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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    La figura dello Psicologo al cinema

    Come giustamente faceva notare Supermanu nel thread sul film "Donnie Darko" in cui si è iniziato (da un mio post) a parlare della scarsa figura che viene fatta fare agli Psicologi nei film, l'argomento sembra interessante ed è meglio creare un thread apposito per parlarne.

    Partiamo dal mio commento alla Psicologa/Psichiatra del film "Donnie Darko":

    Nessuno di voi si è sconvolto nel vedere una psicologa (o psichiatra?) dire tranquillamente e con semplicità ai genitori di un ragazzo con una grave psicopatologia che il figlio soffre di una schizofrenia paranoide e parlare con loro dei suoi deliri ("Non vi ha mai parlato del suo coniglio immaginario?" quasi stranita perchè ciò non era successo...)?
    Cioè, per quanto non sia ancora Psicologa e perciò possa sbagliarmi sull'immagine che mi sono fatta della Terapia, mi sono cmq scioccata all'idea che ciò possa succedere realmente, ossia che si dica ai genitori del proprio paziente il preciso disturbo di cui soffre il figlio e che se ne parli con nonchalance come se i genitori dovessero essere messi al corrente di tutto o che lo fossero già. Ma il segreto professionale dove va a finire? Il rispetto per la patologia di un paziente (tra l'altro giovane) sparisce nel nulla?
    Cioè, io capisco quando si tratta di chiamare i genitori perchè si avverte il pericolo che il figlio possa compiere qualche follia o per un suo peggioramento, ma entrare così nei dettagli...non si ottiene altro che uno shock come infatti è dimostrato dalla reazione dei genitori...
    Ma, nel caso che l'immagine della Psicologa/Psichiatra sia stata deliberatamente resa fallimentare, chi sarebbe in grado di capirlo? Non è che anche in questo caso, la nostra figura viene facilmente coperta di ridicolo, come avviene spesso in tv?
    E aggiungiamo, direi ancora più interessante, il commento di Poppy1974:

    Io sono sempre rimasta sconvolta da come la categoria viene rappresentata dal grande schermo. Volendo riassumere e semplificare un casino, ci sono tre categorie:

    1) lo psicologo/psichiatra/psicoanalista completamente inetto, fuori dalle regole, che seduce o si fa sedurre dai suoi clienti o che ha un serial killer sotto il naso e non solo non se ne accorge, ma magari ci va anche a letto;

    2) lo psicologo/psichiatra/psicoanalosta "superdotato", che "legge nel pensiero" le persone, ha i poteri ESP, sa sparare meglio di Nikita e riconosce un serial killer se solo lo incrocia per caso su un autobus;

    3) lo psicologo/psichiatra/psicoanalista pazzo fottuto nel cervello (il prototipo è Hannibal Lecter) che fa quello che gli pare e lo fa bene, perchè conosce la psiche umana e quindi ne trae vantaggio!

    L'unica eccezione che mi viene in mente in questo momento è il dottore di Il Sesto Senso: un professionista bravo, ma che commette errori, sensibile, ma che cerca di non farsi coinvolgere, empatico, dolce ma fermo...peccato fosse un fantasma!!!
    Insomma, in pochissimi film ho mai visto un rappresentante della categoria che si comporti in maniera normale! D'altronde siamo al cinema, insomma! Si deve in qualche modo forzare la mano, in un senso o nell'altro, no?
    Ecco, su questo ultimo punto, ossia che siamo al cinema e si deve forzare la mano non sono d'accordo: uno perchè se anche viene forzata la mano nei confronti dello Psicologo la forzatura è sempre volta a mettere in luce le caratteristiche più negative e non mi so spiegare perchè non si possa forzare anche nell'altro lato; due perchè non mi sembra che la categoria medica sia sempre e totalmente bistrattata come accade alla nostra, anzi, normalmente è più facile assistere alla tessitura delle loro lodi che dei loro difetti...
    Forse perchè in fondo in fondo al giorno d'oggi siamo purtroppo ancora considerati una categoria di serie b rispetto a quella medica e quindi al cinema non possiamo assistere ad altro che ad una semplicistica e banale copertura di ridicolo della nostra figura?

    FEDE

    P.S.: SPOILER SUL FILM "IL SESTO SENSO":
    Poppy, tu dici che lo Psicologo del Sesto Senso appare come un bravo professionista, e io in parte posso essere d'accordo con te per quello che si vede del rapporto col bambino. Però, se ci ragioniamo un momento, ci rendiamo conto che lui è stato ucciso da un suo paziente che non ha saputo aiutare e quindi come terapeuta si è rilevato totalmente fallimentare. Forse definirlo bravo professionista è quindi eccessivo...

