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  1. #1
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    letture più o meno profonde :-P

    Premessa:
    Io soffro di una malattia particolare, si chiama “letturite” leggo di tutto, se non ho nulla da leggere in casa, leggo i bugiardini dei farmaci, la pubblicità dei supermercati, i libri sui dinosauri di mio figlio.
    Di norma io compro riviste (non sono riuscita ad affezionarmi a nessun quotidiano):
    Psicologia Contemporanea
    Mente & Cervello
    Your Self

    Sul Nr.di Aprile di Your Self un articolo:
    Non abbiate paura dello psichiatra, a firma di Federica Mormando (psichiatra e psicoterapeuta).
    Ne riporto alcuni stralci, consapevole, e chiedo venia, di stravolgere anche solo con questa piccola operazione il senso generale; so di aver selezionato e decontestualizzato dei pensieri che così diventano rigidi e forse non rispecchiano il senso (il taglio) che l’autrice si proponeva.
    “ … Non dobbiamo credere di saper dare una diagnosi dei disturbi nostri e altrui; possiamo, anzi dobbiamo invece percepire il disagio e consultare uno specialista. Non uno psicologo, ma uno psichiatra. Infatti lo psicologo non è medico, a differenza dello psichiatra, e non può quindi ne comprendere una sindrome clinica, né eventualmente decidere e prescrivere una cura farmacologia.
    … Chi soffre di disturbi psichici deve rivolgersi a uno specialista. Quando qualcuno accanto a noi ne soffre, bisogna indurlo, a costo di obbligarlo, a rivolgersi a uno specialista. Non è sempre facile, talora sembra impossibile. Ma quasi sempre, se lo si decide con forza, si riesce a portare il malato dal medico.”

    Cosa ne pensate?

    P.S. Se qualcuno sa come fare ad ottenere determinate informazioni, per mia curiosità mi piacerebbe sapere in quante copie viene distribuito questo giornale.

    Pat
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Re: letture più o meno profonde :-P

    Originariamente postato da alea
    Premessa:
    Io soffro di una malattia particolare, si chiama “letturite” leggo di tutto, se non ho nulla da leggere in casa, leggo i bugiardini dei farmaci, la pubblicità dei supermercati, i libri sui dinosauri di mio figlio.
    Pat
    Ma che bello! Qualcuno come me! Figurati che ancora adesso (ho cominciato a 7 anni) se quando mangio non c'è una conversazione mi metto a leggere le etichette dell'acqua minerale (so a memoria le quantità di sodio, calcio ecc.).

    Per venire alle cose serie, che ti devo dire, quello è uno psichiatra e gli psichiatri sono fatti così. La maggior parte di loro è convinta che esista un qualcosa chiamato "malattia mentale" e che questo qualcosa si possa curare alla stessa stregua di una polmonite o del colera.

    Non c'è molto altro da dire se non ricordare due vecchie battute sui medici:

    1) Un medico è una persona che introduce sostanze che non conosce all'interno di un corpo che conosce ancora meno

    2) Qual'è la differenza tra Dio e un medico? Che Dio NON si crede un medico!

    Ciao.

    P.S. - In seconda di copertina (dove c'è chi è il direttore ecc.) ci dovrebbe essere anche il numero di copie TIRATE. Poi Tra tirate e distribuite ci può essere una notevole differenza. Tra distrubuite e lette anche. Tra lette e capite, beh, sappiamo come vanno le cose.
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    Infatti lo psicologo non è medico, a differenza dello psichiatra, e non può quindi ne comprendere una sindrome clinica,

