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  1. #1
    parallasse
    Ospite non registrato

    "Psicologo volontario"?

    Salve a tutti
    Ho sentito diversi colleghi (in questo forum e non) parlare di una loro attività di "psicologo volontario", svolta preso enti pubblici o privati, per fare un'esperienza di lavoro poi rivendibile altrove.
    Premesso che con il presente thread NON intendo aprire un dibattito sull'eticità, sull'autolesionismo o sui danni inferti alla categoria connessi al fatto di lavorare gratis, vi chiedo se c'è qualcuno che mi può illuminare sulla questione.
    In particolare domando:

    1) Come si formalizza il rapporto tra psicologo ed ente? Esistono modelli già belli e pronti (come per gli stages) o occorre stipulare un contratto ad hoc di sana pianta? C'è qualche ordine regionale che fornisce indicazioni in merito (al mio, della Lombardia, devo ancora chiedere, anche se lo temo...dovete sapere che vivo questa istituzione in modo persecutorio...)?

    2) L'ordine ammette questa modalità di lavoro? O devo pensare che tutti gli "psicologi volontari" lo facciano illegittimamente sperando di non essere mai scoperti?

    3) Ove non fosse possibile percorrere questa strada, si può ricorrere allo stage (per la stessa finalità, ossia lavorare gratis presso qualcuno/qualcosa per imparare), oppure per un qualche motivo lo psicologo non può fare stage (lo chiedo visto che abbiamo un bel po' di restrizioni)?

    Grazie a tutti quelli che vorranno rispondere.

    Saluti

    Piero

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
    Data registrazione
    20-10-2004
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    Arezzo
    Messaggi
    651

    Re: "Psicologo volontario"?

    Originariamente postato da parallasse
    Salve a tutti
    Ho sentito diversi colleghi (in questo forum e non) parlare di una loro attività di "psicologo volontario", svolta preso enti pubblici o privati, per fare un'esperienza di lavoro poi rivendibile altrove.
    Premesso che con il presente thread NON intendo aprire un dibattito sull'eticità, sull'autolesionismo o sui danni inferti alla categoria connessi al fatto di lavorare gratis, vi chiedo se c'è qualcuno che mi può illuminare sulla questione.
    In particolare domando:

    1) Come si formalizza il rapporto tra psicologo ed ente? Esistono modelli già belli e pronti (come per gli stages) o occorre stipulare un contratto ad hoc di sana pianta? C'è qualche ordine regionale che fornisce indicazioni in merito (al mio, della Lombardia, devo ancora chiedere, anche se lo temo...dovete sapere che vivo questa istituzione in modo persecutorio...)?

    2) L'ordine ammette questa modalità di lavoro? O devo pensare che tutti gli "psicologi volontari" lo facciano illegittimamente sperando di non essere mai scoperti?

    3) Ove non fosse possibile percorrere questa strada, si può ricorrere allo stage (per la stessa finalità, ossia lavorare gratis presso qualcuno/qualcosa per imparare), oppure per un qualche motivo lo psicologo non può fare stage (lo chiedo visto che abbiamo un bel po' di restrizioni)?

    Grazie a tutti quelli che vorranno rispondere.

    Saluti

    Piero
    Ciao Piero.
    Sono stata psicologa volontaria presso la casa circondariale della città in cui vivo e mi appresto il prossimo anno a ripetere l'esperienza.
    Perchè lo faccio?
    Non certo per mettermi in una condizione di svantaggio professionale, anzi...!
    Lo faccio prima di tutto perchè mi piace, mi impegna poche ore alla settimana, è un'ottima opportunità per crescere professionalmente e in più..fa curriculum!
    Sì, proprio così, perchè gli ordini regionali riconoscono la figura dello psicologo volontario, tant'è che ogni anno, quando escono le graduatorie per psicologi ambulatoriali, viene espressamente chiesto di indicare il provvedimento legislativo della struttura che ospita chi esercita come volontario.
    E qui arriviamo all'altra tua domanda: solitamente, ci vuole una particolare richiesta che verrà poi giudicata da una commissione. Nel caso del carcere, per farti un esempio, ho prima sostenuto un colloquio con il direttore (che tra l'altro è una persona umanamente e professionalmente eccezionale), poi abbiamo fatto una richiesta scritta al Provveditorato Regionale (del Ministero di Grazia e Giustizia) dichiarando motivazioni, obiettivi, periodo ecc ecc.
    Successivamente (siamo in Italia e la burocrazia è quello che è), abbiamo dovuto aspettare circa 1mesetto prima di avere l'autorizzazione finale dal provveditorato che appunto ne ha dato un numero identificativo.
    L'attività che ho svolto è esattamente quella di psicologa: psicodiagnosi, monitoraggio di gruppi...però non in modo retribuito.
    Ora, nel caso delle ULS o altri enti, penso, anzi, sono sicura che le autorizzazioni siano più veloci....il carcere è un mondo a sè!

