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  1. #1
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834

    Freud non può fare il dirigente di psicoterapia!

    Riprendo dalla lista di discussione "Psychomedia Salute Mentale e Comunicazione" una mail di denuncia verso un corncorso per Psicoterapeuta in cui tra i requisiti c'è la laurea in Psicologia, ma non in Medicina.

    Leggi ed avrai un ulteriore esempio di come la comunità medica si attivi immediatamente ed efficacemente per tutelare la propria professione e le opportunità di mercato!

    Noi Psicologi quando ci decideremo a scendere in piazza per chiedere a gran voce diritti, tutela e promozione?!? E si... perché purtroppo la nostra comunità professionale non ha Istituzioni tanto attente e se non ci pensiamo noi la vedo proprio dura...

    Un cordiale saluto,
    Nicola Piccinini

    ------------------------------------
    La burocrazia continua imperterrita a determinare indebite esclusioni e consequenziali contenziosi: è la volta dell’Azienda Sanitaria Locale numero 4 di Cosenza che ha messo a concorso (scadenza 10 marzo 2005) due posti nella disciplina di psicoterapia, i cui criteri di ammissione sono:

    1. laurea in psicologia;
    2. specializzazione nella materia oggetto del concorso;
    3. iscrizione all’albo degli psicologi.

    Sigmund Freud redivivo non potrebbe partecipare a tale concorso: infatti era medico !
    In Italia ci sono 273 scuole private di formazione in psicoterapia (a cui sono ammessi medici e psicologi), riconosciute dal Ministero dell'Istruzione Università Ricerca (MIUR), di cui 161 sedi principali e 112 sedi periferiche, distribuite complessivamente per il 49% al nord, il 27% al centro ed il 24% al sud ed isole; ad esse vanno aggiunte poche decine di scuole universitarie.
    Gli psicoterapeuti sono circa 32.000 (21.000 laureati in psicologia, 11.000 laureati in medicina): dunque uno psicoterapeuta all'incirca ogni 1.800 abitanti, con marcate differenze tra regione e regione.
    Pochissimi i concorsi banditi dalle Aziende Sanitarie Locali per dirigente di psicoterapia e nel caso dell’ASL n. 4 di Cosenza con l’indebita esclusione dei medici.

    Inoltre recentemente l’Ordine Nazionale degli Psicologi ha attivato un’iniziativa di diffida nei confronti delle università che intendano continuare ad ammettere i medici ai corsi di specializzazione in psicologia clinica.
    Insomma , utilizzando una forma corrente di gergo “psicologese” (non meno diffuso del “politichese”), sembrerebbe una rivolta contro il padre o meglio contro il nonno oppure una conflittualità tra fratelli, giacchè la psicoterapia e la psicologia clinica hanno sia prestigiosi antenati medici sia pregevoli attuali esponenti medici di tali discipline.

    Comunque il medico, specialista in neurologia, Sigmund Freud è stato contattato “medianicamente” (e non mediaticamente) da un intraprendente collega, che ha voluto chiedere il parere del padre della psicoanalisi sull’obiettivo di escludere i medici dalla psicoterapia e dalla psicologia clinica.

    “Sono mortificato che dalla psicoterapia - alla quale ho dedicato l’intera mia vita - si sta tentando di estromettere i medici” risponde nell’intervista impossibile Sigmund Freud e continua così “trattasi di un chiaro caso di figli che vogliono eliminare il proprio padre e ciò è molto increscioso oltre che antiterapeutico.
    Ma come, fin dall’inizio della costituzione della società di psicoanalisi ho consentito che anche i non medici potessero formarsi ed adesso queste persone si adoperano per eliminare (e non solo simbolicamente!) i miei colleghi del XXI secolo? Ma quale ingratitudine è mai questa !?!Così vengo ripagato per il tanto che ho fatto? Questo è l’uso che viene fatto dei miei insegnamenti?”.

    Così dicendo il padre della psicoanalisi , il medico - specialista in neurologia - Sigmund Freud lentamente disappare, lasciando a chi lo ha contattato l’impegnativo compito di trasmettere la sua indignazione.
    E questa indignazione sosterrà l’iniziativa di adire le vie legali.
    Maurizio Mottola

    Come esperti della commissione "per i problemi della psicologia e della psicoterapia della FNOMCEO" (Mottola, Petrini e Giacomini) abbiamo chiesto al Presidente Del Barone, Al Dott Sussarellu, ed al Legale della Federazione di avviare tutte le procedure possibili per bloccare il concorso e rivedere il bando SECONDO LE NORMATIVE VIGENTI.

