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  1. #1
    isaefrenk
    Ospite non registrato

    Ipotesi Su Chi Siamo Da Dove Veniamo Dove Siamo E Dove Andremo

    Chi siamo e da dove veniamo


    Analizziamo che il Tutto si rispecchia in miniatura nell’intimo dell’essere umano.
    Da dove dovremmo cominciare?Dall’egoismo?
    Bene, cominciamo dall’egoismo, da dove trae radici?
    Dobbiamo prendere in considerazione il fatto che le leggi naturali della vita della natura hanno il compito d’alimentare queste vibrazioni? Oppure il fatto che tutti i sentimenti vengono vissuti in tante vite?
    Se mettiamo assieme le leggi naturali della natura e il fatto che in tutte queste vite hanno il compito di dare a ciascuno l’esercizio di cui necessita e per tanto di vivere tutti i sentimenti possibili, non ci rimane che concludere in una logica che questa vita d’ora racchiude tutte le vite precedenti.
    Perché le racchiude tutte? Le racchiude tutte, perché, in tutte queste vite si è immagazzinato tanta esperienza, e dove va a collocarsi quest’esperienza? Va a collocarsi in successione nel formare la coscienza, chiamata Riminiscenza.
    Se tutte queste vite vissute ci portano ad essere una successione di ciò che abbiamo compreso, quale sono in successione, o meglio, come si può descrivere in fotogrammi questa successione?
    Possiamo cominciare dalla radice dell’egoismo? Ma per fare questo si deve prendere in considerazione una vita soggettiva, altrimenti si fa una successione più oggettiva, che forse è più logico.
    Se in noi c’è Tutto in miniatura, vuole significare che in noi v’è una piccola parte di quel Tutto che in se racchiude tutti i perché. Ma che significato può avere per questa minima parte del Tutto percorrere una strada che gli rivela la sua entità?
    Se così fosse, sta a significare che questa piccola parte del Tutto non è cosciente di esserlo, quindi percorre quello che poi percorrerà per riscoprire quello che in realtà è, con una differenza, quella di prenderne coscienza.
    Quindi questa piccola parte del Tutto, viene immersa in uno stato “inferiore”che si può chiamare Manifestato e da qui comprendere che lui deriva dal non Manifestato.
    Questo può essere alla portata della mente umana, che ha la facoltà di mettersi in logica.
    Quindi, una parte di noi proviene dal non Manifestato, che sarebbe l’Assoluto, in una minima parte di quest’Assoluto, vi è un Manifestato che, logicamente chiameremo Cosmo, com’è formato un Cosmo?
    Il Cosmo è formato di materia densa e meno densa, cioè dal Microcosmo e dal Macrocosmo, e noi dove saremmo collocati?
    Cominciamo a sostenere che da quella minima parte del Tutto – Uno- Assoluto senza coscienza in cui ci riconosciamo in questa supposizione, si costruiscono i corpi che vanno dal Macrocosmo al Microcosmo, e come si possono mettere in successione?
    Il Microcosmo è la Coscienza che sta nel piano medesimo e che è quello che non morirà finche non si è formata la Coscienza Cosmica, e giace lì con il suo corpo, formato dalla materia delle leggi di quel piano, per tutte le reincarnazioni che servono. Differente è per i piani sottostanti che per ogni vita si devono ricostruire a secondo dell’esercizio che necessita la coscienza per la sua formazione, e quali sono questi corpi?
    Da prima il corpo mentale che di conseguenza sta nel piano mentale, poi il piano astrale con il suo corrispettivo corpo astrale e dulcis in fundu il piano fisico con il corpo fisico che noi conosciamo bene. Come si costruiscono questi piani, e di conseguenza la coscienza?
    C’è da sostenere che il piano fisico è formato da tre sottopiani, cioè il piano minerale, quello vegetale e quello animale, dove il nostro corpo si trova in questo momento, e cioè nel piano animale.
    Da qui comincia la formazione della coscienza, vale a dire che dal piano più grossolano del piano fisico cominciano, con la complicità delle leggi naturali della natura, i grandi quesiti che l’essere umano deve riscoprire e riconoscere per trascenderli.
    La formazione comincia con il piano minerale, e in questo piano c’è una lentezza che è impressionante, la coscienza starà in contatto con il piano minerale per centinaia d’anni e forse per migliaia d’anni, e questa condizione si chiamo“cristallizzazione”.
    Per una mente abbastanza ragionevole, la cristallizzazione può essere benissimo la radice dell’egoismo, poiché in essa si legge una noia mortale, un tornare indietro, un ripetere le cose fino alla nausea.
    In questo piano s’intravedono i corpi astrali e quelli mentali, ma lievemente.
    Si passa poi al piano vegetale in cui comincia a prendere sempre più forma il piano astrale, che corrisponde ai desideri e alle emozioni, in questo piano, le piante cominciano a desiderare l’acqua, il sole, sono piantati in terra ove prendano la maggior parte delle loro risorse, quante volte abbiamo visto una pianta che si oppone all’altra per raggiungere i raggi del sole, e ancora, quanta forza possono contenere le radici che s’intrufolano nelle rocce pur di trovare un po’ d’umidità o acqua, gia in questo si comincia a riconoscere una parte del nostro egoismo e gia qui si può dire che oltre al piano dei desideri e delle emozioni e cioè quello astrale, si comincia a formare il corpo mentale nel suo corrispettivo piano.
