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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di cieffe
    Data registrazione
    12-08-2004
    Residenza
    Toscana
    Messaggi
    232

    cosa si può fare senza l'iscrizione all'albo

    Salve a tutti...
    vorrei chiedere a tutti gli utenti del sito una piccola (e forse sciocca domanda).
    In attesa dell'esame di stato e dell'iscrizione all'albo, cosa si può fare per guadagnare due lire?solo insegnare?
    quali sono i limiti insuperabili e quali le cose fattibili?
    ciao!

  2. #2
    tere77
    Ospite non registrato
    In attesa dell'iscrizione all'albo puoi fare quasi tutto... io ho fatto quasi subito l'esame ma ho delle colleghe che non hanno ancora sostenuto l'esame di stato ed hanno già due anni di esperienza lavorativa nella formazione, nella ricerca ed in progetti di diverso tipo.
    direi però che è meglio fare l'esame perchè un giorno puoi trovare qualcuno che ti chiede l'iscrizione all'abo come requisito di selezione e poi più aspetti più passa la voglia di farlo...dato che è una cosa alquanto insensata a mio parere e la motivazione crolla!!!!

  3. #3
    Serendipity
    Ospite non registrato
    bè, dal punto di vista legale,se non sbaglio nono si può fare praticamente niente. per qualsiasi intervento in ambito clinico ci vuole l'abilitazione. penso si possano fare cose che non hanno in alcun modo a che fare con la clinica(quindi con pazienti),ma limitatamente
    S.

  4. #4
    Eowin
    Ospite non registrato
    Ho paura che hai ragione, Sere, senza abilitazione, e senza iscrizione all'albo, e senza versamenti annuali all'Ordine, non si può fare nulla di clinico e secondo me, se sei laureato in psicologia, possono venirti a fare le bucce anche se fai selezione del personale o formazione, cosa che se non hai alcun titolo non possono fare.
    Poi capitano cose buffe come a me, che ho fatto il post-lauream in un servizio dove vedevo pazienti, come tutti i tirocinanti.
    Adesso devo dare l'EdS e sto cercando un altro servizio per il tirocinio di specialità.
    Beh, ho fatto domanda in una ASL (quella dove ho fatto il post-lauream ha grossi problemi logistici e non prende più) e, poichè ufficialmente prima dell'abilitazione non puoi vedere pazienti, quando mi è stato espressamente chiesto ho detto che no, pazienti da sola non ne avevo visti.
    Peccato! Loro avevano bisogno di persone già con un po' di pratica a vedere pazienti in autonomia, giacchè loro li affidano ai tirocinanti.
    Cosa facevo? Cambiavo versione e i pazienti li avevo già avuti?
    OK. Cambio ASL.
    "Ha mai avuto pazienti?" "Sì" "Cooosa!??? Guardi, sarebbe una cosa da denuncia! Da noi i tirocinanti di specialità non vedono pazienti prima del terzo-quarto anno. Ci vuole un approccio graduale. Lei sarebbe contenta di andare da un medico non ancora abilitato?"
    OK, ma i medici fanno tirocinio in ospedale già prima della laurea (noi no) e dopo l'abilitazione i pazienti li possono vedere eccome, in autonomia, anche se alla specialità manco si iscrivono.
    Era da fare medicina, sembra che un medico possa fare meno danni di uno psicologo.
    Senza contare che gli psicologi delle ASL sono quasi tutti laureati in filosofia e hanno cominciato a lavorare solo con la laurea, altro che tirocinio, EdS, specialità, corsi di ogni tipo e via discorrendo.
    L'unica cosa buona della riforma è che almeno adesso, col 3+2, il tirocinio lo si può fare interamente durante gli studi, così da accedere direttamente all'EdS dopo la laurea. Si risparmia un anno, scusate se è poco!

  5. #5
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Per il tirocinio di specialità di solito dovresti poter vedere pazienti fin dall'inizio (sempre che abbia già l'iscrizione all'albo, altrimenti ci sono delle grane legali per loro, e l'assicurazione professionale da parte della scuola).
    Quando ho fatto i colloqui io erano tutti fin troppo felici di avere tirocinanti a cui affidare casi (in alcune riunioni di equipe dove faccio ora il tirocinio ho contato più tirocinanti che professionisti del servizio!), però in alcune strutture per prenderti ti chiedevano di avere precedenti esperienze lavorative e valutavano attentamente il tuo curriculum perchè preferivano lavorare con gente con una certa esperienza, in modo da sentirsi più sicuri nell'affidare i loro pazienti a terzi.

