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Discussione: analisi personali

  1. #1
    Penelope*
    Ospite non registrato

    analisi personali

    Non so se è giusto mettere qui questo messaggio
    Sono laureanda in Psicologia clinica vecchio ordinamento e vorrei avere informazioni e conoscere esperienze che hanno intrapreso un'analisi personale. E' obbligatoria?Come si svolge?e' utile farla?
    Quando?

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
    Data registrazione
    04-07-2002
    Residenza
    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
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    3,739
    credo che dipenda dalla scuola di specializzazione a cui hai intenzione di iscriverti alcune di esse vogliono che gli iscritti abbiano già in corso un'analisi personale, altre che la inizi e faccia un tot di ore settimanali
    dovresti provare a chiedere alla scuola che sceglierai, se sai già qual'è

    spero di non essermi sbagliata
    a presto
    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  3. #3
    Ospite non registrato
    un lavoro su di sè è fondamentale per il nostro mestiere. Indipendentemente dalla scuola di specializzazione scelta...ovviamente escludo chi non ha contatti con la clinica.

  4. #4
    Ciao! Io ho iniziato l'analisi personale al secondo anno di università e prosegue tutt'ora (anche se con un altro analista!)...lo ritengo un percorso indispensabile per chi ha in mente un giorno di misurarsi nel settore clinico (psicoterapia ecc) ma in qualche misura lo trovo utilissimo anche per quanti devono gestire dinamiche gruppali (ex. selezione, formazione ecc) in quanto è un modo di conoscersi a fondo, di sviluppare quella particolare sensibilità e apertura nei confronti dell'Altro, ti permette di capire meglio quali sono i tuoi limiti e le tue possibilità... In bocca al lupo per tutto! Bene

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
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    471
    Per me è allucinante stare in analisi degli anni...

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  6. #6
    ...lo trovi ALLUCINANTE? ... cosa significa?? hai mai fatto un percorso di questo tipo? che cosè che non condividi? Chiaro che tutto è discutibile e opinabile ma non in maniera gratuita o basata su pregiudizi... parliamone no? Magari cambio idea IO e smetto l'analisi!

  7. #7
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nicole
    Data registrazione
    05-03-2005
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    552
    io trovo ALLUCINANTE,a dir poco, chi NON FA questo percorso e dovrà lavorare a contatto con delle vite,con dei sentimenti,emozioni....ti assicuro che chi fa questo lavoro senza passare a sua volta ciò,le manca una bella parte...
    l'analisi va vissuta,i testi non bastano e anzi ti dirò,dopo un analisi la lettura degli stessi testi hanno tutto un'altro valore.
    questo x tutti,a maggior ragione x chi lavora con vite...poi convengo sulla serietà della cosa,su questo non ci piove.
    ma quello che lo fa solo x soldi lo si vede subito,o in breve.
    bay

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
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    471
    Trovo allucinante che una persona debba stare in analisi degli anni, e magari per più volte alla settimana spendendo un capitale.
    Gli psicoanalisti senza i loro "studenti-pazienti" sarebbero una specie estinta.
    Sono duro e non me ne rammarico.
    E' improponibile a chiunque, dal mio punto di vista, che un paziente debba mantenere un legame affettivo profumatamente pagato per anni, in virtù di una "guarigione" (e prendo questo termine con un'accezione anche psicoanalitica) ipotetica, o di un'eventuale riga aggiuntiva sul proprio curriculum.
    Per quanto riguarda la posizione dello specializzando circa la necessarietà di un percorso "terapeutico" (tra virgolette perchè non tutti gli specializzandi iniziano tale percorso per tale scopo), condivido in pieno.
    Non ne condivido i modi (ma questa non è la sede), ma soprattutto non ne condidivo l'aspettativa sociale dei tempi che lo stesso percorso prevede, un'aspettativa sociale il più delle volte confermata.

