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Discussione: Verso la professione?

  1. #1
    CiccioLatino
    Ospite non registrato

    Verso la professione?

    Carissimi colleghi dott!!!
    Ok, una e fatta! La laurea è stata agguantata e il tirocinio è iniziato da più di sei mesi! Ora mi e vi chiedo: è possibile trovare un' attività remunerativa che possa attutire il colpo alla bocca dello stomaco delle spese per una Scuola di Specializzazione o un Master? Volevo chiedere a chi ci è passato o a chi ha info, quali sono le attività e i ruoli in generale che possiamo ricoprire con la sola abilitazione e in quali enti si può pensare di poter lavoricchiare, e fare cosa?
    Mi piacerebbe fare consulenza clinica, ma noi poveri abilitati(quando sarà!!) ne abbiamo facoltà?
    Grazie a tutti

  2. #2
    HT Sirri
    Ospite non registrato

    Re: Verso la professione?

    Originariamente postato da CiccioLatino
    Carissimi colleghi dott!!!
    Ok, una e fatta! La laurea è stata agguantata e il tirocinio è iniziato da più di sei mesi! Ora mi e vi chiedo: è possibile trovare un' attività remunerativa che possa attutire il colpo alla bocca dello stomaco delle spese per una Scuola di Specializzazione o un Master? Volevo chiedere a chi ci è passato o a chi ha info, quali sono le attività e i ruoli in generale che possiamo ricoprire con la sola abilitazione e in quali enti si può pensare di poter lavoricchiare, e fare cosa?
    Mi piacerebbe fare consulenza clinica, ma noi poveri abilitati(quando sarà!!) ne abbiamo facoltà?
    Grazie a tutti
    Consulenza Clinica?

    Certo, legalmente parlando l'unica cosa che lo psicoterapeuta puo' fare in piu' rispetto allo psicologo e' terapia.

    Per il resto dovresti spiegarti meglio, dicendo per esempio dove vorresti lavorare (citta'), la modalita' (come dipendente o come professionista), il che cosa sei in grado di (o vuoi) fare, ecc.

    Un abbraccio,

    Stefano

  3. #3
    CiccioLatino
    Ospite non registrato
    Caro Stefano,
    se avessi avuto le idee chiare, forse non avrei esposto affatto il problema. Ti posso dare una risposta certa sul dove (Roma) e sul cosa (Psicologia Clinica, dato che è il mio indirizzo). In più ho seguito un corso formativo di Consulenza Clinica per le Organizzazioni e sono iscritto alla Biennale Medico-Ospedaliera. Ma il mio problema è proprio questo: cosa e come posso fare per trovare una attività da Psicologo Clinico, senza specializzazione? Tutti mi hanno risposto che le sostituzioni di operatori nei servizi privati, senza nessuna garanzia, sono le uniche possibilità attuali di lavorare
    Se hai da darmi qualsiasi tipo di stimolazione è bene accetta!

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di stella*
    Data registrazione
    28-02-2002
    Messaggi
    78
    ciao ragazzi
    scusate se mi intrometto ma il mio prob è simile
    sono laureata da quasi un anno, sto facendo ancora il tirocinio e vorrei fare qu.sa per mantenermi e per pagarmi la scuola di spec. (che nn ho ancora scelto!!!)
    qualche consiglio?

    leggevo che bisognerebbe chiedere di sostituire qualche operatore...ma concretamente...come???

    e poi: conoscete corsi di formazione, di perfezionamento, master (!!!) o qualunque altra cosa si faccia post lauream finanziati dall'UE o con "vere" borse di studio?