    Di solito al primo anno ti fanno fare solo diagnosi (tu fai i test al paziente, poi li rivedi insieme alla tutor e fate insieme la diagnosi, nel senso che tu la proponi, lei concorda e tu scrivi la relazione), poi inizi a prendere in carico pazienti, già dal secondo o terzo anno, dipende dalla scuola perchè inalcune le supervisioni per i casi partono al secondo e in altre al terzo anno.
    Comunque secondo me potresti dire di aver visto pazienti con la supervisione della tua tutor: quando ho fatto il tirocinio post laurea a me facevano fare così.
    Vedevo i pazienti insieme alla tutor, che somministrava i test o faceva i colloqui, io trascrivevo il colloquio, siglavo i test e poi discutevamo insieme la diagnosi, io scrivevo la relazione e lei la rileggeva e correggeva.
    In questo modo legalmente i pazienti li vedeva lei e io non facevo nulla di "proibito" però avevo la possibilità di partecipare al processo diagnostico.
    Una mia amica, che aveva fatto un anno nella stessa struttura, ha fatto come me nel primo semestre e nel secondo ha iniziato a somministrare lei i test (quelli cognitivi perchè per i proiettivi c'erano più problemi deontologici), con la tutor prima nella stanza con lei e poi dietro lo specchio..
    In questo modo ha imparato tantissimo perchè alla fine aveva lei la responsabilità del paziente, però venivano salvaguardate le tutele legali per lei (se qualcuno avesse protestato aveva sempre la possibilità di appoggiarsi alla presenza della tutor) e per il servizio (che se pubblico deve rispettare certe regole...)
    Vimae

  6. #6
    myrya
    Ospite non registrato
    Scusate se mi intrometto...ma quando ho telefonato all'ordine delle marche per avere informazioni mi hanno detto che non posso svolgere attività lavorative che implichino gli studi di psicologia fino all'avvenuta iscrizione all'albo. .....però l'educatrice di comunità SI!!!! FATTA LA LEGGE, TROVATO L'INGANNO!
    E' piuttosto deprimente.
    ciao a tutti!!

  7. #7
    saradig
    Ospite non registrato
    come ti capisco.anch'io,come te,sono laureata da poco,faccio il tirocinio presso un CSM,ma non riesco a trovare un lavoro,neache una minima collaborazione.D'altro canto come dargli torto,perchè assumere qualcuno quando hai dei tirocinanti che fanno quasi tutto e gratis.Sono molto demoralizzata,speriamo in un futuro(prossimo)migliore e più onesto.sara

  8. #8
    Azzur
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti! Viva l'ottimismo che è il sale della vita.... qua a fare lo psicologo pare che sia tutto molto insipido!! Io mi sono laureata (vecchi 5 anni), ho fatto il tirocinio (l'anno intero) e ora tremo per l'esame di stato che andrò a sostenere tra una ventina di giorni. Attualmente faccio docenze per l'apprendistato con contratti di collaborazioni occasionali:grande impegno e poco guadagno.
    Se considero l'evoluzione delle cose però, dai, mi faccio coraggio: studiavo e ovviamente non guadagnavo nulla ma nn lavoravo neppure, mi sono laureata e ho lavorato a gratisssss x un anno, ora sto per ottenere l'abilitazione alla pratica della professione e lavoro prendendo una miseria.... SARADIG, PASSAMI IL SALE!!!!
    ciaoooooooooo!
    Vera

  9. #9
    Neofita L'avatar di sissix
    Data registrazione
    04-11-2004
    Residenza
    Lecce
    Messaggi
    1
    Anch'io mi accodo alla disperazione generale... Mi sono laureata due anni fa, ho speso fatiche ed energie un un anno di tirocinio "a gratis" senza riuscire neppure ad imparare granchè (mio malgrado!), ho preso l'abilitazione nella speranza di riuscire a racimolare qualche soldino per la scuola di specializzazione, MA: non posso lavorare come educatrice nei centri per minori perchè non ho una laurea in scienze dell'educazione nè un diploma di educatore professionale,e nelle scuole materne o asili nido richiedono il diploma magistrale... Non capisco cosa ho sbagliato: ovunque mi sia proposta chiedono almeno due anni di esperienza (meglio se retribuita) e quando e dove avrei potuto fare tale esperienza? Mi chiedo se sarebbe stato più facile lavorare (e quindi vivere senza dover ancora dipendere dalle finanze di mamma e papà, costruire qualche progetto per me in autonomia) con un semplice diploma (io ho la maturità) piuttosto che investire a fondo perduto i soldi e i sacrifici degli anni universitari... Cos'è, una sorta di boicottaggio verso chi si laurea o riguarda prettamente la nostra disciplina??
    Sissi

  10. #10
    Dadda
    Ospite non registrato
    Il problema è che il tasso occupazionale tra i laureati in Psicologia è uno dei più bassi. Lavorare nelle ASL è difficile dato che chi ci lavora ora prima di 10 anni in pensione non ci va.....