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  9. #9
    Ma infatti chi SCEGLIE di fare un'analisi, ancorpiù se è un aspirante psicoterapeuta, non lo fa per GUARIRE (che vuol dire poi? guarire da cosa? mica è il morbillo.. ) lo fa perchè il suo obiettivo è la crescita personale attraverso un legame che, sicuramente è basato su un forte transfert, ma che non può nè deve degenerare in dipendenza. Per quanto riguarda la riga sul curriculum...tutti quelli che ho conosciuto e che sono partiti con questo intento si sono fermati dopo 3 mesi o poco più! Non è una passeggiata l'analisi, non è una botta di salute da fare a cuor leggiero, ci vuole impegno, coraggio e una giusta dose di follia per intraprendere un viaggio in mare aperto.
    Una mia amica è stata in analisi per 5 anni a 4 volte a settimana...e personalmente non fa per me (visto che io ci vado 1 volta a sett!) una cosa di questo tipo ma evidentemente 1) a lei stava bene 2) ne aveva bisogno.
    Per quanto riguarda gli analisti che ad un certo punto vedono solo studenti-pazienti...beh mi trovo d'accordo nel pensare quanto questa selezione possa essere un limite per il terapeuta e per i pazienti che lavorano con lui (ma questo sarebbe un discorso molto ampio). E comunque è cosa nota che quella degli psicologi è una RETE che si AUTO ALIMENTA! (io vado da Lui che è supervisionato da Tizio che ha come Prof. Didatta CAio!)
    Il fine della terapia,secondo me, non è guarire ma aiutare la persona a ritrovare la capacità e la libertà di essere se stesso.
    Ciao ciao!
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
    ....."MORBOSOooo"
    "Amo il rigore Bauhaus...cravattina nera, camicia bianca...stailosisssima"

    "...mi disturbi esteticamente..."

    http://www.radiodd.com

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    27-03-2004
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    471
    Chi sceglie di fare un'analisi non lo fa per guarire.
    Passi questo concetto per gli aspiranti analisti, ma lo trovo un pò scomodo per chi si affida a colui che più o meno esplicitamente dichiara di poterlo fare stare meglio, il paziente.
    Molti con ogni diritto non sono interessati alla crescita personale, ma solo a stare bene. Che poi questa fantomatica sia un annesso della terapia ben venga, ma sono in pochi i non analisti che si rivolgono a chi di dovere "per crescere emotivamente".
    Che poi un rapporto terapeutico "non può, nè deve" degenerare in dipendenza non credo sia un fattore completamente controllabile da chi si propone di vedere la persona in esame settimanalmente o più.
    Tra l'altro mi sembrava che Freud vedesse nella "nevrosi da transfert" quel passo necessario alla guarigione, concetto inteso psicoanaliticamente come un'espansione dell'Io, piuttosto che come un allentamento dei conflitti la cui valenza ed intensità dava luogo alla sintomatologia.
    Per fare un'analisi ci vuole impegno. Vero. Coraggio. Vero.Una giusta dose di follia. Verissimo
    Ma la cosa più importante è che ci vogliono pure tanti soldi.
    Se mi mettessi nella posizione di paziente mi guarderei bene da investire così tanto in un progetto a lunga data. Il mondo delle terapie offre ben altro attualmente.
    La psicoanalisi rimane all'elitè, a chi cerca un rapporto duraturo che non ha trovato all'esterno o tale per cui compensi quello che ha trovato, e rimane per i sognatori, per i tradizionalisti, per quelli un pò bloccati in latenza...
    E per gli appassionati, certamente.
    Solo un'opinione.