    PER CICCIOLATINO: hai seguito un corso formativo di Consulenza Clinica per le Organizzazioni e sei iscritto alla Biennale Medico-Ospedaliera: potresti darmi qualche info in più su tutto ciò?
    Grazie a tutti
    stella
    "Il rigore da solo è morte per paralisi
    ma l'immaginazione da sola è pazzia"
    G. Bateson

  5. #5
    CiccioLatino
    Ospite non registrato
    Ciao Stella!!!
    Quei corsi li ho seguiti prendendo info alla SIPs Società Italiana di Psicologia.
    Ciaoooo

  6. #6
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da CiccioLatino
    Caro Stefano,
    se avessi avuto le idee chiare, forse non avrei esposto affatto il problema. Ti posso dare una risposta certa sul dove (Roma) e sul cosa (Psicologia Clinica, dato che è il mio indirizzo). In più ho seguito un corso formativo di Consulenza Clinica per le Organizzazioni e sono iscritto alla Biennale Medico-Ospedaliera. Ma il mio problema è proprio questo: cosa e come posso fare per trovare una attività da Psicologo Clinico, senza specializzazione? Tutti mi hanno risposto che le sostituzioni di operatori nei servizi privati, senza nessuna garanzia, sono le uniche possibilità attuali di lavorare
    Se hai da darmi qualsiasi tipo di stimolazione è bene accetta!
    Non hai risposto ad una domanda fondamentale:
    come dipendente o come professionista?

    Esistono esistono molte strade:
    Dipendente "passivo": il primo punto e' la ricerca di assunzione, quindi ti puoi rivolgere ad agenzie specializzate, leggere gli annunci sul giornale, reperire elenchi di aziende/cooperative/altro in cui puoi essere assunta.
    Il secondo step e' il superamento della selezione stessa, e gia' su OPs puoi trovere alcune info in merito.

    Dipendente "attivo": anche qui ti rivolgi ad aziende/cooperative/altro, verso cui, invece di chiedere un'assunzione (e quindi passare per un loro bisogno di personale, piu' la selezione), fai 4 chiacchere con un responsabile e gli presenti un progetto operativo (es. per una comunita' sviluppi un progetto di riabilitazione; per una scuola un progetto di prevenzione dell'abbandono scolastico, ecc.).

    Professionista: apri uno studio (ho detto un'eresia?).
    Tieni presente che questa e' la soluzione che ti porta i massimi vantaggi nel tempo: ti specializzerai?, benissimo, hai gia' una base lavorativa ed esperenziale; puoi agire in completa liberta'; non devi "combattere contro i mulini a vento" (da dipendente devi seguire determinate regole..... e spesso queste sono poco utili a fare un buon lavoro); ecc.
    Tu ti chiederai come fare, dove trovare pazienti/clienti, ecc.
    Si fa! certo che si fa, poi in una citta' come roma e' molto piu' semplice rispetto ad altri posti.

    Un abbraccio,

    Stefano

  7. #7
    Matricola L'avatar di Keru
    Data registrazione
    09-07-2004
    Residenza
    Ancona
    Messaggi
    21
    Ciao scusate se mi intrometto, ma è un argomento che sta a cuore anche a me.
    Ciao Stefano, non è la prima volta che leggo i tuoi messaggi qui su ops ed ogni volta le cose che scrivi mi danno un sacco di coraggio, sembra tutto così facile! Ho appena superato l'esame di stato a Roma e mi trovo come tutti (o quasi) a pormi domande sul mio futuro lavorativo. Forse l'unico punto certo che ho è il mio futuro percorso formativo: non posso (e non voglio) iscrivermi ad una scuola di specializzazione, ma vorrei seguire qualche corso o master e la mia indecisione è tra la Psicodiagnostica il Counselling e la Mediazione Familiare anche se non è detto che le tre cose si escludano.
    Il lavoro. Nota dolente. Fino ad ora ho cercato qualcosa come "Dipendente passiva", ma oltre una coop.sociale non sono andata...e tra l'altro mi hanno detto che c'è possibilità d'inserimento solo come educatore perchè gli psicologi non li assumono Bè a me non va di lavorare come educatore, dopo anni di sacrifici per conseguire questa laurea e dopo mesi passati a studiare e sudare per l'esame di stato. Una mia amica faceva turni massacranti in coop. e le sue mansioni erano del tutto lontane dalla psicologia. Mi ha infatti sconsigliato di provare.
    Lo studio dici tu. Bè non è un'eresia ma così senza formazione specifica in un campo non so...sarebbe meglio seguire un corso in counselling o anche quelli che ho preso in considerazione io? scusa se la domanda sembra stupida ma ho veramente le idee confuse su cosa fare realmente per propormi nel mondo del lavoro...
    A presto
    Rossella

