• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 26
  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    Arezzo
    Messaggi
    651

    normativa sulla pubblicità

    Una mia collega di specializzazione, per farsi pubblicità ha adottato un sistema che le è servito molto. Ma non so se in base alla normativa sia corretto oppure no. Nello sala d'attesa di studi medici ha lasciato brochure pieghevoli informative su chi è (es. XY psicolog iscritta all'Ordine..) cosa fa (consulenza psicologica per tali disturbi..), tipologia di intervento e contatti.
    Ha avuto un ottimo riscontro, più del dare i biglietti da visita ai medici stessi, così mi era venuta in mente la stessa idea, ma ho dei dubbi sulla legittimità di questo modo di farsi pubblicità.
    Qualcuno di voi sa darmi delle informazioni?

  2. #2
    yusaku-chan
    Ospite non registrato
    ...effettivamente non credo che vada contro a nessuna normativa... perchè ritieni che questo possa essere illegittimo?!?
    penso che sia un ottimo metodo....

    se invece sei al corrente di qualcosa di diverso avvisami pure

    Sludos!!

  3. #3
    HT Sirri
    Ospite non registrato

    Re: normativa sulla pubblicità

    Originariamente postato da valevalens
    Una mia collega di specializzazione, per farsi pubblicità ha adottato un sistema che le è servito molto. Ma non so se in base alla normativa sia corretto oppure no. Nello sala d'attesa di studi medici ha lasciato brochure pieghevoli informative su chi è (es. XY psicolog iscritta all'Ordine..) cosa fa (consulenza psicologica per tali disturbi..), tipologia di intervento e contatti.
    Ha avuto un ottimo riscontro, più del dare i biglietti da visita ai medici stessi, così mi era venuta in mente la stessa idea, ma ho dei dubbi sulla legittimità di questo modo di farsi pubblicità.
    Qualcuno di voi sa darmi delle informazioni?
    Si puo' fare.
    Ovvio che devi scrivere cose vere, e fare il tutto in un certo modo.

    Un abbraccio,

    Stefano

  4. #4
    chitabavi
    Ospite non registrato
    Attenzione alle brochure!

    Lasciare delle brochure nelle sale d’attesa degli studi medici o in qualunque altro posto, equivale a farsi pubblicità.
    Al di là del contenuto della brochure che sicuramente deve corrispondere al vero, la pubblicità è solitamente soggetta ad autorizzazione dell’Ordine degli Psicologi della regione di appartenenza.
    Gli psicologi della Lombardia, per esempio, prima di affiggere la targa fuori dallo studio o di diffondere un biglietto da visita, devono fare richiesta di autorizzazione all’Ordine degli Psicologi, precisando perfino il testo che vorranno inserire.
    Potrà sembrare restrittivo, ma il far parte di un albo comporta anche queste cose.
    È anche cosi che viene difesa la tutela sia dei professionisti che dell’utenza.

    Saluti
    Egidio

  5. #5
    Eowin
    Ospite non registrato
    Giusto, Egidio.

    Anche in Piemonte, in materia pubblicitaria, tutto quanto non è esplicitamente permesso è vietato.

    Dopotutto era dai tempi della caduta delle monarchie assolute che questo principio era stato ribaltato, uscendo dal Medio Evo e rifacendosi al Diritto Romano. Dobbiamo recuperare dal passato le cose buone e utili, no? Vive le Roi!

    Questo serve per tutelare l'utenza da professionisti inesperti.
    E/o i professionisti esperti dai professionisti inesperti, giovani e timidi, ma che magari qualche cliente rischiano di trovarselo, magari calmierando i prezzi? Bah, eretico pensiero!

    Per una volta che siamo all'avanguardia in Europa, unici col Portogallo ad avere Ordini professionali, ripresi dall'Unione Europea perchè violiamo le norme sulla concorrenza, dobbiamo esserne orgogliosi!

    Che sono queste disgustose pretese di lavorare? Pensate forse che ci sia trippa per gatti per tutti? Vergogna, vergogna!! Pensate piuttosto a procurarvi dei bei soldini per andare in analisi dai veri esperti, quelli che hanno la vera esperienza e che non si sono certo laureati in Psicologia, nè hanno fatto un tirocinio regolamentato, nè hanno sostenuto un Esame di Stato, ma in anni lontani, quando la professione psicologica non era regolamentata e in pratica la faceva chiunque, si sono battuti allo stremo per avere un Ordine ecc., ecc.