    mi ha fatto ... "pensare" (dopo aver contato fino a 10 e respirato profondamente)
    Pat
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  4. #4
    agex
    Ospite non registrato
    " . Non dobbiamo credere di saper dare una diagnosi dei disturbi nostri e altrui; possiamo, anzi dobbiamo invece percepire il disagio e consultare uno specialista. Non uno psicologo, ma uno psichiatra. Infatti lo psicologo non è medico, a differenza dello psichiatra, e non può quindi ne comprendere una sindrome clinica, né eventualmente decidere e prescrivere una cura farmacologia.
    . Chi soffre di disturbi psichici deve rivolgersi a uno specialista. Quando qualcuno accanto a noi ne soffre, bisogna indurlo, a costo di obbligarlo, a rivolgersi a uno specialista. Non è sempre facile, talora sembra impossibile. Ma quasi sempre, se lo si decide con forza, si riesce a portare il malato dal medico." Cosa ne pensate?.""Per venire alle cose serie, che ti devo dire, quello è uno psichiatra e gli psichiatri sono fatti così. La maggior parte di loro è convinta che esista un qualcosa chiamato "malattia mentale" e che questo qualcosa si possa curare alla stessa stregua di una polmonite o del colera. "

    Possiamo intervenire? Ve lo chiediamo perché il vostro dibattito è per noi stimolante: se sì diteci cosa pensate del "sintomo" e della "malattia", sosteniamo che la polemica con gli psichiatri potrebbe risultare sterile, anche perché ci sono molti calzolai, parrucchieri e baristi che sanno curare i disagi della gente meglio dei medici anche senza medicine. Ma se abbiamo chiari certi concetti (sintomo/malattia) forse potremmo essere di aiuto..forse così potremmo parlare di metodologia scientifica..

  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Buongiorno, agex

    Devo dire che io non li ho affatto chiari, i concetti di sintomo e di malattia. Mi sembra - ma è un parere del tutto personale e poco meditato ancora - che la definizione di "sintomo" e di "malattia" siano andate soggette a notevoli variazioni nel corso della storia, a seconda del luogo, del momento, della persona che "diagnostica".
    Non so nemmeno se sono importanti. Nel senso che, per la mia limitatissima esperienza, è pur vero che vi sono elementi simili in tutte le persone cui è stato diagnosticato un "disturbo paranoide di personalità" (almeno in quelle che ho potuto vedere coi miei occhi), ma è altrettanto vero che ognuno di loro era "paranoico" a modo suo. Certo, aiuta i professionisti della salute, in quanto consente loro di poter discutere di un quadro di riferimento costituito da elementi oggettivabili ed osservabili, pur se questi professionisti fanno riferimento ad ipotesi eziologiche e terapeutiche differenti.
    Ma non so se serva alla persona che è affetta da questo "disturbo". Non sono ancora riuscito a comprendere se sia utile a questa persona sapere che ha "un disturbo di personalità", piuttosto che la codifica F.76 o chissà cos'altro.
    Non so se sono riuscito a far comprendere i miei dubbi, sarei interessato a comprendere quale può essere la vostra definizione (se ne esiste una)
    Ciao

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #6
    agex
    Ospite non registrato
    "Devo dire che io non li ho affatto chiari, i concetti di sintomo e di malattia."
    Non sei solo, anzi possiamo aggiungere che sino a ieri al confusione regnava sovrana!!! Per esempio per anni è stata curata l'influenza con gli antibiotici che erano inutili nelle infezioni virali, e così confondendo sintomo (febbre) con malattia (infezione batterica) l'industria degli antibiotici ha fatto miliardi sulla pelle dei poveri polli. Fatta la premessa necessaria possiamo dire che oggi la confusione fra sintomo e malattia continua ad avere la stessa funzione. La depressione per esempio è sintomatica e di malattia. La prima sintomatica è un segnale di pericolo verso un piacere paradossale (odio, rabbia,,vendetta, rivalsa ecc.) ed è sinonimo di civiltà ma viene erroneamente considerata malattia così viene curata con gli antidepressivi che sono dei sintomatici eccitanti. La malattia depressione è legata alla degenerazione di un'area cerebrale precisa (substantia nigra) e porta un corteo sintomatologico tipico del parkinsonismo. A chi conviene confondere il sintomo depressione con la malattia? Al paziente? All'industria? Oppure a noi clinici?