    Ma il piano in cui ci riconosciamo di più è quello animale, qui si forma l’istinto, base naturale del piano mentale.
    Quell’istinto di sopravvivenza che non riusciamo a scrollarcelo da dosso neppure ora, ecco qui incominciamo a fare gruppo, cominciamo ad avere qualche pensiero istintivo, la famiglia, il gruppo, la solitudine ecc.
    E ancor di più ci riconosciamo nel piano animale, gli ultimi animali che poi prenderanno il corpo umano sono il cane il cavallo e, perché gli è dovuto, non senza ragione, la scimmia.
    Tutto quello che fino ad ora la nostra coscienza ha incamerato, lo dovrà riconoscere nel piano animale con le leggi del piano animale e della natura, ma con il corpo dell’essere umano che per la prima volta dice “IO” voglio, questo è mio, e di conseguenza tuo, suo, ecc.
    Se la nostra coscienza si è formata immersa nella natura, giusto sarebbe, ora che essere umani siamo, notare che movimento possono avere queste leggi e se andiamo ad analizzarle, anche la mente umana non può che trarre una logica che non si contraddica, poiché le prove inconfutabili sono in lui e nel suo passato, quindi abbiamo garanzia di verità, poiché il passato non si può manipolare.
    Che compito hanno le leggi naturali della natura?
    Sembra strano per la semplicità che ne deriverà dall’analisi di ciò, la natura ha come minimo il compito d’auto conservare le specie e le razze che sono in essa, e questo non lo fa sotto impulso del caso, là ove c’è anche la minima finalità il caso non può esistere o la logica non è più logica.
    V’è una cosa che assomiglia al tragitto della formazione della coscienza che ci riguarda, la natura è palestra delle coscienze in evoluzione, se l’essere umano non fosse dotato di intelletto, l’equilibrio biologico del pianeta non se n’accorgerebbe.
    Dopo il trapasso di ogni reincarnazione, si valuta la vita appena passata e si rimette tutto in una logica che non si contraddice, poi nel piano mentale si rivive tutte le altre vite per collocare l’ultima al posto giusto, ma sta di fatto che nulla s’impara o meglio dire, non si evolve se non nel piano fisico, gli altri piani sono un riassunto, con tanta beatitudine, ma solo un riassunto delle vite precedenti.
    Quello che ci stupirà, è che dopo aver compreso che siamo indispensabili, che senza di uno di noi nulla può esistere, la reincarnazione la desideriamo così tanto che pensandoci ora pare talmente impossibile che pochi ci farebbero la firma su questa grande verità.
    Finito l’esercizio di formazione della coscienza, si lascia il ciclo delle nascite e delle morti, ci si sofferma nel piano della coscienza per intraprendere la conclusione della formazione, essa si sentirà COSCIENZA COSMICA, in contatto con ogni essere vivente del Cosmo, è da qui che vengono queste comunicazioni, ma non è l’ultima meta della nostra coscienza, se ricordiamo bene dobbiamo tornare là da dove siamo venuti senza la formazione di quella coscienza che c’è costata cinquantamila anni, e cioè torneremo nell’ASSOLUTO, come COSCIENZE ASSOLUTE E LI’ SI SENTONO TUTTI I COSMI, FAREMO PARTE COSCIENTEMENTE DEL TUTTO – UNO – ASSOLUTO CHE A NOI SUONA COME DIO.
    Va bene, tutto è in una logica che si può accettare, ma sta di fatto che non si comprende bene quale sia l’esercizio che un essere umano debba fare per arrivare a comprendersi, cosa dobbiamo fare?
    Non è semplice, ma sta di fatto che le Coscienze Cosmiche lo hanno fatto prima di noi e poi prima di loro lo hanno fatto altri e poi ancora altri, questo sta a significare che possiamo farcela anche noi, anche perché non v’è scelta di sorta o così o così. Ci consola una cosa, che i perché che ci andremo a chiedere li abbiamo sotto il naso veramente, tutto ha una spiegazione e tutto ci da delle spiegazioni se stiamo attenti al movimento del nostro intimo e a quello esterno, l’unico perché, che non esiste e che non consiglierei nemmeno al peggior nemico di chiedersi, perché può causare l’impazzire, è di non domandarsi il perché esiste il TUTTO- UNO – ASSOLUTO cioè perché esiste DIO.
    Perché non c’è risposta a quest’ultima domanda?
    Perché il significato di una domanda trae seco da una logica che è in successione e per tanto non essendoci successione nell’ASSOLUTO e cioè in DIO, non possiamo dargli un perché, lo limiteremo, e se vogliamo darglielo per forza, ci porterebbe a dire che EGLI è la prima causa, ma questa PRIMA E CAUSA sa di un inizio che nell’ASSOLUTO non esiste, e per tanto non è prima causa poiché EGLI E’, ed è sempre stato e sempre sarà, quindi c’immergiamo in un labirinto che non ha sbocco e il cervello umano non ha convenienza a cercare una cosa che è fuori dal Cosmo, anche se uscire dal Cosmo significa non Manifestato e quindi non percepibile alla sola mente umana.
    Non Manifestato, impensabile dare un perché a ciò che è sempre esistito.
    Ultima modifica di isaefrenk : 17-12-2004 alle ore 09.58.25

