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  1. #1
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    31-03-2003
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    Gli stranieri rallentano l'apprendimento!

    Il problema dell'inserimento scolastico
    «Quote per gli extracomunitari nelle classi»

    Brescia, il piano del dirigente scolastico: «Record di alunni stranieri, le lezioni vengono rallentate»
    BRESCIA - Limitare la presenza degli studenti extracomunitari nelle singole classi bresciane. Accettarne in aula un certo numero, non oltre. E gli altri ragazzini distribuirli, in modo omogeneo, all’interno delle classi di tutti gli istituti, in modo che non si creino «concentrazioni» che possano mettere a rischio un buon livello di apprendimento per tutti, italiani e stranieri. Non è razzismo, spiegano, ma desiderio di far funzionare meglio la didattica. E’ l’obiettivo per le scuole dell’obbligo messo a punto dal dirigente scolastico provinciale Giuseppe Colosio, d’accordo con Prefettura e presidi. Il protocollo d’intesa dovrebbe essere perfezionato entro Natale, ma i tempi di realizzazione saranno graduali, dunque più lunghi. Un provvedimento preceduto da un’indagine statistica sull’immigrazione locale. Risultato? «Numeri impressionanti», secondo il dirigente Colosio. Che così spiega la necessità di introdurre «quote» per le iscrizioni extracomunitarie.
    Nella città di Brescia la presenza di studenti stranieri supera il 10 per cento: 1.900 su circa 19 mila iscritti. A livello nazionale, invece, la provincia si colloca al quarto posto dopo Milano, Roma e Torino. Posizione destinata a scalare la classifica perché oggi un neonato bresciano su tre è figlio di immigrati. A far scattare l’emergenza iscrizioni, però, è il picco raggiunto nel Secondo Istituto Comprensivo, situato nel cuore del centro storico: settecento allievi, tra elementari e medie, il 48 per cento stranieri. Spaventati dalle cifre e, soprattutto, dalla possibilità di un rallentamento dell’andamento scolastico, alcuni genitori hanno addirittura ritirato i figli da scuola. E numerosi studenti italiani di quinta elementare, candidati a proseguire gli studi nelle medie dello stesso istituto, hanno preferito cambiare. Ad ammetterlo, amareggiata, è la direttrice Angelina Battagliola, in campo da 25 anni, già testimone negli anni Settanta dei problemi d’integrazione degli immigrati provenienti dal Sud Italia. «Ho vissuto problemi più gravi. Ma non ho mai assistito come oggi a un calo di iscritti bresciani - racconta -. Una questione di xenofobia? Non credo. Il fatto è che con l’introduzione del buono scuola in Lombardia molte famiglie si sono indirizzate alle private. E la regolarizzazione degli immigrati ha portato a molti ricongiungimenti dei figli. Insomma la città cambia, e le nostre aule si riempiono di stranieri».

    Eppure, nonostante le ore di superlavoro e le risorse non sempre sufficienti, al Secondo Istituto Comprensivo le iscrizioni non si rifiutano. Ma a livello istituzionale la situazione di concentrazione di stranieri crea allarme. «I numeri sono eloquenti - sottolinea l’assessore comunale alla Pubblica istruzione Carla Bisleri, centrosinistra -. La distribuzione degli studenti extracomunitari nelle scuole passa dal 48%, nel caso più eclatante, al 5-6% di altri istituti. Negli ultimi 10 anni, da quando faccio l’amministratore, ho visto quadruplicare le percentuali a scapito solo di alcune zone. Il fenomeno di percentuali squilibrate, inoltre, si sta registrando anche nelle materne. Questo non va bene. Rischiamo un’integrazione al rovescio».
    La soluzione è già pronta nel cassetto del dirigente scolastico Colosio. Condivisa anche dall’assessorato. Livelli prestabiliti di studenti stranieri nelle varie aree della provincia, con un occhio particolare laddove i residenti extracomunitari sono più numerosi. «E’ una scelta necessaria per non creare disagi ai cittadini - spiega Colosio -. Le segnalazioni dei genitori infatti riguardano preoccupazioni sulla qualità dell’insegnamento. E mi risulta che ci siamo classi che addirittura superano il 70 per cento, con 11 etnie diverse. Noi troveremo il modo che non accada più. L’idea? Faremo come per i disabili. Mica finiscono tutti nella stessa classe».
    Fonte:QUI

  2. #2

    Ireland Addicted
    L'avatar di arpista
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    io nn ho parole...