    "Mi sembra - ma è un parere del tutto personale e poco meditato ancora - che la definizione di "sintomo" e di "malattia" siano andate soggette a notevoli variazioni nel corso della storia, a seconda del luogo, del momento, della persona che "diagnostica"."
    Noi invece sosteniamo che dipenda dal metodo scientifico che viene utilizzato, oggi nessuno usa le sanguisughe o i salassi per curare..

    "Non so nemmeno se sono importanti. Nel senso che, per la mia limitatissima esperienza, è pur vero che vi sono elementi simili in tutte le persone cui è stato diagnosticato un "disturbo paranoide di personalità" (almeno in quelle che ho potuto vedere coi miei occhi), ma è altrettanto vero che ognuno di loro era "paranoico" a modo suo."
    Per noi il paranoico è colui che sperimenta il piacere paradossale, ciò che riteniamo utile è la presenza o meno del sintomo!!! In American Beauty, per fare un esempio universale, il protagonista nelle suo "disturbo paranoide di personalità" o delirio con allucinazioni non ha sintomi..(cefalea, vertigini, depressione, ecc.) e dunque va verso la morte..

    " Certo, aiuta i professionisti della salute, in quanto consente loro di poter discutere di un quadro di riferimento costituito da elementi oggettivabili ed osservabili, pur se questi professionisti fanno riferimento ad ipotesi eziologiche e terapeutiche differenti. "
    Magari fosse così semplice: chiedi a certi professionisti chi gli ha pagato l'ultimo viaggio all'estero e scoprirai tante cosette..come per esempio che tizio prescrive quintali di farmaci; certamente non sono tutti così..non vogliamo fare di tutta l'erba un fascio, ma nella confusione fra sintomo e malattia ruotano tanti interessi.

    "Ma non so se serva alla persona che è affetta da questo "disturbo"."
    La persona affetta da questo disturbo ha anche lui le idee confuse. Per esempio molti vogliono mantenere intatto il disturbo paranoie e far sparire quel fastidioso mal di testa o tristezza che gli capita dopo, che ha fatto il paranoico. Insomma vuole stare bene con le paranoie...e dopo avvengono gli omicidi e i suicidi. e tutti lì a gridare: era depresso, poi l'hanno curato e così la paranoia non più frenata dalla depressione si è rappresentata nel massimo splendore.

    " Non sono ancora riuscito a comprendere se sia utile a questa persona sapere che ha "un disturbo di personalità", piuttosto che la codifica F.76 o chissà cos'altro."
    Noi preferiamo parlare semplice, semplice, e denominare con il termine "piacere paradossale" la malattia che si chiama anche follia, pazzia, o paranoia.

    "Non so se sono riuscito a far comprendere i miei dubbi, sarei interessato a comprendere quale può essere la vostra definizione (se ne esiste una)."
    Noi una l'abbiamo e ci lavoriamo sopra da decenni, abbiamo qualche difficoltà nel dibattito, come vedi..Ciao, a presto.. tuoi agex..

  7. #7
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    posso parlare affidandomi alla "mia" psicologia ingenua nata dalla vita piuttosto che dagli studi?
    Credo di si, anche perchè non ho difficoltà a parlare di me e mi son sempre trovata a mio agio qui sul forum .
    Sintomi = equilibrio
    questo attualmente il mio pensiero. Il sintomo come manifestazione di una ricerca di equilibrio possibile, con i mezzi e gli strumenti che si hanno a disposizione (deficitari, carenti, inopportuni, molesti ecc) per fronteggiare uno squilibrio più profondo a cui non si riesce a dare risposta diversamente. Quindi sintomi a tempo, intercambiabili, funzionali (per certi versi).

