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Discussione: Counseling

  1. #1
    Matricola
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    21-01-2005
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    molise
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    Counseling

    Cosa pensate del counseling?
    Avete esperienze in merito.. counselor o utenti... come vi siete trovati?

    ciaociao
    ros

  2. #2
    swwetfay76
    Ospite non registrato
    Ciao pagnaros,
    personalmente credo sia una bella cosa.
    Peccato che in italia non essendo granchè regolamentata, è fatta un po' da tutti, alla rinfusa.
    Quindi che dire... se lo regolamentassero e facessero in modo che il counseling diventasse di competenza esclusiva dei laureati in psicologia e fosse ascritto all'università, facendolo diventare magari un master di I livello, sarebbe davvero una gran bella cosa.
    Ora come ora è un marasma confuso di professionalità e pseudoprofessionisti, magari nemmeno diplomati, che si inventano un lavoro e propongono pazzesche e assurde pseudopsicoterapie brevi....

    se solo il nostro ordine facesse qualcosa per regolamentare questo campo e buttar fuori tutti i ciarlatani che lo praticano...

    fay

  3. #3
    Matricola
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    23
    ...ciao swwetfay76,

    sto frequentando un corso aspic di counseling, e un po' conosco quello che tu dici... ti confesso che ho trovato interessante anche il confronto con persone che non sono laureate o non laureate in psicologia... forse per una mia impostazione mentale aperta a molte realtà....
    in realtà cerco informazioni riguardo all'uso pratico di questo master...

    buone stelle...
    ros

  4. #4
    Ospite non registrato

    loredana

    Ciao,
    sono laureata in Economia e Commercio e frequento un Master in Counseling Aziendale; ho poi frequentato un corso in PNL, mentre, oltre al lavoro sulla persona che conduco al master, lavoro su me stessa e credo in ciò che faccio come percorso di crescita e miglioramento personale. Non sono d'accordo sulla affermazione di limitare il counseling ai soli laureati in psicologia. Condivido il fatto che la materia vada meglio disciplinata, sicuramente. Ma, prima di tutto, il counselor non lavora con strumenti ad esclusivo utilizzo degli psicologi, bensì con facoltà che, se ben praticate (ascolto attivo, empatia, problem solving, riformulazione, ecc.) , possono davvero aiutare la persona che non voglia sottoporsi ad un lavoro di psicoterapia a superare un particolare momento di empasse.
    Sarà poi nell'etica deontologica del couselor riconoscere la persona che necessiti di un intervento diverso e delegare il trattamento a chi di competenza.

  5. #5
    Postatore Compulsivo
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    Re: loredana

    Originariamente postato da loredana
    Non sono d'accordo sulla affermazione di limitare il counseling ai soli laureati in psicologia. Condivido il fatto che la materia vada meglio disciplinata, sicuramente. Ma, prima di tutto, il counselor non lavora con strumenti ad esclusivo utilizzo degli psicologi, bensì con facoltà che, se ben praticate (ascolto attivo, empatia, problem solving, riformulazione, ecc.) , possono davvero aiutare la persona che non voglia sottoporsi ad un lavoro di psicoterapia a superare un particolare momento di empasse.
    Sarà poi nell'etica deontologica del couselor riconoscere la persona che necessiti di un intervento diverso e delegare il trattamento a chi di competenza.
    Ovviamente sarei felice se il counseling fosse di nostra esclusiva competenza, ma così non è e neppure lo ritengo fattibile...

    Quello che invece vedo come traguardo raggiungibile ed anche auspicabile è che le tecniche di counseling (ricordo che si tratta di una tecnica!) siano utilizzabili solo da precise professioni all'interno del loro ambito di competenze

    In altre parole, un insegnante di scuola la può apprendere per gestire meglio le relazioni d'aula, un economica e commercio le può apprendere per applicarle in ambito aziendale, un'infermiera per il rapporto con i pazienti,... uno Psicologo per le relazioni di consulenza psicologica e, se terapeuta, per la Psicoterapia...

    In questo modo, questo strumento può essere utilizzato da ciascuno per "efficientare" il suo lavoro, ma senza correre il rischio che un arrotino si metta a fare psicoterapia

    Su questo, a mio avviso, esistono spazi di "battaglia" e se riuscissimo ad essere uniti e far baccano qualcosa potrebbe accadere...

