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  1. #1
    Partecipante L'avatar di vilma
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    Scuola di Specializzazione Breve Strategica

    Nessuno di voi ha sentito parlare o a frequentato ad Arezzo la scuola del Nardone? Chi sa qualcosa per sentito dire o per conoscenza diretta mi può informare? Grazie

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di mentesociale
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    Re: Scuola di Specializzazione Breve Strategica

    Originariamente postato da vilma
    Nessuno di voi ha sentito parlare o a frequentato ad Arezzo la scuola del Nardone? Chi sa qualcosa per sentito dire o per conoscenza diretta mi può informare? Grazie
    Io so che è molto buona per quell'approccio, ma so anche che costa molto più di tante altre. Cosa ti interessava sapere in maniera particolare? Io frequento un'altra scuola di approccio diverso, ma a mio tempo mi ero informata dell'approccio strategico

  3. #3
    Partecipante L'avatar di vilma
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    consigli

    Il costo è 4000 euro all'anno tutto compreso, x essere ammessi c'è un compito scritto da superare; esiste un sito che dà informazioni.Io volevo sapere da chi ha frequentata questa scuola notizie non di parte. Chi x esempio ha lì svolto il tirocinio o ha finito i 4 anni che impressioni ha avuto e se s'impara veramente o c'è troppa teoria. Se si trova poi lavoro.....
    Tu cosa hai scelto?
    Ciao e grazie

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di mentesociale
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    io ho scelto la sistemicorelazionale di loriedo a roma che, rispetto ad altre scuole con lo stesso approccio, si basa anche sui modelli psicoterapici ericksoniani e soprattutto sulla scuola di paloalto (watzlavick per intenderci) come la strategica.
    Le persone che conosco che l'hanno frequentata mi hanno detto che è molto buona, che si impara abbastanza, ma calcola che come in qualsiasi altra scuola, anche lì ci sarà un obbligo formativo teorico.

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Conosco bene il centro di Arezzo e Nardone.
    Il costo mi risulta essere 4000 euro più iva all' anno.
    Le lezioni non sono tenute direttamente da Nardone ma dal 3° anno dovrebbe seguire le supervisioni.
    Dovrebbe perchè Nardone è un professionista molto impegnato e non può garantire costanza nella scuola.
    Definire una scuola buona o cattiva sembra riduzionistico.
    L'approccio breve-strategico si differenzia da tutti gli altri. In particolare Il centro di Arezzo usa metodi alla "Nardone."
    In questo caso una vasta bibliografia ci aiuta a prevedere se un investimento in tale scuola può interessarci.
    Consiglio a tutti un testo : Nardone, suggestione - ristrutturazione - cambiamento.
    Oltre alla teoria e alle tecniche c'è anche la trascrizione letterale delle sedute.
    Credo sia il modo migliore Vilma per formarti un' opinione tua e vedere le cose da un punto di vista più tecnico e scientifico.
    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  6. #6
    Partecipante L'avatar di vilma
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    grazie

    Leggerò sicuramente il libro che mi hai indicato, e mi farò una opinione tutta mia, ma tu che idea ti sei fatto? Non aver timore di influenzarmi dicendomi quello che pensi, mi sei sembrato reticente. Stai frequentando una scuola di specializzazione breve strategica o lavori? Io dopo l'abilitazione mi sono presa una pausa di riflessione per non fare scelte di cui potrei pentirmi anche a livello economico. Ciao