    Malattia ? non mi sono ancora posta il problema. Certo che è condivisibile l'argomentare che avere una "malattia"/entità giustifica posizioni del tipo: "Combatterla", giustifica l'impero dei farmaci (non ci sto però a demonizzare sempre e tout court I FARMACI)

    Pat
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  8. #8
    agex
    Ospite non registrato
    posso parlare affidandomi alla "mia" psicologia ingenua nata dalla vita piuttosto che dagli studi?Credo di si, anche perchè non ho difficoltà a parlare di me e mi son sempre trovata a mio agio qui sul forum .Sintomi = equilibrio; questo attualmente il mio pensiero. Il sintomo come manifestazione di una ricerca di equilibrio possibile, con i mezzi e gli strumenti che si hanno a disposizione (deficitari, carenti, inopportuni, molesti ecc) per fronteggiare uno squilibrio più profondo a cui non si riesce a dare risposta diversamente. Quindi sintomi a tempo, intercambiabili, funzionali (per certi versi). Malattia ? non mi sono ancora posta il problema. Certo che è condivisibile l'argomentare che avere una "malattia"/entità giustifica posizioni del tipo: "Combatterla", giustifica l'impero dei farmaci (non ci sto però a demonizzare sempre e tout court I FARMACI) Pat"

    Noi ci siamo posti il problema e abbiamo capito (sinora) che i sintomi sono dei segnali di pericolo sempre e comunque, e che c'è qualcosa che si chiama malattia che produce i sintomi, ma l'aspetto interessante invece è stato scoprire che ciò non avviene sempre, non è una costante. Per esempio l'angina pectoris è un sintomo che informa il soggetto di una sofferenza cardiaca dovuta (il più delle volte) a un'ischemia o ipossia. Il soggetto sente un forte dolore al petto che si irradia alla spalla e al braccio sinistro, sente di non avere le forze, insomma si sente male. E' una crisi anginosa, abbiamo dimostrato che il dolore (è stato oggetto del nostro contributo significativo) non è provocato dal cuore ma dal cervello che ha decodificato il segnale che il cuore, a sua volta, gli aveva inviato. Chiaro? Dunque il sintomo angina non dipende dal cuore ma origina dal cervello che a sua volta lo ha ricevuto dal cuore. Ma il cervello a volte può anche ricevere il segnale dal cuore e non trasmetterlo al soggetto, abbiamo così l'infarto silente, senza dolore. Il cervello allora lavora così: attraverso dei livelli di soglie. Siamo convinti che parlare di soglie qui sia necessario...

  9. #9
    giorgia_pearl
    Ospite non registrato

    Re: letture più o meno profonde :-P

    Originariamente postato da alea

    “ … Non dobbiamo credere di saper dare una diagnosi dei disturbi nostri e altrui; possiamo, anzi dobbiamo invece percepire il disagio e consultare uno specialista. Non uno psicologo, ma uno psichiatra. Infatti lo psicologo non è medico, a differenza dello psichiatra, e non può quindi ne comprendere una sindrome clinica, né eventualmente decidere e prescrivere una cura farmacologia.
    … Chi soffre di disturbi psichici deve rivolgersi a uno specialista. Quando qualcuno accanto a noi ne soffre, bisogna indurlo, a costo di obbligarlo, a rivolgersi a uno specialista. Non è sempre facile, talora sembra impossibile. Ma quasi sempre, se lo si decide con forza, si riesce a portare il malato dal medico.”

    ....Oltretutto lo sanno anche i muri che non si può aiutare chi non vuole essere aiutato, non si può certo dire "a costo di obbligarlo." Non ho mai sentito dire una cosa del genere, piuttosto (e fermamente) il contrario. Lo so perchè molte volte è difficile non "obbligare" qualcuno a curarsi...

    Forse parlava di persone con problemi fisiologici, non psicologici. Se uno ha un tumore è sì giusto cercare di convincerlo a tutti i costi a curarsi, anzi è dovere del medico farlo!

    Quindi forse non parlava di problemi psicologici... .

    In ogni caso non è che mi aspettassi molto da Your Self, credo che sia uno di quei giornali sulla psicologia ...illeggibili per noi psicologi.

    Le altre riviste, Alea, le leggo anch'io .Ciao!

