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  1. #1
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    08-01-2013
    Messaggi
    72

    Wisconsin Card Sorting Test. Aspetti cognitivi.

    Salve ragazzi, spero che qualcuno fresco di studi, o che esercita la pratica clinica neuropsicologica, sappia aiutarmi. Quello che cerco è molto semplice. Vorrei avere un confronto su quanto si sa ad oggi, da letteratura scientifica, sul WCST. In particolare ci sono alcuni aspetti che mi interessano più dal punto di vista speculativo, relativi alle teorie cognitive che spiegano i putativi meccanismi sottostanti allo svolgimento di questo compito. Io sono laureato in neuropsicologia, ma sono oramai anni che sono fuori allenamento poiché mi occupo di tutt'altro. Quindi mi farebbe piacere se qualcuno potesse darmi una mano a recuperare la letteratura scientifica che possa eventualmente supportare o sconfermare le speculazioni che elencherò qui di seguito:
    1) È possibile pensare ad un processo attentivo selettivo per le dimensioni (feature: colore, numero, forma) dei target (carte)?
    2) Questo processo di allocamento dell'attenzione riguarda le tre dimensioni in modo indipendente (forma, colore e dimensione sono processati separatamente assumendo risorse differenti per ogni feature? Oppure si può parlare di un unico processo sottostante che condivide una unica risorsa (se alloco maggior attenzione alla dimensione colore, allora ne allocherò di meno ad un'altra dimensione, per bilanciamento).
    3) l'allocamento dell'attenzione di base fluttua in maniera rumorosa (random) con differenze individuali?
    4) Le performance negative possono essere dovute anche a specifiche problematiche legate al puro shift attentivo, oltre che a problemi di flessibilità in risposta a feedback e aggiornamento dell'informazione, considerando questi (shift attentivo verso le dimensioni del target, e incapacità di aggiornare la strategia di matching) come due sistemi separati?

    Mi servirebbe trovare letteratura scientifica (anche datata) che possa darmi delle risposte seppur solamente teoriche e speculative. Oppure volentieri anche vostre opinioni personali!!!

    Ovviamente chi mi aiuterà avrà un ringraziamento formale.

  2. #2

    Riferimento: Wisconsin Card Sorting Test. Aspetti cognitivi.

    Ciao Marco,

    innanzitutto complimenti per il livello di discussione che apporti tramite questo post.

    Il WCST è un test che analizza alcune funzioni esecutive, in particolare le abilità di categorizzazione e set-shifting.
    La parte visuo-attentiva di cui parli è ovviamente implicata (come in qualsiasi test con stimoli visivi), tuttavia non possiamo considerarlo un vero e proprio test per misurare la capacità di attenzione visiva.

    Il motivo è che i test di attenzione selettiva visiva (in senso stretto) sono costituiti da molti stimoli con caratteristiche specifiche, in funzione delle quali assolvono il "ruolo" di target oppure di distrattori.
    Nel WCST non c'è tutta questa complessità attentiva, nè a livello di stimoli (sono poche carte), nè di caratteristiche (colori, forme, quantità sono facilmente discriminabili sul piano percettivo). Visivamente non sono richieste chissà quali risorse attentive per un'elaborazione bottom-up.
    Lo sforzo del soggetto è invece impiegato da processi di più "alto livello" (appunto i processi esecutivi).
    Quando un paziente sbaglia, è perchè non è stato in grado di ragionare e aggiornare le sue strategie d'azione, e non perchè non ha focalizzato abbastanza l'attenzione sulle carte (sebbene quest'ultima possibilità sia cmq ammissibile in pazienti con deficit di attenzione visiva, ma in questo caso non gli farei il WCST, poichè il risultato sarebbe sporco, poco attendibile).

    Solitamente i pazienti che cadono al WCST sono quelli con lesione in aree frontali, i quali tendono a mantenere un set di risposta rigido e non flessibile nonostante i feedback (da qui le famose perseverazioni).

    Rispetto al tuo quesito sulle teorie sull'attenzione da applicare al WCST, non ce ne sono di specifiche, quindi valgono quelle ormai riconosciute come valide e generali da psicologia cognitiva: Feature Integration Theory di Treisman e Bias Competition di Duncan.
    Messe insieme in modo ultra-sintetico:
    la persona elabora in modo pre-attentivo in parallelo tutto, poi interviene l'attenzione
    - per integrare tra loro le diverse caratteristiche (forma, colore, ecc.) in un'unico stimolo tramite un'elaborazione seriale (teoria FIT)
    E
    - in caso di alta complessità percettiva, per risolvere la competizione tra stimoli, tramite un'elaborazione in parallelo (teoria Bias Competition)

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