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Discussione: psicolo in ospedale

  1. #1
    antonio76
    Ospite non registrato

    psicolo in ospedale

    ciao a tutti,
    sono antonio carollo, e vivo a palermo.
    ho 28 anni e mi sono appena iscritto all'ordine degli psicologi siciliani. Ho svolto il tirocinio in ospedale e al momento sto facendo un corso di perfezionamento sull'intervento negli ospedali pediatrici.
    Il lavoro invece è zero al momento, e vorrei parlare con quanti come me si confrontano con il deserto di disponibilità in sicilia, come al sud.
    Un piccolo esempio: negli ospedali pediatrici ( e non solo) di palermo non è presente in organico la figura dello psicologo. Tutti i medici ed infermieri che vedo nel corso che seguo dicono che sarebbe una figura utilissima, ma non c'è, e nessuno si muove per far qualcosa. Perchè? I pochi psicologi che ci sono sono dei volontari, che stanno lì con qualche borsa di studio. Perchè?
    Perchè il nostro lavoro, la nostra competenza devono esser volontariato?
    spero nei vostri contributi,
    un abbraccio a tutti
    antonio76

  2. #2
    Partecipante
    Data registrazione
    22-12-2004
    Residenza
    Treviglio
    Messaggi
    38
    hai proprio ragione antonio.
    Aprofitto di te per chiederti alcune cose.
    Devo svolgere una tesi sulla clown-therapy sui bambini ospedalizzati ma non riesco a trovare un questionario adatto per la sperimentazione,sapresti tu darmi delle informazioni utili? Grazie mille e in bocca al lupo.
    Se posso permettermi di dirti una cosa...prova a valutare la possibilità di cercare lavoro in un'altra città

  3. #3
    swwetfay76
    Ospite non registrato
    Non sono previsti perchè, probabilmente, quando ci sono pochi soldi e si tende a privatizzare tutto e a non reintegrare le figure professionali che vanno in pensione, gli psicologi sembrano essere una figura estremamente accessoria, che finisce per essere relegata dopo l'assunzione di infermieri e medici, che aimè sono necessari.

    A me piacerebbe che gli psicologi fossero seriamente più presenti nelle strutture pubbliche e private sanitarie, ma bisognerebbe fare una campagna corporativa di sensibilizzazione forte al governo, alle regioni e alle province, per far sì che i nostri governanti si rendessero conto che la psicologia, purtroppo per loro, non è accessoria, ma necessaria. Ma per fare questo c'è bisogno di coesione e di gruppo e soprattutto di una grande opera di informazione.
    Molti non sanno ancora oggi chi è e cosa fa uno psicologo. Come pensiamo che qualcuno ci dia credito e stanzi fondi perchè ci ritiene utili, se la maggior parte delle persone non sa a cosa serviamo?
    Bisognerebbe riflettere a fondo su questa problematica, probabilmente.

    Voi cosa ne pensate?

    fay
    e-mail: edsparma@email.it
    (http://psicologia.subito.cc)

  4. #4
    prm
    Ospite non registrato
    caro antonio
    non ti sentire particolarmente disagiato per questa situazione siciliana, ti comunico che anche a bologna le cose non sono molto diverse.
    solo da pochissimo tempo è stato creato un servizio di psicologia clinica presso una delle aziende ospedaliere di bologna.
    per quanto riguarda ad esempio l'az osp. s.orsola malpighi (che è anche policlinico universitario)
    bene, in questa az. non esiste e ripeto non esiste la figura dello psicologo assunto in organico a tempo indeterminato.
    tutti gli psicologi che vi lavorano sono consulenti, borsisti, specializzandi, tirocinanti .
    come vedi tutto il mondo è paese
    saluti

  5. #5
    flm
    Ospite non registrato
    A Milano (e penso anche nel resto della Lombardia) gli psicologi sono presenti da molti anni nei Centri Psico-Sociali (CPS) e negli ospedali, in genere nei reparti di psichiatria, ma al momento gli unici assunti sono i 40-50enni che lavorano lì da molto tempo, e ormai mi risulta che gli unici che possono avere prospettive di assunzione con concorso sono gli psicologi con titolo di psicoterapeuta, perchè entrano in organico in qualità di dirigenti. Gli altri possono solo sperare in consulenze con partita IVA, ma la vera rovina sono i tirocinii e il volontariato: "grazie" a queste forme di lavoro non retribuito molti posti di lavoro sono occupati senza spese per la Sanità, che non assumerà mai più nessuno se può avere personale gratis, e anche con una certa formazione (psicoterapeuti specializzandi). Molti tirocinanti lavorano gratis nei Servizi e in reparto un numero di ore spropositato, anche 10 volte quello che dovrebbero, se si pensa che i tirocinanti delle scuole di psicoterapia dovrebbero fare 3-4 ore alla settimana e spesso passano lì tuta la giornata... E lo stesso vale per i tirocinanti post-lauream, che fanno spesso molte più ore e svolgono in prima persona compiti che non potrebbero neanche sognarsi di svolgere da soli, come somministrare test o colloqui di sostegno o anche qualcosa di più... Io ho svolto il tirocinio in università, ma i racconti di chi ha fatto un tirocinio clinico sono spesso di questo tenore. Ne ho avuto ulteriore conferma durante gli esami di stato, parlando con colleghi mai visti prima. Penso che gli Ordini sappiano benissimo che le cose vanno così, ma si vede che è interesse di tutti, visto che non ci sono controlli seri.
    Con questo sfruttamento non si andrà da nessuna parte, e ci andremo di mezzo sia noi, che non saremo mai più assunti, sia i pazienti, che spesso non ricevono un trattamento adeguato.

