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  1. #1
    artid
    Ospite non registrato

    Diesel all'olio di semi e di colza

    edit edit edit
    Ultima modifica di artid : 09-02-2008 alle ore 19.22.00

  2. #2
    io mordo
    Ospite non registrato
    Cosa, cosa??
    mica la sapevo sta cosa, cosa casa case cose ..
    non ci credo, lo devo vedere!

  3. #3
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Mi è arrivata questa mail in proposito:





    Tutti pazzi per l' olio di Colza Al nord ormai è introvabile
    Sempre più automobilisti hanno scoperto che per far funzionare le loro auto diesel
    va benissimo anche il comunissimo olio di colza, e persino quello di semi vari

    Tutti pazzi per l' olio di Colza
    Al nord ormai è introvabile
    di VALERIO GUALERZI


    La mappa dei distributori http://www.novaol.it/retedivendita.asp

    I vari tipi di gasolio http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=780

    Il commento di Confagricoltura http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=780

    Il commento di Coldiretti http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=780

    Il commento della Federazione benzinai del Trentino http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=780

    Il Bludiesel http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=780

    L' AdvanceDiesel http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=780

    Se l'olio di ricino è stato il simbolo di un regime, un altro olio, quello di colza, si candida ad essere l'emblema di una rivolta popolare. Non contro un monopolio politico, ma contro un monopolio economico: quello delle grandi compagnie petrolifere che impediscono la diffusione di carburanti alternativi, più economici e più ecologici, come il biodiesel.

    Oggi sulle strade italiane fare un pieno di biodiesel, il carburante ricavato dal trattamento degli scarti delle lavorazioni agricole di diverse colture (la colza appunto, ma anche girasoli e barbabietole) è praticamente impossibile, ma sempre più automobilisti hanno scoperto che per far funzionare le loro macchine diesel va benissimo anche il comunissimo olio di colza, e persino quello di semi vari. Il rifornimento non si fa più quindi al distributore, ma al supermercato, dove basta comprare del banalissimo olio da frittura a un prezzo che si aggira solitamente sui 65 centesimi al litro. Il tam tam di quella che può sembrare l'ennesima leggenda metropolitana, ma non lo è affatto, è partito dal nordest, dove sono più diffusi i discount della Lidl, uno dei pochi supermercati che ha sui suoi scaffali l'olio di colza, un prodotto che in cucina viene decisamente snobbato dagli esigenti consumatori italiani.

    Non siamo ancora al boom, come ha sostenuto qualcuno, visto che dall'ufficio acquisti della direzione generale della Lidl fanno sapere di non avere riscontrato nessuna impennata particolare nelle vendite di olio di colza, ma anche parlare di nicchia rischia di essere riduttivo. Per rendersi conto di quanto questa alternativa stia appassionando gli italiani, stretti nella morsa dello smog e del caro petrolio, basta digitare su Google le parole "olio di colza". Il motore di ricerca vi svelerà un mondo di decine e decine di forum dove gli automobilisti si scambiano consigli su come passare all'olio, dove trovarlo e quanto pagarlo. Sul solo forum dell'autorevole "Quattroruote" i messaggi arrivati sul tema dallo scorso settembre sono più di dodicimila.

    Le testimonianze sul fatto che il "trucco" funziona davvero sono tantissime e del resto non c'è da meravigliarsi più di tanto visto che il primo motore messo a punto da Rudolph Diesel nel 1893 andava proprio a olio di canapa e cereali. Sulle accortezze da usare per fare il grande salto con le automobili di oggi, i pareri però divergono ed è difficile capire chi ha ragione. C'è chi lo consiglia in piccole o medie percentuali da aggiungere al diesel normale, chi lo usa assoluto, ma solo con auto vecchie, chi sostiene che assoluto va bene ma con i motori nuovi, chi suggerisce di cambiare la pompa e prenderne una più resistente. E non manca chi si lamenta per il puzzo di fritto e chi giura di camminare grazie all'olio esausto comprato a prezzi stracciati da una rosticceria cinese che altrimenti dovrebbe pagare per smaltirlo correttamente.

    Un dato però è certo: usare olio di colza acquistato al supermercato, in qualsiasi quantità, è illegale perché chi lo fa froda il fisco. Il Testo Unico del 1995 in materia di accise stabilisce infatti che qualsiasi prodotto venga usato come carburante o come additivo deve essere soggetto a tassazione.