    Basta, mi taccio, già sento il crepitare del rogo che mi attende. Ah! Penitenziagite!
    Le fiamme mi lambiscono!

    Che dite? Ce la faccio a superare l'esame di ammissione a Medicina? Voglio fare penitenza, punirmi di essere stata tanto improvvida da cadere in una trappola da conigli così goffa come il corso di laurea in Psicologia. Una laurea con un'unica finalità: creare cattedre. Indegno, indegno!

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
    Data registrazione
    15-11-2004
    Residenza
    nell'orbita di Anarres
    Messaggi
    3,359
    Epwin, post molto coraggioso per i contenuti e molto ironico nel modo di esporli.

    dove si mette la firma???
    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


    dai un'occhiata a questo sito www.altrapsicologia.it

    per usufruire del servizio contattare la scrivente per pattuire il compenso

  7. #7
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Eowin
    Giusto, Egidio.

    Anche in Piemonte, in materia pubblicitaria, tutto quanto non è esplicitamente permesso è vietato.

    Dopotutto era dai tempi della caduta delle monarchie assolute che questo principio era stato ribaltato, uscendo dal Medio Evo e rifacendosi al Diritto Romano. Dobbiamo recuperare dal passato le cose buone e utili, no? Vive le Roi!

    Questo serve per tutelare l'utenza da professionisti inesperti.
    E/o i professionisti esperti dai professionisti inesperti, giovani e timidi, ma che magari qualche cliente rischiano di trovarselo, magari calmierando i prezzi? Bah, eretico pensiero!

    Per una volta che siamo all'avanguardia in Europa, unici col Portogallo ad avere Ordini professionali, ripresi dall'Unione Europea perchè violiamo le norme sulla concorrenza, dobbiamo esserne orgogliosi!

    Che sono queste disgustose pretese di lavorare? Pensate forse che ci sia trippa per gatti per tutti? Vergogna, vergogna!! Pensate piuttosto a procurarvi dei bei soldini per andare in analisi dai veri esperti, quelli che hanno la vera esperienza e che non si sono certo laureati in Psicologia, nè hanno fatto un tirocinio regolamentato, nè hanno sostenuto un Esame di Stato, ma in anni lontani, quando la professione psicologica non era regolamentata e in pratica la faceva chiunque, si sono battuti allo stremo per avere un Ordine ecc., ecc.

    Basta, mi taccio, già sento il crepitare del rogo che mi attende. Ah! Penitenziagite!
    Le fiamme mi lambiscono!

    Che dite? Ce la faccio a superare l'esame di ammissione a Medicina? Voglio fare penitenza, punirmi di essere stata tanto improvvida da cadere in una trappola da conigli così goffa come il corso di laurea in Psicologia. Una laurea con un'unica finalità: creare cattedre. Indegno, indegno!
    Queste cose non le capisco bene..... mah.

    Ho letto il tuo post ed ho pensato: sara' cambiato qualcosa dall'ultima volta che mi sono informato!
    Allora sono andato nel sito dell'ordine e mi sono tirato giu' la normativa e.... sorpresa-sorpresa non era cambiato nulla.

    Faccio il copia e incolla dalla nostra normativa sulla pubblicita':
    "Per l’iscrizione sulle carta intestata e sui biglietti da visita che debbono essere quelle specificate all’art. 3 non è necessario nè l’autorizzazione del Sindaco nè il parere del Consiglio Regionale dell’Ordine."
    (Riferimento: PUBBLICITÀ DELLE ATTIVITA' OGGETTO DELLA PROFESSIONE DI PSICOLOGO - Approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi Italiani in data 09 .12.1999 - Stralcio dell'articolo 7).

    Qui invece uno stralcio dell'articolo 3:
    "Le targhe e le inserzioni ..... possono contenere soltanto le seguenti indicazioni:
    a. - nome, cognome, indirizzo, numero telefonico ed eventuale ......;
    b. - titoli di studio e professionali. Dopo il titolo può essere menzionato ....... “dottore in psicologia ad indirizzo di psicologia dello sviluppo e dell’educazione”; “dottore in psicologia del lavoro e delle organizzazioni”......
    c. - titoli di specializzazione e/o di formazione post lauream ......... possono essere aggiunte .... indirizzo formativo teorico - clinico seguito, del settore di attività, del setting di riferimento o dell’ambito di intervento.
    ...........
    d. - titoli di carriera e accademici in ambito psicologico.
    Può essere menzionata la disciplina di insegnamento e l’istituto scolastico o universitario di riferimento, ........
    e. - onoreficienze concesse o riconosciute dallo stato."

