri punti di vista, esperienze personali o meno per quanto riguarda questo fenomeno....
    Ultima modifica di rexantony : 27-04-2005 alle ore 14.11.14

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Meglio inserire links a test funzionanti. Grazie

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  3. #3
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rexantony
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    Problema risolto e scusa per l'incoveniente willy.
    Ora il link rimanda al test FUNZIONANTE anche se in Inglese.
    Grazie per avermi fatto cmq notare il problema
    Spesso conosciamo la strada per uscire dal labirinto che ci circonda, ma... abbiamo troppa paura di quello che che ci aspetta una volta varcata l'uscita.

    Se lanci una moneta infinite volte a terra, non sempre cadrà come credi... Prima o poi cadrà di taglio...

  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Bel Thread Rex

    Bé... penso proprio che lo scetticismo dei menzionati autori e/o ricercatori nei confronti dell'intuizione del Dott. Ivan Goldberg "sia stata" e "sia" più che mai smentita dai fatti.
    Anche perché on line sono presenti massicciamente diverse Community di ex porno-dipendenti che affermano di aver fatto un uso sbagliato della Rete, ed esser giunti ad un tale livello di dipendenza, che solo le frequenti sedute terapeutiche di gruppo (on line ed in real life) stanno provvedendo al ripristino della perduta sobrietà.
    Tuttavia, sono in disaccordo con la visione a 360 gradi di "Dipendenza dalla Rete"... o meglio... v'è dipendenza e dipendenza... Non è possibile generalizzare troppo.
    Ben diverso è chi ha una dipendenza dalla rete in stile Otaku, da chi ne fa un uso spropositato e sproporzionato per soddisfare e (conseguentemente) alimentare la propria libido.
    Chiaramente anche la "dipendenza" in stile Otaku è pur sempre una dipendenza... ed è noto che - nel bene o nel male - qualsiasi attitudine (buona o cattiva che sia) venga idolatrata, è destinata a divenire un'alienazione presto o tardi... e non v'è alcun tipo d'alienazione che non porti successivamente a stati patologici via via più gravi.
    Cmq, come ho già detto, l'unica dipendenza allarmante è certamente quella dei porno dipendenti, poiché la gratuità e l'immediatezza della Rete porta inevitabilmente un soggetto già disturbato ad alimentare attitudini comunque già insite.
    Ma io mi soffermerei anche su quanto di positivo ci sia nella rete nei diversi ambiti... ad esempio per gli alcolisti che "on line" hanno la possibilità di riunirsi in Community organizzatissime e via dicendo.
    Internet è da demonizzarsi nella misura di sé stessi, ossia, in base all'uso che un soggetto ne faccia conformemente alla propria indole. E' il Supermercato della Gratuità, ed è naturale che possa essere di grande aiuto e/o d'immenso danno.
    Cmq non so se sarebbe opportuno (per ora) inserire la dipendenza dalla Rete nel DSM, tanto è vero che, appunto, non si è ancora giunti ad una definizione univoca del fenomeno...
    Mi piacerebbe sapere anche il pensiero di altri in merito... potrebbe nascerne una bella discussione.
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  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    io intanto vi dico che sono nella media, ma che il test mi ha fatto riflettere su alcune cose...
    certo che internet...
    ad ogni modo spero di ritornare sul tema prestissimo!

  6. #6
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Isa
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    Anche io ho fatto il test e risulto nella media
    Interessante....

  7. #7
    Annamaria1
    Ospite non registrato
    E per chi non conosce l'inglese, come me?

  8. #8
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rexantony
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    Originariamente postato da Annamaria1
    E per chi non conosce l'inglese, come me?
    Hai ragione Annamaria, purtroppo il test in Italiano l'ho trovato ma non funziona.
    Se la cosa ti incuriosisce, puoi usare il link di seguito per sapere la domanda 1 del test in Inglese cosa significa guardando in quello Italiano...

    http://www.siipac.it/newaddictions/t...ondisorder.htm

    Ciuaz
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  9. #9
    Annamaria1
    Ospite non registrato
    Grazie rex: ho totalizzato 59 punti ed allora è meglio che mi disconnetta e vada a fare altro.........

  10. #10
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rexantony
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    Vi posto un articolo trattante una interessante ricerca fatta nel settore:

    Internet è paragonabile a una vera e propria droga, pertanto in grado di dare dipendenza a chi la usa. Questo almeno è quanto sostengono alcuni ricercatori italiani del Centro Studi del Gruppo Abele. La ricerca, dal titolo "Trance dissociative e Internet dipendenza: studio su un campione di utenti della rete", è stata pubblicata dal Giornale Italiano di Psicopatologia e descrive due delle principali patologie indotte da Internet : la Trance Dissociativa da Videoterminale e la Dipendenza da Internet.

    Secondo quanto riportato sul sito ufficiale dell’organizzazione, la ricerca, vista la notevole diffusione di Internet, non si propone con finalità cliniche ma piuttosto epidemiologiche! Preso in esame un campione composto da 220 soggetti suddivisi in due gruppi, entrambi di 110 individui.

    Il primo gruppo era composto da utenti che utilizzavano Internet per almeno 3 ore al giorno, mentre il secondo da individui che non utilizzano Internet o comunque navigavano sul Web per un numero bassissimo di ore alla settimana. Le differenze tra i due gruppi di utenti sono state subito ben visibili ai ricercatori. Chi utilizza la Rete presenta una nuova forma dipendenza denominata “Internet Addiction Disorder” che provoca una serie di disturbi dissociativi.