    E' chiaro che, come tu stesso dici, non si può campare solo di volontariato e che accanto a questo, ci deve essere un'attività professionale. Sto puntando ovviamente ad assimilare esperienza anche in questo modo, non solo ovviamente.
    L'anno scorso è uscita un bando di selezione, il mio volontariato come psicologa è stato valutato tantissimo, tanto che mi sono piazzata quarta su una quarantina di iscritti....

    Sono sicura che integrando volontariato ed esperienze retribuite, chissà, magari un giorno potrei arrivare a vincerlo qualche benedetto bando....

    Per quanto riguarda lo stage...non so dirti, ne vorrei sapere anche io qualcosa in più. Credo che lo stage sia più un momento formativo che seve ad inserirti in pieno nella realtà lavorativa (e quindi retribuita) di quella particolare azienda o associazione.
    Solitamente viene fatta una richiesta esplicita da queste ultime, che pubblicano bandi o quant'altro.
    Ma proporsi come stagista, tipo alle usl, in vista di un assunzione anche su convenzione come la vedete?Tosta?
    Chi ne sa qualcosa....che parli!!!!

  3. #3
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Anche io ho fatto per un pò la psicologa volontaria, fermandomi nell'ente presso cui avevo svolto un semestre di tirocinio fino all'abilitazione e per 4 o 5 mesi dopo.
    Era un ente privato perciò mi hanno fatto fare solo una lettera in cui dichiaravo la mia volontà di fare la volontaria lì (credo fosse ai fini assicurativi).
    Per me è stato utile perchè era un settore che si era appena aperto proprio mentre finivo il tirocinio e mi sarebbe dispiaciuto perdere la possibilità di imparare, inoltre visto che era un settore nuovo potevano esserci possibilità di assunzione (anche se così non è stato perchè dopo qualche mese il progetto è stato ritenuto una "perdita" ed è stato quindi bloccato).
    Comunque per un impegno lavorativo di al massimo un paio di ore alla settimana (essendo volontaria decidevo io come e quando) potevo assistere gratuitamente a momenti formativi per gli operatori e alla supervisione (e quello che non guadagnavo lavorando mi veniva un pò restituito tramite il non pagare questi momenti).
    Visto che in quel periodo avevo comunque un lavoro retribuito che mi impegnava abbastanza non mi sono nemmeno ammazzata di fatica e devo ammettere che soprattutto verso gli ultimi mesi andavo lì solo per assistere ai momenti formativi o per prendere libri in prestito e fotocopiarmeli...
    Però ho imparato molte cose che mi hanno poi permesso di svolgere altrove lo stesso lavoro e questa volta pagata.
    Inoltre visto che l'ente era abbastanza conosciuto ho potuto mettere in curriculum questa esperienza fatta come psicologa e non solo come tirocinante.
    C'era con me anche un'altra ragazza e quando io me ne sono andata perchè avevo trovato finalmente un lavoro come psicologa (visto che il progetto stava facendo acqua) lei è rimasta fino alla fine: quando hanno chiuso quel settore ho saputo che le hanno proposto un'assunzione per qualche ora alla settimana in un'altra area dell'ente, perciò alla fine siamo state ripagate dell'esperienza entrambe.

