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Discussione: Infermiera Assassina

  1. #1
    Nos*
    Ospite non registrato

    Infermiera Assassina

    Aveva superato anche i test psicologici per la professione di Infermiera ,che è successo in questa persona ?A detta di tutti coloro che la conoscevano'' normalissima e preparatissima''Non ci capisco niente più in questo mondo....uno psicologo come si spiega tutto questo?E voi?
    Ultima modifica di Nos* : 16-12-2004 alle ore 20.23.30

  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Mah... ho sentito ieri la notizia al TG. Han detto che era affetta da Depressione. Ma secondo me più che di depressione si tratta di "schizofrenia". Chissà che questa infermiera non si fosse convinta di fare "del bene" uccidendo le sue anziane vittime. Praticamente seguiva l'iter framacologico che si somministra per l'eutanasia. Mi sembra tuttavia strano che nessuno/a abbia notato alcunché. A questo punto l'infermiera in questione rispecchierebbe in tutto e per tutto un Killer seriale, che agisce con disinvoltura, ecco perché a mio parere non si tratta di depressione, proprio perché nessuno ha notato nulla di strano fino a questo momento.
    "La voce dell'intelligenza è una voce sommessa, ma non tace finché non trova ascolto"

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  3. #3
    L'avatar di Haruka
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    Depressione?
    Scusate eh.. io di psicologia clinica ne so come di fisica quantistica, ma nn mi pare che i depressi agiscano così... almeno alla luce della cronaca.
    Concordo con te marchese.. {sempre da perfetta ignorante !}

    Infermiera uccide sei pazienti
    "Volevo attirare l'attenzione"
    Ha confessato: "Ho accelerato i tempi del loro decesso
    perché provavo pietà per quei malati terminali"


    "Volevo solo attirare dell'attenzione su di me perché mi sentivo sottovalutata. E poi quelle persone destinate a morire in poco tempo mi facevano pietà. Ecco perché ho accelerato i tempi del loro decesso". Questa in sintesi la confessione che l'infermiera Sonia Caleffi avrebbe scritto nella lunga lettera consegnata agli inquirenti. La donna avrebbe agito su anziani pazienti che avevano possibilità di sopravvivenza non superiore a un paio di settimane. E lei, impietosita, avrebbe deciso di attuare la "dolce morte".

  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Mi metto nei panni dei parenti delle vittime... terribile, in questi casi non si sa nemmeno con chi prendersela.
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  5. #5
    Nos*
    Ospite non registrato
    Le morti sospette sono diciotto,familiari in preda alla disperazione...

  6. #6
    L'avatar di Haruka
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  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    ma, onestamente mi sembra strano che fosse schizofrenia, gli schizofrenici generalmente hanno disorganizzazioni del pensiero, del linguaggio e del comportamento molto importanti oltre che allucinazioni e deliri ...
    è molto raro che uno schizofrenico riesca ad avere una vita normale e ad ingannare tutti sul proprio stato psichico, figuriamoci superare i test e diventare infermiera
    mi verrebbe di pensare più ad un disturbo di personalità o ad un disturbo non altrimenti specificato
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  8. #8
    Nos*
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da arwen
    ad un disturbo non altrimenti specificato

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di yottasmile
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    Non voglio dare un parere da psicologa perchè non mi sento competente però sono un'infermiera che ha lavorato per molti anni in una terapia intensiva geriatrica dove la patologia acuta era la *punta dell'iceberg* in soggetti, proprio perchè anziani, affetti da polipatologia e quindi, inevitabilmente con prognosi molto più sfavorevoli rispetto al giovane adulto. Molte volte ho pensato che su queste persone ci fosse *accanimento terapeutico* e non *condividevo* certe scelte. Dopo molti anni di duro lavoro soprattutto sul piano emotivo, sono andata in burnout e per questo ho deciso di staccare la spina e occuparmi di altro. Tutto questo lungo, noioso e forse discorso per dire che, sulla base di una personalità disturbata , può aver inciso la sindrome del burnout?
    C'è felicità e felicità. Ce n'è una fuggevole e relativa, perchè legata a qualcosa fuori di noi.
    E ce n'è un'altra indistruttibile e assoluta, che si trova dentro ognuno


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  10. #10
    Nos*
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da yottasmile
    la sindrome del burnout?