    In difesa di Internet, ormai parte integrante della vita di moltissimi italiani, va detto essere uno strumento importantissimo che in tanti, utilizziamo per lavorare, spesso e volentieri anche oltre le 8 ore giornaliere.

    E’ probabile che questo strumento possa dare dipendenza, non ci sentiamo di difenderlo ma neppure di demonizzarlo. I cellulari, la televisione e anche le console di videogiochi danno dipendenza, tuttavia come per la TV, anche Internet, se usata moderatamente, non ci pare proprio un pericolo per la nostra salute.
    Spesso conosciamo la strada per uscire dal labirinto che ci circonda, ma... abbiamo troppa paura di quello che che ci aspetta una volta varcata l'uscita.

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  11. #11
    Annamaria1
    Ospite non registrato
    Ben detto ed ora scappo a scuola. Buona giornata e buona settimana a tutti!

  12. #12
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    50 -79 points: Avete qualche difficoltà a controllare e gestire il tempo che trascorrete in rete, dovreste considerare l'effetto che può avere sulla vostra vita.

  13. #13
    ^OpsMah^
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da marcheseblu
    Bel Thread Rex

    Bé... penso proprio che lo scetticismo dei menzionati autori e/o ricercatori nei confronti dell'intuizione del Dott. Ivan Goldberg "sia stata" e "sia" più che mai smentita dai fatti.
    Anche perché on line sono presenti massicciamente diverse Community di ex porno-dipendenti che affermano di aver fatto un uso sbagliato della Rete, ed esser giunti ad un tale livello di dipendenza, che solo le frequenti sedute terapeutiche di gruppo (on line ed in real life) stanno provvedendo al ripristino della perduta sobrietà.
    Tuttavia, sono in disaccordo con la visione a 360 gradi di "Dipendenza dalla Rete"... o meglio... v'è dipendenza e dipendenza... Non è possibile generalizzare troppo.
    Ben diverso è chi ha una dipendenza dalla rete in stile Otaku, da chi ne fa un uso spropositato e sproporzionato per soddisfare e (conseguentemente) alimentare la propria libido.
    Chiaramente anche la "dipendenza" in stile Otaku è pur sempre una dipendenza... ed è noto che - nel bene o nel male - qualsiasi attitudine (buona o cattiva che sia) venga idolatrata, è destinata a divenire un'alienazione presto o tardi... e non v'è alcun tipo d'alienazione che non porti successivamente a stati patologici via via più gravi.
    Cmq, come ho già detto, l'unica dipendenza allarmante è certamente quella dei porno dipendenti, poiché la gratuità e l'immediatezza della Rete porta inevitabilmente un soggetto già disturbato ad alimentare attitudini comunque già insite.
    Ma io mi soffermerei anche su quanto di positivo ci sia nella rete nei diversi ambiti... ad esempio per gli alcolisti che "on line" hanno la possibilità di riunirsi in Community organizzatissime e via dicendo.
    Internet è da demonizzarsi nella misura di sé stessi, ossia, in base all'uso che un soggetto ne faccia conformemente alla propria indole. E' il Supermercato della Gratuità, ed è naturale che possa essere di grande aiuto e/o d'immenso danno.
    Cmq non so se sarebbe opportuno (per ora) inserire la dipendenza dalla Rete nel DSM, tanto è vero che, appunto, non si è ancora giunti ad una definizione univoca del fenomeno...
    Mi piacerebbe sapere anche il pensiero di altri in merito... potrebbe nascerne una bella discussione.
    Io sarei più cauta nell'affermare che l'unico utilizzo potenzialmente patologico sia quello destinato alla soddisfazione erotica. L'IAD è A PIENO TITOLO UNA DELLE NUOVE DIPENDENZE e ciò si afferma non per allarmismo ma per le effettive condizioni patologiche dei soggetti che hanno queste problematiche di abuso, conseguenti stati di astinenza, problemi sociali, inividuali( depressivi, compulsivi nuovi o con matrici patologiche latenti).
    quanto alla terapia on line non credo che questa sia veramente d'aiuto, non fa altro che alimentare l'anonimato mentre si dovrebbe procedere verso l'incontro con noi stessi, verso l'eliminazione delle maschere . una volta spento il pc..siamo di nuovo soli?

  14. #14
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da ^OpsMah^
    quanto alla terapia on line non credo che questa sia veramente d'aiuto, non fa altro che alimentare l'anonimato mentre si dovrebbe procedere verso l'incontro con noi stessi, verso l'eliminazione delle maschere . una volta spento il pc..siamo di nuovo soli? [/B]
    o altrimenti potrebbe essere che, muovendosi sullo stesso medium comunicativo, si riesce ad "agganciare" la persona - a stabilire contatto - per poi riuscire ad inviare off line...

    le nostre sono tutte opinioni personali non comprovate da alcunchè e come tali lasciano il tempo che trovano
    sarebbe molto bello ed utile se l'Ordine si impegnasse nello sviluppo di adeguate ricerche in tal senso... magari ne esce che anche l'on line ha delle utili applicazioni e che potrebbe integrare - e non sostituire - l'off line

    un saluto,
    nicola

  15. #15
    ^OpsMah^
    Ospite non registrato
    sto facendo ricerche sul campo proprio per permettere alle mie parole di non lasciare il tempo che trovano. se intendiamo una terapia on line come possibilità di "aggancio" mi trovii concorde e fiduciosa nei confronti di una simile procedura comunicativa, ma di inizio. io ne contestavo la validità terapeutica
    bau

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