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Discussione: in bocca la lupo

  1. #1
    Matricola
    Data registrazione
    03-11-2004
    Residenza
    Roma
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    19

    in bocca la lupo

    Ehi sono laureata da 10 anni e lo sai quanto quadagno? Tra i 10 e i 16 euro l'ora per lavori occasionali e simili. Ti consiglio di trovarti un lavoro definitivo anche oltre la psicologia che in questo momento offre poco e a pochi eletti.

  2. #2
    Eowin
    Ospite non registrato
    Ciao Tommino, potresti dirci il tuo parere sulle ragioni di questa situazione davvero balorda?
    Secondo te cosa non va, cosa si dovrebbe cambiare per porre rimedio a un simile sfacelo?
    E pensi di essere stata particolarmente sfortunata o sai di altre persone nelle tue stesse condizioni?
    Io sto per dare l'EdS e ti sarei grata se potessi dilungarti un po' in un'analisi sommaria, dal tuo punto di vista, del complesso della situazione professionale odierna dei giovani psicologi in Italia.

  3. #3
    Matricola
    Data registrazione
    03-11-2004
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    Roma
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    19
    Molte delle persone con cui ho fatto l'Università hanno cambiato lavoro! La situazione è molto difficile, non so dirti se la fortuna c'entra di sicuro io non ho mai scelto una strada sola e credo sia un grosso errore. Cioè ho fatto il tirocinio in a Neuropsichiatria infantile e non sono rimasta come molti per 5-6 anni in attesa di un occasione e nel frattempo marchettato qua e là. Non sono un idealista ma davvero le occasioni sono poche, io non potevo pagare un analisi a 3 sedute a settimana e nel frattempo specializzarmi, così ho fatto tutto ciò che c'era intorno, l'educatrice, la baby-sitter, la segretaria, a volte dei mini progetti nelle scuole. Però davvero ad un giovane che si iscrive ora.... lasciate perdere, fate medicina e psichiatria almeno vi pagheranno e poi se vuoi fai una specializzazione privata. L'ordine degli psicologi non serve a nulla, non ci tutela, non ci rappresenta, non fa in modo che il mondo sappia cosa sia uno psicologo e ancora vieniamo pagati 8 euro l'ora da contratto delle cooperative! Vi rendete conto! bisogna avere una dignità professionale e scegliere dolorasamente una cosa e fare solo quella! Pensavo che ci volesse creatività e invece mi ritrovo con 10 anni di esperienza, una specializzazione in psicologia della salute e null'altro che non la mia enorme, geniale, meravigliosa pazienza e tenacia! ma quanto potrò resistere.
    Bisogna secondo me creare un movimento di tutela della professione e dei professionisti.

  4. #4
    Eowin
    Ospite non registrato
    Grazie, Tommino, della testimonianza, che mi sembra un'iniezione di realismo nel dolce naufragare nel mare delle belle speranze.
    Dopo che mi sono iscritta, nel '97, mi sono lentamente fatta un'idea delle reali prospettive che offre, o meglio non-offre, la professione della psicologia oggi in Italia.
    All'atto dell'iscrizione non ero assolutamente nè consapevole nè informata dello stato reale delle cose e, come ho scritto anche sul questionario di Alma Laurea, se dovessi-potessi ricominciare oggi mi iscriverei a medicina e poi farei la specializzazione in psichiatria.
    Ho scritto in innumerevoli post come la penso attualmente sulle colpevoli responsabilità di intere generazioni di psicologi dalle mille formazioni spurie che hanno spuntato un assetto legislativo della professione praticamente impermeabile a nuove immissioni eppure si sono assicurati rendite vitalizie dai sempre più inutili corsi di laurea in psicologia (con quelli triennali, poi, si tocca l'acme del delirio) e dalle costose scuole di specializzazione, per tacer del training analitico e delle supervisioni.
    Purtroppo, per effetto forse della dissonanza cognitiva, sembra che la quasi totalità degli studenti e laureati in psicologia ritenga che tutto o quasi vada bene...
    Secondo me bisognerebbe scendere in piazza e reclamare che, fatta una professione sulla carta, perlomeno venga previsto qualche sbocco istituzionale.
    Perchè nei CSM ci sono decine di infermieri, uno psicologo strutturato o a contratto (quando c'è), e decine di tirocinanti non retribuiti e spesso vilipesi?
    Perchè all'ordine va tutto bene così?
    A questo punto, ridotti a mendicare un lavoro a 8 euro l'ora, perchè non fare casino almeno per la liberalizzazione della professione, come d'altronde è libera nel resto della tanto decantata Europa?
    Bah, su queste tematiche è duro trovar qualcuno che concordi. Se la fanno tutti sotto.

  5. #5
    boman
    Ospite non registrato
    Sembra una frase retorica e superficiale ma entrare nel mondo del lavoro sta diventando veramente difficile
    Personalmente mi sono sempre impegnata in mille lavoretti e dall'età di quindici anni ho sempre lavorato e studiato, ma come laureata sto avendo molte difficoltà ad inserirmi nel mio campo specifico. Sembra che per i laureati non ci sia posto e se lo trovi si trasforma in volontariato, perchè è difficile trovare qualcuno che ti paghi... Nonostante la mia grande forza di volontà, ho trovato lavoro solo come segretaria di uno studio legale, e questo posto sono riuscita ad assicurarmelo solo evitando di dire che sono laureata, e vi sembra giusto dovermi nascondere dopo tanta fatica nel raggiungere la meta della laurea?
    Ritengo anche che non siamo formati per saper operare sul campo perchè anche il tirocinio è più una formalità che una vera esperienza formativa.
    Se dovessi tornare indietro per l'inserimento lavorativo sceglierei sicuramente medicina ma se dovessi farmi trasportare dal cuore non mi sposterei mai dalla psicologia.