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    17-04-2003
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    Ciao Vilma,
    non avevo visto quindi scusa se ti rispondo solo adesso .
    Non frequento tale scuola anche se conosco Nardone e le tecniche che usa.
    L' impianto è quello del MRI di Palo Alto anche se il suo metodo può definirsi "Nardoniano".
    Per alcuni disturbi, tipo ansia, attacchi di panico o fobie offre degli strumenti imbattibili.
    Realmente in molti casi funzionano e in breve tempo!.
    Questo il lato positivo.
    Quello negativo è che spesso manca di umiltà proponendosi quale panacea per tutti i mali.
    Ciò manca di realtà.
    In casi dove il disturbo non è per così dire "situazionale" ma più profondo, diciamo del carattere, è difficile che funzioni.
    Anche intuitivamente, come fai a trovare una strategia in un disturbo che si esprime a livello interiore-emotivo, piuttosto che nell' evitamento di una oggetto fobico esterno?.
    Cmque sempre pro e contro, è chiaro.
    Rimane una delle mie possibili alternative, tutto sommato è un approccio che funziona!.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  8. #8
    lettore
    Ospite non registrato
    Scusate se intervengo così in ritardo, ma voglio entrare nel dibattito, perchè ho fatto negli ultimi giorni esperienza diretta della scuola di nardone, essendomi iscritto al I anno ed avendo seguito le prime lezioni.

    Devo ammettere che l'approccio è rivoluzionario e potrebbe essere considerato "eretico" dagli psicoanalisti, difatti una mia carissima amica che ha fatto un'altra scuola lo definisce così.
    Io penso che Nardone non pecca di modestia, anche perchè già nei suoi libri consiglia prima una terapia breve e se non dovesse funzionare una di tipo classico.

    Ma mi chiedo wrubens, che significa "un disturbo che si esprime a livello interiore-emotivo" ?
    Vuoi affermare che esistono disturbi di serie a e disturbi di serie b?

    Comunque volevo dire che la scuola è molto interessante, sicuramente risponde al mio pensiero che parte dal presupposto che Freud era solo un uomo e non un dio quindi non poteva creare una disciplina che fosse portatrice della unica verità che esiste.

    Freud è stato un grande per i suoi tempi, ma bisogna andare avanti nella ricerca.

    P.s.: la scuola costa 4000 euro tutto compreso senza +iva

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    17-04-2003
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    Originariamente postato da lettore
    Scusate se intervengo così in ritardo, ma voglio entrare nel dibattito, perchè ho fatto negli ultimi giorni esperienza diretta della scuola di nardone, essendomi iscritto al I anno ed avendo seguito le prime lezioni.

    Devo ammettere che l'approccio è rivoluzionario e potrebbe essere considerato "eretico" dagli psicoanalisti, difatti una mia carissima amica che ha fatto un'altra scuola lo definisce così.
    Io penso che Nardone non pecca di modestia, anche perchè già nei suoi libri consiglia prima una terapia breve e se non dovesse funzionare una di tipo classico.

    Ma mi chiedo wrubens, che significa "un disturbo che si esprime a livello interiore-emotivo" ?
    Vuoi affermare che esistono disturbi di serie a e disturbi di serie b?

    Comunque volevo dire che la scuola è molto interessante, sicuramente risponde al mio pensiero che parte dal presupposto che Freud era solo un uomo e non un dio quindi non poteva creare una disciplina che fosse portatrice della unica verità che esiste.

    Freud è stato un grande per i suoi tempi, ma bisogna andare avanti nella ricerca.

    P.s.: la scuola costa 4000 euro tutto compreso senza +iva
    Mi fa piacere che tu ti sia unito alla discussione.
    Conosco Nardone tanto bene da definirlo quasi un amico.
    Sono convinto che per alcuni disturbi la sua tecnica sia la più efficace ed efficiente oggi disponibile.

    Veniamo al tuo quesito. Esistono disturbi di serie A e B. Diciamo che la breve strategica, Nardone, agendo sul sintomo, pone limiti epistemologici e metodologici.
    Il sintomo deve essere evidenziabile.
    Non sempre il sintomo è tanto evidente all’ interno di un problema. Immagina ad esempio i disturbi di personalità che si collocano sull’ asse 2 del dsm.
    Quando il disturbo è del carattere difficilmente si può evidenziare a livello matematico. E qui il CTS di Arezzo entra in crisi. Propone soluzioni e ristrutturazioni che difficilmente funzionano.
    Una questione che assomiglia più ad una strategia di marketing piuttosto che ad un’ approccio scientifico è la seguente. Perchè non si parla mai dei limiti di tale approccio?. Al convegno del 2003 “look back to see the future” tale dibattito non è emerso anzi, la presentazione proponeva tale terapia quasi come panacea per tutti i mali.
    Eppure i limiti sono evidenti. Come del resto intrinseci ad ogni epistemologia e scuola di formazione.
    Riprendendo una metafora che piace a Giorgio. La terapia è come una partita a scacchi tra il terapeuta ed il problema. Questo implica la possibilità di “mappatura” del problema, i pezzi dell’ avversario posti sulla scacchiera. Ma è poi così facile e scontato che noi riusciamo a riconoscere le pedine dell’ avversario e la loro posizione su questa scacchiera?. Prova a fare questa domanda al tuo trainer.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  10. #10
    lettore
    Ospite non registrato
    Quale alternativa terapeutica proporresti per questi tipi di problemi?

