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  1. #1

    Scuola Sistemica Milano

    Ciao! Ci ho già provato in un altro thread sui sistemici ma ho avuto poco successo e poca considerazione (è diventata una polemica a due!) e allora ci riprovo: vorrei conoscere qualcuno che ha fatto domanda x quest'anno alla scuola di Boscolo (o altre) e magari come me ha già sostenuto il colloquio di selezione (enigmatico!).

    FATEVI VIVI! Raccontiamoci le nostre impressioni/esperienze

    Glo

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Ciao Glo,
    ho molta stima della scuola in cui tu hai fatto domanda di ammissione.
    Com'è andato il tuo colloquio?
    Che impressioni ti sei fatto?

    Ciao

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  3. #3
    Ciao Santiago,

    ho esposto la mia situazione e l'andamento del mio colloquio nel thread "Specializzandi sistemici toc toc", in cui tu e Vincent vi state confrontando così assiduamente da aver praticamente sommerso il mio post......e non ho ricevuto risposta. Così ci riprovo.
    Non so come valutano i colloqui ed in particolare il mio, per cui cerco qualcuno nella mia situazione!

    GLO

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Mi spiace Glo,
    hai ragione, d'altra parte credo che la conversazione abia una propria anima e a volte si dirige in punti dove nessuno degli interlocutori credeva potesse arrivare...
    Spero qualcuno possa risponderti

    Un saluto

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  5. #5
    lealtà nascoste
    Ospite non registrato
    Ciao Glo, condivido la tua visione della discussione di Santiago e Vincent, ma credo che accadueo abbia risposto perfettamente spiegando un po' il punto di vista sistemico.
    Per quanto ne so (e ti parlo della scuola di Torino, quindi diversa dalla tua) il colloquio e un pro forma, per valutare anche quelle che sono le tue aspettative!
    Posso informarmi, dovrei avere qualche collega che frequenta a Milano...
    Comunque, facci sapere il risultato, se lo hai prima tu!
    In bocca al lupo.

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Ma H2O Ha scritto solo pochissimi post dove si leggeva un pò di storia della psicoterapia sistemica!...
    Non per sminuire, ma se vi addentraste nella lettura credo ci sarebbero molti punti sistemici...
    Ma magari è solo un'osservazione di chi scrive...

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  7. #7
    lealtà nascoste
    Ospite non registrato
    perdona, Santiago, ma quando la discussione è così fitta da non permettere ad altri di inserirsi (del resto è un'osservazione che viene anche da te e Vincent), personalmente perdo interesse a leggerla in toto...
    Credo che sia una difficoltà mia, ma mi farebbe piacere un confronto più sereno sulle metodiche della sistemica. Sui disturbi alimentari, se vuoi, o sulla schizofrenia. Io lavoro più con la seconda, ma se hai curiosità sono qui. Del resto penso che spesso, indirizzi diversi siano egualmente validi per clienti con problemi diversi.
    Fammi sapere.

  8. #8
    Si in effetti la discussione mia e di santiago è andato sul binario dell'agonismo anzichè quello della cooperazione...
    a me farebbe piacere sapere come in ambito sistemico si affronta la schizofrenia.

  9. #9
    lealtà nascoste
    Ospite non registrato
    La teoria sistemica, come sai, lavora essenzialmente sulle relazioni familiari esistenti nel qui e ora della famiglia.
    Quello che si suppone è che, nella comunicazione familiare, non esista un messaggio chiaro,ma una dualità, una discrepanza tra il messaggio verbale e quello analogico (un doppio messaggio, appunto) per cui ad un messaggio di un certo tipo si associa una sensazione completamente estranea al contenuto. Anche la relazione con il membro familiare che trasmette questo messaggio è "doppia" (double bind, appunto).
    La terapia si propone, attraverso le sedute familiari, di rendere un po' più chiare le relazioni familiari, usando tecniche appropriate. E fino qui, la teoria.
    In realtà, molte delle strutture diurne e residenziali che lavorano con la patologia seguono il modello biopsicosociale, nel quale trovano posto sia l'uso del farmaco per contrastare i sintomi negativi, sia e soprattutto la rete sociale. Credo poco nella terapia familiare isolata dal contesto, e ho visto più volte invece funzionare l'uso dell'esterno e il coinvolgimento dei familiari nel quotidiano dei clienti, anche se occorre seguirlo da vicino.
    Sono stata un po' generica perchè non so esattamente cosa ti interessa, ma se qualche punto ti incuriosisce ti do anche i riferimenti "libreschi"...
    A presto.

  10. #10
    Ultimamente ho letto alcuni articoli del gruppo di lavoro di Semerarai ovvero il terzo centro di terapia cognitiva di roma.
    Loro si occupano in modo particolare di disturbi di personalità e lo spiegano con un malfunzionamento nella metacognizione. Altri studiosi cognitivi ritengono che anche nelle psicosi ci sia questa difficoltà.
    L'ipotesi è appunto che questi pazienti mancando di queste abilità non abbiano una teoria della mente delle altre persone cioè non riescono a capire ciò che gli altri pensano (ho banalizzato ovviamente).
    Queste difficoltà deriverebbero dai legami d'attaccamento e dai modelli operativi interni (vedi liotti) che ne derivano.
    Per me che non mi intendo di terapia sistemica veniva spontaneo un collegamento e volevo capire se ero fuori strada oppure se come spesso accade in psicologia ogni scuola abbia semantiche diverse per definire gli stessi concetti.
    Ovviamente è difficile a dirsi però ti ringrazio dello stimolo.
    Per la bibliografia... anche se non so quando avrò il tempo di leggerla... l'aspetto ben volentieri.