    Adesso che ho una maggiore esperienza lavorativa (e anche un pò di anzianità di iscrizione all'albo) probabilmente non lo rifarei (anche perchè per lavorare gratis già basta il tirocinio di specializzazione), però appena iscritta all'albo, senza alcuna esperienza e competenza, la possibilità di mettermi alla prova in prima persona ma in un contesto "protetto" dalla presenza di altri operatori esperti mi è stato molto utile.
    Dopo qualche mese, quando ho imparato qualcosa in più, il sentimento di dire "ma quasi dovrei essere io a pagare loro che mi stanno insegnando tanto" mi è passato e l'idea di farmi retribuire pe run lavoro che ora sapevo svolgere e bene non mi è sembrata più così assurda...
    Vimae

  4. #4
    parallasse
    Ospite non registrato
    Gentilissime Vale e Vimae

    Grazie mille davvero delle risposte, tempestive e sostanziose!
    Mi avete dato utili informazioni, la più importante delle quali per me è la conferma che lo psico-volontario "se po' ffà"!
    Dalle vostre risposte mi sono però reso conto che la mia prima domanda (su come formalizzare l'accordo tra psicologo e ente) l'ho malposta.
    Infatti, ciò che mi interessa principalmente è come siglare con l'ente un accordo che sia ineccepibile per l'Ordine cui sono iscritto, perchè è un accordo che dovrà permettermi nientepopodimeno di "fare-lo-psicologo-a-gratis", ossia di fare per esempio colloqui o altre attività citate nel tariffario ufficiale, senza fatturare un centesimo (cosa inaudita per l'Ordine, nevvero?).
    Come vi avevo scritto io vivo l'Ordine come un'istanza persecutoria, perciò la mia prima preoccupazione/ossessione è pararmi il culo (scusate il francesismo) da eventuali ritorsioni del tipo "Ah, fai il volontario? Bravo bravo...e come mai non ci hai avvertito?" con tutto quello che ne può conseguire... Cosa che non sarebbe strana, visto che vogliono sapere anche le misure in cm del biglietto da visita o della targa che metti sulla porta e approntano appositi moduli perchè tu gliele comunichi in carta bollata!

    Inoltre, considerato che so già che quando mi proporrò come psicologo volontario all'ente in questione (cooperativa sociale) mi guarderanno con un certo sospetto, il fatto di esibire una forma contrattuale che ha avuto il benestare dell'Ordine, tranquillizzerebbe anche loro (oltre che me).
    Se voi o qualcun'altro saprà darmi qualche altro lume in proposito, avrà in cambio la mia eterna gratitudine!

    Per quanto riguarda lo stage: è vero che la sua funzione originale sarebbe quella di farti trovare lavoro, ma siccome allo scadere del periodo dello stage non sussiste nessun obbligo di assunzione da parte dell'azienda (ne sono la prova gli innumerevoli stages-pacco che ci sono in giro: ognuno di noi ha almeno un amico che ne ha fatto uno e poi è stato scaricato dall'azienda), si può utilizzare questa forma contrattuale per cominciar a mettere un piede e fare esperienza in un'azienda/ente, che dopo non avrebbe nessun impegno, ma probabilmente a quel punto potrebbe avere interesse a fare un contratto di lavoro vero a un professionista già bell'è e formato al suo interno. E se non è così, è pur sempre curriculum, spendibile altrove (se si è scelto strategicamente l'ambito).

    Grazie ancora e salutissimi!

    Piero
    Ultima modifica di parallasse : 13-03-2005 alle ore 03.45.52

  5. #5
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743
    Io non ho mai avvisato l'ordine rispetto a quello che faccio se non si tratta esplicitamente di lavoro...
    Se sono volontario non fatturo e nel momento in cui c'è una mia dichiarazione/lettera in cui lo dico nessuno può farmi storie, e se anche me ne facessero potrebbe essere l'Enpap visto che si tratta di mancati introiti per loro.
    Comunque se ti fa essere più tranquillo/a fai un colpo di telefono, sono sempre molto gentili e ti diranno se è necessario avvisare e con quali modi.
    Rispetto al biglietto da visita non tutti gli ordini chiedono di visionarlo (quello della Lombardia no, o almeno spero visto che io non gliel'ho mandato).
    In quanto alla targa spesso si deve chiedere l'autorizzazione al comune e se ho ben capito (ma non ne sono sicura visto che io non ce l'ho e mi hanno detto, all'Ordine, che posso benissimo farne a meno) mandando la richiesta all'ordine è come farla anche in comune...
    Vimae

  6. #6
    maribea
    Ospite non registrato
    Ciao!

    Io sono psicologa volontaria presso un centro asl; ho un impegno di 20h settimanali e sto seguendo la programmazione di numerosi progetti (tutti miei), che quando partiranno mi vedranno lavorarci!