  8. #8
    Partecipante Affezionato L'avatar di stella*
    Data registrazione
    28-02-2002
    Messaggi
    78

    ???

    Originariamente postato da CiccioLatino
    Ciao Stella!!!
    Quei corsi li ho seguiti prendendo info alla SIPs Società Italiana di Psicologia.
    Ciaoooo
    Ciao Ciccio,
    grazie per la risposta, ma in realtà io mi domandavo se fossero state esperienze che tu consiglieresti di fare, se ti sono servite etc etc., e soprattutto se/quanto hai dovuto spendere (nn per farti i conti in tasca, scusa, ma con questa scarsità di pecunio...)
    Grazie ancora
    S.
    "Il rigore da solo è morte per paralisi
    ma l'immaginazione da sola è pazzia"
    G. Bateson

  9. #9
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Keru
    Ciao Stefano, non è la prima volta che leggo i tuoi messaggi qui su ops ed ogni volta le cose che scrivi mi danno un sacco di coraggio, sembra tutto così facile!
    Grazie!

    Le cose non sono facili, e' che quando sono chiare in testa da parte di chi scrive, facilmente diventono semplici da capire anche in chi legge.

    Ho appena superato l'esame di stato a Roma e mi trovo come tutti (o quasi) a pormi domande sul mio futuro lavorativo. Forse l'unico punto certo che ho è il mio futuro percorso formativo: non posso (e non voglio) iscrivermi ad una scuola di specializzazione, ma vorrei seguire qualche corso o master e la mia indecisione è tra la Psicodiagnostica il Counselling e la Mediazione Familiare anche se non è detto che le tre cose si escludano.
    Bene.

    Il lavoro. Nota dolente. Fino ad ora ho cercato qualcosa come "Dipendente passiva",
    ......
    Lo studio dici tu. Bè non è un'eresia ma così senza formazione specifica in un campo non so...sarebbe meglio seguire un corso in counselling o anche quelli che ho preso in considerazione io? scusa se la domanda sembra stupida ma ho veramente le idee confuse su cosa fare realmente per propormi nel mondo del lavoro...
    A presto
    Rossella
    Secondo me lo studio e' un'ottima soluzione, ovvio e' che qualcosa devi saper fare.......

    Ti consiglio questo:
    1) decidi prima di tutto con che utenza vuoi lavorare (es. bambini, adulti; oppure su una quale situazione, ad es. sulle problematiche di coppia, sull'autostima, sulla creativita', ecc.)

    2) se non hai gli strumenti pratici per operare in quel/quei campi, devi provvedere in qualche modo (es. corsi, libri, ecc.).
    Meglio se i campi sono almeno 2 o 3

    3) pianifica una strategia per iniziare a farti conoscere e quindi trovare utenza

    4) prendi lo studio (ti consiglio in sub-affitto)

    5) inizia a "promuoverti" e a lavorare/guadagnare (e' brutto parlare di autopromozione per uno psicologo clinico?)