    Perche' invece di dire cosa non si puo' fare (a volte pure sbagliando), non ci mettiamo a dire che cosa si puo' fare?

    Invece di distruggere, costruiamo.

    Un abbraccio,

    Stefano

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
    Residenza
    Monza
    Messaggi
    3,204
    [QUOTE]Originariamente postato da Eowin
    [B]
    Per una volta che siamo all'avanguardia in Europa, unici col Portogallo ad avere Ordini professionali, ripresi dall'Unione Europea perchè violiamo le norme sulla concorrenza, dobbiamo esserne orgogliosi!

    Guarda, in portogallo sono sicura che non esiste l'albo per gli psicologi: ho vissuto lì un anno e ti assicuro che ne sentono la mancanza. ho visto cose assurde: gente che mette sulla porta l'elenco dei sintomi per attirare i clienti, chiunque può fare terapia,... stanno lottando per avere l'albo, ma chissà quando arriverà.
    comunque, anche il nostro si potrebbe ben svegliare: mai visti quelli in TV che usaano titoli come noccoiline?!

  9. #9
    Eowin
    Ospite non registrato
    Se in Portogallo l'Ordine non c'è sono stata male informata: meglio così per loro.

    Quanto ai biglietti da visiti e alla carta intestata la normativa dell'ordine del Piemonte del 2000 e tuttora in vigore prevede che si debba inoltrarne copia al consiglio regionale fatto salvo ogni vincolo di autorizzazione, cioè lo vogliono vedere, ma sanno che non possono (almeno quello) autorizzarti a non usare il tuo titolo sui documenti privati.
    E' tutto pubblicato sul sito dell'Ordine del Piemonte.
    Alcune tra le mie compagne di scuola non usano biglietti da visita perchè temono di essere passibili di sanzione.
    In compenso sono a conoscenza (ma nn dovrei saperlo) di laureate non ancora abilitate che già hanno aperto lo studio e stampato volantini perchè "c'hanno i soldi e le conoscenze giuste". Chi non è iscritto all'albo può fare molte cose e pubblicizzarle, basta che non siano esplicitamente troppo "cliniche".

    Comunque, distruggere o costruire, che la commissione europea ci abbia chiesto di adeguarci è un fatto. Incontrovertibile.

    Che io non sia libera di scrivere sull'elenco telefonico, accanto al mio nome e all'indirizzo di casa "psicologa", gratuitamente, tanto per far vedere che lo sono, senza preventiva autorizzazione, è un altro fatto.

    Che certe limitazioni siano a tutela dello status quo e a discapito della concorrenza è una teoria, a mio avviso spendibile.
    Quanto sia lecita non so, visto l'alto tasso di democrazia della categoria.

    E in ogni caso coraggio: se avete un titolo onorifico riconosciuto dallo Stato e lo potete ovviamente documentare chiedete al consiglio regionale del vs. ordine di apporlo sulla targa.
    E' ben noto che la maggior parte dei giovani psicologi possono vantare cavalierati, commede, titoli di cavaliere di gran croce ecc.
    E vai col cav. grand.uff. lup.mannar.

    Ho voluto intervenire perchè mi sembrava che la replica di Egidio fosse abbastanza significativa da meritare un commento.
    Una discreta informazione al pubblico in uno studio medico che magari si subaffitta o si condivide è forse l'unico modo per affacciarsi alla professione clinica.
    Al momento, secondo me, non è ancora vietato espressamente, o non è espressamente previsto che ci voglia l'autorizzazione anche per una segnalazione all'interno dello studio. Che le locandine debbano mantenere un certo decoro e non promettere cose assurde dovrebbe essere demandato al buon senso del professionista e del medicio che lo ospita o subaffitta.
    Io temo che se ci mettiamo a far rumore su 'sta cosa anche questa via verrà presto preclusa.