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  11. #11
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Per quel che può valere, questa è la mia esperienza. Io non ho seguito un'analisi personale, se con "analisi" si intende "psicoanalisi". Sono partito per necessità, per paura, per la fatica di continuare con un matrimonio che durava da cinque anni e mi sembravano già troppi. Ho trovato una psicoterapeuta che si era formata in analisi transazionale, poi aveva seguito dei corsi di PNL, poi una scuola universitaria in specializzazione ciclo di vita.
    L'ho vista utilizzare su di me tecniche di ogni genere, anche se me ne sono accorto solamente dopo. Sono rimasto con lei in terapia per 6 o sette anni, in totale. In totale, perché è stato un percorso accidentato, pieno di va e vieni, di ritorni e di arrivederci. Perché ho continuato fino a questo punto? Beh, a me serviva così, perché - passata la paura iniziale ed il bisogno di sistemare alcuni sintomi - è intervenuta man mano la curiosità, la meraviglia nello scoprire aspetti di me stesso che non conoscevo (o che forse prima della terapia non esistevano affatto, chissa?). Così, posso dire che senza di lei e senza terapia, sarei diventato un operaio di fabbrica, magari sarei diventato caporeparto, o sindacalista arrabbiato, avrei avuto un'amante o due, e portati avanti un matrimonio stupido fino al bar successivo. Con (non dopo, proprio con) lei e la terapia mi sono messo a studiare, a lavorare come volontario, a migliorare il mio modo di fare il tecnico di laboratorio. Adesso ho finito l'Università, tirocinio, esame di stato, albo ecc. Provo a partire, faccio un po' di formazione e di counselling. Mi piace e mi trovo bene. Continuo a studiare, ad essere curioso e a cercare di capire me e le persone che il fato mi mette di fronte.
    Santiago, è stata dipendenza? Chissà. So che ad un certo punto le ho detto addio. So che fin lì per me basta.
    Specializzazione? Si, ma in una scuola che non mi obblighi a ricominciare da capo. Come se la mia vita non contasse, come se i miei 44 anni non fossero nulla. Mi direte: si può vivere fino a 90 e non capire. Vero, ma allora si scelga di volta in volta. Non pretendo di aver capito tutto. Il mondo è troppo grande per chiuderlo in una manciata di parole. Ma chiedo di tenere presente, se non sembra troppo, che la vita non è neutra, che insegna qualcosa. Che la nascita di una figlia conta come alcuni mesi di terapia.
    Per tutti così? Ci mancherebbe altro. Ognuno deve trovare le sue soluzioni. Ma credo che anche le scuole dovranno darsi una regolata. Non credo sia pensabile fare cose come quelle che stano capitando ad amici miei, specializzandi in scuole ad indirizzo psicoanalitico che si sentono dire che, sì, hanno terminato il corso di quattro anni, ma la loro analisi personale non è terminata, quindi occorre che si reiscrivano per un altro anno, perché la scuola non rilascia loro il diploma finale. Preferisco allora la posizione di una scuola psicoanalitica come quella del dott. Erba che ti dice: "non ti chiedo nessuna analisi personale, perché quel percorso, se vorrai farlo, dovrai deciderlo tu il come, il quando e il con chi. Secondo noi è indispensabile, ma la scuola è una cosa e l'analisi un'altra". Mi sembra meglio che dirti: "Non ci interessa se hai seguito x anni di psicoterapia. Non era del nostro indirizzo teorico, quindi adesso ricominci da capo".
    Beh, troppe cose, forse. Ma per oggi va bene così.
    Ciao
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  12. #12
    "Molti con ogni diritto non sono interessati alla crescita personale, ma solo a stare bene. Che poi questa fantomatica sia un annesso della terapia ben venga, ma sono in pochi i non analisti che si rivolgono a chi di dovere "per crescere emotivamente".

    -e pensi che crescere e liberare aspetti importanti della propria personalità sia diverso da stare bene?
    - l'analisi sicuramente è un metodo più lento che mira alla risoluzione del sintomo ma solo come epifenomeno di una nuova attribuzione di significati interiori...

    "Che poi un rapporto terapeutico "non può, nè deve" degenerare in dipendenza non credo sia un fattore completamente controllabile da chi si propone di vedere la persona in esame settimanalmente o più.
    Tra l'altro mi sembrava che Freud vedesse nella "nevrosi da transfert" quel passo necessario alla guarigione, concetto inteso psicoanaliticamente come un'espansione dell'Io, piuttosto che come un allentamento dei conflitti la cui valenza ed intensità dava luogo alla sintomatologia."

    - che significa controllabile? innanzitutto parliamo di persone competenti, che lavorano con passione e competenza (o forse pensi che gli psicoanalisti siano tutti venditori di fumo?
    ) inoltre ogni esperienza di terapia è unica e irripetibile proprio perchè l'oggetto stesso del lavoro è l'uomo e la relazione umana con tutta la sua complessità e soggettività...oppure pensi che la terapia sia una sorta di "Experiment" controllabile riproducibile e misurabile???

    "Ma la cosa più importante è che ci vogliono pure tanti soldi.
    Se mi mettessi nella posizione di paziente mi guarderei bene da investire così tanto in un progetto a lunga data.
    -Servono i soldi ma come per ogni tipo di terapia dipende da chi vai e da quanto ti prende...ma la cosa più importante è che TU non hai mai fatto analisi quindi mi chiedo...come puoi giudicare ciò che non conosci se non avendo studiato tanti interessanti libercoli? Tu non lo faresti, ok, rispettabilissimo! Io invece ho scelto questa strada ma allo stesso tempo faccio una scuola strategica per integrare i punti di vista e non mi sognerei di criticare la terapia comportamentale a priori senza averla sperimentata. Posso dirti che non mi suscita interesse e che non incontra il mio modo di vedere la terapia ecc ma non penserei mai che sono persone che guadagnano soldi facilmente illudendo i pazienti ecc.

