• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 25
  1. #1
    io mordo
    Ospite non registrato

    La sanità mentale è relativa?

    Quanti di voi pensano che la psicosi sia un modo eccentrico ma condivisibile di vedere il mondo?
    Qualcuno crede che non esistano criteri validi per valutare in maniera oggettiva e a prescindere dalla sua cultura la sanità mentale di un individuo?

    Mi piacerebbe leggere dei pareri a riguardo...
    Marco

  2. #2
    asinov
    Ospite non registrato
    piacerebbe approfondire pure a me.

    la mia prima opinione, è che la "follia" sia in linea di principio lecita.
    follia intesa come interpretazione della realtà, come qualsiasi interpretazione della realtà.
    secondariamente, ma in pratica sostanzialmente, può diventare illecita nella sua interazione con la "realtà condivisa".

  3. #3
    asinov
    Ospite non registrato
    dimenticavo, la diagnosi: 100% culturale o no?

    mi vengono in mente due semplici cose: disturbo sociale(devianza), e disturbo neurologico.

    l'ultimo potrebbe rappresentare una forma di patologia
    a-culturale, ma ammettendo che esista una configurazione cerebrale standard che tracci la linea tra sano e malato.
    non me ne intendo, ma ammettiamo che esista un cervello standard, potrebbe mai succedere che un deviante-cerebrale sia in realtà una persona con capacità alternative, e in ultima battuta, utili?

    quindi, per concludere con queste semplici idee, avanzerei l'ipotesi che la malattia è uno stato di malessere dell'individuo, ma, forse, allo stesso tempo, della società.
    se la devianza dell'individuo è utile alla società, non è malattia, al contrario se le è nociva.

    quindi, forse, più che malattia-malessere, il concetto è utile-nocivo.

    (col beneficio del dubbio)

  4. #4
    Partecipante Figo L'avatar di (sic)
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Roma-Brindisi
    Messaggi
    845

    Re: La sanità mentale è relativa?

    Originariamente postato da io mordo
    Qualcuno crede che non esistano criteri validi per valutare in maniera oggettiva e a prescindere dalla sua cultura la sanità mentale di un individuo?
    Io non credo che un essere umano possa in qualche modo essere oggettivo nella valutazione di qualsiasi cosa. La scelta del "metro" è sempre arbitraria e conforme ai valori di ogni singolo individuo. Questo vale ancora di più per la misurazione di entità astratte come la mente. Io non credo che esistano malattie della mente. Si parlava di devianza: beh... io non credo che, ad esempio, un serial killer sia un malato mentale, ma una persona che nella vita ha subito situazioni particolari, tali da averlo indotto a comportarsi in un determinato modo. Però, quelle stesse situazioni, in un'altra persona, possono indurre ad avere un comportamento masochista, più che sadico. Altre persone, ancora, ne escono rafforzate. Come si può essere oggettivi di fronte ad una varietà così grande e impossibile da prevedere e controllare? Se il particolare comportamento è dovuto a problemi fisici, che portano ad "anomalie" nel funzionamento del cervello, allora CREDO che si debba fare un discorso a parte (che io non sarei assolutamente in grado di fare). Ma io non credo che, in questi casi, si debba parlare in termini negativi (leggi: dispregiativi), come la gente comune è solita fare.
    E' come il discorso INTELLIGENZA-NON INTELLIGENZA (o, per lo meno, poca intelligenza). Spesso, chi è asociale o "deviato", viene anche etichettato come non intelligente. Questo implica, secondo me, che chi giudica, CREDE DI ESSERE INTELLIGENTE (!!!). E come lo stabilisce?

    Secondo me è tutto relativo e giudico anche fortemente dannoso questo stare a misurare delle entità che alla fine restano concetti, cioè, "rappresentazioni mentali di qualcosa". Le menti sono diverse (quindi, funzionano diversamente) per ogni singolo individuo...
    Ultima modifica di (sic) : 09-10-2004 alle ore 17.23.10
    "l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole... sono prospettive!"

  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di Ember
    Data registrazione
    22-07-2002
    Residenza
    Urbino
    Messaggi
    11,724
    Ma allora perchè le "malattie mentali" hanno così tanti punti in comune da individuo a individuo? Non sono sintomi?
    *** Homo sum: humani nihil a me alienum puto ***

    oPS-StaNZa Di uRBiNo iL Mio FoRuM



    Anche Ember nella setta dell'ASD *asdatrice musicista*
    [thanks to Angelus, fondatore della setta]

  6. #6
    asinov
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Ember
    Ma allora perchè le "malattie mentali" hanno così tanti punti in comune da individuo a individuo? Non sono sintomi?
    ciao ember. i sintomi sono segni, segni di qualcosa. forse il punto è la definizione di questo "qualcosa". questo "qualcosa" è una malattia? cos'è la malattia?
    un problema quasi filosofico.