  3. #3
    Knight
    Ospite non registrato
    C'è qualcuno che si ricorda che a livello storico (fino ad una trentina di anni fa) siamo SEMPRE stati un popolo di EMIGRANTI?

  4. #4
    io mordo
    Ospite non registrato
    Secondo me non c'è niente di scandaloso nel limitare il numero di extracomunitari per classe, mica gli si toglie l'istruzione.

  5. #5
    io mordo
    Ospite non registrato
    Non solo toglierei mio figlio da una classe di extracomunitari ma anche da una classe di italiani stronzetti...

  6. #6
    Knight
    Ospite non registrato
    Secondo me è solo una soluzione troppo facile ad un problema troppo grosso... che è quello dell' istruzione in Italia...
    Gli Extracomunitari o gli stranieri in generale dovrebbero ricevere un trattamento in tutto e per tutto uguale agli altri (tranne ad esempio gli iniziali sostegni linguistici) per favorire il processo di assimilazione linguistica e delle abitudini... non trovi?

  7. #7
    io mordo
    Ospite non registrato
    Certo che dovrebbero ricevere un'istruzione uguale a quella degli altri ma evidentemente non è così semplice e comunque, al di là dell'educazione (bisognerebbe anche vedere se effettivamente ci sono delle difficoltà a seguire i piani di studio nelle classi con maggior concentrazione di extracomunitari), non vorrei che i miei ipotetici figli crescessero tra bambini di culture diverse che non conosco bene.
    Io lavoro in un ristorante dove ci sono e ci sono state persone straniere (moldavi, cubane, argentini, marocchini\e e russe) e devo dire che alcuni di loro non si finisce mai di conoscerli, ti riservano delle sorprese ogni tanto, hanno mentalità diverse e non sempre riesco a inquadrare le diverse personalità... alcuni tipi non mi piacciono.

  8. #8
    Partecipante Super Figo L'avatar di Antopsi
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    scusate ma...perchè la presenza di extracomunitari dovrebbe rallentare l'insegnamento? non capisco. non sono mica interdetti. sono solo stranieri. nel caso di bambini delle elementari poi, non credo che ci sia nemmeno il problema della lingua visto che un bambino di sei anni impara molto più in fretta di un adulto. i miei vicini di casa sono tunisini e hanno due bambine piccole (7 o 8 anni) e parlano l'italiano meglio dei genitori.
    http://s2.bitefight.it/c.php?uid=49195

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    Io ne ho viste cose che vuoi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire.

    Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cavolo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cavolo, scegliete il fai-da-te e il chiedetevi chi siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio, ridotti a motivo di imbarazzo di stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa cosí? Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?

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    Avanguardista del F.E.R.U. e Governatore della provincia di Palermo.
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  9. #9
    Knight
    Ospite non registrato
    Sia lode a Lovecraft caro Antopsi...
    In realtà... la maggior parte degli stranieri porta via un quantità di risorse umane leggermente superiore rispetto a studenti italiani della stessa età, x me il punto è capire che la diversità è un dato fondamentale al giorno d'oggi e prima si impara a conviverci, meglio è...
    Anche se un numero alto di stranieri può presentare delle difficoltà di gestione per un insegnante lo scopo è proprio quello di, accettare e far accettare ai bambini culture straniere e, contemporaneamente, aiutare gli stranieri a entrare a far parte della cultura madre che li adotta, almeno in parte...