    La posizione di psi volontaria nel mio caso è stata una semplice formalizzazione ai fini assicurativi e curriculari della mia posizione qui, che tra tirocinio, progetto già concluso a cui ho collaborato e progetti ora in corso, dura ormai da un anno e mezzo.

    Sto imparando tantissimo a livello di funzionamento dei servizi socioassistenziali e sto progettando servizi per me bellissimi...

    Mi hanno detto non più di un'ora fa, vedendomi tutta impegnata al pc, "ma tu lavori sempre?". la risposta è "sì, perchè quello che sto facendo mi riempie di orgoglio e mi piace!".

    Maribea

  7. #7
    Postatore Compulsivo
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    08-12-2001
    Residenza
    Roma
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    3,834
    Originariamente postato da maribea

    Maribea
    ma ciao
    è da un sacco che non ti rileggevo

    il contributo che voglio invece qui portare è questo: al di là dell'essere prestazione volontaria ed aggratis, cercate di farvi fare "pezze d'appoggio" anche informali che voi avete fatto quello specifico lavoro e quella specifica prestazione... tenetevi nel cassetto ogni elemento che possa provare che voi avete svolto quella cosa...

    Perché questa cura ed attenzione feticistica? Chi lo sà che un domani non si possa "chiedere" un riconoscimento economico...

    Adesso la butta la a mò di battuta, ma il domani può riservare sorprese

    Un saluto,
    nicola

  8. #8
    sallyblu
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da maribea
    Ciao!

    Io sono psicologa volontaria presso un centro asl; ho un impegno di 20h settimanali e sto seguendo la programmazione di numerosi progetti (tutti miei), che quando partiranno mi vedranno lavorarci!

    La posizione di psi volontaria nel mio caso è stata una semplice formalizzazione ai fini assicurativi e curriculari della mia posizione qui, che tra tirocinio, progetto già concluso a cui ho collaborato e progetti ora in corso, dura ormai da un anno e mezzo.

    Sto imparando tantissimo a livello di funzionamento dei servizi socioassistenziali e sto progettando servizi per me bellissimi...

    Mi hanno detto non più di un'ora fa, vedendomi tutta impegnata al pc, "ma tu lavori sempre?". la risposta è "sì, perchè quello che sto facendo mi riempie di orgoglio e mi piace!".

    Maribea
    Credo che non sia un caso che questa discussione sul volontariato si trovi nella sezione Lavoro e imprenditoria...
    Principalmente, perchè credo che bisogna essere dei buoni imprenditori di se stessi...
    In una realtà come la nostra, in cui è sempre più difficile trovare un lavoro e, cosa ben più importante, trovare un lavoro in cui sentirsi appagati e realizzati professionalmente, fare molta pratica lavorando gratis, può essere senza dubbio una possibilità in più per cominciare, farsi conoscere, inserirsi...
    E così dovrebbe essere visto lo psicologo volontario!
    Oggi faccio lo psicologo volontario, mi occupo di progetti (e mi piace anche tanto farlo perchè ci metto l'anima in quello che faccio)..ma dopo 6 mesi, 1 anno, toh..due anni, di volontariato pressochè a tempo pieno, tu ASL, se ti piace come lavoro, se pensi che possa essere una risorsa per la struttura, mi fai un bel contratto su convenzione, pagandomi per quello che faccio.
    Questo che dico non è fantascienza, ma realtà.
    Molti psicologi che lavorano nelle ASL hanno cominciato così, prima un pò di gavetta, poi piccoli incarichi su convenzione (le asl in questo campo hanno un sacco di fondi che neanche loro a momenti sanno come spendere), fino ad aumentare le ore...e poi chissà, vincere anche qualche bando.
    In sostanza, si fanno le stesse cose del volontariato, ma con una soddisfazione in più che è sacrosanta (perche lavorare è principalmente un diritto): si è pagati per farlo.