    Perchè il vero problema non è costruire e non distruggere, il vero problema è: uno psicologo abilitato e iscritto all'albo può lavorare nel clinico senza essere a rischio di sanzioni disciplinari se trova qualche paziente in qualche modo?

  10. #10
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Eowin
    Quanto ai biglietti da visiti e alla carta intestata la normativa dell'ordine del Piemonte del 2000 e tuttora in vigore prevede che si debba inoltrarne copia al consiglio regionale fatto salvo ogni vincolo di autorizzazione, cioè lo vogliono vedere, ma sanno che non possono (almeno quello) autorizzarti a non usare il tuo titolo sui documenti privati.
    Sinceramente non ho capito quale sia il problema.

    Loro lo vogliono vedere ma tu non devi richiederne l'autorizzazione.

    Quindi, se capisco bene, tu gli spedisci il testo che metterai nel biglietto da visita e amen, sei a posto.
    Qual e' il problema?

    Ed anche se dovessi avere l'autorizzazione scritta, non ci vedrei nessun problema insormontabile: chiedila e sei a posto, mica la devi richiedere ogni volta, una basta per tutto!

    Non voglio difendere nessuno, e' che mi pare l'ostacolo piu' piccolo che abbiamo, io consiglierei di chiedere l'autorizzazione subito, come primo atto una volta iscritti all'albo.


    E' tutto pubblicato sul sito dell'Ordine del Piemonte.
    Alcune tra le mie compagne di scuola non usano biglietti da visita perchè temono di essere passibili di sanzione.
    Anche qui, quale vuoi che sia la sanzione?
    La censura, ovvero prendi la tua pubblicita' e la butti nel bidone.
    (Ovviamente questo nel caso in cui non le spari grosse, se fai usurpazione di titolo o simili, il discorso cambia).

    E' questo che intendo: siamo gia' in un mondo difficile, non credo ci sia bisogno di complicarlo ancora di piu'.

    In compenso sono a conoscenza (ma nn dovrei saperlo) di laureate non ancora abilitate che già hanno aperto lo studio e stampato volantini perchè "c'hanno i soldi e le conoscenze giuste".
    Oppure sono degli incoscienti che per non richiedere una autorizzazione rischiano la denuncia..... questione di punti di vista.

    Che io non sia libera di scrivere sull'elenco telefonico, accanto al mio nome e all'indirizzo di casa "psicologa", gratuitamente, tanto per far vedere che lo sono, senza preventiva autorizzazione, è un altro fatto.
    E in ogni caso coraggio: se avete un titolo onorifico riconosciuto dallo Stato e lo potete ovviamente documentare chiedete al consiglio regionale del vs. ordine di apporlo sulla targa.
    E' ben noto che la maggior parte dei giovani psicologi possono vantare cavalierati, commede, titoli di cavaliere di gran croce ecc.
    E vai col cav. grand.uff. lup.mannar.
    Continuo a non capire......

    E' una difficolta' cosi' grossa chiedere un'autorizzazione?
    Secondo me no, ma evidentemente e' questione di punti di vista.

    Dal mio punto di vista e' meglio chiedere l'autorizzazione ed avere un ordine che denuncia l'immondizia che si spaccia per psicologia.


    Metto uno stralcio interessante di un presidente regionale (cui ho censurato nome e regione):

    Sul problema del Counselling e, più in generale, sul problema delle varie e continue "invasioni di campo" rispetto alla nostra Professione ci stiamo muovendo anche come Ordine Regionale,
    ......
    ma il problema è di livello più vasto, almeno nazionale per non dire Europeo.

    Grossi strumenti legislativi non ne abbiamo, la Legge 56/89 è piena di buchi e il panorama nazionale dei formatori senza scrupoli è troppo vasto ed agguerrito per poterlo facilmente fermare.

    Soprattutto perchè, purtroppo, di personaggi abilissimi a muoversi "al confine" delle norme e ad approfittare di questa logica "borderline" ce ne sono in giro anche tra gli Iscritti all'Ordine degli Psicologi, ed arrivare a dimostrare che si muovono in uno spazio illegale (ricordiamoci che viviamo in uno Stato di Diritto, e l'onere della prova è, e a mio avviso lo è giustamente, a carico dell'accusa) non è cosa semplice.