  10. #10

    Ireland Addicted
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    sono daccordo con antopsi.. allora bisogna mettere anche in classi diverse i bambini che parlano il dialetto..? ce ne sono tantissimi di bimbi che arrivano in prima elementare e sanno parlare solo dialetto..anche loro rallentano?? non sono assolutamente daccordo

  11. #11
    Partecipante Super Figo L'avatar di Antopsi
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    Originariamente postato da Knight
    Sia lode a Lovecraft caro Antopsi...
    Sempre sia lodato!

    la maggior parte degli stranieri porta via un quantità di risorse umane leggermente superiore rispetto a studenti italiani della stessa età
    Non capisco cosa intendi con "una quantità di risorse umane".

    Io sono convinto che il giorno in cui tutti riusciremo a scrollarci di dosso gli stereotipi sugli stranieri che vengono a rubarci il lavoro e l'istruzione, e quando finalmente ci ricorderemo che anche noi siamo emigranti figli di emigranti allora forse saremo veramente in una società multiculturale e multietnica. Il problema è che molti non vogliono una società di questo tipo, perchè magari gli stereotipi sono troppo forti, oppure perchè in un micromondo come può essere quello della provincia è più difficile (e guarda che io vivo in provincia...), o perchè c'è una innata paura del divrso, o non so per quale altro motivo. In ogni caso credo che i nostri figli (o i nostri nipoti?) dovranno per forza di cose vivere in una società multiculturale, e se non iniziamo a preparare loro la strada fin da ora...beh non credo che sarà una bella società. Per questop credo che una proposta come questa degli studenti stranieri non abbia senso. Non credo propio che la presenza di stranieri rallenti l'insegnamento o l'apprendimento. E anche nel caso in cui io mi stia sbagliando, differenziare le classi o proporre un "tetto massimo" mi sembra un pò ghettizzante. E allora se il tetto massimo è stato raggiunto in una scuola, il padre di un bambino immgrato cosa deve fare? Cercarsi per forza un'altra scuola che magari è peggiore o più lontana di quella dove il tetto massimo era stato raggiunto? Tra l'altro secondo me è pure incostituzionale....
    http://s2.bitefight.it/c.php?uid=49195

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  12. #12

    Ireland Addicted
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    12-08-2002
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    antopsi nn posso dire altro che sono daccordo con tutto quello che hai scritto

  13. #13
    Knight
    Ospite non registrato
    Forse sono stato frainteso.... =( per risorse umane intendo che , specialmente all' inizio della scuola elementare alcune cose come basilari conoscenze grammaticali e fonetiche sono, in genere, date x scontate ... quindi la presenza di bambini stranieri richiede agli insegnanti una attentività maggiore ai loro bisogni e, eventuali, lacune...
    Ciò non vuol dire che io sia contrario alla presenza di stranieri... tutt'altro credo anzi che tutto sommato in classi gestite da insegnanti capaci questo "svantaggio" (notate le virgolette please) potrebbe addirittura trasformarsi in un aiuto verso l'apprendimento di tutta la classe....

  14. #14
    Knight
    Ospite non registrato
    PS: pure io vivo in provincia e ho modo di assistere tutti i giorni a quanto stupidi possano essere gli stereotipi, tra l'altro ho avuto esperienze di lavoro un po' estreme che mi hanno portato a capire davvero quanto valore ci sia nella multietnicità......
    Sono d'accordo con te per dirla come i Metallica in Unforgiven "You lebel me I lebel you"

  15. #15
    asinov
    Ospite non registrato
    ciao, non mi sembra una proposta indignante.
    conosco alcune maestre, e per sentito dire so che hanno molti problemi quando hanno molti stranieri nelle classi, a causa della lingua (non tutti gli stranieri iniziano la scuola italiana in I elementare, alcuni arrivano in Italia per la V, ed è immaginabile la loro difficoltà nel stare al passo con il resto della classe) e a causa delle difficoltà che una maestra si trova ad affrontare nel seguire individualmente ognuno dei venti allievi a seconda del suo sviluppo complessivo, come i nuovi programmi, forse giustamente, ma verosimilmente senza cognizione di causa, chiederebbero.

    il finale dell'articolo mi incuriosisce, cosa ne pensate? lo riporto qui:
    <<Noi troveremo il modo che non accada più. L’idea? Faremo come per i disabili. Mica finiscono tutti nella stessa classe>>

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