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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    172

    psicoterapia della famiglia

    ciao a tutti, avrei bisogno di aiuto, soprattutto da chi già da tempo si occupa di psicoterapia.
    Ieri pomeriggio, ho assistito ad una scena senza precedenti, per lo meno per me... ero in un parco e ho visto un padre che picchiava la figlia, sono intervenuta con il mio fidanzato, a placare l'animo di quel padre che si è rivelato frustrutato e scoraggiato dall'abbandono degli assistenti sociali e dall'incompetenza della psicologa che seguiva la figlia...ora non voglio entrare in particolari, ma parlando con questa persona gli ho consigliato una terapia della famiglia, e lui convintosi che forse poteva tentare quest'ultima "spiaggia" mi ha posto una domanda a cui non sapevo come rispondere, di conseguenza pensandoci tutta la notte e senza ancora aver trovato risposta ve la "giro" a voi con la speranza che possiate aiutarmi a capire e fare meglio il mio lavoro in futuro (sono laureanda).

    Il padre: "ma se io vado a fare colloqui con questi psicologi della famiglia, e dopo un po' loro vogliono vedere mia figlia e lei non ne vuole sapere, io cosa devo fare???devo prenderla per i capelli, o lasciare "morire" la cosa lì??come devo comportarmi in questo caso, non si può fare terapia della famiglia se manca un elemento importante"

    Ebbene, questo più o meno è il contentenuto di una domanda che mi ha spiazzato.

    Vi prego aiutatemi a capire.....

    Grazie

    grillo parlante

  2. #2
    Beh, detta così è un po' generica...
    Quanti anni ha questa figlia, che stava succedendo, che cosa ha spinto te a intervenire...
    In linea di principio,però, ipotizzando che questa figlia è abbastanza grande e "potente" per dire no, altro non ci sarebbe da fare che costruire una motivazione "intrinseca", ad esempio con colloqui preliminari, oppure., ahimè, lasciare le persone al loro destino. Purtroppo la psicoterapia non fa miracoli, cosa che si tende a dimenticare... Chiaramente, una terapia familiare senza non dico la famiglia, ma senza il "paziente designato" è un esercizio piuttosto arduo, se non inutile...

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    172
    la situazione era degenerata ecco perchè sono intervenuta, si parlava di un vero e proprio maltrattamento di minore, tra l'altro in un parco pubblico, di fronte a testimoni...
    la ragazza ha 15 anni, i genitori si sono separati da un po' e a detta del padre la ragazza ha dato fuori di testa, distrugge casa, è violenta con tutti e il rapporto con il padre è andato completamento a farsi "friggere".
    Il padre mi ha raccantato che la moglie gli ha messo la figlia contro e cosa ancora più grave, lo psicologo ha usato il padre come capro espiatorio di tutta la situazione... (sbalorditivo se pesno all'istruzione che ho ricevuto alla Sapienza)...ma sarà vero!!!
    cmq...devo dire che parlando con questa persona ho messo in discussione tutto...soprattutto l'impotenza che si può avere...io mi occupo di psicologia giuridica, e la terapia è ancora molto lontana, ma mi ha veramente colpito, e non accetto che una situazione possa "morire lì" perchè questa ragazza peggiorerà ve lo posso garantire, ho avuto esperienza in questo.
    Capisco che non si può fare nulla...
    ma secondo te possono essere utili incontri "domiciliari" in un setting creato al volo tipo il parco o si rischierebbe un invischiamento che potrebbe portare a nulla??

    scusa lo sfogo, ma a volte penso che ci siamo scelti il lavoro più frustrante del mondo (probabilmente per il nostro egocentrismo), dopo quello ancora più difficile del genitore.


    fammi sapere cosa ne pensi

    a presto



    altre opinioni sono bene accette
    grillo parlante

  4. #4
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Re: psicoterapia della famiglia

    Grillo qualche domanda .
    Quando ti è venuta in mente l'ipotesi di una terapia familiare?
    Prima o dopo aver visto la scena del 'massacro'? Prima o dopo il racconto del padre sulla figlia? Hai parlato di maltrattamento.. il che dovrebbe significare che la ragazza in quel momento subiva.. quando li hai visti, chi ti sembrava più 'bisognoso' di psicoterapia, il maltrattante e/o la vittima? Come mai il padre, secondo te, vuole trascinare (anche per i capelli) la figlia in terapia? Se tu avessi consigliato di farsi una terapia individuale al padre anche dopo il racconto sulla figlia violenta, pensi che sarebbe stato più motivato ad intraprendere un percorso individuale? ultima domandina sul 'futuro'.... e se il padre decidesse di intraprendere un percorso individuale, pensi che questo possa avere degli effetti positivi nella relazione con la figlia?