    Spesso, chi è asociale o "deviato", viene anche etichettato come non intelligente. Questo implica, secondo me, che chi giudica, CREDE DI ESSERE INTELLIGENTE (!!!). E come lo stabilisce?
    ciao, magari lo stabilisce proprio definendo l'altro non-intelligente?
    Foucault, nel bellissimo libro "Storia della follia", parlava del periodo, rinascimentale se non sbaglio, in cui era diffuso l'orrore della follia... allora "l'indicare l'altro" come folle, significava "individuare la follia nell'altro", e quindi esserne senz'altro esenti: perchè il folle non si rende conto della follia.

  7. #7
    io mordo
    Ospite non registrato
    perchè il folle non si rende conto della follia
    Ti sbagli!!
    Secondo me abbiamo il viziaccio di confondere la pazzia con il delirio, la pazzia non è solo paranoia.
    Anche se lo psicotico non è quasi mai cosciente della sua pazzia spontaneamente non è incapace di prenderne coscienza.

    Un sintomo come le allucinazioni auditive è più di un semplice segno secondo me e una persona portatrice di sintomi di tale portata conosce bene il significato della parola malattia.
    Il delirio è un mezzo per lenire l'angoscia di disintegrazione, quando il delirio viene riconosciuto come un'idea folle allora emerge il vero significato della psicosi... pensa a uno psicotico che non soffre più di un delirio ma che non riesce a dormire perchè sente un fischio assordante ogni volta che si stende sul letto... non è più un fatto relativo, è un sintomo oggettivo.

    Io non credo che la pazzia sia un fenomeno relativo, la psicosi esiste come esiste l'autismo, esiste anche la pazzia negli animali a parere mio.

  8. #8
    asinov
    Ospite non registrato
    la pazzia negli animali ?

    comunque riportavo quanto detto da foucoult nel suo libro.

    difficile mettere in discussione che se uno sente un fischio assordante, lo sente e stop.

    ...ma su cosa questo fischio significhi, ecco, forse è qui che entra in gioco la relatività, tutta la relatività che si trova in un interpretazione.

    esempio iperbolico: in una cultura (magari un pò "primitiva") quel fischio potrebbe rappresentare la dannazione che su di lui è stata fatta cadere da Piffero, magico uccello divino che punisce i seminatori di disprezzo.. è la sua condanna, e deve essere chiuso in una gabbia fino alla morte.

    in un'altra cultura significa malattia mentale contagiosa, da mettere in quarantena.

    in un'altra significa preparazione all'accesso al regno VI del mondo XI nell'universo V dei calabroni,

    in un altra malattia curabile.

  9. #9
    Diceva (e dice) una mia amica, che ha lavorato in un reparto psichiatrico, che quando una persona ti dice (convinta) che dietro alla porta c'è un coniglio nero gigante, non pensi 'mbeh ma forse vede qualcosa del settimo piano astrale': piuttosto pensi 'no, quel dannato coniglio NON c'è (e tu hai le allucinazioni)'
    E io penso che per alcune cose sia proprio così...
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  10. #10
    asinov
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    Diceva (e dice) una mia amica, che ha lavorato in un reparto psichiatrico, che quando una persona ti dice (convinta) che dietro alla porta c'è un coniglio nero gigante, non pensi 'mbeh ma forse vede qualcosa del settimo piano astrale': piuttosto pensi 'no, quel dannato coniglio NON c'è (e tu hai le allucinazioni)'
    E io penso che per alcune cose sia proprio così...
    non sono insensibile, ho lavorato anch'io nel campo psichiatrico.
    conosco la sofferenza, e penso sia giusto che tra simili ci si aiuti a superare, quanto possibile, i momenti di dolore. non metto in dubbio questo, assolutamente.

    ...però c'è una cosa che mi stupisce dell'essere umano.
    che si trova su un pianeta che ruota su se stesso, girando nel contempo insieme ad altri pianeti attorno ad una stella, in una galassia, in un universo... si trova su un pianeta, e non sa proprio dire com'è che c'è finito! si guarda, si ascolta pensare, e si chiede, divertito ma vacillante per la grandezza del mistero: ma che storia è mai questa !?

    e quest'uomo ha il coraggio di ragionare in termini di logica !
    non sa dire perchè è qui, ma sa dire cos'è che esiste e cos'è che non esiste!!

    ...incredibile, eccezionale!