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Urbino
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    Re: La figura dello Psicologo al cinema

    Riguardo al Dottore del Sesto Senso (al quale ho subito pensato appena letto il titolo del thread!) beh... non si può dire che avesse fallito col primo bambino perchè non era esattamente un lavoro da psicologi quello! Se un bambino ti dice che vede la gente morta, è difficile che tu possa credere che la gente morta che vede è effettivamente reale! (io si perchè sono fifona) cercheresti di trovargli un qualche tipo di terapia... giustamente direi...!
    Se vogliamo essere pignoli, era già un fallimento il fatto che il primo bambino non gli aveva detto quale fosse esattamente il suo problema, quello si. Però si è riscattato benissimo.

    Comunque è una bella figura la sua secondo me!
    *** Homo sum: humani nihil a me alienum puto ***

    oPS-StaNZa Di uRBiNo iL Mio FoRuM



    Anche Ember nella setta dell'ASD *asdatrice musicista*
    [thanks to Angelus, fondatore della setta]

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di PoPpY1974
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    Re: La figura dello Psicologo al cinema

    Originariamente postato da ama77
    [...] su questo ultimo punto, ossia che siamo al cinema e si deve forzare la mano non sono d'accordo: uno perchè se anche viene forzata la mano nei confronti dello Psicologo la forzatura è sempre volta a mettere in luce le caratteristiche più negative e non mi so spiegare perchè non si possa forzare anche nell'altro lato; due perchè non mi sembra che la categoria medica sia sempre e totalmente bistrattata come accade alla nostra, anzi, normalmente è più facile assistere alla tessitura delle loro lodi che dei loro difetti...
    Forse perchè in fondo in fondo al giorno d'oggi siamo purtroppo ancora considerati una categoria di serie b rispetto a quella medica e quindi al cinema non possiamo assistere ad altro che ad una semplicistica e banale copertura di ridicolo della nostra figura?

    FEDE

    P.S.: SPOILER SUL FILM "IL SESTO SENSO":
    Poppy, tu dici che lo Psicologo del Sesto Senso appare come un bravo professionista, e io in parte posso essere d'accordo con te per quello che si vede del rapporto col bambino. Però, se ci ragioniamo un momento, ci rendiamo conto che lui è stato ucciso da un suo paziente che non ha saputo aiutare e quindi come terapeuta si è rilevato totalmente fallimentare. Forse definirlo bravo professionista è quindi eccessivo...
    Non credo che la forzatura sia fatta sempre in un senso negativo.
    L'esempio del Dott. Malcolm Crowe è calzante: è un bravo professionista che ha sbagliato ma (importante!) si è reso conto dell'errore e, come diceva Ember, ha rimediato. Insomma: è umano!Più che la bravura del medico in sè per sè, colpisce e commuove il rapporto che si instaura fra i due personaggi. E' Malcolm che aiuta Cole oppure è Cole che aiuta Malcolm? Chi guida chi?

    Parte delle inesattezze che riguardano la resa cinematografica della nostra professione, secondo me, è dovuta dall'aura di "mistero misterioso" che circonda il rapporto analista-paziente. E'un tipo di relazione poco facilmente comprensibile da chi non l'ha mai vissuto e che, proprio per il suo enorme impatto emotivo, spaventa. Per questo si tenta in qualche modo di esorcizzarlo sminuendolo (lo psicologo inetto), idealizzandolo (lo psicologo "superdotato"), demonizzandolo (lo psicologo "folle"). Sono meccanismi di difesa che tutti conosciamo, no?

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  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di PoPpY1974
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    Originariamente postato da PiedPiper
    Poppy, potresti farmi degli esempi di film nei punti 1, 2 e 3?

    Grazie.
    Ci provo:

    Punto 1: Mah, così di primo acchitto, mi viene in mente lo psicoanalista di "il colore della notte" con Bruce Willis.
    Punto 2: Al cinema questa figura è incarnata soprattutto dal "profiler", agente scelto dell'FBI, segugio infallibile! Qui gli esempi si buttano. Uno per tutti l'agente Graham di "Drago Rosso"
    Punto 3:sempre di primo acchitto mi viene in mente lo psichiatra di "Doppia personalità"di Bryan De Palma, oltre al già citato Lecter.