  5. #5
    Johnny
    Ospite non registrato
    ciao, io sono solo al secondo anno di psico., xò ho letto il post e vorrei dire la mia...:
    quello che ti ha detto quell'uomo sulla sua situazione familiare è da prendere con le pinze, perchè tutto quello che dice è filtrato e interpretato dalla sua testa (x esempio quando dice che lo pscologo lo ha usato come caprio espriatorio, ecc).
    Poi, il motivo apparente non è mai il motivo reale: lui in coscienza può anche dare tutte le sue motivazioni sul perchè picchiava la figlia al parco, ma secondo me ci sono altri motivi più profondi (inconsci), tipo sadismo e un piacere e soddisfazione nel sottomettere gli altri (è proprio uno stile di relaizone che nella teoria di L. L'abate-psicologo americano famoso per i suoi contributi nella terapia familiare-si chiama "personalità selfish").

    In più a mio avviso si vede anche come quel padre tende a scaricare le responsabilità sulla figlia (quando dice che non vuole andare dallo psicologo pechè non sa se la figlia vorrà sottoporsi alla terapia), ...ma se volesse così "bene" alla figlia non la picchierebbe!!!!!! cioè, è evidente che quella è una scusa bella e buona ed è un modo per scaricare la responsabilità alla figlia che, fra l'altro, quindicenne, è alle porte dell'adolescenza ed è sicuramente già piena di problemi per conto suo!
    Comunque, non penso che al parco si possano fare colloqui psicologici di grande profondità, quindi ti consiglio di dormire la notte e non farti grandi problemi, xke secondo me hai fatto una cosa davvero meritevole già avendo placato gli animi e avendo cercato il dialogo con qulla persona....
    ciao

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    è verro, la notte dovrei dormire...
    Per cominciare avevo anche io pensato che l'unico che aveva bisogno di una terapia individuale fosse il padre, e in realtà lo penso tutt'ora, soprattutto dato il suo modo di "approcciarsi" così violentemente con la figlia, ma poi, pensando che quando si tratta di separazioni che coinvolgono figli, soprattutto adolescenti già di per sè "incasinati", mi è veneuta in mente la terapia familiare perchè a priscindere dal primo che abbia portato a galla il "disturbo" o il padre, o la madre, o la figlia stessa, questa persona è portatrice di una "sintomo" non individuale, bensì sistemico-relazionale, quindi familiare che ha cmq innescato una reazione a catena che ha colpito tutti i membri del nucleo. (il vecchio Bateson)
    Ora, poniamo l'esempio che sia stato il padre a iniziare, con il suo comportamento violento, questa reazione a catena...ok, all'inizio tutto va bene! poi gli anni passano e la figlia diventa come il padre, per non parlare del ruolo della madre all'interno di questo triade!!!come la mettiamo? se il nucleo familiare è "disgregato" a livello emotivo e relazionale non pensate che forse sia meglio capirne le ragione per intervenire poi? quanto servirebbe la terapia individuale al padre, se la figlia non lo capisce cmq e ormai ha preso una strada anch'ella sintomatica? facciamo terapia individuale anche a lei e poi aspettiamo che si incontrano padre e figlia e dall'illuminazione che gli farà lo psicologo caapiranno e risolveranno il loro rapporto e le loro "incomprensioni". beh io credo proprio di no!!!

    forse ragiono troppo in termini sistemici relazionali dove la famiglia TUTTA è "sintomatica" ma che attribuisce solo ad un unico membro il ruolo di "malato".

    che ne pensate???!!
    grillo parlante

  7. #7
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Grillo, altre domande

    se avessi visto al parco la figlia picchiare il padre, cosa avresti fatto? Se la figlia non dovesse intraprendere un percorso terapeutico, cosa potrebbe accadere in termini positivi e negativi? E al padre? E alla loro relazione? Secondo te, le "disgregazioni" emotive e relazionali hanno sempre bisogno di un intervento? Se tu venissi a sapere che esiste anche la terapia sistemico-relazionale individuale, cambierebbe qualcosa fra le possibilità di intervento? Le domande che ti sto facendo, che tipo di effetto ti suscitano?