  11. #11
    Eowin
    Ospite non registrato
    x lealtà nascoste.

    Quale scuola sistemica di Torino frequenti?

    Quanto al 3d di cui si parlava mi sembra utile puntualizzare che il 3d di un forum non è una discussione scientifica: non vi sono regole, nè un minimo di metodo, non sono specificate le premesse, i riferimenti e le citazioni sono approssimativi e sommarie.
    L'aspetto maggiormente evidente è che la parte di contenuto dei messaggi alla fine della fiera è assolutamente secondaria rispetto alla parte di definizione della relazione tra i partecipanti.
    Chi è il più dotto e profondo del reame?
    A me sembrava che si mischiassero le classiche pere con mele e cavoli.
    Affermazioni in massima parte decontestualizzate.
    E' stucchevole una discussione dove si ha la pretesa di discutere dei massimi sistemi come se si trattasse delle partite di campionato.
    Sono argomenti da approcciare con un certo rispetto e umiltà.
    A me nel complesso è parsa più un'esibizione "muscolare" di culturisti dell'asilo che un dibattito intelligibile e di senso compiuto.

  12. #12
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Mah!

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  13. #13
    lealtà nascoste
    Ospite non registrato
    Per Eowin : la scuola è quella di Cancrini (Emmeci, per capirci), e ho finito da poco di frequentare.

    Per Santiago: in realtà per me l'altro 3d è chiuso... Sei una persona di cultura e mi sembra che i motivi di disaccordo con te siano stati espressi chiaramente. Se ti vuoi unire alla discussione ti rispondo ben volentieri, per quel che posso.

    Per Vincent: se tu leggi Bion, e confronti la "funzione materna primaria", la "reverie" con la metacognizione, non sono simili? Allora forse possiamo dire che la difficoltà di simbolizzazione e la frammentazione del pensiero è una caratteristica psicotica, o forse un sintomo, un epifenomeno?
    Al di là delle teorie, vero è che il pensiero psicotico è frammentato, forse per una forma di attaccamento discontinuo (doppio, o ansioso ambivalente) come vuoi. In questo caso la rete sociale, più che un terapeuta da solo, ha una grande copacità di agire da enorme contenitore per quelle funzioni che nella psicosi "zoppicano" un po'... Può anche fornire un modello per lo sviluppo di Social skills, cioè delle competenze che servono per vivere il quotidiano.
    Qui però si apre un grosso problema: COME COORDINARE GLI INTERVENTI DI PROFESSIONISTI EDUCATORI, ASSISTENTI SOCIALI, E SERVIZI VARI?
    Il lavoro di rete è ancora difficile, purtroppo...
    Tu lavori in qualche servizio o privatamente?
    Ciao.

  14. #14
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Si, lealtà nascoste.
    Hai voglia di dirci come ti trovi o ti sei trovata (nel caso tu l'abbia terminata) nella scuola di Cancrini?
    Dai programmi di certe scuole Bion è demonizzato, forse però vincent ha qualche reminiscenza universitaria...

    Saluti
    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  15. #15
    lealtà nascoste
    Ospite non registrato
    Ciao Sentiago, piacere di risentirti.
    La scuola è terminata, anche se ho ancora qualche terapia in corso.
    IO non mi sono trovata male: odio le scuole che ti fanno solo "vedere" come si fa terapia e non ti fanno "provare". Nella mia scuola ho fatto terapia per due anni e i clienti me li ha mandati la scuola o i compagni (per quanto si possa). Ti assicuro che i miei compagni di corso e i miei didatti mi hanno seguito da vicino, ma anche criticato, vedendomi lavorare da dietro lo specchio.
    Un'altra cosa bella è che si lavora sulla famiglia d'origine di chi frequenta (ma no!!!!), ma nessuno ti chiede un lavoro personale. Il mio direttore sostiene che verso la fine del percorso molti gli chiedevano se era possibile farlo, ma si può fare con didatti della scuola o con chi scegli tu (se volessi, anche con una freudiana...) .
    Molto è lasciato alla nostra iniziativa dopo il secondo anno, e questo per alcuni è pericoloso, per altri è una risorsa, perchè chiedono, si confrontano ed elaborano con didatti e compagni.
    Io ritengo di avere imparato più che altro un metodo di lavoro, e anche un po' a fare diagnosi basandomi sul mio "controtransfert" (oddio, sto contaminando la visione sitemica!!!!)
    MI porto via soprattutto due considerazioni importanti.
    La prima: il mio metodo non cura tutti e non vale per tutto, è uno dei tanti; benvengano colleghi di orientamento diverso.
    La seconda: io ho un punto di vista, quindi sono molto ignorante su altri: tutto quello che mi viene dal confronto con altri mi arricchisce, anche se posso giudicarlo estraneo al mio modo di essere e non usarlo. I miei più grandi maestri sono i clienti.

    P.S. Cancrini si è riavvicinato alla visione dinamica solo recentemente, prima gli autori psicodinamici erano un po'... come dire... lontani da noi sistemici. Tuttavia, la mia formazione universitaria è molto vicina al punto di vista dinamico e Bion, per quanto complesso è bravino coi gruppi... A volte, si chiamano diversamente le stesse cose, non credi?

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