    Abbiamo attivato i sindacati di categoria (medici).

    Chiederemo un incontro urgente all'Ordine Nazionale degli Psicologi per i due problemi, diversi nella forma, ma purtroppo, ci sembra, uguali nella sostanza, che potrebbero rompere il lavoro unitario svolto negli ultimi tre anni che cercavamo di portare con loro avanti con professionalità e con stima reciproca.

    La presente lettera è stata inviata al Dott. Sardi ed al Dott. Tonzar.

    Autore della mail: Piero Petrini

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
    Data registrazione
    15-11-2004
    Residenza
    nell'orbita di Anarres
    Messaggi
    3,359
    sul sito dell'ordine http://www.psy.it/ alla voce buone nuove per la psicologia clinica viene citata una decisione del Consiglio di Stato circa la differenziazione tra specializzazione in psicologia clinica (secondo la sentenza solo a noi concessa ) e psicoterapia (medici e psicologi).
    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


    dai un'occhiata a questo sito www.altrapsicologia.it

    per usufruire del servizio contattare la scrivente per pattuire il compenso

  3. #3
    Matricola
    Data registrazione
    02-02-2002
    Messaggi
    24

    alcune citazioni

    Cari colleghi, condivido molti dei vostri commenti, mentre mi lasciano alquanto perplesso le posizioni demagogiche e strumentali del dott. Maurizio Mottola e di DocPsyco. Rivendicare la propria specificità professionale da un lato, e la distinzione epistemologica e metodologica fra psicologia e medicina dall’altro, non significa rifiutare il confronto. Ma particolarmente ridicolo e puerile mi sembra il riferimento a Freud del medico psichiatra (credo) Mottola e del suo collega. E non tanto per il giochetto del medium, che in se può anche risultare simpatico, ma perché tradisce una conoscenza mediocre e superficiale del padre della psicoanalisi e del suo pensiero.
    Vorrei fare alcune citazioni, incominciando proprio da Freud:
    «In primo luogo occorre tener presente che il medico nel corso dei suoi studi ha acquistato una preparazione che è circa l’opposto di quella preparazione di cui avrebbe bisogno l’analisi. La sua attenzione è stata attratta sopra i fatti obiettivi dimostrabili, anatomici, fisici, chimici … E il problema della vita è ricondotto a questo punto di vista; … Soltanto la psichiatria dovrebbe occuparsi dei disturbi delle funzioni psichiche, ma si sa bene in qual modo e in che senso essa lo faccia: ricercando le condizioni fisiche dei disturbi psichici e trattandole alla stregua di ogni altro fattore etiologico» (Cfr. S. Freud (1926) “Il problema dell’analisi condotta da non medici”. In “Freud-Opere”, Boringhieri, Torino, 1978. Vol. 10°, pag. 397).
    «La psicoanalisi è un pezzo di psicologia, ma non di psicologia medica secondo la vecchia accezione, o di psicologia dei processi morbosi, bensì di psicologia tout court: essa non è certo l’intera psicologia, ma piuttosto la sua struttura essenziale, forse addirittura il suo fondamento» (Freud, 1927).
    «... via via che la psicoanalisi cresceva, diventava evidente che essa differiva dalla medicina, fino a che la distanza tra le due ha cessato di essere ovvia ed è diventata invalicabile. [...] Il punto che dimostra più chiaramente la differenza sta nel fatto che il medico dipende dalla realizzazione dell’esperienza sensuale, mentre lo psicoanalista dipende da una esperienza che non è sensuale. Il medico può vedere, toccare ed odorare; mentre le realizzazioni con le quali ha a che fare l’analista non possono essere né viste né toccate: l’angoscia non ha né forma, né colore, né odore, né suono» (Bion 1970, pp. 13-14).
    «La psicoanalisi è un contributo alle scienze psicologiche» (Otto Kernberg, presidente dell’ International Psychoanalytical Association, Convegno dell’Associazione 1997).
    «... non è più il caso di intitolare “operazione medica” l’operazione psicoanalitica fondamentale, nella misura in cui la stessa medicina sembra aver scoperto più la vocazione della malattia che della sanità» (Corrao, ex presidente della Società Psicoanalitica Italiana, 1975, in Orme pag. 23, corsivo mio).

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