  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    Re: Re: letture più o meno profonde :-P

    Originariamente postato da giorgia_pearl


    In ogni caso non è che mi aspettassi molto da Your Self, credo che sia uno di quei giornali sulla psicologia ...illeggibili per noi psicologi.
    Se dai un'occhiata al Comitato Scientifico e alla redazione ... resteresti Sorpresa. (Grandi Nomi di Docenti universitari ecc) comunque io non faccio testo, come detto sopra "leggo di tutto". Lo leggo a volte proprio con intento critico di "demolire" quanto vado leggendo, (adoro lo psicoroscopo)
    Pat
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  11. #11
    giorgia_pearl
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: letture più o meno profonde :-P

    Originariamente postato da alea
    Lo leggo a volte proprio con intento critico di "demolire" quanto vado leggendo, (adoro lo psicoroscopo)


    Be', forse mi sbaglio. Ma ultimamanete sono uscite un sacco di riviste di psicologia ("Tu" e compagnia bella...) che mi sanno di psicologia un po' "spicciola". Ma dovrei leggere prima di giudicare . Sono riviste rivolte a tutti ( un po' come Morelli in tv ) e mi pare che si cerchino molte frasi d'effetto...insomma cose che nelle altre due riviste che hai nominato non ci sono. Comunque "Your Self" se me lo consigli lo prendo!

  12. #12
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    solo come lettura amena prima di schiacciare un pisolino. Scherzo dai qualche bel contributo c'è sempre.
    Pat
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  13. #13
    agex
    Ospite non registrato
    Noi prima di dormire diciamo sempre le preghiere..per tutti...Almeno servono a qualcosa.

  14. #14
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    è un po' OT ma si riallaccia all'argomento delle "letture".
    Di solito leggo e partecipo al forum di sera/notte da casa, di giorno in ufficio leggiucchio con visite ultrarapide. Bene lo schermo è alleato inossidabile e tenace (quasi) della mia insonnia.
    Trovato rimedio (sintomo?) dopo aver spento PC mi metto a scrivere, rigorosamente carta e penna. Sembra un rituale, e funziona. Riesco ad addormentarmi.

    Non ho capito l'intervento precedente sulle preghiere agex, ho interpretato : meglio le preghiere alle letture "insane".
    Questo mi dispiace, ovverossia non rientra nel "mio" modo di pormi, non mi autocensuro mai quando si tratta di lettura, non scherzavo affatto, leggo di tutto e questo mi piace, posso leggere yourself e quattroruote, architettura & design e automation, liberazione e la stampa, astra e focus. Così come ho letto quintali di fotoromanzi e Grand Hotel, diabolik e intere collezioni della Marvel. Ho letto anche tutto l'antico testamento e il libro di mormon. Jorge Amado (tutto), Zola e Verga. ultimamente alterno Banana Yoshimoto a Marcela Serrano e Hillman. anche Tv7 e il televideo. Se ho voglia di impegnarmi un po' di più riprendo in mano "un tempo per il dolore" di Tonia Cancrini o gli atti del Covegno su Sandor Ferenczi a Torino, il Musatti. Mi piacerebbe leggere i Classici russi, ho letto solo Anna Karenina. Topolino non mi attrae più molto ma non disdegno.
    buonanotte, ora vado a scrivere (con carta e penna)
    Pat
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  15. #15
    agex
    Ospite non registrato
    "Da alea..Non ho capito l'intervento precedente sulle preghiere agex, ho interpretato : meglio le preghiere alle letture "insane"."

    Volevamo intervenire sull'argomento relativo all'addormentamento. Noi sosteniamo che il sonno sia l'equivalente di una chiusura al pubblico necessaria per fare l'inventario o catalogazione degli eventi accaduti nella veglia precedente. Dunque una fase delicata della giornata o se vogliamo della vita, ovvero il sentirsi protetti. Se ci sentiamo al sicuro possiamo dormire altrimenti la cosa si complica, e allora chiediamo con le preghiere la protezione, insomma ci preghiamo addosso.

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