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  1. #1
    Ospite non registrato

    Imprese che si trasferiscono, competitività, che futuro hanno i lavoratori italiani?

    Cari colleghi

    Le imprese in Italia stanno trasferendo le prorpie linee di produzione, oltre confine dove la manodopera costa di meno, che futuro avranno i lavoratori italiani?...

    Il caso Delonghi ne è un esempio è un impresa solida, ma ho sentito dal telegiornale che vogliono trasferire la loro linea di produzione in cina... tutto questo ha suscitato la rabbia dei lavoratori che, giustamente si vedono tagliare le gambe per andare avanti....

    Io sono un collega che studia Psicologia del Lavoro è dovrei essere per cosi dire uno di coloro che dovranno motivare e selezionare i lavoratori,, ma come posso motivare un lavoratore? assicurandoli che mangerà per un paio di anni se è fortunato?

    Ditemi voi che futuro avrà l'impresa italiana nel nostro paese? la colpa sara dell'euro? oppure di una volontà di ridurre le spese all'osso indipendentemente dalla valore dell'euro stesso?

  2. #2
    g3pp3tto
    Ospite non registrato
    ..indubbiamente MD, non puoi negare che produrre un oggetto con spesa 20 euro, anzichè 100, ha un suo vantaggio, e questo è essenziale per comprendere il motivo per cui una società (qualunque essa sia) sposti la sua produzione, laddove i costi si riducano incrementando i margini di guadagno.

    Inevitabile è un discorso di giustizia e moralità nei confronti dei lavoratori nazionali.. i loro problemi, i disagi, le perdite ecc.. però sono inevitabili se ci pensi..
    e non puoi neppure condannare l'impresa stessa, che mira al profitto e non al bene di una nazione.

    come in tanti 3d, io continuo a sottolineare che ognuno mira ad un fine e ad un bisogno..
    l'imprenditore o chi per chi, mira al suo obiettivo che altrimenti non potrebbere essere che il lucro,
    assurdo sarebbe, che si comportasse altruisticamente, sacrificando il suo ferrarino o la sua lamborghini, non pensi?

    il giusto e lo sbagliato qui non contano.. conta cosa vuole una persona.. in questo caso l'amministrazione di una società, i suoi burocrati, i finanziari ecc..

    Lo psicologo del lavoro, non deve, SECONDO ME, garantire o assicurare (come dici tu), proprio un bel niente.. forse il suo orientamento sarebbe quello di spiegare e far comprendere le situazioni che molti lavoratori non comprendono..
    Vuoi garantirgli il posto? .. fai il politico allora.. ma non lo psicologo..

    Posso sbagliare, ma a mio avviso la tua funzione dovrebbe esser mirata a far crescere nei lavoratori un senso di responsabilità, una fiducia nonostante le precarietà lavorative in cui si trovano tali lavoratori, e far crescere una sensibilità alla reale vita e problemi che si vivono a livello aziendale..

    magari rendendoli consapevoli e propositivi dei miglioramenti che potrebbero esserci qualora la società mantenesse la produzione dove si trova, senza cambiare..
    stimolare nei lavoratori la voglia di incentivarsi ad offrire una produttività migliore qualitativamente e quantitativamente alle esigenze societarie..
    (anche se questo discorso non può per molti motivi esser applicato a grossi colossi che sparpagliano filiali produttive e non singole sedi in giro per il mondo)

    spesso devi tener conto che in molte aziende, un lavoratore, si alza alle 7 e spera che le 18 arrivino il prima possibile..
    questo perchè?
    perchè non è contento della sua situazione lavorativa.. o per tanti altri miliardi di motivi..
    però quel lavoratore, a mio avviso, è lo stesso lavoratore che poi si lamenterebbe di aver perso il posto..

    con questo vorrei solo dire, che non è solo l'amministrazione e quel che stà dietro una società a dover fare un passo avanti, bensì, lo dovrebbe cominciare a fare anche una buona parte dei suoi dipendenti.. a cominciare da chi non lavora per la società, ma solo per il stipendio mensile..

    mirare alla cooperazione.. non al soddisfare SOLO i propri bisogni, non pensi MD?

    altro non deve fare uno psicologo del lavoro in questi contesti..
    (secondo me)
    Ultima modifica di g3pp3tto : 18-01-2005 alle ore 17.07.38

  3. #3
    Io non so che dire, sono sempre di + le ditte che lo fanno.
    Nel mio piccolo vedo che :quando succedono stè cose la gente trema. Chi è giovane affronterà la cosa con uno stato d'animo + fiducioso("cercherò altrove"),ma chi ha passato i 40.....hhhmmm e magari ha già famiglia....ahi ahi ahi.....non so dove finirà.
    Dove lavora mio marito (lui fa 9 ore al giorno e va sui 1100 euro) stanno parlando di tagliare gli straordinari = previsione di 20 ore in meno in busta= 145 euro in meno al mese (circa..)
    Ora che diventiamo 3 direi che è proprio il momento peggiore,considerato anche che finita la maternità inps io dovrò rimettermi in cerca di lavoro perchè sono disocc...
    Se questo è drammatico mi immagino cos'è la prospettiva di perdere proprio il posto.
    Noi un po' ci siamo passati perchè qualche anno fa lui lavorava in un'azienda che ogni mese praticamente licenziava qualcuno,era una roba assurda e c'era prospettiva di fallimento continuamente.E' stata una bella prova dal punto di vista emotivo anche perchè questo clima è durato un paio d'anni,poi fortunatamente lui è riuscito ad entrare altrove(ma ci ha messo 2 anni pur essendo iper qualificato,lodato,rinomato e con una esperienza di 17 anni alle spalle ).

  4. #4
    Ospite non registrato
    geppetto innanzitutto non ho detto che devo garantirgli un posto, ma motivare i lavoratori che è ben diverso, però l'o trovo deontologicamente scorretto illudere i lavoratori, oppure portare i lavoratori verso una scelta di cui poi possono pentirsi... ma tu mi dirai che ognuno è artefice del proprio destino, ma in questo destino ci diamo man forte anche noi..


    Fossi imprenditore rinuncerei alla Ferrari, se posso magari sfamare 50 operai in più ...

    Comq queste sono scelte...

    ma dobbiamo renderci conto che per far sopravirve l'impresa italiana, non possiamo dire ai lavoratori parole del tipo...Lavorate per un piatto di minestra, le persone non sono bestie ma esseri umani , con le loro ambizioni i loro progetti, il loro diritto di reallizzarsi pienamente e ciò significa avere una casa ed un futuro dignitoso



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