  2. #2
    io mordo
    Ospite non registrato
    Come descrivereste il rapporto tra corpo, corpo astrale, mente e coscienza nello psicotico?
    In che stato si troverebbe?

  3. #3
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da io mordo
    Come descrivereste il rapporto tra corpo, corpo astrale, mente e coscienza nello psicotico?
    In che stato si troverebbe?

    ciao io mordo, innanzi tutto fare di tutta l'erba un fascio è sempre sbagliato,a nostro avviso, poichè le stesse mancanze che vi troviamo nel psicotico, le troviamo anche in maniera più leggera , nella persono così detta normale.
    l'illusione del mondo ove siamo immersi da a ognuno l'esercizio pari alla sue evoluzione e quindi vi sono leggi un tutto questo che racchiudono tutti noi.
    detto questo ti facciamo un esempio di come non ci rapportiamo da gli altri:

    (Degli altri noi non vediamo la realtà del loro essere, ma veddiamo quello che appare. Ciò significa che vediamo al massimo, quello che gli altri mostrano di sé. Non solo, ma anche l’immagine che gli altri danno di se stessi può essere da noi distorta, può essere esaltata o peggiorata. Così che quando ci innamoriamo di qualcuno, ci innamoriamo di una immagine. Chissà se il nostro innamoramento potrebbe persistere se di chi amiamo conoscessimo non l’immagine, ma la realtà.
    Il fatto che gli altri ci mostrino solo un’immagine, non è la realtà, è talmente vero che si può dire sia pure una "coincidenza" che, talvolta, le intenzioni degli altri corrispondono alle intenzioni che noi crediamo che gli altri abbino. Il più delle volte , invece, noi attribuiamo agli altri intenzioni che gli altri non hanno; oppure non vediamo le loro vere intenzioni e su quello che noi pensiamo che gli altri siano, sull’immagine che di essi ci siamo fatti, costruiamo la nostra realtà con loro, il nostro mondo. Non credere che quello che dicciamo si riferisca a casi o persone limite: è cosa di tutti e di tutti i giorni.)
    è così illusorio tutto per noi rispeto alla Realtà vera che due individui per vivere un'esperienza diversa può bastare il vivere la stessa storia.

    speriamo di essere stati abbastanza chiari
    un abbraccio

  4. #4
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    io mordo, si può sempre analizare il soggettivo ma usando le leggi oggettive, ma questo implica conoscere tante varianti soggettive che tutte portono all'oggettivo.
    ma senzaltro il caso individuale lo si può collocare bene ma ci vogliono elementi che riguadono il singolo per poter coglierlo là dove si trova e cioè prendere atto della collocazione che si trova in questo istante del presente.
    e quandi parliamo del presente intendiamo , Eterno Presente e quindi il nostro punto si vista abbraccia tutti i piani d'esistenza per una analisi più oggettiva possibile.
    perchè ? Eterno Presente?
    perchè una informazione di questo individuo che posso provenire da qualsiasi direzione anche da una banale situazione che sembrava insignificante può trovare collocazione nella patologia se di quest'ultima trattasi.

    siamo sicuri che stando vicino all'individuo in questione , osservando le traccie che lascia e il movimento attorno a lui che la vita smuove per il suo livello di evoluzione, ecco da li si puo arrivare a comprendere il suo stato o dove la cristalizzazione è posata.

    ciao

  5. #5
    synapsis
    Ospite non registrato
    Ciao Isa e ciao Franco, vi seguo, come vedete... ma voi che lavoro fate? Ascoltate le persone che vengono chiedendo un aiuto? Non siete psicologi, vero? Intendo dire, fate un lavoro di accompagnamento spirituale, immagino, o tutt'altro?

