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  1. #1
    gianluca mattio
    Ospite non registrato

    Proposta per dibattito su "il sintomo"

    Vorrei conoscere al disponibilità al dibattito sul tema "il sintomo psicosomatico" nella pratica clinica. Mi riferisco particolarmente a tutta la sintomatologia "sine materia" o primaria, che ususalmnete incontrimao nel nostro lavoro.

    edito...per la pubblicità c'è la stanza dei messaggi promozionali
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 29-10-2004 alle ore 22.01.43

  2. #2
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Ciò deve essere inyerpretato che il dibattito in questa sede è considerato messaggio promozionale? Potete offrire spiegazioni maggiori?

  3. #3
    ti ho mandato un messaggio privato. non ho cancellato la tua proposta di dibattito, comunque
    se vuoi ulteriori chiarimenti, oltre a quelli che già ti ho dato, contattami in privato
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  4. #4
    gianluca mattio
    Ospite non registrato

    Dibattito si o nò?

    Copio incollo il commento da un altro post in cui si discute del sogno:"gianluca, ho letto ora il tuo profilo
    credevo fossi uno studente anche tu
    ohi ohi " Credo che certe barriere si debbano superare e di non perdere ulteriore tempo per il dibattito sul sintomo.....grazie

  5. #5
    ciao gianluca (anche se non sei uno studente ti do del tu )
    io sinceramente non ho conoscenze tanto approfondite sull'argomento, per questo non sono intervenuta...però credo che potresti iniziare a lanciare qualche spunto di discussione un po' più esteso, sperando che qualcuno si unisca, poi
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  6. #6
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Per iniziare credo che dovremmo usare il modello biologico (medico) e scelgo il sintomo della febbre per sola comodità scolastica. Sappiamo che il rialzo febbrile è il sintomo della febbre che impone una serie di domande: c'è un'infezione batterica? Allora si somministrano antipiretici e antibiotici specifici. Infezione virale? Mi limito all'antipiretico, oppure c'è un infarto in atto? Oppure il soggetto ha le paranoie? Perchè anche la paranoia può provocare il sintomo della febbre. Dunque il sintomo è un segnale di pericolo. Dunque il sintomo deve essere sempre valutato come un seganle di una eventuale malattia o altrimenti di un'altra cosa. Cosa sia "l'altra cosa" molto spesso è materia di ricerca e discussione. Ma molto spesso si scopre che il sintomo è si un segnale di pericolo ma anche si deduce che è un equivalente di un riflesso di evitamento. Per esempio i bambini sono molto attratti dal vuoto di una finestra e vorrebbero lanciarcisi (per lo meno sotto i tre anni) per provare il piacere del vola-vola. Capita che in età avanzata di fronte ad una finestra se si sporgono un tantino avvertono immediatamente il sintomo della "vertigine". Cosa sarebbe successo?: credo che non avremo difficoltà nel sostenere che la vertigine sia l'equivalente di un riflesso di evitamento che avverte il soggetto sul pericolo del piacere del vola-vola. A questo punto bisognerbbe ipotizzare l'esistenza di un apparato di emergenza nel cervello che, come tutti gli apparati, ha un prorpio livello di soglia. Perchè poi non tutti di fronte ad una finestra avvertono la vertigine, oppure hanno la febbre con l'infezione batterica. Per esempio ritengo che ci sia un forte equivoco di base nel considerare la depressione una malattia mentre invece è un sintomo, ovvero un riflesso di evitamento. Rimane da domandarsi rispetto a cosa.....bene mi fermo qui...voi cosa ne pensate?

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Io credo che anzitutto che il sintomo sia comunicativo. E' un'emozione simbolizzata.
    Il sintomo è sistemico e metaindividuale.
    Relazionale insomma, e nella relazione può trovare il suo scioglimento.