    Comunque la nostra battaglia in tal senso continueremo a farla: pratiche aperte, all'Ordine, ne abbiamo diverse, ma a volte ho l'impressione di cercare di svuotare il mare con il cucchiaino, anche perchè oltre ai Consellors, ad invadere il nostro campo, ci sono i Pedagogisti Clinici, i Filosofi relazionali , i Mediatori Familiari, i sedicenti "psicoanalisti" con la terza media (quando hai tempo, se vuoi avvelenarti il fegato, consulta il sito della sedicente "Associazione Europea di Psicoanalisi" di Antoine Fratini, che abbiamo già denunciato varie volte ma senza ancora essere riusciti a fermarlo, anche se il processo è ancora aperto), gli Psicoastrologi e via discorrendo.

    E, su questi, noi possiamo limitarci a denunciarli alla Magistratura ordinaria, che però ha i suoi tempi e, spesso, anche tante altre cose a cui pensare.
    Un abbraccio,

    Stefano

  11. #11
    Eowin
    Ospite non registrato
    Dov'è il problema?

    L'unico problema per me è che, come ho già detto altrove: I'm a liberal, ossia tutta 'sta storia di dover chiedere autorizzazioni a ogni piè sospinto mi turba nella mia animuccia liberale e libertaria.

    Personalmente rasento l'ossessività nell'ottemperare a norme regole e codicilli, ma questo non toglie che non sia tentata dal porre alcune questioni di principio. Dal mio punto di vista limitare le persone dall'esercitare un mestiere andrebbe fatto solo ed esclusivamente in casi estremi, ma questi casi estremi sono già regolati dai codici civile e penale.
    L'esigenza di regolamentazioni speciali secondo me è dettata solo da protezionismo. Punto.
    Non mi turba il sottobosco di consuelors, mediatori, psicopedagogisti (laureati) che fanno invasioni di campo. Se trovano clientela e sono bravi che lavorino
    Al massimo si tuteli il titolo di Psicologo. Ripunto.
    Ma soprattutto: se uno segue un corso di studi universitario riconosciuto statale dà l'esame di laurea si fa il tirocinio e supera un Esame di Stato (e passi) si iscrive ad un anacronistico ordine professionale che francamente non si capisce cosa faccia a parte pretendere dei soldi dagli associati e porre delle limitazioni, ma perchè accidenti uno dopo che si smazza tutta 'sta trafila deve ancora (ormai ha almeno 30 anni) chiedere autorizzazioni come un infante malfermo sulle gambe? Forse che si presume che si sono associati disonesti-incompetenti-immaturi o che so io? Ma dai!

    Quello che mi turba veramente è che nella sostanza lo psicologo non trova spazi perchè nel pubblico sono riconosciute tutte le professionalita seguenti:
    psichiatri
    infermieri
    educatori
    assistenti sociali
    ma lo psicologo è ASSOLUTAMENTE MARGINALE nel panorama sanitario.

    Almeno l'ordine strillasse un po': "Meno infermieri-educatori-assistenti sociali e più psicologi - nelle ASL, negli ospedali, nelle scuole, nelle carceri", almeno avrebbe un senso di esistere.
    Ma così, solo lì, a cercare di salvare l'orticello, a combattere battaglie di retroguardia, "gli astrologi ci rubano il mestiere, i maghi e i naturopati in realtà fanno psicologia, i confessori non hanno conseguito l'abilitazione" bla bla bla bla.
    Che palle, chiedere l'autorizzazione di esistere e di lavorare, visto che la trafila te la sei fatta e continui a fartela nella scuola di specializzazione e lavorando gratis nell'ASL, a invidiare segretamente gli infermieri che son pagati e stanno sempre a fare lotte sindacali, e le assistenti sociali che hanno un potere enorme e gli educatori che son pagati pure loro e non capisci cos'abbiano più di te. Ma almeno poter lavorare nello studio medico sotto casa!

  12. #12
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Eowin
    Dov'è il problema?

    L'unico problema per me è che, come ho già detto altrove: I'm a liberal, ossia tutta 'sta storia di dover chiedere autorizzazioni a ogni piè sospinto mi turba nella mia animuccia liberale e libertaria.