  6. #6
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da synapsis
    Ciao Isa e ciao Franco, vi seguo, come vedete... ma voi che lavoro fate? Ascoltate le persone che vengono chiedendo un aiuto? Non siete psicologi, vero? Intendo dire, fate un lavoro di accompagnamento spirituale, immagino, o tutt'altro?
    ciao e grazie, sai la nostra vita è stata fino ad ora un seguire senza accettare compromessi di sorta, seguendo certi movimenti che la vita ci ha dato, quindi tutto quello che sappiamo lo abbiamo vissuto di prima perona e questo ha implicato anche il trovarci in situazioni di sopravivenza come in mezzo a una strada senza mangiare ma senza chiedere mai nulla a nessuno e campavamo di quello che seminavamo nel parlare con le persone.
    a volte tornavamo in tenda e trovavamo un sacchetto con dei panoni dentro che poi abbiamo saputo che un ragazzo che aveva risposto ad annunci che avevamo messo con dei volantini per tutta bologna che indicavano di esperienze insolite,
    fino al punto che abbiamo compreso che si cresce di più in mezzo agli uomini e non facendo gli eremiti,certo la cosa è molto più difficile sopratutto quando hai compreso certe cose vorresti regalarle a tutti,.
    e ora dopo tanto sbattimento che è durato, per franco 13 e con isa quasi 5, siamo riusciti a trovare una casina abbusive e ci chiedono 250 euro , siamo disoccupati per il momento e la forza di farcela non manca andremo fino infondo come sempre.
    tante persone ci conoscono armai o tramite conoscenza di amici o tramite annunci che mettiamo e anche per il fatto che siamo stati al fatti vostri in rai, be tanti amici o conscenti ci vengono a trovare o ci chiamano per tante cose e non non chiediamo nulla e ci basta vedere nei loro occhi quella luce di speranza che si riaccende.
    pensa che noi non chiediamo nulla mai a nessuno e una persono di una chat che siamo scritti da 2 anni e conosce tutti i nostri spostamenti e come affrontiamo la vita ci ha comunicato che ci spedisce del denaro, l'emozione è grande quando incontri persone buone che non pensavi potessero esistere ancora ma non avendo mai perso la speranza della qualità dell'esere umano siamo ancora qui in mezzo ai nostri simile e un giorno chissà se potremmo essere veramente autosuficentio e aiutare chi ce lo chuiede, ancor di PIU'.
    nessuna tendenza a nessuna religione ne bandiera ne sinistra ne destra , tutto ci può servire ma non ci fermiamo da nessuna di queste .
    se hai altre domande ti risponderemo volentieri, scusaci se c'è qualche errore ma quando raccontiamo una parte della nostra vita è sempre emozionante.

    vi amiamo

  7. #7
    synapsis
    Ospite non registrato
    Grazie a voi, per la risposta. Per quanto riguarda gli errori, non ti preoccupare (sei tu, Isa, vero? Franco ha un altro stile), è più importante il contenuto.
    Buona fortuna, per tutto, di cuore, anima gentile.

  8. #8
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Ciao synapsis ora sono Isa, ma prima ha scritto Frenk, io ero ancora a letto. Comunque come dici non importa chi scrive, ma i contenuti.
    Proseguiremo certi che il nostro dialogare con il simile porti buoni frutti, come già sta cominciando ad accadere, importante è non mollare mai, anche se la strada a volte è dura e sofferta, ma quello che c'è oltre è tanto, di più di quello che si è passato.

    A presto un abbraccio sentito

  9. #9
    synapsis
    Ospite non registrato
    Ecco, mi ero sbagliata... anime gentili...