    Un abbraccio ed in bocca al lupo,

    Stefano

  10. #10
    CiccioLatino
    Ospite non registrato
    Grazie Stefano per i tuoi preziosi consigli!
    Lo studio era una cosa a cui non avevo proprio pensato, almeno per l'immediato. Pensavo che fosse richiesta una competenza specifica da dimostrare come un diploma di specializzazione in un settore specifico o un master! Non è richiesto legalmente un'attestato che certifichi la tua competenza per poter lavorare privatamente con l'utenza, o è solo una questione di coscienza?(Scusa le tristi rime in "-enza" ma non erano volute!!!!)
    E infatti mi chiedo: Ma se io sono solo psicologo non posso fare terapia!Allora che tipo di servizio posso erogare? Mi provo a rispondere cosi magari mi puoi aiutare a capire meglio e se sto dicendo cazzate bloccami!
    1) Consulenza Clinica con dei colloqui di Analisi della Domanda di breve durata cosi da poter inviare dopo una serie ridotta di sedute al servizio o privato competente.

    2) Colloqui di sostegno psicologico dopo avere approfondito alcune tecniche di intervento clinico.

    3) Colloqui per risolvere alcuni problemi specifici, presentandoti come facilitatore sociale o esperto mediatore in situazioni difficili.

    Spero sia riuscito a rendere chiara la domanda!
    Grazie.

  11. #11
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da CiccioLatino
    Grazie Stefano per i tuoi preziosi consigli!
    Prego
    ;-)
    Lo studio era una cosa a cui non avevo proprio pensato, almeno per l'immediato. Pensavo che fosse richiesta una competenza specifica da dimostrare come un diploma di specializzazione in un settore specifico o un master! Non è richiesto legalmente un'attestato che certifichi la tua competenza per poter lavorare privatamente con l'utenza, o è solo una questione di coscienza?
    Legalmente parlando chiunque puo' aprire uno "studio".
    Mentre uno studio da psicologo, lo puo' aprire solo uno psicologo.

    E infatti mi chiedo: Ma se io sono solo psicologo non posso fare terapia!Allora che tipo di servizio posso erogare?
    ....
    1) Consulenza Clinica con dei colloqui di Analisi della Domanda di breve durata cosi da poter inviare dopo una serie ridotta di sedute al servizio o privato competente.
    Questo non funzionera' mai.
    Chi verrebbe da te per farsi inviare da un collega, il quale sicuramente rifara' l'analisi della domanda?

    2) Colloqui di sostegno psicologico dopo avere approfondito alcune tecniche di intervento clinico.
    Ok.

    3) Colloqui per risolvere alcuni problemi specifici, presentandoti come facilitatore sociale o esperto mediatore in situazioni difficili.
    Ok.

    Ti stai dimenticando il settore piu' grosso: la crescita personale.
    Ovvero le persone che stanno benissimo (nessun tipo di problema) e che vogliono semplicemente migliorare se stessi.
    Aumentare la sicurezza in se stessi, l'autostima, la comunicazione, la creativita', l'autoefficacia, ecc.

    Un abbraccio,

    Stefano

  12. #12
    Partecipante Assiduo L'avatar di GRONCHIO
    Data registrazione
    18-10-2004
    Residenza
    Roma/Viterbo
    Messaggi
    127
    Salve a tutti! Sono da molto tempo iscritta a Ops ma è da poco che ho iniziato a leggere il forum...mi consola (ma non troppo...) vedere che siamo tutti o quasi sulla stessa barca...
    Sono di Roma e sto frequentando il II , ormai quasi III anno, della scuola SPC (Scuola di psicoterapia cognitiva) che sarebbe figlia dell'APC di Mancini...vi dico questo perchè nonostante io sia piuttosto soddisfatta della scuola, del metodo che stiamo imparando, dei docenti stessi, sento che comunque la specializzazione non è ancora abbastanza per sentirsi subito preparati ad affrontare uno studio privato...(pare che sia il sogno della maggioranza di noi ...eh?)
    ma soprattutto il problema (a parte il lato economico) è quello di entrare nel giusto giro di persone che inviano pazienti...colleghe più grandi di me qui a Roma hanno abbandonato il progetto ed altre a fatica si sobbarcano di spese avendo uno o due pazienti al massimo...
    non so se la situazione sia diversa in altre città ma qui è davvero difficile...
    scusate lo sfogo...a volte anche gli psicologi hanno bisogno di farlo...
    se qualcuno vuole provare a consolarmi...
    un bacio
    Elena
    I miei sogni sono lucciole, perle di un animo ardente. Nelle tenebre calme della notte lampeggiano in frammenti di luce. Rabindranath Tagore.