  11. #11
    Postatore Compulsivo L'avatar di stillmad
    Data registrazione
    28-07-2004
    Residenza
    peripezie mentali
    Messaggi
    3,577
    Originariamente postato da asinov


    ciao, magari lo stabilisce proprio definendo l'altro non-intelligente?
    Foucault, nel bellissimo libro "Storia della follia", parlava del periodo, rinascimentale se non sbaglio, in cui era diffuso l'orrore della follia... allora "l'indicare l'altro" come folle, significava "individuare la follia nell'altro", e quindi esserne senz'altro esenti: perchè il folle non si rende conto della follia.
    è illuminante quel libro
    personalmente credo ke : o siamo tutti folli o siamo tutti "normali"ma
    non lo abbiamo capito ancora.

  12. #12
    io mordo
    Ospite non registrato
    difficile mettere in discussione che se uno sente un fischio assordante, lo sente e stop. ...ma su cosa questo fischio significhi, ecco, forse è qui che entra in gioco la relatività, tutta la relatività che si trova in un interpretazione.
    Lasciamo perdere i significati simbolici che la pazzia può assumere nella mente di uno spettatore esterno, la pazzia rimane pur sempre un fatto oggettivo per il diretto interessato... come dicevi tu stesso non si può mettere in discussione che uno senta delle voci o che non riesca a seguire ragionamenti astratti che prima seguiva con estrema facilità o che spesso si dimentichi a cosa stava pensando o che abbia la sensazione che i propri pensieri vengano dall'esterno o che non riesca a provare sentimenti di alcun genere.

    e quest'uomo ha il coraggio di ragionare in termini di logica ! non sa dire perchè è qui, ma sa dire cos'è che esiste e cos'è che non esiste!!
    Ma se non ragioniamo in termini di logica come dovremmo pensare? Penso che sia un dovere per noi, come esseri dotati di un'istinto di sopravvivenza, cercare di capire cosa esiste e cosa non esiste... una logica relativa (relativa al nostro istinto) è meglio di una logica caotica e anche di una logica assoluta visto che non credo esista... cosa dovremmo fare, smettere di ragionare o diventare pazzi?
    Paradossale ma il tuo è proprio un ragionamento logico effettivamente, penso che la follia, il caos sia la verità ultima l'origine abissale dal quale proveniamo, dal quale nasciamo e ci sviluppiamo schivando tutte le fonti di dolore.
    La vita consiste secondo me in un sistema sensibile all'entropia e in grado di reagire per svilupparsi allontanandosi da essa ma a volte le cose non funzionano a dovere....

    A presto...

  13. #13
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    la "follia" delle allucinazione potrebbe dipendere anche da cosa una persona sceglie di vedere e/o sentire.. per la nostra società se dici di vedere un coniglio bianco sei pazzo.. se dici di vedere la Madonna sei un santo..

  14. #14
    Postatore Compulsivo L'avatar di stillmad
    Data registrazione
    28-07-2004
    Residenza
    peripezie mentali
    Messaggi
    3,577
    Originariamente postato da Accadueo
    la "follia" delle allucinazione potrebbe dipendere anche da cosa una persona sceglie di vedere e/o sentire.. per la nostra società se dici di vedere un coniglio bianco sei pazzo.. se dici di vedere la Madonna sei un santo..
    mhh.ricordi nivece ke sul manuale di di psicopatologia...cioè una specie di dsm per intenderci, molti aspetti di quello ke possaimo classificare "santo" o martire ecc..sono classificate nelle patologie..
    il filo è veramente sottile...anzi direi ke non c'è:per la psikiatria sono pazzi,per la chiesa santi...
    un santo deve per forza essere un po' pazzo e cmq un santo sociologicamente è per forza un deviante....
    ke dire...tra preti e psicologi non è mai corso buon sangue....sarà pure per questo???

  15. #15
    Partecipante L'avatar di affa
    Data registrazione
    01-04-2004
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    42
    Questo forum è molto interessante.
    Per descrivere cosa secondo me è la psicosi e la follia mi voglio rifare a una bellissima metafora che ho letto su "La mente a più dimesioni" di Bruner. Qui si considerà la realtà che percepiamo come un libro, come tutti noi abbiamo avuto esperienza, quando due o tre persone leggono un libro faranno attenzione o ne e ne daranno un interpretazione soprattutto in base alla loro soggettività (o esperienza), ma tutti saranno sempre vicolati dal testo scritto, cioè non potranno inserire personaggi o fatti che non esistono, e la trama sarà la stessa per tutti. I folli invece, leggono il libro della realtà e lo interpretano svincolandosi completamente dal testo sicritto, e costruendo una trama tutta loro.
    Io credo che questa sia una bellissima metafora per descrivere la realtà
    Fuori come va?
    affa.

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo

Privacy Policy