    C'è da augurarsi quindi che gli italiani non diventino in massa evasori fiscali, ma l'aver scoperto anche grazie all'informazione "dal basso" di internet che i carburanti vegetali sono una realtà a portata di mano potrebbe dare una scossa alla diffusione del biodiesel ufficiale, che rispetto all'olio di colza oltre a essere in regola con la legge dà maggiori garanzie per i motori grazie al processo di esterificazione che priva il carburante della glicerina. I vantaggi per la collettività sarebbero enormi.

    Innanzitutto per l'ambiente e il portafoglio. Il biodiesel, una volta prodotto su larga scala, avrebbe prezzi molto competitivi e riduce drasticamente molte emissioni nocive: l'anidride carbonica responsabile dell'effetto serra e le polveri sottili, gli idrocarburi policiclici aromatici e lo zolfo, i nemici più temibili dell'aria delle nostre città. Inoltre, a differenza del petrolio, l'Italia, per quanto in ritardo rispetto ad altri paesi europei, potrebbe soddisfare in proprio buona parte delle sue necessità di biodiesel. Un obiettivo auspicato dalla stessa Unione Europea che nella direttiva 30/2003 fissa per il 2010 in Italia un consumo di 800.000 tonnellate annue di biodiesel in grado di garantire una sostituzione compresa tra il 2% e il 5,75% del totale consumo di carburante con biocarburanti.

    (16 marzo 2005)
    http://www.repubblica.it/2005/c/moto...a1/colza1.html

  4. #4
    L'avatar di Haruka
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    a me fa ridere che sia venuto fuori ora come minimo ci piazzano anche la tassa sull'olio così vuoi per un fritto, vuoi per un pieno tocca da pagà

  5. #5
    Serendipity
    Ospite non registrato
    ho sentito solo negli ultimi giorni(per la precisione,dopo l'apparizione di Jacopo Fo a primo piano)parlare di questa faccenda dell'olio di colza...e ho esultato. questa è una storia lunga e tortuosa, iniziata circa 5 anni fa,ma stranamente venuta prepotentemente alla ribalta solo ora,dopo che jacopo fo è andato in televisione(come dire,ciò che non accade in tv non accade affatto). se vi interessa tutta la faccenda, che ha come al solito notevoli implicazioni politiche, potete trovarla qui.
    io ho una macchina diesel, piuttosto nuova, e non sono ancora riuscita a comprendere se posso o non posso usare l'olio di colza senza fare danni al motore. quando ho fatto questa domanda, al concessionario, mi hanno guardato come se fossi pazza, ma dato che non è nella mia natura arrendermi, mi affiderò al tam-tam della rete per saperne di più. a quanto pare, il peggio che possa capitare è che si debba fare una piccola modifica dell'iniettore(si chiamerà così?)del costo di 200 euro al massimo.per un carburante che costa 65 centesimi al litro, ed ha come minimo l'80%in meno di emissioni inquinanti, io direi che ne vale la pena.
    è vero che alimentare la propria macchina con olio di colza o di semi attualmente è illegale, cioè si evadono le tasse sul carburante, ma più che evasione fiscale si tratta a mio avviso di una sana disobbedienza civile, dato che quando l'europa ha votato le normative riguardanti il biodiesel l'italia(governo berlusconi, giusto per amor di precisione)ha esplicitamente chiesto di non esservi inclusa.
    in germania il 30%dei veicoli vanno a biodiesel.in germania le massaie portano l'olio fritto al distributore e ne ottengono un buono per il carburante.
    in burundi...ops,volevo dire italia, ci sveniamo ed intossichiamo....viene da chiedersi perchè...

  6. #6
    Hoghemaru
    Ospite non registrato
    confermo, ricordo un'articolo di quattroruote vecchio di anni in cui si parlava dell'utilizzo dell'olio di colza sui motori diesel

    mi sembra di ricordare che le modifiche necessarie si limitassero alla sostituzione dei tubi di alimentazione e dell'iniettore

    non inquina e costa meno, ma lo stato non lo supporta...

    è triste vedere come le ragioni economiche travalichino sempre quelle del buon senso

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