    Laura, che ne dici di questa soluzione di mezzo?

    un saluto,
    nico

  6. #6
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    Re: loredana

    Originariamente postato da loredana
    Ciao,
    sono laureata in Economia e Commercio e frequento un Master in Counseling Aziendale;
    solo adesso noto che Loredana è al suo primo messaggio, quindi ho il piacere di darti il benvenuto su OPs

    felice anche di trovare altre professionalità in quanto sostengo che l'integrazione di saperi è la cura migliore per competere sull'attuale mercato

    un saluto ed a risentirti presto

  7. #7
    swwetfay76
    Ospite non registrato
    Caro nico

    credo che la tua possa in teoria essere ina gran bella idea...

    dico in "teoria" perchè bisogna vedere come viene sistematizzata nel concreto.

    Mi spiego meglio:
    per fare che io, psicologa, impari ad usare questa "tecnica" (anche se ce ne sono diverse) nel mio lavoro, secondo te, dovrei fare un corso in comune con la economa e l'insegnate, che poi lo applicano anche loro nel loro lavoro o dovrei fare un corso specifico, solo per psicologi, al quale quindi solo come psicologa posso accedere e l'economa fa quello riservato agli economi e così via?

    Io non trovo scorretto in se che un economa o un'insegnate facciano un corso di counseling.

    Tutt'altro! Aumenta le loro competenze! (ed è utile anche ai miei futuri figli che andranno a scuola da quell'insegnante )

    Solo credo che, se il counseling deve essere aperto a tutti (cosa che non mi dispiacerebbe), bisognerebbe creare percorsi specifici per ogni categoria, in modo che al corso di counseling che frequento io come psicologa e dove si insegnano spesso anche tecniche di psicoterapia breve, ci siano solo psicologi, perchè comunque sono gli unici legalmente abilitati a metterle poi in pratica.

    Bisognerebbe che fosse chiaro che solo gli psicologi possono fare counseling psicologico (che poi è quello che viene di norma spacciato x life coaching, counsleing generico, ecc)

    insomma, se si differenziasse bene CHI può fare COSA e DOVE e QUANDO, allora il counseling per me lo potrebbe fare anche il mio panettiere (chissà perchè parlo sempre del panettiere poi!? )

    Ma ci vuole regolamentazione e devono essere stabiliti requisiti di base che identifichino un profilo professionale che abbia le potenzialità per essere proposto e riconosciuto legalmente come vera e propria professione, con un suo albo normato e riconosciuto.

    Spero di essermi spiegata perchè stasera sono un po' "fritta"

    a presto,
    fay

    p.s. x pagnaros: a quanto mi è stato detto dal mio ordine professionale il counseling, non essendo una professione legalmente normata e riconosciuta, la può fare anche il mio "panettiere".
    Detto questo, c'è però il counseling psicologico, che è ad ora, l'unico di stretta competenza dello psicologo (se il mio panettiere dice che lo fa, il nostro ordine gli fa una visitina a casa, tanto per intenderci )

    Quello che puoi fare?
    a me è stato risposto che puoi fare ne più ne meno le stesse identiche cose che fa uno psicologo clinico normalissimo. Il counseling fatto da uno psicologo infatti, è considerato consulenza psicologica, e rientra già nelle nostre competenze una volta abilitati.
    Se hai mai fatto consulenza psicologica a qualche paziente, anche solo durante il tirocinio, sai cosa può fare un counselor!

    E' ovvio comunque che, essendo una psicologa, tu puoi arricchire questo con le ulteriori competenze che hai acquisito durante laurea, lavoro, tirocinio ecc ed è altrettanto ovvio che al corso di counseling ti insegnino a gestire meglio il momento della consulenza, con tecniche adeguate ecc.

    Non puoi fare invece psicoterapia breve (come alcuni blaterando dicono!), ma credo proprio di stare dicendo cose che già sai
    Quindi termino qui e ti auguro una buona notte

  8. #8
    Matricola
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    Forse sono un po' fuori dalla mischia, ma il master mi dà altro dalla laurea (in psicologia)... e cioè la specificità di alcune tecniche (come dice nico, concordo pienamente!) .. e la possibilità di applicarle (con supervisione) in sede di master per quanto mi riguarda "testarle" nelle mie attività specifiche.

    Aderisco alla "via di mezzo" proposta da nico, perchè non basta acquisire la tecnica o seguire un corso... ma è necessario avere delle competenze che garantiscano l'uso appropriato di ciò che si apprende e identificare un contesto appropriato.

    A presto,
    ros
    ros

  9. #9
    Matricola
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    Per fay..

    ho dimenticato di dire che, so a com'è il counseling...
    ..ma non so come si trovano nella pratica le persone con esperienze di counseling da utenti o da counselor..
    forse mi ripeto, pardon...
    ros
    ros

  10. #10
    Matricola
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    Re: loredana

    ciao loredana,

    dove hai frequentato il corso di counseling e di che scuola?