  10. #10
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    L’EGOISMO COME BASE DELLE VIBRAZIONI “NEGATIVE”

    Quali altre vibrazioni (sentimenti) negativi possiamo trarre dall’egoismo? Tutti quei sentimenti (vibrazioni) che ci rallentano lo sviluppo della coscienza e cioè il negativo.
    Dall’egoismo nasce la gelosia, poiché il senso di possessività è parte integrante dell’egoismo, perché questo sentimento sia fine a se stesso deve produrre.
    La gelosia proveniente dall’egoismo fa produrre, logicamente, l’invidia, tale invidia smuove la vibrazione della vanità, che in essa manifesta, in fine, la delusione da cui scaturisce la passività ritrovata, poiché ogni sentimento negativo a partire dall’egoismo è passivo e siccome la passività è fine a se stessa, la natura sta accompagnando con le sue leggi queste espressioni di vibrazioni.Questa è l’illusione che le leggi naturali devono far apparire prima di prescindere da esse.
    Ora, giriamo al contrario tali leggi.
    Tutte le vibrazioni mosse dalle leggi della natura, sono appositamente create per affiancarle ad altre leggi.
    Tali leggi provengono dal piano della coscienza, sostanza e spirito, tali leggi non hanno contrario, altrimenti la logica non si affermerebbe da se stessa.
    Proviamo a riconoscere le leggi con la logica senza contrario.
    Si nasce come una pellicola pronta a recepire immagini e audio, ma da chi si prende ciò?Dalle persone che ci sono vicine, che a loro volta hanno già la pellicola stampata dal vissuto e pertanto da ciò che sono, per poi incontrarci con i nostri simili come succede fin dalla nascita in famiglia.
    Vediamo come i vari sentimenti vibrano al confronto con il simile.
    E’ come un gioco, si discutono le regole, molte volte si riconosce quando sbaglia il prossimo perché il punto di vista è esterno, ma quest’esteriorità dell’individuo che vede l’errore fa parte di un altro movimento che vede l’osservatore com’errante.
    In questo movimento descritto c’è un senso unico e cioè il guardare all’esterno come va a collocarsi la coscienza rispetto alla natura, se noi distogliamo il giudizio sul nostro prossimo e poggiamo mente sul movimento della natura, vediamo che anche ogni cosa che l’uomo abbia creato di materiale, non quello che riguarda la natura del pianeta che comprende i piani minerale, vegetale e animale, ripeto, qualsiasi cosa creata dall’uomo si muove in funzione delle leggi naturali.
    Se sto pensando ad un qualcosa e mentre lo penso la vita mi pone davanti a quel qualcosa che sto pensando, non andiamo a cercare altro di più di quello che si vede e cioè che noi lì dovevamo essere, poiché quando il pensiero (piano mentale) si riconosce con il piano fisico, la coscienza prende atto del presente, esempio delle fotografie.
    Ma tra il piano mentale e quello fisico, c’è un piano che dà il tono alle nostre vibrazioni e questo piano si chiama piano astrale, che non è altro che un dosatore d’energie che fanno vibrare.
    Come funziona il collocamento di tale energia?
    Si conosce conoscendo le leggi del piano astrale, che gestito dal piano mentale, si muove secondo l’ampiezza individuale di coscienza.
    Voi direte, che funzione ha il nostro cervello racchiuso nel nostro cranio?Funge come radio ricevente in cui la sua sintonizzazione è in contatto con il piano naturale, in pratica fisico, con l’astrale (vibrazioni e sentimenti), con il mentale (pensieri) e la coscienza ha in mano la manopola (consapevolezza) che muoverà in funzione dei suoi limiti, che riconoscerà per abbatterli e l’impatto che la coscienza ha con i suoi limiti crea il dolore.
    Quindi il dolore si manifesta qualora ci sia presentata l’occasione di comprendere i nostri limiti.
    Pertanto se un nostro simile con la sua espressione muove qualcosa che in noi vibra in modo negativo, quel piccolo atto di vibrazione è la radice di quel dolore che la vita pone, con vibrazioni ben maggiori che si riconoscono come sofferenza, certe volte insopportabili.
    Per evitare di trovarci in mezzo alla sofferenza insopportabile, è nostra convenienza ascoltarci quando siamo davanti al simile, poiché se si erra con un simile, si ha la possibilità di essere perdonati, ma le leggi che ci fanno ampliare la coscienza non guardano in faccia a nessuno, se non fosse così, non avrebbero una logica che si afferma da se stessa.Essendo così, solo i più sbadati e un po’ masochisti, non trovano il tempo per ascoltarsi e lasciano il compito alla vita che li va a raggiungere là dove stanno, poiché non esiste nascondiglio ove chi erra possa nascondersi.
    Si deduce che quello che siamo viene fuori, nolenti o dolenti, da quello che facciamo, diciamo e pensiamo, ed il sottovalutare chi si ha innanzi, conferma il livello d’ignoranza, poiché nel nostro prossimo c’è sempre qualcosa che ci riguarda e per nostra convenienza è meglio sfruttare gli incontri che si hanno.
    Ora, l’esercizio diventa più difficile là dove siamo cresciuti, poiché la similitudine della famiglia o di chi per essa, ci fa vibrare.Pertanto l’esercizio è meglio risolverlo in casa dove c’è più presunto amore, invece al di fuori di essa l’amore del prossimo si deve guadagnare.
    Come si fa a guadagnare l’amore del prossimo?
    Ascoltandolo e ascoltandoci, poiché quello che in noi vibra come negativo, se davanti abbiamo uno specchio, esiste anche nell’intimo di chi smuove questo in noi.Noi non dobbiamo fare la stessa cosa e mirare le domande opposte alle sue espressioni negative, un esempio in cui si può muovere del negativo nel nostro prossimo è lo scherzo, chi allude a voi nello scherzo attacca, poiché chi lancia tale attacco vuole attirare l’attenzione del suo simile, al contrario dell’umorismo, quale non ha come primo attore l’individuo e pertanto non smuove intimamente nulla di negativo.Di logica lo scherzo fa vibrare di più in negativo, mentre il fine dell’umorismo è positivo.
    Come nasce l’umorismo?
    L’umorismo nasce nel prendersi in giro laddove si riconoscono i propri limiti, oggetti di tale umorismo.
    Questa spiegazione dell’umorismo è già un’espressione intelligente, poiché chi ha questa espressione sa dove collocarla e in che momento, certo non fa umorismo su chi gli viene a mancare una persona cara, non sarebbe più umorismo, sarebbe uno scherzo di cattivo gusto, pertanto tutto si afferma da se stesso, basta voler vedere. Che cos’è la furbizia?
    La furbizia tende a realizzare un progetto stabilito a priori, con l’intenzione di ingannare il destinatario, nascondendo (ignorantemente) la verità e quindi sperando di giocare sull’ingenuità del simile, vittima della furbizia.
    Vedere e comprendere per primi non ha nulla a che vedere con la furbizia, se il “per primi”, rimane osservato nell’intimo nostro come intimo input, che tende a farci comprendere il nostro ritmo a confronto dei nostri simili.
    Tale vedere è di passaggio all’evoluzione del comprendere di coscienza, che di conseguenza porta ad avvicinarsi di più al simile, riconoscendo in lui la sofferenza che porta l’incomprensione così non si farà più gioco del suo simile e soprattutto non lo attaccherà con un atto di furbizia, ma si userà per donargli la comprensione, con l’intenzione di alleviare le sue sofferenze.
    Dove possiamo collocare nell’evoluzione dell’essere umano tale furbizia?
    Schierata di sicuro tra le espressioni che rallentano la comprensione, è quindi paragonata a tutto quanto ha lo stesso fine e cioè ritardare lo sviluppo della coscienza.
    Noi sappiamo che è bene tutto quanto accelera lo sviluppo della coscienza, ed è male tutto quanto lo rallenta e se questo è il punto fermo di una legge cosmica, noi ci atteniamo a questo, fino a prova contraria, poiché guai a noi se fossimo convinti di conoscere la verità assoluta, ma l’umiltà proveniente dalla sofferenza ci ha insegnato di non dare nulla per scontato.


