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  1. #1

    In Europa più suicidi che morti sulle strade

    Ogni anno 58 mila persone si tolgono la vita mentre
    negli incidenti stradali le vittime sono 51 mila
    BRUXELLES - In Europa, secondo un rapporto della Commissione europea, ci sono più persone che si tolgono la vita volontariamente di quante ne muoiano in incidenti stradali. Nell'Unione Europea ogni anno ci sono circa 58mila suicidi, quasi 7.000 in più di quelli che muoiono per incidenti del traffico.
    Il commissario Ue alla Salute, Marko Kyprianou, ha reso noto che il suicidio è la più importante causa di morte in Europa; ed ha esortato i governi dei 25 a porre la questione della salute mentale in cima all'agenda, affrontando quello che ha definito «il killer invisibile». «La malattia mentale è letale esattamente come il cancro», ha detto Kyprianou a margine di una conferenza ministeriale sul tema organizzata a Helsinki dall'Oms (l'Organizzazione Mondiale della Sanità).

    POCA ATTENZIONE ALLE MALATTIE MENTALI - I ministri di più di 50 Paese e il commissario Ue alla Salute discuteranno fino a sabato le politiche e le azioni da adottare a livello europeo. «La malattia mentale riceve ancora troppa poca attenzione», ha osservato Kyprianou. Secondo l'Oms, la metà di coloro che soffrono di depressione non vengono curati e in molti Paesi non esistono specialisti nè strutture per curarli. Le vittime di incidenti d'auto sono 50.700 ogni anno e quelle di omicidio 5.350.

    SI TOLGONO LA VITA PIU' GLI UOMINI DELLE DONNE - Secondo i dati della ricerca si tolgono la vita più gli uomini delle donne, con picchi che vanno nelle fasce di età tra i 15 e i 24 anni e tra i 25 e 34 anni. In Europa il numero di casi di suicidi varia profondamente da un paese all'altro. I cittadini meno esposti sembrano essere quelli che vivono nei paesi mediterranei. I dati pubblicati nel 2004 dalla Commissione europea (sui decessi per suicidio avvenuti nel 1999) mostrano che in Grecia, Portogallo e Italia c'erano meno di 10 casi di suicidi di uomini - e meno della metà per le donne - ogni 100.000 persone. La Spagna seguiva da vicino. L'incidenza dei suicidi è invece particolarmente inquietante nel nord dell'Europa. In Lituania nello stesso periodo 77 uomini e 12 donne su 100.000 persone avevano deciso di togliersi la vita. Altri tassi alti vengono segnalati in Estonia, Lettonia, Ungheria, Slovenia e Finlandia. Il nord Europa conosce però alcune eccezioni. Nel Regno Unito, che rispecchia la situazione spagnola, si muore meno per suicidio che in Austria, Francia, Germania e nel piccolo Lussemburgo.

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C.../suicidi.shtml
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  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Purtroppo ci sono ancora tante, troppe persone convinte che i disturbi mentali scompaiano così come sono nati.
    E guai a far notare a queste persone che, una scienza ormai da tempo costituita come la Psicologia sia la soluzione.
    Io faccio spesso notare (a scettitici di turno che non mancano mai...), che l'intevento dello Psicologo è fondamentale per l'individuo e, di conseguenza per la società. Così come un'appendicite - se non presa in tempo - va in peritonite, così un semplice disturbo cognitivo è troppo spesso destinato a degenerare in complicazioni senza via di scampo se non si interviene per tempo.
    Sono perfettamente daccordo con il pensiero di Marko Kiprianou che hai riportato sopra.
    Il fatto è che la Psicologia, tutto sommato, è ancora una scienza giovane rispetto alle altre, ma mai quanto oggi se ne sente la necessità.
    Io penso che il sostegno psicologico dovrebbe essere tenuto in considerazione tanto quanto quello medico, e fin dalla nascita. Se non altro occorrerebbero per tutti visite annuali (o magari triennali...) ... senza "imposizioni" chiaramente, ma dovrebbe essere naturale così come è naturale sottoporsi a visite di controllo di routine.
    I mali dell'anima (ed i suicidi sono l'epilogo più triste di ogni disagio psichico) sono un aspetto che fin troppe persone ancora oggi prendono sotto gamba per una certa disinformazione (e soprattutto per una certa mancanza di cognizione di causa derivante da mancanza di cultura o dalla certezza di risolvere patologie ideogene con i cosidetti "metodi della nonna"...), eppure sono i mali più subdoli, quelli per cui occorrerebbero assistenza ed interventi a dir poco maggiori.
    Ultima modifica di marcheseblu : 13-01-2005 alle ore 13.11.39
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  3. #3
    Già...credo sia una questione prevalentemente culturale, che qui in Italia *sento* particolarmente forte. Credo che sarebbe importante creare una cultura della prevenzione, e primaria e secondaria, credo che sarebbe importante partire dall'educazione dei medici di base, che troppo spesso sottovalutano la patologia - perché non la conoscono, o sono ancorati a concezioni vecchie - o peggio, si improvvisano psichiatri...
    Non credo sia una questione di "imporre" visite obbligatorie, piuttosto di cambiare la mentalità delle persone:
    purtroppo, la coscienza dell'uomo "medio" si risveglia solo di fronte alle tragedie, ci si ricorda per un giorno o due dell'importanza del sostegno psicologico per poi dimenticarsene rapidamente...non so se è per una questione di paura di ciò che non si conosce o altro
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  4. #4
    L'avatar di Haruka
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    Originariamente postato da Mia_Wallace
    Non credo sia una questione di "imporre" visite obbligatorie, piuttosto di cambiare la mentalità delle persone
    Vero ma praticamente impossibile..
    Da noi psicologia va di pari passo con "pazzo" e nn c'è modo di far cambiare idea

    Cmq quell'articolo è impressionante...