    Ciao e benvenuto
    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  8. #8
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Concordo: se il sintomo è un segnale di pericolo ovvero un riflesso di evitamento è comunicativo (informa il soggetto che lo subisce), dire che è un emozione simbolizzata è ulteriormente condivisibile, ma insufficiente al chiarimento. Non mi interessa la polemica. Mi spiego: il riflesso di evitamento generalmente appartiene all'emozione meglio strutturarta filogeneticamente (perchè innata) del dolore ma può anche appartenere all'emozione meno strutturata filogeneticamente (perchè acquisita) del piacere che in questi casi, però, sono portato a denominare di tipo "paradossale" perchè il cacciatore quando spara al fringuello (tanto per usare la metafora utilizzata) prova un piacere paradossale e non un dolore per aver ucciso il povero fringuello. Il piacere paradossale poterebbe essere un sintomo di riflessione per il soggetto ma non è detto che possa divenatre per lui facilmente comprensibile!!! E' raro vedere un paziente che si rivolge ad uno specialista dicendo che è preoccupato per il piacere paradossale, il più delel volte si rivolge per il dolore, il disagio. Gradirei capire cosa si intende per sintomo "sistemico". Se si intende che appartiene a un sisetma siamo d'accordo: ovvero c'è chi con l'infarto cardiaco prova l'angina (dolore) al braccio, chi alla mandibola e chi alla pancia forse perciò si chiama sistemico? Ma chi invece con lo stesso infarto non prova dolore come si chiama? Io preferisco dire che è sisetmico perchè appartiene al sistema dell'emergenza, o del sentimento chiamato "senso del pericolo" con una soglia di attività che provoca l'attivazione (dolore) per il braccio oppure niente. Condivido dunque l'accezione "metaindividuale" proprio perchè c'è la spalla e la mandibola o niente, ma credo che noi dovremmo impegnarci di più e riflettere per pensare se esista veramente un linguaggio dell'apparato di emergenza (simbolico e comprensibile) che sul piano pratico dovrebbe appartenere ai livelli di soglia del sistema stesso, ovvero per essere concreti al tronco cerebrale, oppure il cervello in questa storia non c 'entra? Grazie del benvenuto e buon lavoro......Per facilitare lo scambio consiglerei a Santiago di vistare il mio sito WWW.GMATTIOLI.IT forse potremmo risparmiare nel tempo......buon lavoro...

  9. #9
    lol. Gianlucaz sei già stato ripreso, mi pare
    Remy Lebeau
    Fu Moderatore Dolce Vita e Raduni

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  10. #10
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Ripreso? Dalla telecamera spero......grazie dell'accoglienza.....Gianluca non Gianlucaz...itto!!!

  11. #11
    Remy Lebeau
    Fu Moderatore Dolce Vita e Raduni

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  12. #12
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
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    Originariamente postato da gianluca mattio
    Per facilitare lo scambio consiglerei a Santiago di vistare il mio sito WWW.GMATTIOLI.IT forse potremmo risparmiare nel tempo......buon lavoro... [/B]
    gentile gialuca,

    remy intendeva dire che è già stato invitato ad utilizzare la stanza "Messaggi promozionali" per far... come dire... conoscere il suo sito web

    In altre parole, nelle stanze tematiche è preferibile dibattere sull'argomento piuttosto che rimandare ad altri lidi per leggere la cosa. O altrimenti, se si ritiene un testo particolarmente significativo, se ne può fare copia ed incolla internamente al messaggio nel forum, così da favorire la discussione.

    Certo che l'invito è arrivato ed è stato recepito, rimango a disposizione nel caso necessitasse di ulteriori chiarimenti in merito.

    Un cordiale saluto,
    Nicola Piccinini
    nicola.piccinini [@] opsonline.it
    Obiettivo Psicologia s.r.l.

  13. #13
    gianluca mattio
    Ospite non registrato
    Ringrazio Nicola Piccinini per il chiarimento, avevo suggerito a Santiago di visitare il mio sito unicamente per migliorare il linguaggio, dal momento che mi sono reso conto che egli utilizza la parola "sistemico" che per me risulta essere sconosciuta e io utilizzo "piacere paradossale" che è una mia epsressione precisa e schematica, nel sito è sintetizzata la funzione, ma capisco il problema e chiedo venia. Ma ciò non può impedire il dibattito che mi sembra sia utile per tutti.....

  14. #14
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    Originariamente postato da gianluca mattio
    Ma ciò non può impedire il dibattito che mi sembra sia utile per tutti.....
    Perfettamente daccordo e, d'altro canto, la mia voleva solo essere una semplice chiarificazione, magari più dettagliata, sul come poter unire... l'utile al dilettevole, ovvero il contenuto alla visibilità

    Un cordiale saluto e buona continuazione a tutti,
    Nicola Piccinini

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
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    471
    Mi chiarisco:
    Il sintomo psicologico o psicosomatico è comunicativo, nel senso che informa il soggetto di un problema che chiede soluzione e di cui il sintomo stesso si fa portavoce.
    Il sintomo è un'emozione simbolizzata perchè utilizza il corpo stesso (e/o la mente) per esprimere tale problema non più rimandabile perchè ora sussiste un costo fisico che il soggetto è chiamato a risolvere.
    Il sintomo è sistemico perchè è alle soglie fra i sistemi intraindividuale e micro/macro culturale.
    E' metaindividule perchè il soggetto non sceglie consapevolmente di averlo.
    Esso più probabilmente rappresenta un fattore omeostatico di un sistema allargato intra/inter individuale.
    Il sintomo è relazionale perchè acquisisce il suo senso all'interno degli scambi relazionali e all'interno delle semantiche ad esse connesse.
    Quando il sintomo assume significati diviene di pertinenza psicologica.

    Questa è la mia.

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

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