  11. #11
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da isaefrenk

    Per evitare di trovarci in mezzo alla sofferenza insopportabile, è nostra convenienza ascoltarci quando siamo davanti al simile, poiché se si erra con un simile, si ha la possibilità di essere perdonati, ma le leggi che ci fanno ampliare la coscienza non guardano in faccia a nessuno, se non fosse così, non avrebbero una logica che si afferma da se stessa.Essendo così, solo i più sbadati e un po’ masochisti, non trovano il tempo per ascoltarsi e lasciano il compito alla vita che li va a raggiungere là dove stanno, poiché non esiste nascondiglio ove chi erra possa nascondersi.
    Si deduce che quello che siamo viene fuori, nolenti o dolenti, da quello che facciamo, diciamo e pensiamo, ed il sottovalutare chi si ha innanzi, conferma il livello d’ignoranza, poiché nel nostro prossimo c’è sempre qualcosa che ci riguarda e per nostra convenienza è meglio sfruttare gli incontri che si hanno.
    Uno psicologo sociale (Ross, mi sembra si chiamasse) descrisse quello che chiamò ERRORE FONDAMENTALE: quando guardiamo ai nostri sbagli giustifichiamo le nostre azioni in termini situazionali ma quando guardiamo gli sbagli altrui tendiamo a giustificare le loro azioni in termini disposizionali... giustifichiamo i nostri successi in termini disposizionali e quelli degli altri in termini situazionali.
    Io credo che sia molto importante assumersi la responsabilità di quello che si è o si fa o che si subisce anche quando le cose non vanno secondo i piani perchè ci permette di assumerne il controllo, ma solo nella misura in cui siamo effettivamente responsabili... e comunque ciò non toglie che solo il signore sa di chi sono veramente le responsabilità e col cazzo (passatemi l'espressione incisiva) che una regolina come quella di ascoltarsi, di stare attenti e di essere coscienti del proprio masochismo ci può salvare dalla pazzia; non si hanno sempre tutte le risorse necessarie al problema che ci si pone.