    La cambio io la vita che
    non ce la fa a cambiare me
    bevi qualcosa, cosa volevi
    vuoi far l'amore con me
    la cambio io la vita che
    che mi ha deluso più di te
    portami al mare, fammi sognare
    e dimmi che non vuoi morire...

  13. #13
    Amistade
    Ospite non registrato
    Per il Dott. Sirri: aprire uno studio così come dici tu è un'utopia pura. Farsi autopromozione: si fa prima ad auto-promuoversi come cartomante, la gente abbocca di più. Se sei all'inizio non ci sai fare, con cosa ti autopromuovi? Raccontando favole? La situazione la disegni un po' troppo rosea, per alcune cose hai ragione da vendere, per altre hai una visione sballatissima. Lo studio: liquidi la cosa dicendo "i clienti verranno", bella speranza se nessuno ti conosce e non puoi fare pubblicità. A roma ci sono tantissime persone come tantissimi psicologi e psicoterapeuti. Apri il tuo studio in un posto dove ci sono studi di professionisti caXXutissimi a fiocchi. Perchè io, paziente, dovrei andare proprio da te, che leggo il tuo nome per la prima volta sulla targhetta? Chi ci va? Il rischio enorme, se prima non vai a farti le ossa GRATIS da qualche parte, è che nessuno ti conosce e nessuno ha la passibilità di conoscerti. Mi stupisco tantissimo per quelle persone che aprono lo studio senza un minimo di agganci, ma pensano che i clienti piovano dal cielo? In questo forum ho letto cose interessanti, come lavorare in un servizio pubblico, farsi ben volere e costruirsi una clientela certa. Ma senza queste cose sono solo soldi sprecati, o si va in tv a fare spettacolo come fanno certi (cmq affermati), oppure lo studio resta vuoto.
    LA via giusta è quella di diventare altamente competenti in un campo abbastanza ampio, stando col fiato sul collo a chi quel lavoro lo fa da anni, poi ottenere agganci giusti con la clientela, in modo che sparga la voce, e infine, ricevere i clienti, al posto della struttura pubblica, nello studio privato.
    Si dovrebbe arrivare al punto che i clienti ci sono già... è solo lo studo che manca.

    Saluti

    --
    Amistade

  14. #14
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Ciao Amistade,

    un intervento come il tuo mi aiuta a capire di non essere stato chiaro, quindi rimediero'.

    Originariamente postato da Amistade
    Per il Dott. Sirri: aprire uno studio così come dici tu è un'utopia pura. Farsi autopromozione: si fa prima ad auto-promuoversi come cartomante, la gente abbocca di più. Se sei all'inizio non ci sai fare, con cosa ti autopromuovi? Raccontando favole?
    Qui ci sono due problematiche distinte:
    1) Saper fare lo psicologo
    2) Autopromuoversi

    Se qualcuno vuole imparare a fare lo psicologo sulla pelle della gente, ti assicuro che lo fa senza la mia benedizione.

    Chi deve imparare a fare una cosa ha bisogno di formazione, e non di un lavoro.

    Ovvio e' che esiste una categoria intermedia in cui una persona e' potenzialmente in grado di fare lo psicologo, gli manca solo il "la", o la sicurezza in se stessi derivante dalla pratica, dal mettersi in gioco.
    Credimi quando ti dico che questa e' la situazione di molti.