  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Personalmente ritengo la "relazione" fondante di un sistema di emozioni non sempre evidenziabile da analisi lineari. Ho scelto la scuola sistemico-relazionale.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  12. #12
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Perchè non continui il dibattito...?

    Magari non mi sono spiegato?...
    Allora...vedrò di spiegarmi meglio..secondo me non esiste un approccio che vince in modo schiacciante sugli altri...diciamo che è sempre una vittoria ai punti.

    La t. breve strategica come la sistemica, la cognitivo comportamentale come lo psicodramma li considero tutti approcci interessanti. Poi, una volta che pratichi la professione ti rendi conto che è necessario porsi in un' ottica di terapia integrata, dove la diversa espistemologia trova il suo connubio all' interno della personalità del terapeuta.
    L' unica scelta formativa che non condivido è la psicodinamica per motivi che ho espresso più volte in questo forum (Micia).
    Però devo anche ammettere che in alcuni casi avrei voluto possedere anche strumenti di psicodinamica per lavorare sui sogni e sulle difese.
    La scuola di Arezzo credo sia imbattibile oltre che per ciò che ho già espresso anche per la sua tecnica.
    Ti insegnano tecniche precise per problemi concreti.
    Ti basti pensare che il terapeuta prepara la comunicazione prima di entrare in seduta.
    La sistemica-relazionale tendenzialmente non offre strumenti tecnici così precisi ma si pone in un' ottica di formare lo specializzando offrendo un metodo. In base poi alle predisposizioni personali ci si formerà una tecnica. E questo mi piace abbastanza.
    Della scuola di Arezzo è invece imbattibile la comunicazione. Aldilà della prescrizione, a volte anche banale, saper gestire la comunicazione come la scuola insegna è un traguardo per tutti i terapeuti, credo.
    Della cognitivo-comportamentale credo sia bellissimo il lavoro sulle credenze. Come dice Vincent, dietro ogni disturbo ci sono delle credenze da evidenziare. E' inoltre un approccio che più di altri è stato confermato per efficacia ed efficienza, oltre che essere il metodo terapeutico elettivo in Inghilterra.
    Dello psicodramma è bellissimo il lavoro sulle emozioni. Credo che il problema dipenda anche da un equilibrio nell' esprimere le proprie emozioni. Trovare una metodologia di espressione credo possa realmente equilibrare un sistema.

    Tempo e soldi le farei tutte!.

    Rubens
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    Rubens

  13. #13
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Scuola di Specializzazione Breve Strategica (Nardone)

    Citazione Originalmente inviato da lettore Visualizza messaggio
    Scusate se intervengo così in ritardo, ma voglio entrare nel dibattito, perchè ho fatto negli ultimi giorni esperienza diretta della scuola di nardone, essendomi iscritto al I anno ed avendo seguito le prime lezioni.

    Devo ammettere che l'approccio è rivoluzionario e potrebbe essere considerato "eretico" dagli psicoanalisti, difatti una mia carissima amica che ha fatto un'altra scuola lo definisce così.
    Io penso che Nardone non pecca di modestia, anche perchè già nei suoi libri consiglia prima una terapia breve e se non dovesse funzionare una di tipo classico.

    Ma mi chiedo wrubens, che significa "un disturbo che si esprime a livello interiore-emotivo" ?
    Vuoi affermare che esistono disturbi di serie a e disturbi di serie b?