    Avete detto: la forza di un uomo si misura in base alla sua resistenza al dolore... vedere errore fondamentale perchè può darsi che il rapporto tra il vostro problema e le vostre risorse non sia stato così irrilevante per il vostro successo...
    La "forza" è un concetto relativo a molti fattori tra i quali, per esempio, il fattore motivante.
    La depressione (depressione maggiore, non la malinconia) dipende dalla mancanza di forza di volontà? Da quel che ne so sembrerebbe di no, sembrerebbe che i depressi debbano subire tutti gli errori fondamentali di persone che non hanno un'idea di che cosa stanno passando i depressi e nemmeno di come abbiano fatto loro a non passare quello che passano i depressi scusate il gioco di parole.

  12. #12
    io mordo
    Ospite non registrato
    Adesso, ma solo dopo questa premessa, assumiamoci tutti la responsabilità della nostra depressione o della nostra schizofrenia e restiamo forti, per vedere cosa possiamo fare.

    buondì... motta
    Ultima modifica di io mordo : 18-12-2004 alle ore 06.39.17

  13. #13
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da io mordo
    Uno psicologo sociale (Ross, mi sembra si chiamasse) descrisse quello che chiamò ERRORE FONDAMENTALE: quando guardiamo ai nostri sbagli giustifichiamo le nostre azioni in termini situazionali ma quando guardiamo gli sbagli altrui tendiamo a giustificare le loro azioni in termini disposizionali... giustifichiamo i nostri successi in termini disposizionali e quelli degli altri in termini situazionali.
    Io credo che sia molto importante assumersi la responsabilità di quello che si è o si fa o che si subisce anche quando le cose non vanno secondo i piani perchè ci permette di assumerne il controllo, ma solo nella misura in cui siamo effettivamente responsabili... e comunque ciò non toglie che solo il signore sa di chi sono veramente le responsabilità e col cazzo (passatemi l'espressione incisiva) che una regolina come quella di ascoltarsi, di stare attenti e di essere coscienti del proprio masochismo ci può salvare dalla pazzia; non si hanno sempre tutte le risorse necessarie al problema che ci si pone.

    Avete detto: la forza di un uomo si misura in base alla sua resistenza al dolore... vedere errore fondamentale perchè può darsi che il rapporto tra il vostro problema e le vostre risorse non sia stato così irrilevante per il vostro successo...
    La "forza" è un concetto relativo a molti fattori tra i quali, per esempio, il fattore motivante.
    La depressione (depressione maggiore, non la malinconia) dipende dalla mancanza di forza di volontà? Da quel che ne so sembrerebbe di no, sembrerebbe che i depressi debbano subire tutti gli errori fondamentali di persone che non hanno un'idea di che cosa stanno passando i depressi e nemmeno di come abbiano fatto loro a non passare quello che passano i depressi scusate il gioco di parole.


    ciao io mordo, c'è forse una sottovalutazione non indiferente nella tua analisi,e cioè il fatto che vi è nell'intimo dell'essere umano una cosa profondo ,la più profonda pve vi sono tutte le risposte che possono servire alla nostra comprensione, poichè se così non fosse, allora si che la vita sarebbe una fregatura, e questa cosa che l'essere umano ha è il SENTIRE, si quest cosa racchiude tutto quello che ci compone e ci ha composti .
    il SENTIRE di COSCIENZA è la nostra valigi ove tutto contiene , tutto quello che ci riguarda.( è solo nel non sottovalutarsi)

    per il fatto di assumenrsi le proprie responsabilità, è inmancabilmente inevitabile, poichè quello che si aferma lo si deve poi sostenere e come sappiamo le bugie hanno le gambe corte.

    tutto è rilevante nell'esperienza diretta.

    la volontà ci piacerebbe discuterne di là, che anche questa proviene dal SENTIRE DI COSCIENZA.

    la depressione è una mancata domanda, lo smettere di cercare per vari motivi, o perchè non si hanno avuto risposte alle domande precedenti a perchè ci si è appoggiati troppo ad una cosa o a una persono e quando questo viene a mancare ci crolla il mondo a dosso e pensiamo di non farcela da soli.
    detressione, è un'alibi per non reagire.