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    indubbiamente fanno riflettere....
    hai tutte le ragioni, e anche io mi sono posta la stessa domanda in merito alla figlia, (anche perchè a detta del padre anche lei è abbastanza violenta), comunque, anche se la terapia sistemica può essere individuale, ti ripeto che in questo caso, ovvero la separazione, credo sia più utile una terapia familiare...
    anche io mi faccio mille domende, e vedo la situazione da ogni punto di vista, ma ti ribadisco che non ho ancora l'esperienza e soprattutto la competenza per stabilire che tipo di terapia sia giusta per queste persone, soprattutto avendo così pochi elementi in mano. (ecco perchè metterlo "in piazza")
    Tu piuttosto, mi fai mille domande (e ti ringrazio perchè mi metti in discussione) ma non hai dato la tua opinione chiara sul caso...

    a presto
    grillo parlante

  9. #9
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    Ciao Grillo, non ho un' opinione chiara sul caso anche perchè si tratta di un racconto su un racconto che crea altri racconti . Non so neanche se sia più utile una terapia familiare o altro. Ho fatto mille domande per rispondere, in un certo senso, alla tua richiesta di aiuto sullo spiazzamento che hai provato e raccontato nel primo post. Quello che 'so' è che la separazione, la violenza, adolescenza, le triangolazioni, ecc., ci 'attivano' verso certe direzioni e in questo senso averne la consapevolezza è importante perchè poi è anche dall' assenza di questa che si sviluppa il senso di impotenza. Perchè non lo capiscono? E' più un mio bisogno che quella famiglia intraprenda una terapia familiare? Come mai, sono convinto che la separazione debba essere mediata da degli esperti? E se la violenza fosse l'unico canale per tenerli assieme? Come mai, riesco ad accettare più facilmente padre e figlia che stanno in silenzio, piuttosto che facciano rumore picchiandosi? Da dove viene l'idea che la mia sia la soluzione giusta per loro? In quel parco sono stato l'unico ad intervenire, come mai tutti gli altri non hanno sentito il bisogno di fare come me? Ecc., ecc.. .
    Adesso, dopo che sono passati giorni dall'evento, come risponderesti a questa domanda: "Il padre: "ma se io vado a fare colloqui con questi psicologi della famiglia, e dopo un po' loro vogliono vedere mia figlia e lei non ne vuole sapere, io cosa devo fare???devo prenderla per i capelli, o lasciare "morire" la cosa lì??come devo comportarmi in questo caso, non si può fare terapia della famiglia se manca un elemento importante""
    :ciaociao:

  10. #10
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    devo dire che ancora non lo so...
    ma ti ringranzio ancora, perchè le domande che mi scrivi nell'ultimo post, io le avevo pensate già quando assistevo alla scena senza intervenire....
    tuttavia, la domanda che mi ha spiazzato, ancora mi frulla nella testa, nonostante le riflessioni che ho fatto e che mi hai fatto fare...
    mi sono ripresa un po' di casi clinici in mano e devo dirti la verità, tutti suggerivano in casi simili a quello una terapia familiare, ma nessuno mi dava una spiegazione su come "convincere" una persona del nucleo a sottoporsi a colloqui familiari nonostante ce ne fosse bisogno...

    non fare di tutta un'erba un fascio è la prima cosa che ho pensato...e pur nella mia ancora totale ignoranza in psicoterapia sia essa individuale o familiare, psicodinamica o strategica, ho sempre pensato che bisogna delle volte uscire dalla rigidità del protocollo per "creare" qualcosa in più fuori dagli schemi.

    ti racconto un altro caso...

    partiamo dal passato...al primo genito di una famiglia di media borghesia, quando aveva venti anni circa è stata consigliata una terapia individuale dopo essere stato "visto" per un po' in ambito di consulto familiare. I genitori del ragazzo si sono battutti per farlo andare dal benedetto psicologo ma il ragazzo proprio non ne voleva sapere, e la cosa "muore lì"...
    ebbene...passano 10 anni e il ragazzo "da fuori di matto"...

    che mi dici????????????????????????????
    grillo parlante

  11. #11
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    ancora domande Grillo
    se avessi risposto con domande alla domanda del padre, pensi che avrebbe trovato qualche risposta?
    Ad esempio, Come mai è convinto che vogliono (i terapeuti) vedere sua figlia? Ha già chiesto a sua figlia di provare un' esperienza terapica assieme? Da dove le viene l'idea che non è possibile fare terapia della famiglia se manca un elemento importante?
    ..per te, pensi che se avessi fatto questo tipo di domande il tizio avrebbe trovato una risposta differente rispetto alla sua scelta di non andare? (non capisco se è comprensibile questa domanda)
    e ultimissima, hai la sensazione, attraverso le mie domande, di dare risposte 'forzate', che senti non tue?


    sull'altro caso so solo che non ho domande da fare
    Un bacio

    P.S. l'ultimissimissima ti prego.. secondo te, nel gergo clinico, tu che funzione hai in questa storia?