    "Il mondo delle terapie offre ben altro attualmente."

    -ma cosè un supermercato?

    E' giusto e normale che ci sia una molteplicità di punti di vista come in ogni ambito...dall'arte ai detersivi e allora? Ogni persona può scegliere in libertà a chi rivolgersi senza subire una censura ideologica, tra l'altro basata sulla non conoscenza diretta

    "La psicoanalisi rimane all'elitè, a chi cerca un rapporto duraturo che non ha trovato all'esterno o tale per cui compensi quello che ha trovato, e rimane per i sognatori, per i tradizionalisti, per quelli un pò bloccati in latenza...
    E per gli appassionati, certamente."

    - solo un'opinione???


    Mi sembra che tu ti sia cimentato in una bella interpretazione freudiana semmai!! Cosa a cui non voglio neppure replicare...
    non mi sembrerebbe un bell'esempio di confronto intellettuale tra persone distanti ma che desiderano comprendersi...

    Stay in peace!
    Ciao ciao Benedetta
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
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  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
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    27-03-2004
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    471
    In realtà non sono scevro di esperienze terapeutiche.
    Parlo con cognizione di causa.
    D'altra parte penso che si possa espriemere la propria opinione al di là della conoscenza diretta, sebbene non sia il mio caso.
    Tra l'altro non credo di aver mai negato a nessuno la possibilità di optare per un percorso analitico, tanto meno qui. Ho semplicemente detto che nelle vesti di paziente non credo possa essere inifluibile il peso della rappresentazione sociale di un'analisi che per definizione è lunga, impegnativa, dispendiosa in termini economici (non tanto per il prezzo di singole sedute, quanto in conteggio mensile o annuale complessivo).
    "Il mondo delle terapie" offre soluzione meno drastiche, seppur la mia critica si rivolge anche verso chi promette guarigioni miracolose in un tempo definito di sedute. Anzi verso questi si fa ancora più aspra.
    Apprezzo invece l'intervento di willy (ti ho scritto privat).
    Trovo la dipendenza dal terapeuta una bestia pari a quella che si ha dei farmaci.
    Non so se la tua lo era, willy, nessuno può saperlo all'infuori di te.
    La nascita di una figlia può valere molto più di un'eccellente terapia durata anni sulla ristrutturazione della nostra storia. E sebbene Benedetta posa inorridiirsi di questa affermazione perchè non ho mai avuto figli, e quindi non ne ho conoscenza diretta, avanzo il mio diritto di esporla comunque.

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  14. #14
    Veramente ho di meglio da fare che inorridirmi...probabilmente non ti è stato chiaro il mio intervento che, a differenza del tuo, non voleva essere polemico ma dialettico.
    Rimango comunque, se vuoi, sempre a disposizione per altri eventuali confronti.
    Ciaooo!
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
    ....."MORBOSOooo"
    "Amo il rigore Bauhaus...cravattina nera, camicia bianca...stailosisssima"

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    http://www.radiodd.com

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
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    471
    Sono certo che tu abbia meglio da fare, l'espressione indicava solo il fatto che si può conoscere qualcosa pur senza averla provata direttamente. Mi è chiaro che la si conosce diversamente, nonostante ciò proprio perchè ogni esperienza è soggettivamente connotata non ha senso squalificare il proprio interlocutore per mancanza d'esperienza diretta.
    Il mio intento non voleva nemmeno essere polemico, e il bello del tuo ultimo intervento sta nel detenere la verità circa il nostro dialogo virtuale:

    "probabilmente non ti è stato chiaro il mio intervento che, a differenza del tuo, non voleva essere polemico ma dialettico."

    (Perchè credi che non mi è stato chiaro il tuo intervento? Perchè leggi polemica nel mio intervento seppur ho dichiarato che la mia è "solo un'opinione", seppur forte, ma in quanto opinabile?)
    Al di là del mio interesse per la metacomunicazione, che in questa sede non può che apparire sterile, mi premeva confermarti la mia disponibilità al confronto.
    C'è sempre da imparare!

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

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