    Comunque volevo dire che la scuola è molto interessante, sicuramente risponde al mio pensiero che parte dal presupposto che Freud era solo un uomo e non un dio quindi non poteva creare una disciplina che fosse portatrice della unica verità che esiste.

    Freud è stato un grande per i suoi tempi, ma bisogna andare avanti nella ricerca.

    P.s.: la scuola costa 4000 euro tutto compreso senza +iva
    ciao, mi potresti dire in che mese iniziano i corsi e che tipo di imegno è richiesto (tutti i fine settimana, 1 al mese?) grazie

  14. #14
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Scuola di Specializzazione Breve Strategica (Nardone)

    Citazione Originalmente inviato da wrubens Visualizza messaggio
    Mi fa piacere che tu ti sia unito alla discussione.
    Conosco Nardone tanto bene da definirlo quasi un amico.
    Sono convinto che per alcuni disturbi la sua tecnica sia la più efficace ed efficiente oggi disponibile.

    Veniamo al tuo quesito. Esistono disturbi di serie A e B. Diciamo che la breve strategica, Nardone, agendo sul sintomo, pone limiti epistemologici e metodologici.
    Il sintomo deve essere evidenziabile.
    Non sempre il sintomo è tanto evidente all’ interno di un problema. Immagina ad esempio i disturbi di personalità che si collocano sull’ asse 2 del dsm.
    Quando il disturbo è del carattere difficilmente si può evidenziare a livello matematico. E qui il CTS di Arezzo entra in crisi. Propone soluzioni e ristrutturazioni che difficilmente funzionano.
    Una questione che assomiglia più ad una strategia di marketing piuttosto che ad un’ approccio scientifico è la seguente. Perchè non si parla mai dei limiti di tale approccio?. Al convegno del 2003 “look back to see the future” tale dibattito non è emerso anzi, la presentazione proponeva tale terapia quasi come panacea per tutti i mali.
    Eppure i limiti sono evidenti. Come del resto intrinseci ad ogni epistemologia e scuola di formazione.
    Riprendendo una metafora che piace a Giorgio. La terapia è come una partita a scacchi tra il terapeuta ed il problema. Questo implica la possibilità di “mappatura” del problema, i pezzi dell’ avversario posti sulla scacchiera. Ma è poi così facile e scontato che noi riusciamo a riconoscere le pedine dell’ avversario e la loro posizione su questa scacchiera?. Prova a fare questa domanda al tuo trainer.

    Rubens
    Il quesito che vorrei, gentilmente proporti, é questo:
    quando si lavora sull'Asse I, senza considerare la comorbilità, succede solo che la strategica non funziona, o può accadere qualcos'altro (leggi scompensi).
    Grazie, se avrai la bontà di rispondermi.
    Lucio Demetrio Regazzo

  15. #15
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    Riferimento: Scuola di Specializzazione Breve Strategica (Nardone)

    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Il quesito che vorrei, gentilmente proporti, é questo:
    quando si lavora sull'Asse I, senza considerare la comorbilità, succede solo che la strategica non funziona, o può accadere qualcos'altro (leggi scompensi).
    Grazie, se avrai la bontà di rispondermi.
    Guarda Lucio... questa tua crociata contro la TSB sta diventando oltremodo "patetica".

    Dici questo DSM e parli sempre di Asse II, ma ancora non hai capito che la TBS "NON SI OCCUPA" di quei disturbi.

    Capisci? NON SE NE FREGANO NIENTE dei disturbi di personalità e dei ritardi mentali.

    Quando la terapia non funziona con l'ASSE I ( quello di cui si occupano ), non succede niente, o meglio succede ciò che succede quando fallisce una terapia. Non so se ti sei informato, ma al terapeuta della TBS insegnano anche cosa dire quando la terapia NON FUNZIONA.

    Lo sapresti se avessi letto almeno il libro "Terapia Breve Strategica" di G. Nardone e P. Watzlawick 1997 Raffaello Cortina Editore.

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