  12. #12
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    mi dispiace a queste domande non ti so dare una risposta, per il semplice fatto che io non le ho fatte perchè non volevo essere invadente, in fondo io sono "solo" intervenuta per evitare che facesse del male alla figlia. Lui ha cominciato a raccontarmi in maniera iper riassuntiva quello che stava accadendo da quando si è separato dalla moglie, forse un po' per giustificare la scenata a cui avevamo assistito...
    quando sono intervenuta gli ho detto che stava esagerando e di lasciarla andare, e così ha fatto, e poi è nato tutto il discorso. Ora mi viene in mente che la cosa che più mi ha "raccapricciata" oltre alla violenza di per sè, è stato il fatto che tutta la bella scenetta avveniva sotto gli occhi degli amici della ragazza (che ti fa pensare questo?)


    il mio ruolo quale è stato, non lo so, forse più di uno di cui non tutti o forse addirittura nessuno di mia competenza...

    non hai risposto al secondo caso!!!!!!ci terrei ad avere una tua opinione e perchè non altre mille domande...

    a presto

    grillo parlante

  13. #13
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    Originariamente postato da grillo parlante

    mi piace un sacco sto pupino

    Hai aggiunto un particolare non indifferente nella storia.. io nel primo racconto mi ero immaginato padre e figlia che erano usciti assieme.. tipo orario di visita insomma... e che ad un certo punto nel parco, per motivi sconosciuti, il padre iniziò a picchiare. Adesso, con la novità degli amici mi viene in mente che la ragazza stava con loro e che il padre venne in un secondo momento.. sempre incazzato... domanda.. ma tu quando parlavi con il padre la ragazza che faceva?



    (metto la storia qua così evito di scendere sempre)
    "partiamo dal passato...al primo genito di una famiglia di media borghesia, quando aveva venti anni circa è stata consigliata una terapia individuale dopo essere stato "visto" per un po' in ambito di consulto familiare. I genitori del ragazzo si sono battutti per farlo andare dal benedetto psicologo ma il ragazzo proprio non ne voleva sapere, e la cosa "muore lì"...
    ebbene...passano 10 anni e il ragazzo "da fuori di matto"... "
    ..Grillo, qua ci sono 'milioni' di domande ti avverto.
    Conosci questa persona direttamente? Come mai ad un certo punto la famiglia decise di andare a fare consulenza(?)? Chi consigliò alla famiglia di fare un consulto familiare? Sai di che tipo di struttura si tratta? Era la prima volta che andavano dallo psi(?)?
    Hanno consultato altre figure professionali come psichiatri, medici, maghi, preti? Se si, cosa hanno detto? e loro (la famiglia), cosa hanno fatto? Sai perchè al ragazzo gli è stata consigliata la terapia ind. ? Quando dici che i genitori si sono battuti per farlo andare dallo psi. , secondo te, hanno fatto abbastanza? In termini temporali, ci sono stati un mese, tre giorni, un anno, cinque anni nell'opera di convincimento? ..e per adesso l'ultima.. tu che ipotesi ti sei fatta su questa storia?
    ciaux

  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    è vero, questo particolare non l'avevo scritto, perdono

    mentre io parlavo con il padre la figlia si è allontanata con due amici, per tutto il tempo mi sembra che abbia girato per il parco, poi però l'ho persa di vista....perchè a che pensi???


    riguardo l'altro caso, le aspettavo le tue domande!!
    ma oggi è stata una brutta giornata e sono un po' nel pallone, e ricordare in questo momento tutti i particolari sarebbe un'impresa titanica

    domani spero di essere più in forma!!! e ne "parliamo"

    a preso

    ps. intanto rifletto....bugia...mi reco tra le braccia di morfeo.
    grillo parlante

  15. #15
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    Originariamente postato da grillo parlante
    mentre io parlavo con il padre la figlia si è allontanata con due amici, per tutto il tempo mi sembra che abbia girato per il parco, poi però l'ho persa di vista....perchè a che pensi???

    boh.. che tipo è ritornata a stare con i suoi amici..loro probabilmente conoscono la storia dal suo punto di vista e si sente supportata. La storia che racconta 'sempre' il padre, la conosce, è 'costruita' sul suo problema di adolescente violenta e frustrata.. niente di strano che se fosse stata lì a sentire la storia del padre sarebbe 'partita' con le incazzature di quel tipo che, come feedback, avrebbero dato 'ragione' alla storia del padre.. profezia che si autoavvera??
    Potrei verbalizzare tante altre ipotesi (nessuna vera ma tutte più o meno utili), per adesso comunque flirto con questa (Cecchin).
    L' ipotesi che più ti seduce sulla figlia che si allontana?


    ps. intanto rifletto....bugia...mi reco tra le braccia di morfeo.

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