    La situazione la disegni un po' troppo rosea, per alcune cose hai ragione da vendere, per altre hai una visione sballatissima. Lo studio: liquidi la cosa dicendo "i clienti verranno", bella speranza se nessuno ti conosce e non puoi fare pubblicità.
    La cosa simpatica e' che io dico l'esatto contrario:
    noi abbiamo la possibilita' e il "dovere" di farci conoscere.

    Basta con i luoghi comuni: noi possiamo farci pubblicita'!
    Io l'ho fatto e l'ho fatto fare a colleghi un mucchio di volte.
    Ed e' una cosa normale e lecita: ho spiegato COME farlo durante diverse conferenze organizzate dagli ordini stessi (Roma, Firenze, Bolgna e Milano).

    Il vero nocciolo e' COME farsi pubblicita' senza ledere l'immagine della categoria.

    Perchè io, paziente, dovrei andare proprio da te, che leggo il tuo nome per la prima volta sulla targhetta? Chi ci va? Il rischio enorme, se prima non vai a farti le ossa GRATIS da qualche parte, è che nessuno ti conosce e nessuno ha la passibilità di conoscerti.
    Questa e' esattamente la logica che io contesto.
    Perche' devo lavorare gratis se posso farlo pagato?
    Perche' mi devo far "sfruttare" da qualcuno?

    Non hai mai pensato che far circolare l'idea di lavorare gratis sia vantaggioso per qualcuno?


    Ti faccio un ragionamento: se dopo aver lavorato gratis, riesco a lavorare pagato, io ne deduco che allora un posto per me c'era..... perche' se il mercato e' saturo, lo e' ancora di piu' dopo 1-2 anni (oltretutto non retribuiti).

    LA via giusta è quella di diventare altamente competenti in un campo abbastanza ampio, stando col fiato sul collo a chi quel lavoro lo fa da anni, poi ottenere agganci giusti con la clientela, in modo che sparga la voce, e infine, ricevere i clienti, al posto della struttura pubblica, nello studio privato.
    Si dovrebbe arrivare al punto che i clienti ci sono già... è solo lo studo che manca.

    Saluti

    --
    Amistade
    In realta' abbiamo delle idee vicine: ho pubblicato ultimamente un articolo proprio sulla possibilita' di costruire dei grossi studi di psicologia in cui inserire i neo-colleghi.

    Un abbraccio,

    Stefano

  15. #15
    Amistade
    Ospite non registrato

    Lavoro: tips and tricks

    [QUOTE]Originariamente postato da HT Sirri
    [
    >Se qualcuno vuole imparare a fare lo psicologo sulla pelle della >gente, ti assicuro che lo fa senza la mia benedizione.

    Ci mancherebbe!

    >Chi deve imparare a fare una cosa ha bisogno di formazione, e >non di un lavoro.

    Ok, l'università la formazione non te la dà, almeno non in termini pratici. Il tirocinio ahimè, neppure. O si fa un master... ma nel frattempo? Nel frattempo si cerca qualcuno che sia disposto a insegnarti il mestiere. Chi è disposto a pagarti se non sai fare nulla? Nessuno. Allora dovresti pagare tu per farti "formare" professionalmente? No, c'è un compromesso: lavori gratis e nel frattempo impari. Un giusto equilibrio. In più di fai una cerchia di clienti con cui iniziare.

    >Credimi quando ti dico che questa e' la situazione di molti.

    La situazione di molti è che non sanno fare esattamente un tubo in termini di somministrazione di test o diagnosi di qualsiasi tipo. C'è bisogno di una persona che ti prenda per mano e ti faccia vedere come si fa... altro che "la". Se l'università desse competenze di quel tipo sarei d'accordo con te, ma un colloquio clinico, o avere tra le mani un test non è una cosa che si insegna nella pratica all'università.

    >La cosa simpatica e' che io dico l'esatto contrario:
    >noi abbiamo la possibilita' e il "dovere" di farci conoscere.