  6. #6
    Eowin
    Ospite non registrato
    A Torino, da quanto mi risulta, al S.Anna, ospedale ostetrico ginecologico di eccellenza, c'è una sola psicologa strutturata, una a contratto e un tot numero di tirocinanti post lauream che lavorano esclusivamente nei reparti con utenza adulta.
    Parlavo ieri con una neo-laureata che ha fatto la tesi lì in neonatologia-prematuri che mi diceva che lei da tre anni "lavora" li gratuitamente, prima per preparare la tesi, ora per non lasciare scoperto quel reparto. Siccome fa il tirocinio post lauream in una struttura privata le ho chiesto come mai non fosse lì, e mi ha detto che non l'hanno potuta prendere perchè è fuori dalla giurisdizione della psicologa. Al che le ho domandato quale psicologo/a fosse il suo referente in quel reparto: beh, nessuno, fa capo solo a medici. Spera prima o poi che le facciano un contratto ad hoc per non continuare a lavorare "a gratis" a tempo indeterminato.

  7. #7
    *Connie*
    Ospite non registrato
    Ragazzi, ciò che scrivete è molto triste e molto illuminante...la situazione sembra davvero poco rosea...tirocini, volontariato...beh, certo, costituiscono delle ottime occasioni per imparare questa professione che viene fatta sul campo, però se queste modalità diventano una 'scusa' per non assumere allora a risentirne è il riconoscimento della nostra professionalità.
    Leggevo prima altri messaggi relativi alla non-equipollenza della laurea in psicologia e al fatto che ormai diventa difficile accedere a canali alternativi dell'inserimento nel mondo del lavoro,quale può essere il lavorare come educatori (e sono d'accordo sul fatto che gli educatori hanno diritto ad un riconoscimento della loro professionalità, proprio perchè hanno studiato per fare QUEL tipo di professione).

    A volte mi domando se veramente vale la pena andare avanti. La sola passione secondo me a un certo punto non basta più, quando ti scontri con una realtà così ardua.

    Un saluto a tutti

    Connie

  8. #8
    prm
    Ospite non registrato
    direi che assolutamente vale la pena, se abbiamo scelto questa professione è perchè ci crediamo.
    Si tratta di mettere l'ordine professionale nelle condizioni di dover dare delle risposte formali. Occorre produrre degli atti scritti e chiedere risposte concrete, si potrebbe ad esempio creare un documento ( una sorta di manifesto) da condividere con i colleghi attraverso una raccolta di firme.
    cosa ne dite?

  9. #9
    swwetfay76
    Ospite non registrato
    Cara prm,
    io la penso esattamente come te.
    Mi sono abilitata da settembre 2004, mi sono iscritta per caso a una mailinglist dove professionisti ben più grandi e politicamente rilevanti negli ordini professionali, discutono della professione e dei suoi problemi (si chiama psico-prof e ci si può iscrivere qui: www.appuntidipsicologia.it).
    Fino ad allora, in modo molto stupido e ignorante, vedevo le problematiche della professione come lontane da me e di sicuro non modificabili da una novellina appena abilitata.
    Ho cambiato idea.
    Li dentro ho conosciuto persone che stanno cercando di aggregarsi per proporre un'alternativa, dando soluzioni alle problematiche che ci sono nella professione.
    Ci saranno prima o poi, le elezioni ordinistiche e noi avremo la possibilità, se conosceremo bene i problemi, di agire votando chi DAVVERO ci rappresenta e non chi ci scrive solo un paio di promesse, non parlandoci però delle promesse che ha fatto ad altri e che a noi sono completamente sconvenienti.
    Credo che dovremmo pensare attivamente a cambiare la nostra professione, senza aspettare come è solito della nostra generazione, che le cose le cambino gli altri. Perchè chi ora ci governa sono le medesime persone che finora non si sono per nulla attivate per questi problemi che rileviamo continuamente sui forum.
    Quindi, andiamo oltre le firme.
    Che ne dite di evidenziare attivamente i problemi della categoria, le cose che secondo noi non funzionano e discutere in chiave propositiva, su cosa si potrebbe fare, per poi far sentire attivamente la nostra voce con un nostro manifesto?