  11. #11
    Eowin
    Ospite non registrato
    Secondo me non si può far molto, ma se c'è una presa di coscienza che qualcosa, molto non va, c'è almeno la speranza che un domani qualcosa possa cambiare.
    Bisogna anzitutto abilitarsi e iscriversi all'Albo, e poi "infiltrarsi", per quanto possibile, o almeno provarcisi, nelle istituzioni rappresentative degli psicologi, ossia partecipare alla vita politica degli organi che dovrebbero rappresentare gli psicologi, tutti gli psicologi, compresi i giovani e i neoabilitati e iniziare a lavorare dal di dentro per rompere l'immobilismo che garantisce solo chi "dentro", nel mondo del lavoro, c'è già e difende il suo piccolo orticello con miope determinazione.
    Non è una soluzione a breve, quella non c'è, ma la goccia scava la pietra e se noi giovani (almeno di laurea e abilitazione) entrassimo in massa e partecipassimo alle elezioni dei rappresentanti della ns categoria, se lo facessimo tutti e tutti uniti costituiremmo una tale forza d'urto che sarebbe capace di rovesciare equilibri ormai rugginosi e infondere una vitalità all'intera struttura professionale che rilancerebbe l'immagine dello psicologo italiano.
    Voi che lavorate come cassiere all'Ipercoop, voi che pulite padelle come "educatrici" senza qualifica, avete preso coscienza che la vostra laurea non vale praticamente nulla?
    Che la vostra abilitazione serve solo a pagare la tassa annuale all'Ordine?
    Partecipate alle riunioni quando vengono indette, prendete la parola, accordatevi prima e presentatevi in gruppi numerosi in modo da trovare il coraggio e poi rompete le scatole, chiedete cosa fa l'Ordine per noi-voi che siete giovani, già formate da un minimo di 6 anni curricolari, una laurea e un'abilitazione e votate solo, per ora, a una formazione infinita a pagamento.
    Credono forse i nostri dinosauri che l'immagine dello psicologo a cui inneggia il nostro elegante codice deontologico tragga lustro dall'esercito di "miserabili" laureate e abilitate che risponde all'89-24-24 o che rompe le scatole a tutti cercando di vendere telefonicamente trattamenti anticellulite o olio della Riviera ligure?
    I medici hanno più dignità, da questo punto di vista, forse per l'anzianità della loro professione, ma per loro decoro mi sembra comprendere anche il rispetto del valore della professionalità dei giovani professionisti.

  12. #12
    Neofita
    Data registrazione
    30-01-2004
    Residenza
    Lombardia
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    11
    In effetti la situazione è pesantuccia... Siamo una delle categorie che dopo anni di "supermazzo" (tra università, tirocinio, EdS e specialità) non è certa di avere un posto di lavoro attinente alla propria formazione.
    Un anno fa circa il presidente dell'Ordine della Lombardia diceva ad un convegno che la "vocazione naturale" dello psic. è quella della libera professione.... Forse, in parte (almeno nel mio caso), sarà pure così, ma personalmente non disdegnerei, specie dopo aver fatto un ottimo tirocinio all'ASL, di poter fare le due cose (lavorare sia nel pubblico, sia privatamente), se non fosse che nelle istituzioni i posti per noi sono davvero numericamente scarsissimi. Le ASL non assumono, gli ospedali, dove comunque le U.O. di Psicologia sono pochissime, idem e i Comuni hanno come tutti sanno risorse limitate. In effetti credo anch'io che la ns. categoria dovrebbe essere meglio rappresentata e difendere maggiormente la sua "utilità sociale".
    Per tornare poi al tread iniziale, credo che i lavori che si possono svolgere in attesa dell'abilitazione siano vari (insegnamento, educazione, formazione), ma il punto è un altro. Che cosa ci laureiamo a fare in Psicologia Clinica, se poi siamo costretti ad occuparci per anni di altre cose? Quanto siamo disposti a tollerare di essere pagati 6 euro all'ora da una cooperativa per fare assistenza domiciliare, dopo tutto quello che abbiamo investito - come tempo e risorse economiche- nella nostra formazione?
    Alla fine credo che anche nel lavoro ello psic. sia come in tanti altri campi: chi è bravo si afferma e riesce a fare quello che ha desiderato. Ma il punto è forse capire perchè per noi sia necessario aspttare così tanto tempo, rispetto ad altre categorie.

    Saluti e auguri a tutti

    F.

  13. #13
    myrya
    Ospite non registrato
    hei redhead...non credi che, più che quelli bravi,rischiano di lavorare solo gli psicologi ben piazzati sul piano delle conoscenze e delle parentele!!! Scusa il sarcasmo e il vittimismo...non sarà questo a farmi desistere ma a volte è desolante!!!
    In bocca al lupo a tutti!!
    Ciao

  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di valina83
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    arezzo
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    Riferimento: cosa si può fare senza l'iscrizione all'albo

    Ma dopo l'abilitazione è possibile fare consulenze psicologiche come libero professionista? magari appoggiandosi a qualcuno.. medico di famiglia etc...
    Così nel frattempo mentre si fa la scuola di psicoterapia... si comincia a vedere qualche paziente..

  15. #15
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Riferimento: cosa si può fare senza l'iscrizione all'albo

    Se pensi di averne le competenze certo che puoi! Però questa discussione è di 5 anni fa!!! Meglio non ritirarne su di così vecchie...

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

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