    Ora, legati a questa cosa si aprono due aspetti:

    - uno a monte del volontariato: come entrare alla usl facendo lo/la psicologo/a volontario a tutti gli effetti, senza che qualcuno ti releghi ad un ruolo non "consono" alla professione di psicologo (tipo: mi fai le fotocopie?mi rispondi al telefono?Prendi appunti?).
    Qualcuno che ha fatto tirocinio post lauream e, peggio ancora, di specializzazione, potrà sicuramente confermare che il rischio è reale. Ci sono persone che hanno la fortuna (?) di trovarsi nel posto giusto al momento giusto e gli viene data la possibilità fin dal primo giorno i fare qualcosa di veramente bello e utile; altre persone che nella stessa struttura non gli viene dato da fare il nulla e vengono messeletteralmente sotto i piedi. Cos'è, si basano sull'aspetto fisico, il portamento, la simpatia, l'antipatia...?Ascoltando cosa mi dicono certe mie colleghe cui alla ASL non
    gi è stata data alcuna possibilità (gli veniva detto "Sai, non ti conosciamo..."), sembrerebbe così;

    - un'altro durante il volontariato: come non farsi sfruttare AGGRATIS "perchè tanto c'è qualcuno che fa le cose al posto loro".
    Il rischio è che finito il periodo di volontariato o tirocinio, la usl rimandi lo psicologo a casa senza possibilità di proseguire.
    Cosa fa la differenza con chi invece continua?
    Secondo me, l'atteggiamento dello psicologo volontario.
    Chi si pone, anche con entusiasmo, in una posizione del tipo faccio tutto io perchè mi piace, e basta, allora dovrà aspettarsi che l'altro lo veda sempre come un volontario che oggi cè e domani chissà. Chi invece aggiunge a questo atteggiamento anche una posizione di professionista che mentre impara, collabora anche con loro, quindi mette a disposizione degli altri la propria competenza, allora, secondo me, ha buone possibilità di restare e di avere un contratto di lavoro.

    In sintesi: piacerebbe anche a me propormi alla usl come volontaria psicologa, perchè ne intravedo la possibilità in futuro di lavorare, ne intravedo il rischio di essere sfruttati e basta (magari, neanche facendo la psicologa) e mi chiedo quali possano essere le chiavi giuste per inserirsi e farsi rispettare.
    Ufff...finito.

  9. #9
    maribea
    Ospite non registrato
    Beh, non so quali siano le chiavi giuste... e ogni volta che ci si mette in gioco si rischia sempre e comunque...

    Io ho avuto la fortuna di trovare una persona che ha creduto in me dopo avermi studiata per alcuni mesi, per cui valutato com'ero e cosa facevo mi ha poi proposto di collaborare a un progetto.

    Finito il progetto sono stata IO a proporre non solo una serie di idee su possibili servizi innovativi, ma mi sono data da fare anche per altro (aiutare in progetti non miei, ad es.).

    Se bisogna essere imprenditori di se stessi, alla fine, bisogna sapersi costruire idee e concretizzarle...

    Una precisazione non da poco: la ASL per cui ora faccio la psicologa volontaria NON MI ASSUMERA' MAI. I progetti, se e quando partiranno, saranno sponsorizzati da PRIVATI.

    Un saluto particolare a Nico!

    Maribea
    Ultima modifica di maribea : 16-03-2005 alle ore 20.01.17

  10. #10
    sallyblu
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da maribea
    Beh, non so quali siano le chiavi giuste... e ogni volta che ci si mette in gioco si rischia sempre e comunque...

    Io ho avuto la fortuna di trovare una persona che ha creduto in me dopo avermi studiata per alcuni mesi, per cui valutato com'ero e cosa facevo mi ha poi proposto di collaborare a un progetto.

    Finito il progetto sono stata IO a proporre non solo una serie di idee su possibili servizi innovativi, ma mi sono data da fare anche per altro (aiutare in progetti non miei, ad es.).

    Se bisogna essere imprenditori di se stessi, alla fine, bisogna sapersi costruire idee e concretizzarle...

    Una precisazione non da poco: la ASL per cui ora faccio la psicologa volontaria NON MI ASSUMERA' MAI. I progetti, se e quando partiranno, saranno sponsorizzati da PRIVATI.

    Un saluto particolare a Nico!