    Io ho da poco messo online un portale. E' un sito internet openpsy (gratuito) per la libera circolazione dell'informazione tra giovani colleghi e per dare visibilità (attraverso la consulenza online) ai colleghi che come me stanno iniziando a lavorare. Sul sito ho messo anche un forum per professionisti, dove ho aperto un thread in cui discutiamo proprio di queste problematiche. Il senso è: ci sono dei problemi e tutti si lamentano.
    Smettiamo di lamentarci e facciamo proposte concrete!
    Se volete collaborare a questa iniziativa e scambiarci opinioni su questi argomenti, il mio portale è www.lauraduranti.it

    Io ci ho già scritto parte dei problemi che ho scoperto e individuato (e che moltissimi non sanno nemmeno esistere!!) e ho dato possibili soluzioni.
    Ditemi la vostra in merito... sarei davvero felice di avere la vostra collaborazione!

    Ragazzi... vi imploro.... non fatevi demoralizzare dai nomi delle grandi associazioni e movimenti...
    tutto si può fare al mondo... anche cambiare la nostra professione, se vogliamo! E internet è un mezzo che i nostri padri, che hanno costruito queste grandi reti di relazioni, non conoscevano...
    Sfruttiamolo a nostro vantaggio per avvicinare vicini e lontani e confrontarci tra noi e facciamo sentire la nostra voce!

  10. #10
    Neofita L'avatar di farishta
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Trieste
    Messaggi
    8
    non mi conforta il fatto di notare come, bene o male, si sia in tanti a stare sulla stessa barca; quanto il fatto che ci sia anche il desiderio di scendere, per salire su di una che si muova un po' meglio nell'acqua, anzichè starsene arenata! la mia esperienza di tirocinio, in un CPS di milano sta andando esattamente nella direzione che in tanti denunciate: vedo pazienti da mesi in un pretenzioso progetto psicodiagnostico e terapeutico, da sola o con altri tirocinanti post-lauream, che non hanno mai "fatto i pazienti" a loro volta, con tutta l'inesperienza del caso...
    in tutto ciò, lo psicologo responsabile del servizio, oltre a intascare lo stipendio dall'ospedale, si dedica a docenze, pazienti privati,ecc.. il risultato è che il posto è coperto e la manovalanza gratuita sempre garantita!
    con alcuni amici e colleghi, si pensava di creare servizi alternativi, paralleli a quelli pubblici ma che assicurino una maggiore qualità e rispetto per la persona (psicologo o paziente che sia)...certo che andarsene e far finta di niente..............Andrò di certo a visitare il sito che consiglia swwetfay76! a presto! Claudia
    Clò

  11. #11
    Eowin
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da farishta
    ... vedo pazienti da mesi in un pretenzioso progetto psicodiagnostico e terapeutico, da sola o con altri tirocinanti post-lauream, che non hanno mai "fatto i pazienti" a loro volta, con tutta l'inesperienza del caso...
    [/B][/QUOTE

    Allora non bisognerebbe mai andare da medici che non sono mai stati malati, o perlomeno non hanno mai fatto l'esperienza di essere pazienti?
    E lo psicologo dovrebbe essere stato paziente per quale patologia? O forse si deve essere pazienti "a prescindere", come avrebbe detto Totò?

  12. #12
    fraancesco
    Ospite non registrato
    una domanda: per essere assunto in ospedale come psicologo, è necessario aver sostenuto l'esame di stato anche nel momento in cui lavorerari all'interno di una equipe di psicologi, o in questo caso è possibile ritardare l'iscrizione ?
    grazie!

  13. #13
    antonio76
    Ospite non registrato
    non so rispondere con certezza, però ritengo che se già è difficile essere assunti da psicologi iscritti all'ordine (in quanto è una figura che in molti casi è fuori organico) non so quanto sia possibile farlo senza esser iscritti o abilitati.
    se parli di qualcosa che non è assunzione formale, tipo volontariato o "assegni" specifici, o borse di studio varie, bhè..chissà...

  14. #14
    TANIALIS
    Ospite non registrato
    ma gli psicologi hanno possibilità d lavorare negli ospedali?

  15. #15
    manuelabonanno
    Ospite non registrato

    Riferimento: psicolo in ospedale

    Vorrei qualche informazione sulla clown terapy!!!!!!

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