    Spiegati meglio...di cosa si tratta?

  11. #11
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    Originariamente postato da Nos*
    disturbo NAS. cioè Non Altrimenti Specificato, cioè ha tratti patologici ma:

    - o non sono in numero sufficiente per arrivare alla diagnosi vera epropria
    - sono disturbi appartenenti a più patologie.....
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  12. #12
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di yottasmile
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    Originariamente postato da Nos*
    Spiegati meglio...di cosa si tratta?
    Si tratta di un fenomeno che *colpisce* tutte le cosiddette helping professions, e in ogni caso piuttosto diffuso tra gli infermieri. Il termine burnout o disadattamento al lavoro, descrive una "situazione di stress lavorativo caratterizzata dal sentimento di esaurimento delle risorse emozionali e personali, dalla depersonalizzazione che si esprime con manifestazioni di ostilità e di distacco nei confronti delle persone su cui si lavora e, infine, dalla percezione della propria inadeguatezza al lavoro, con perdita dell'autostima e disinteresse per il successo professionale" [Maslach 1982]. Detto questo mi/vi chiedo è possibile che ciò possa aver reso ancor più difficile la costruzione di un senso soddisfacente a livello dell'immagine di sé, e quindi aver generato un livello elevato di ansietà non elaborata che non trova altre vie per attenuarsi?
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  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di marcheseblu
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    Sì, anche secondo me la sindrome del burnout potrebbe in un certo qual modo aver inciso, o essere stata una causa scatenante. Ho una carissima amica infermiera ed ho constatato che si tratta di un lavoro molto più che delicato. L'infermiere garantisce ai pazienti sostegno a 360 gradi, ed ho personalmente appurato quanto si prodighino, di sicuro è un lavoro molto stressante.
    Quel che mi ha colpito è stata la "serialità" con la quale sono stati portati a compimento questi omicidi.
    Di certo i TG in questi giorni ci forniranno dettagli per valutare meglio la vicenda. Io ho pensato alla schizofrenia ipotizzando che l'infermiera possa essere stata spinta da "manie salvifiche" ma la reale motivazione potrà confessarla solo ed esclusivamente lei. Potremmo anche ipotizzare un'ossessione maniaco depressiva ma chissà... fatto stà che è stata una vicenda davvero molto triste, anche perché - come ho già detto - in questi casi non si sa mai chi colpevolizzare.
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  14. #14
    Nos*
    Ospite non registrato
    E se fosse stato un ipotetico mobbing a far scatenare in lei qualcosa di anarchico?Se non sbaglio lei si sentiva sottovalutata,eppure era brava....troppo contraddittoria la cosa....sottovalutata da chi ?Perchè?

  15. #15
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di yottasmile
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    Il burnout in effetti ti esaurisce nel vero senso della parola, e l'angoscia e lo stress che accompagnano costantemente l'assistenza infermieristica segnalano proprio l'intensità e la profondità delle energie investite in questo laborioso *processo di riparazione* del malato e, in fantasia, del sé. La gratidtudine che ci si attende dal malato per la raggiunta guarigione rassicura l'infermiera sulla propria *bontà* professionale e personale. In fondo l'immagine del malato come persona regredita a uno stadio in cui è incapace di provvedere a sé, può avere elementi di identificazione proiettiva.
    Magari dico una serie di castronerie ma potrebbe essere possibile che se la guarigione del malato non avviene, allora viene a mancare la possibilità di guarigione di quella parte di sé proiettata sul paziente?
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