    se non si misura la forza nel resistere al dolore e quindi reagire, qual'è la forza dell'uomo?
    il dopo sofferenza è già consumata la resistenza no?

    i depressi non è che stanno passando un'esperienza o l'altra che li pone in quello stato ma sono caduti nella totale passività, e il non reagire o il reagire arilento aspettando che le cose cambino da sole, be questo mi sembra un po come quello che rinucia a rubare quel frutto perchè non ci arriva, ma l'intenzione rimane, e nel depresso c'è solo l'intenzione "0".
    cosa si domanda il depresso?

    tutto è già scritto ma tutto ci viene incontro quando noi gli andiamo incontro.

    grazie

  14. #14
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da io mordo
    Adesso, ma solo dopo questa premessa, assumiamoci tutti la responsabilità della nostra depressione o della nostra schizofrenia e restiamo forti, per vedere cosa possiamo fare.

    buondì... motta

    vedi caro amico, chi ti sta scrivendo è Frenk, e nella mia vita quando ho cominciato a comprendere che dietro di me ci fosse qualcuno responsabile che aveva il compito di indicarmi la strada, l'ho chiamato in causa, è cominciato il mio calvario, ma quello che mi indicava è stato di una precisione nel farmi prendere le mie responsabilità che veramente mi son sentito questa resposnsabilità così pesante che avevo veramente pensato di farla finita,"non ero mai stato convinto di farla finita nel vero senso della parola" come se non bastasse la situazione che stavo passando ci si sono messe anche queste cose insolite che non potevi parlarne con nessuno, quando invece si vive la depressione o delusione o qualsiasi sia l'esperienza che ti muove qualche sentimento nell'ambito"normale" male che vado ti rivolgi a un psicologo, ma che non poteva essere il mio caso , che ci andavo a dire al psicologo?
    che sentivo delle voci? che avevo visioni?
    che vedevo gente che passeggiava nella mia cucina?
    che sentivo delle mani che mi tiravano?
    o che mi afferravano le mani o le coviglie?
    tutte questo si è aggiunto a una confusione della vita cuotidina, e se con il suo aiuto , tramite l'intimo mio, sono riuscito ad uscirne ed a mettere tutto in ordine nella mia mente, senza cdere nella depressione più totale, ma con ls speranza che la risposta c'era da qualche parte e la volontà di trovarla e di prendermi le mi responsabilità e la presunzione di fare prendere le rsponsabilità a quella guida che abbiamo dietro, ce lo fatta.
    con la mente in ordine ho avuto incontri con profesionisti del ramo dell'auto analisi, e il presentare gli eventi che mi sono accaduti , cosi chiaramente dimostrando il tragitto logico di quello che avevo fatto nell'intimo mio,be questo ha fato si che lasciasse senza parole gli adetti ai lavori, e ti posso garantire che nulla ho lasciato al caso, ho girato e sono andato a trovare l'impossibile nel ramo della psicologia ma tutti fi fermavano a dire può essere, poichè riconoscevano un tragitto interiore che andava oltre quello che loro usavano per professionare.
    detto questo, avrei dovuto cadere nella depressione per il fatto che certe risposte non le trovassi nel piano fisico, ma la vita mi ha fatto e continua a farmi vedere chi sono con chi sono e cosa faccio e dove mi trovo, Lei ci prova ed è compito mio interpretare la vita che mi parla.
    ho sempre pensato che tutto quello che l'individuo si chieda per il suo svilutto di coscienza , deve trovarlo se veramente lo vuole, ed fini ad ora così è stato.

    spero di non essermi allontanato troppo dalla discussione.
    ciao e grazie

  15. #15
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    io mordo, quando si è a faccia a faccia , tutti i sensori e i sensi sviluppati percepiscono nell'individuo che ho di finco quello che mi porta oltre le parole ovveronella radice dove queste parole prendono forma, nella mente altrui.
    tutti igiorni questo esercizio con Isa lo facciamo con noi stessi con tutti quelli che ci vengono atrovare, è un'esercizio continuo è un modo di vivere noi stessi e gli altri, e i risultati sono,si lenti, ma più grandi della sofferenza pagata.
    vivere ,vale sempre la pena.
    esserci vale sempre la pena.
    soffrire vale sempre la pena.
    penare idem.
    amore uguale.
    poichè quello che si ha in cambio passa di gran lunga come quantità e quindi qualita, quello che si è passato.
    se vi è quantità vi è qualità.

    ciao

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