    PNL! Affascina anche me, e tanto. so che i corsi sono lunghi e costosi, dato che richiedono quasi esclusivamente la pratica supervisionata da un buon trainer di pnl.

    Conosci la Paola Crimini per caso? Come ti csei trovata?

    ros

  11. #11
    swwetfay76
    Ospite non registrato
    X pagnaros:io ti posso riportare due esperienze di counseling.
    Una è quella di un mio amico, psicologo clinico, che è stato assunto presso un comune per attivare uno sportello di counseling.
    Premetto che lui lavora li da qualche anno e non ha fatto corsi di counseling, ma sta facendo con me il primo anno di psicoterapia.
    Lui dice che non è molto diverso dall'attività che fa di norma uno psicologo clinico quando fa una semplice consulenza (per questo ti ho scritto quanto sopra )

    L'altra esperienza è quella di un'amica, psicologa, iscritta al secondo anno di una scuola di psicoterapia, che però dopo 1 solo anno di corso ti rilascia il diploma di counselor psicologico, accreditato dall'ordine degli psicologi.
    Lei sta quindi iniziando a lavorare ora. Usa la tecnica di counseling con procedura immaginativa, quindi niente pnl o simili, ma tecniche di origine psicodinamica (non ti sò bene spiegare xchè non ci ho capito moltissimo! )
    Lei si trova bene, ma ugualmente dice che il counselig , così come le è stato insegnato, consiste nell'affinare tecniche già acquisite di base all'università e nell'esercitarsi maggiormente sull'essere in una posizione di ascolto attivo.
    In realtà lei però sta proseguendo anche con la scuola di psicoterapia, quindi, benchè non possa fare psicoterapia, integra le sue competenze anche con nuovi strumenti e competenze , che continua ad acquisire alla scuola di specialità.

    Per saperne di più di pnl e counseling in fase applicativa, io avevo richiesto al centro E. Berne di Milano, la loro brochure e ti assicuro che oltre a presentare un corso davvero invitante e fatto molto bene, spiegavano bene le applicazioni del counselig e tutte le varie F.A.Q. che la gente normalmente si chiede. davvvero carino!

    Spero di esserti stata un po' più utile.... al massimo, visto che hai la mia email, possiamo sentirci e posso chiedere ai due colleghi che ti ho sopra nominato se sono disponibili a mettersi in contatto con te. Così potresti avere testimonianze maggiormente chiare ed esplicative della realtà che ti interessa

    a presto e buon lavoro!

    fay

  12. #12
    Matricola L'avatar di scitram
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    err...scusate l'ignoranza.... pnl sta per???
    "homo faber ipsius fortunae"... hai detto niente....

  13. #13
    Partecipante Affezionato
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    "Io non mi stupisco di coloro che cercano di spiegare l'incomprensibile, ma di quelli che credono di aver trovato la spiegazione...".
    Gustave Flaubert

  14. #14
    Matricola
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    grazie fay..
    e ringrazio indirettamente i tuoi amici..

    ros
    ros

  15. #15
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    sono d'accordo con Laura-swwet, i corsi di counseling,dovrebbero essere differenziati in base al background di studi. Un'economa e commercio, una letterata, una giurista, senza quindi conoscenze psicodinamiche e psicopatologiche alle spalle come un laureato in psicologia, saprebbe riconoscere un borderline e inviarlo al terapeuta adeguato? E se si trova davanti un paranoico, sa come parlargli o andrebbe ad applicare meccanicamente le tecniche di counseling apprese durante il corso, e il paranoico me lo fa ''imparanoiare'' ancora di più? E se si trova un paziente con distrubo d'ansia, che fa, lo prende in carico o meno? Non è che prende in carico un'ansia di tratto come se fosse un'ansia di stato? E si strova davanti uno schizofrenico, un depresso unipolare grave, un qualsiasi psicotico, sa indirizzarlo verso gli specialisti appropriati, comunicandoglielo nella maniera appropriata, o magari me li manda da uno psicanalista? E quanto è alto il rischio di collusione, specialmente con i meccanismi di difesa del paziente, ammesso che sappia distinguerli? Mi sa analizzare la domande o parte in quinta con le tecniche di counseling? E anche se il cliente richiede un counseling, il counselor economo sa se invece avrebbe bisogno di una psicoterapia o ''collude''?

    Nono, un amico non lo manderei da un counselor economo o letterato o giuridico, le tecniche di counseling devono innestarsi su un background psicologico.


    Ammesso poi che ci sia davvero necessità di corsi triennali di counseling, perché a questo punto, tanto vale iscriversi in psicologia e approfondire personalmente i testi di Rogers, tanto alla fine, stringi stringi, di quello si tratta.

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