  5. #5
    io mordo
    Ospite non registrato
    C'è da dire anche che la depressione è uno dei disturbi più difficili da curare e che la confusione di cui la psicologia non è certo scevra non giova alla motivazione di chi potrebbe usufruirne non siete daccordo sul fatto che siamo noi i primi a doverci chiarire le idee??

  6. #6
    io mordo
    Ospite non registrato
    Ultima modifica di io mordo : 13-01-2005 alle ore 20.52.19

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
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    grosseto
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    [i] Da noi psicologia va di pari passo con "pazzo" e nn c'è modo di far cambiare idea

    Cmq quell'articolo è impressionante... [/B]
    Io credo proprio che il punto sia questo: che la gente identifica chi va dallo psicologo come pazzo e lo psicologo il medico dei pazzi. Quando a volte parlo con amici mi sento dire cose assurde, del tipo che la malattia mentale non la cura certo lo psicologo, che lo psicologo è solo un vendifumo, che quello che fa lo psicologo lo può fare anche un amico e che la psicologia stessa è tutta da buttar via perchè troppo eterogenea al suo interno a causa di mille teorie in contraddizione tra loro. C'è troppa disinformazione in proposito e quindi spesso chi sofffre di disturbi dell'umore se li tiene per sè (ma poi magari stressa la vita a chi gli sta intorno). Non altro e secondario problema è che una terapia costa...lo picoterapeuta non ci va certo scarso coi prezzi e molte persone non hanno voglia di spendere o non se lo possono permettere
    Ultima modifica di LUTHIEN : 19-01-2005 alle ore 03.33.31
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
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  8. #8
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Originariamente postato da io mordo
    C'è da dire anche che la depressione è uno dei disturbi più difficili da curare e che la confusione di cui la psicologia non è certo scevra non giova alla motivazione di chi potrebbe usufruirne non siete daccordo sul fatto che siamo noi i primi a doverci chiarire le idee??

    Perfetto:il problema è questo.Quanto dovremo ancora aspettare perchè le diverse scuole di psicoterapia accettino di sperimentare la loro efficacia?se una terapia non dimostra di essere efficace va buttata via,se no si prende in giro la gente,ma naturalmente questo in Italia non si fa perchè non si può ridurre la sofferenza psichica a una somma di sintomi,perchè un sintomo seppure curato si potrebbe trasformare in un altro ecc ecc bla bla bla
    Finchè per un disturbo,es un disturbo d'ansia o dell'umore,si propongono decine di terapie diverse,la maggior parte delle quali inutili,la psicoterapia nel suo complesso non può apparire qualcosa di serio

  9. #9
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    Originariamente postato da LUTHIEN
    Non altro e secondario problema è che una terapia costa...lo picoterapeuta non ci va certo scarso coi prezzi e molte persone non hanno voglia di spendere o non se lo possono permettere
    E' vero, ma anche stare male e non lavorare costa.
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    dai un'occhiata a questo sito www.altrapsicologia.it

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  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
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    Certo, però molte persone non danno priorità ad una terapia. Lo vedo con un mio amico, che avrebbe fortemente bisogno di uno psicoterapeuta, ma i genitori non vogliono saperne di spendere, se fosse gratis o costasse poco ce lo manderebbero. Eppure lui non riesce a realizzarsi professionalmente perchè ha un disturbo depressivo e vaglielo a far capire a quei chiozzi dei genitori che se non lomandano da un medico non lavorerà mai!!!
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    +Luthien Tinuviel+

  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di lucia74
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    Concordo con chi dice che sia prevalentemente un discorso culturale e che una grande risorsa sia quella innanzitutto di lavorare sulla prevenzione. La depressione si può combattere. Il problema secondo me sta nel fatto che nella maggior parte dei casi nn viene riconosciuta come tale soprattutto perchè su questo disturbo più di altri c'è ancora molta confusione tra gli stessi operatori della salute. E poi perchè è molto difficile che una persona che soffre di depressione soprattutto se è una forma grave, vada spontaneamente a farsi curare. Il più delle volte sono i familiari ad accorgersi che c'è qualcosa che nn va ma nn sono preparati per poterla affrontare e per poter dare un aiuto efficace al malato. Quindi ci vuole più informazione e prevenzione a mio parere. Parola di una che ha sofferto di questo disturbo e ora sa come affrontarlo.
    Lucsa

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