    Personalmente rasento l'ossessività nell'ottemperare a norme regole e codicilli, ma questo non toglie che non sia tentata dal porre alcune questioni di principio. Dal mio punto di vista limitare le persone dall'esercitare un mestiere andrebbe fatto solo ed esclusivamente in casi estremi, ma questi casi estremi sono già regolati dai codici civile e penale.
    L'esigenza di regolamentazioni speciali secondo me è dettata solo da protezionismo. Punto.
    Non mi turba il sottobosco di consuelors, mediatori, psicopedagogisti (laureati) che fanno invasioni di campo. Se trovano clientela e sono bravi che lavorino
    Al massimo si tuteli il titolo di Psicologo. Ripunto.
    Ma soprattutto: se uno segue un corso di studi universitario riconosciuto statale dà l'esame di laurea si fa il tirocinio e supera un Esame di Stato (e passi) si iscrive ad un anacronistico ordine professionale che francamente non si capisce cosa faccia a parte pretendere dei soldi dagli associati e porre delle limitazioni, ma perchè accidenti uno dopo che si smazza tutta 'sta trafila deve ancora (ormai ha almeno 30 anni) chiedere autorizzazioni come un infante malfermo sulle gambe? Forse che si presume che si sono associati disonesti-incompetenti-immaturi o che so io? Ma dai!

    Quello che mi turba veramente è che nella sostanza lo psicologo non trova spazi perchè nel pubblico sono riconosciute tutte le professionalita seguenti:
    psichiatri
    infermieri
    educatori
    assistenti sociali
    ma lo psicologo è ASSOLUTAMENTE MARGINALE nel panorama sanitario.

    Almeno l'ordine strillasse un po': "Meno infermieri-educatori-assistenti sociali e più psicologi - nelle ASL, negli ospedali, nelle scuole, nelle carceri", almeno avrebbe un senso di esistere.
    Ma così, solo lì, a cercare di salvare l'orticello, a combattere battaglie di retroguardia, "gli astrologi ci rubano il mestiere, i maghi e i naturopati in realtà fanno psicologia, i confessori non hanno conseguito l'abilitazione" bla bla bla bla.
    Che palle, chiedere l'autorizzazione di esistere e di lavorare, visto che la trafila te la sei fatta e continui a fartela nella scuola di specializzazione e lavorando gratis nell'ASL, a invidiare segretamente gli infermieri che son pagati e stanno sempre a fare lotte sindacali, e le assistenti sociali che hanno un potere enorme e gli educatori che son pagati pure loro e non capisci cos'abbiano più di te. Ma almeno poter lavorare nello studio medico sotto casa!
    Abbiamo un nervo scoperto..... lo rispetto, ognuno ha i suoi (sono molto serio).

    Quello che ho contestato dei tuoi interventi e' il porre come problemi difficilmente superabili (almeno cosi' ho inteso) delle cose sicuramente noiose da fare, forse anche inutili, ma tutto sommato semplici.

    Anch'io vedo i problemi di sotto-occupazione della categoria, ma propendo per altre soluzioni che reputo piu' semplici da realizzare e meno sovvertive dell'intero sistema.

    Continuando su questa cosa andremmo in discorsi lontani (dalla psicologia) e poco pratici (non cambierebbero la mia vita, la tua, o quella di chi legge).
    Si potrebbe dire che i medici sono dove sono perche' il loro ordine e' piu' vecchio (e quindi sono molto organizzati), come si potrebbe dire che abolendo gli ordini questa disparita' verrebbe annullata (probabilmente si, ma tra 50 o 100 anni: non ci sarebbe un ordine, ma chi oggi occupa una posizione di potere continuerebbe ad averla anche domani, perche' ha conoscenze, ha delle reti relazionali di un certo tipo, ha tutta una serie di cose che si e' costruito in decine di anni di potere).

    A me non sembra utile parlare di questo, ma quanto:
    - Oggi, in Italia, con le leggi che ci sono, come posso iniziare a lavorare?
    - In che modo posso farmi conoscere?
    - Che canali utilizzare se parto da zero?


    Semplicemente sono convinto che siano questi i nodi da sciogliere, per risolvere concretamente i problemi di molti neo-psicologi.