    Maribea
    In effetti le ASL NON POSSONO ASSUMERE! Semplicemente, perchè per essere assunti bisogna fare un regolare concorso pubblico (che poi facciano entrare chi vogliono loro è un altro paio di maniche...siamo in Italia, del resto).
    Io intendevo dire che è nella facoltà di una ASL stipulare convenzioni (anche a tempo ridotto) con esterni libero professionisti, come gli psicologi. Giuridicamente, questo non solo è possibile, ma spesso vitale per le ASL stesse che, non riuscendo a far fronte con il personale interno a tutti i progetti e servizi erogati, possono appoggiarsi ad altri psicologi con questa forma di contratto a tempo, eventualmente rinnovabile.
    Ti assicuro che prima di fare queste affermazioni, mi sono informata tantissimo e io stessa ho parlato con mie colleghe che tutt'ora svolgono in questo modo dei lavori all'interno.
    Le convenzioni possono essere stipulate in due modi: tramite bando si selezione pubblica (in questo caso tu avresti molto punteggio avendo già svolto attività da psicologa volontaria) oppure nominativamente. Sì, lo so, è brutto dire così...ma è VERAMENTE così. Ad una mia amica che ha svolto ben 2 anni di tirocinio al Sert, alla fine le è stato detto: "Sai...abbiamo questi fondi e vorremmo attivare progetti per le scuole, che ne dici di farli tu?" e in meno di un mese hanno stipulato una convenzione con lei che viene pagata molto bene per svolgere questi progetti.

    Il problema è che non tutti sanno queste cose, per un motivo molto semplice: non si sa in base a quale criterio il personale della Asl lo renda noto solo a chi gli pare a loro.

    Però sono stra-sicura di due cose: le Asl hanno davvero molti fondi che spendono ogni anno e che anche nella tua asl ci sono sicuramente psicologi su convenzione.
    Il fatto che tu svolga progetti finanziati da privati, a mio parere non è determinante per stipule di convenzioni o meno.
    Il punto è essere conosciuta all'interno della Asl come una persona che si da molto da fare e che per questo potrebbe lavorare anche su altri progetti futuri che la stessa ASL finanzia.

    Per farti un'idea di contratto su convenzione ti invio questo link:
    http://www.psicologia.toscana.it/vbA...a.php?attId=36

    e le asl possono decidere in qualsiasi momento di stipularle.
    Ma, ripeto, spesso vengono stipulate "su conoscenza", quindi perchè non chiedere?

  11. #11
    maribea
    Ospite non registrato
    Non ci siamo capiti...

    La ASL non mi assumerà mai non solo da dipendente (lo so anche io che entri solo col concorso), ma neppure con un contratto di libera professionista, perchè la ASL dove lavoro io sta ESTERNALIZZANDO i servizi.
    Per capirci: da noi chi non è dipendente è a rischio di non vedersi rinnovato gli incarichi liberoprofessionali e bisogna cercare fondi alternativi per far proseguire alcuni servizi già esistenti e per farne partire di nuovi.

    L'unico incarico che ho svolto pagata dalla ASL è stato a progetto.

    Quello che dico vale per la mia ASL, non so per le altre.

    Ciao,

    Maribea
    Ultima modifica di maribea : 19-03-2005 alle ore 15.29.16

  12. #12
    Partecipante L'avatar di wiocoli
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    22-10-2004
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    Torino
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    43


    Ciao.
    Questa discussione è molto interessante.

    Vorrei sapere una cosa:
    Per fare lo psicologo volontario occorre l'iscrizione all'albo o lo si può fare anche prima degli esami di stato?

  13. #13
    maribea
    Ospite non registrato
    Devi essere iscritto all'Albo!

  14. #14
    Matricola L'avatar di scitram
    Data registrazione
    15-03-2004
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    roma
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    25
    Bene bene.....devo dire che le discussioni su questo argomento in questi post sono state più esaustive di un trattato treccani sul volontariato...però io che sono un demente cronico con tendenza al peggioramento rapido non ho ancora capito una cosa elementare...sarà la disperazione di non sapere dove andare a sbattere nè come fare..a sbatterci contro qualcosa e quindi mi deprimo professionalmente...ma insomma...uno...come deve fare la domanda???va alla a.s.l. o presso altro ente desiderato e va a parlare col direttore???oppure esistono dei moduli???nonmenatemi se magari la risposta esiste già e non l'ho letta.... Ringrazio per la risposta se giunge....
    "homo faber ipsius fortunae"... hai detto niente....

  15. #15
    maribea
    Ospite non registrato
    Alla ASL di Bg devi far domanda al Direttore Sociale allegando CV, autocertificazione di iscrizione all'Albo oppure documento ufficiale che la attesti e dichiarazione di essere assicurato contro danni che potresti provocare a terzi.
    La domanda si fa su un modulo che da noi era già predisposto...

    Maribea

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