  6. #6
    Matricola
    Data registrazione
    03-11-2004
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    Roma
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    19
    Grazie Boman e Eowin delle vostre sentite risposte. Per i nuovi iscritti alla facoltà che continua ad essere un parcheggio sociale di giovani per ritardare l'improbabile entrata nel mondo del lavoro mi sento solo di consigliarli a leggere i Bandi pubblici in ambito sanitario che riguardano gli psicologi (quasi sempre nel profondo nord) e parlare con quelli che sono entrati 20 anni fà. Sono stanchi anche loro di essere sottovalutati rispetti agli Psichiatri e poi basta sapere quello che succede nei Sert dove tra un pò ci cacceranno come figura professionale per affidare la gestione del tossicodipendente alle comunità di recupero. Perchè? Perchè li la retribuzione è selvaggia! Nella sanità i nostri stipendi sono equiparati agli altri specilisti ma quando si sta nel terzo settore No-profit (la peggiore schiocchezza che esista!) si subiscono le leggi del mercato. Ci vuole molto dignità, io lo credo ancora, e rifiutare per iniziare e poi finire così di essere sottopagati. Certo questa è solo la mia storia e forse sono io demotivata e incavolata. Ma bisogna reagire, protestare, pretendere che l'Ordine si metta in mezzo e non che tuteli se stesso e i suoi elementi. I contratti delle cooperative a 8 euro l'ora devono essere rivisti, cambiati, contrattati da capo e questo lo dobbiamo pretendere altrimenti saremo sempre delle pecore.
    A volte sono stata destitutita a incarichi e nel giro di poche ore sostitutita. C'è sempre qualcuno che per lavorare accetta tutto! Ma credetemi non si deve. Provate! in nessuna professione ci si sottovaluta per lavorare, chiedete ad un laureato in guirisprudenza quando guadagna il primo mese di assunzione che sò in banca, cifre ragionevoli che gli permettono di campare ma non di cercarsi un altro lavoro per arrivare a fine mese. Mi fa piacere parlare con voi e se avessi ragionato nel 1994 come oggi per prima cosa mi sarei iscritta la sindacato degli psicologi l'Aupi e poi avrei cercato di capire, non di pagare sulla mia pelle la confusione lavorativa che c'è. L'esame di stato ci abilita ad una professione ma siamo lontani dalla trasparenza della retribuzione. La buona volontà non basta ed è immorale nascondere di essere psicologi, anche io lo faccio ad esempio quando parlo con le educatrici del nido di mio figlio abituate allo "psicologo che risolve i problemi" o alla famiglia che non si cura di... quindi all'inadeguatezza dei genitori. Alla faccia della bella rappresentazione sociale che abbiamo. Ma è partita da noi, dagli "anziani" che si nascondevano dietro alla diagnosi psicologica per non assumersi la responsabilità di ragionare sul benessere delle persone. A volte si può evitare di dire chi siamo per non essere guardati con sospetto, oppure per non sentirsi dire sei uno psicologo che bello anche io avrei voluto studiare psicologia ma poi mi hanno assunto al Ministero! Beati loro! Almeno sanno sempre di avere le spalle coperte.

  7. #7
    boman
    Ospite non registrato
    Tommino, le tue parole sono saggie e sembrano dettata dal cuore, ma il problema della nostra professione non si discosta molto da quella di altre lauree. Il mio ragazzo è avvocato a Roma, ma ti assicuro che il loro è un grigio mondo di squali, dove devi stare molto attento a quello che dici, a quello che non dici, a quello che fai e non fai, per essere poi forse un giorno pagati. Il vero problema è che bisogna riuscire ad entrare in una grande struttura, in uno studio di professori universitari, e se vuoi puntare a qualche concorso nella pubblica amministrazione o in qualche struttura medica, devi avere qualche "santo in paradiso" o chiedere aiuto alla buona sorte, così come si tenta la fortuna nel giocare al lotto! Quello che penso è che uno debba sempre cercare di dare il meglio di se stesso, evitando di avere troppe aspettative, ma puntando a qualcosa di grandioso o comunque di motivante che ci faccia sentire dal primo mattino felicemente vivi alla ricerca della conquista di un obiettivo. Il mio problema è che sono da poco laureata e non riesco ancora ad avere chiaro quale sia il mio obiettivo, quindi quando mi sento di impazzire nella confusione dei ruoli romani, mi fermo e dico a me stessa: "preoccupati di dare adesso, in questa situazione il meglio di te stessa", ma a volte questo mi impedisce di guardare l'orizzonte...!
    Per ora guardo il mondo di questi figli di professori universitari, (nello studio dove lavoro come segretaria), cerco di carpire i loro segreti, ma spesso mi si intristisce il cuore perchè capisco che spesso non sono le capacità ma le posizioni dei propri genitori o conoscenti a determinare i nostri ruoli nel mondo economico. Non voglio che questo sia una motivazione a fermarsi e lamentarsi, ma sono stanca di dover combattere anche contro le istituzione, l'ordine degli psicologi e via dicendo. Ritengo che più opportuno sia capire come soffia il vento, e subito dopo spiegare le vele, nella giusta direzione.

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