    Non di certo come si fanno conoscere i negozionati, ossia con volantinaggio. Il discorso è chiaro.

    >Il vero nocciolo e' COME farsi pubblicita' senza ledere l'immagine >della categoria.

    O senza finire nei pasticci con l'ordine perchè sei andato contro il regolamento. Ok col fare conferenze, con lo scrivere per una rivista, giornale, con l'autopromuoversi facendo il gentile con tutti, ma ti autopromuovi se hai una formazione solida alle spalle.
    I libri non bastano per ottenerla, altrimenti sì che devi sperimentare nella pratica sulla pellaccia altrui. Serve un tutor. Il tutor non ti paga. Il cliente, invece, paga lo psicologo che sa fare il suo lavoro. I dottori in psicologia, futuri psicologi, il loro lavoro non lo sanno fare senza ricorrere a figure estren (non paganti, dato che non sai fare nulla di nulla, a parte studiare).

    >Questa e' esattamente la logica che io contesto.
    >Perche' devo lavorare gratis se posso farlo pagato?

    Nessuno ti paga se non hai esperienza e non sai lavorare. Con la laurea in tasca siamo tutti sulla stessa barca: un voto e nulla di pratico in mano.

    >Perche' mi devo far "sfruttare" da qualcuno?

    Non ti fai sfruttare: apprendi. Non penso ci siano alternative per inoltrarsi nel lavoro.

    >Non hai mai pensato che far circolare l'idea di lavorare gratis sia >vantaggioso per qualcuno?

    Senza dubbio, se qualcuno ti insegna il tuo lavoro pagandoti, ben venga; ma siccome nessuno ti paga se non produci, è d'uopo apprendere quanto più per poi mettersi in proprio. *Quello* è il tirocinio *vero*.

    >Ti faccio un ragionamento: se dopo aver lavorato gratis, riesco a >lavorare pagato, io ne deduco che allora un posto per me >c'era.....

    Il posto per te c'è ORA che sai fare bene in tuo lavoro. Prima non c'era perchè non lo sapevi fare. Sai quanto gliene frega alla gente se ho prenso 30 e lode in psicodinamica, ma poi a livello pratico non so fare nulla di nulla...

    >perche' se il mercato e' saturo, lo e' ancora di piu' dopo 1-2 anni >(oltretutto non retribuiti).

    Certo. Saturo, ma di persone che non sanno lavorare. L'idea che ho riscontrato tra le mie colleghe è uno solo: psicologo=psicoterapia, per cui tutte corrono a fare la specializzazione. IO, che fesso non sono, ho intenzione di approfitare dell'esperienza di molti per divetnare altamente competente nel lavoro dello psicologo, poi farmi un buon giro approfittando della sgarbatezza degli psicologi "statali", e infine scegliere la specializzazione in base a ciò che richiede il mercato. Mica sono matto a buttarmi in una specializzazione magari interessantissima, ma che mi frutterebbe zero a livello lavorativo!

    >In realta' abbiamo delle idee vicine: ho pubblicato ultimamente >un articolo proprio sulla possibilita' di costruire dei grossi studi di >psicologia in cui inserire i neo-colleghi.

    Sono d'accordo anch'io che abbiamo delle idee vicine. Sto iniziando a sbloccare certe mie fissazioni da universitario ("uno psicologo senza specializzazione non può lavorare", detto da un docente) grazie ai tuoi messaggi.
    Il mio piano d'azione te l'ho esposto. Chiaro che se trovassi un lavoro retribuito mi ci fionderei immediatamente! MA in caso contrario preferisco apprendere gratis piuttosto che inviare curriculum, non essere chiamato, restare disoccupato e IGNORANTE!

    Un abbraccio,

    Un forte abbraccio anche a te, Stefano. Questo discorso mi sta a cuore, grazie per la disponibilità!

    --
    Amistade

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