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  5. #5
    Neofita
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    Anche la figura dello psic. interpretato da Robin Williams in "Will Hunting" (Genio Ribelle), che riesce a instaurare una buona allenza col protagonista (che ne ha girati -e se ne è mangiati!- parecchi), mi sembra abbastanza credibile. Forse un po' troppo "interventista", ma non male, rispetto alla maggior parte dei film in cui la nostra categoria compare.
    ciao
    f.
    PS Il modo in cui viene rappresentata la psicologa di Donnie Darko è veramente imbarazzante!! Mi chiedo se anche lei sia una delle figure volutamente prese di mira dal regista (come i prof. o il predicatore-pedofilo) o se si tratti solo di scarsissima conoscenza della materia.

  6. #6
    Ospite non registrato
    e la figura dello psico in vanilla sky?non era male anche se in realta' non esisteva...o forse era un po' troppo paterno?

  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di roberto81
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    Purtroppo il cinema rappresenta secondo me il senso comune e quindi la figura dello psicologo dalla massa è vista ancora così....(sapete a cosa mi riferisco)
    ma come tanti altri ruoli professionali poi...(avvocato-squalo o medico-salvatore per esempio...)

    Cmq come altri ruoli ..che interpretano questo ruolo...c e quello con Andy Garcia
    e quello dello Psichiatra con Michael Douglas (anche se ognuno con i propri rispettivi errori...)

    Ed anche quello di ANtwone Fisher con Denzel W. (che secondo me presenta molte cose che uno psicologo nn dovrebbe mai fare.....cmq.)

    Li avete visti e cosa ne pensate....??
    But deep in my heart the answer it was in me
    And I made up my mind to find my own destiny...

  8. #8
    Ciao Roberto! sicuramente lo psichiatra di Antwone Fischer è una figura sui generis romanzata che fa cose che nella realtà in genere non succedono (tipo portare il paziente a pranzo a casa ecc) ma presenta caratteristiche che a mio parere dovrebbe avere uno psicologo: autorevolezza, capacità di ascolto, empatia, saper essere autentico con sè stesso e con il paziente, saper essere d'appoggio senza generare dipendenza, riconoscere i propri limiti a livello umano e professionale...a me è piaciuto molto.
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
    ....."MORBOSOooo"
    "Amo il rigore Bauhaus...cravattina nera, camicia bianca...stailosisssima"

    "...mi disturbi esteticamente..."

    http://www.radiodd.com

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di roberto81
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    Si hai ragione castagna ,(anche se sul generare dipendenza del personaggio nn so ci devo pensare...in quel caso forse e quasi impossibile "non" generarla un ppo di dipendenza..)
    A me e piaciuto così così ...
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  10. #10
    L'avatar di laura81
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    Io credo che la figura dello psicologo sia estremamente affascinante e accattivante ed è proprio per questa ragione che viene spesso inserita nelle trame dei film, in particolar modo nel genere thriller. E' pur vero che spesso la figura dello psicologo viene caricaturata e nascono facili e banali stereotipi, che mettono forse in cattiva luce la categoria.
    E' anche vero che ci sono film che mostrano come spesso chi fa un mestiere non sempre è in grado di farlo bene, questo è anche il caso di alcuni psicologi che si fanno scudo della loro professione. Allora perchè rappresentare solo "lo psicologo ideale"? Quasi a renderlo non-umano, dotato di eccellenti qualità e capacità ai limiti della normalità. Perchè non rappresentare anche l'altro lato della medaglia? Un esempio è l'interpretazione della psicologa/psichiatra infantile di Winona Ryder nel film di Asia Argento "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa".
    Io credo che da un lato sia giusto difendere a spada tratta la categoria e dall'altro sia altrettanto corretto riconoscere i limiti "umani" che un qualsiasi psicologo, in quanto essere umano, ha e addirittura denunciare atteggiamenti scorretti sul piano professionale, sempre senza scadere negli stereotipi!
    Concordo sull'interpretazione di Bruce Willis nel Sesto Senso; è anche interessante notare come il suo fallimento non venga stigmatizzato, ma al contrario lo "umanizzi" in un certo senso!
    Infine vorrei dissentire sul fatto che lo psicologo non debba "farsi coinvolgere": la relazione è tutto nel rapporto paziente/psicologo e i meccanismi di transfert e controtransfert ci insegnano che il coinvolgimento c'è, sia da parte del paziente che da parte dello psicologo (che dovrebbe gestirlo), ed è anche determinante.
    "Non è bello ciò che è bellico ma è bello ciò che è pace!" *aniki docet*

    There are 10 kinds of people in the world; those that understand binary and those that don't.

    ... dai diamanti non nasce niente
    dal letame nascono i fior... (F. De Andrè)



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