    Un abbraccio,

    Stefano

  13. #13
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    Originariamente postato da HT Sirri
    Continuando su questa cosa andremmo in discorsi lontani (dalla psicologia) e poco pratici (non cambierebbero la mia vita, la tua, o quella di chi legge).
    caro stefano,

    il contributo che dai a queste discussioni è sicuramente di alto profilo e te ne ringrazio

    per quanto riguarda questa tua affermazione, la ritengo vera in parte... sicuramente, come singoli, dobbiamo rapportarci con le attuali condizioni (vincoli ed opportunità) pianificando la strategia per noi migliore...

    ma se facessimo questo è basta, la nostra categoria difficilmente riuscirebbe invece a fare quel salto necessario a non implodere... come rischiamo che accada tra qualche anno...

    io non parlo certo di "sovvertire il sistema", ma sicuramente di riformarlo perché assolutamente non più rappresentativo dei 50000 iscritti, perché assolutamente scollato ed indifferente alle problematiche dei colleghi, perché non tutelante la nostra professione (dei giochi permessi a danno dei giovani poi non parliamone proprio), perché non proattivo nel supportarne la crescita presso la società civile...

    per queste ed altre ragioni ritengo che parlare di "riforma delle istituzioni" sia profondamente legato al parlare di "Psicologia", anzi che siano le due facce della stessa medaglia!

    Il 56% degli iscritti all'albo sta sotto i 44 anni e sono anche la fascia più precaria e non rappresentata... tenete conto che chi ci governa è completamente over 50, per lo più con posto nel SSN, che gradisce convegni, seminari e discussioni da salotto...

    In conclusione, da una parte vediamo come singoli di trovare soluzioni, ma dall'altra cerchiamo di svegliarci, di ritrovarci come comunità unita e, se necessario di scendere in piazza per reclamare tutela, diritti e promozione!!!

    Un saluto

  14. #14
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da nico
    caro stefano,

    il contributo che dai a queste discussioni è sicuramente di alto profilo e te ne ringrazio

    per quanto riguarda questa tua affermazione, la ritengo vera in parte... sicuramente, come singoli, dobbiamo rapportarci con le attuali condizioni (vincoli ed opportunità) pianificando la strategia per noi migliore...

    ma se facessimo questo è basta, la nostra categoria difficilmente riuscirebbe invece a fare quel salto necessario a non implodere... come rischiamo che accada tra qualche anno...

    io non parlo certo di "sovvertire il sistema", [CUT]
    Appunto, e su questo concordo pienamente.

    Forse ho interpretato male il messaggio di Eowin, puo' essere.
    Una partenza "I'm a liberal", e' del tutto lecita e anche condivisibile da molti, ma presuppone un progetto politico in toto, e non solo sulla categoria degli psicologi.

    Nulla di male, io posso avere qualsiasi credo politico, ma se spostiamo la discussione su questo, temo, che invece di unirci ci disgreghiamo ancora di piu'.

    Un abbraccio,

    Stefano

  15. #15
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    beh... innanzitutto si comincerebbe a parlare di Politica Professionale, quindi di politica fortemente correlata alla nostra categoria professionale

    come dicevo, gli schieramenti politico/professionali ad oggi in campo non sono assolutamente rappresentativi dei 50000 colleghi iscritti e si è visto pure alle elezioni enpap di gennaio dove si è di poco superato il quorum minimo di votanti con il rischio di dover ripetere le elezioni...

    quindi un nuovo movimento, di protesta ma anche di progetto (soprattutto), che riesca ad aggregare gran parte dei colleghi (soprattutto giovani ed inca@@ati), diviene di per se un'entità politico/professionale in grado di incidere su precise scelte di gestione della nostra comunità

    poi ovviamente c'è un livello più alto in cui i cambiamenti esulano dal potere d'azione dei nostri rappresentanti e chiamano in causa la politica vera e propria... a questo livello sicuramente le azioni di lobby si possono direzionare verso una parte piuttosto che altre... ma anche qui credo fortemente che dei rappresentanti etici ed onesti hanno per obiettivo ultimo la Psicologia e non il proprio potere... in questo senso, l'affiliazione ad una parte politica rimane "strumento" per la Psicologia e non "fine" personale...

    scusatemi se mi spiego male, ma è mattina presto e sto ancora un pò rinco

    comunque sia, se questo genere di discorsi interessa a qualcuno, si può anche attivare una discussione ad hoc, contarci, e vedere che ne può uscire in termini di iniziative possibilie

    un saluto e buon weekend,
    nicola

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo

Privacy Policy