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  1. #1

    Perchè l'assenza di interesse per il sesso è considerato un problema?

    Buongiorno. Questo è il mio primo post, ma vi leggo con piacere da anni, sia pure saltuariamente, e da mesi avrei voluto aprire questo thread, ma solo oggi ho trovato il tempo e la voglia di farlo.
    La domanda del titolo potrà sembrare provocatoria, e probabilmente in parte lo é. Ma è anche una vera e propria domanda a cui non so dare una risposta ed è per questo che la pongo qui: in questa sezione e non in una delle stanze cliniche perché mi interessa unicamente come fatto di costume e la Dolce Vita, da quello che ho letto, mi sembra il posto più adatto.

    Cerco di spiegare meglio il senso della mia domanda. Se una persona non ha interesse per una qualsiasi cosa, io non capisco perché lo si debba considerare un problema di per sé: se a me non piacciono le fragole, per dire, non ne avverto la necessità e non esiste alcun motivo al mondo per cui dovrei fare qualcosa per farmele piacere.

    Non così per il sesso: chi non avverte interesse per il sesso, quasi sempre cerca in tutti i modi di superare questo "problema", magari ingozzandosi di farmaci pericolosi o sottoponendosi a lunghe sedute psicanalitiche per cercare di scoprire il motivo di questo disinteresse. Per quale motivo un comportamento del genere che sarebbe completamente assurdo se trasposto in altri campi?

    La risposta è semplice: perché la mancanza di interesse verso il sesso è pesantemente sanzionata socialmente, è considerata una eresia, una "diminutio" di per sé, una malattia o, comunque, un grave problema. E la censura comincia già dal nome con cui la si identifica: "impotente" per gli uomini, "frigida" per la donna, questa è la condanna senza appello. Atteggiamento censorio di origine probabilmente ancestrale, risalente al tempo in cui fare figli, molti figli, era l'unica speranza di sopravvivenza in un mondo ostile. Oggi, in un mondo sovrappopolato, non dovrebbe essere più così, ma di fatto lo è ancora: si accettano ormai tranquillamente comportamenti come l'omosessualità che, anche loro, di per sé non sono finalizzati alla procreazione, ma l'indifferenza verso il sesso è considerata ancora con sospetto, non accettata, commiserata.

    E si fa fatica a parlarne pure con gli amici più cari: "non sai cosa ti perdi" è la risposta che ottengo quando cerco di spiegare che per me non è affatto un problema, anzi.
    Ma io lo so benissimo cosa mi perdo: sei tu, rispondo in questi casi, che non sai cosa ti perdi. Ti perdi la possibilità di vivere una amicizia senza problemi e senza secondi fini, ti perdi le serate trascorse in tranquillità senza l'assillo di andare in giro per feste e locali per rimorchiare od essere rimorchiati, la possibilità di vivere in armonia col proprio corpo, senza massacranti pomeriggi in palestra o, per le donne, dal parrucchiere e dall'estesista: perché no, non è vero che, come si dice, "lo faccio per me stesso", lo fai per essere attraente, per conquistare od essere conquistato/a. E, soprattutto, eviti lo spreco assurdo di tempo, lavoro e denaro finalizzato esclusivamente allo scopo di inseguire, in ultima analisi, la possibilità di poter strofinare reciprocamente i genitali per una mezz'oretta. Senza contare le vere e proprie torture cui tanta gente si sottopone, pensate agli interventi di chirurgia plastica, per raggiugere lo stesso scopo.

    Per carità, mica voglio sminuire chi è pervaso da questa insana passione, ci mancherebbe altro, tutto sommato è grazie a loro che l'Umanità non si è estinta. Ma, per favore, vorrei che ci si astenesse dal giudicare severamente chi non ce l'ha. E, magari, cominciare anzi a ritenerla una persona fortunata.

  2. #2

    Riferimento: Perchè l'assenza di interesse per il sesso è considerato

    Ho visto che il mio intervento è stato spostato in una stanza “clinica”, sessuologia.
    Ne prendo atto, ma vorrei ribadire che, come avevo scritto, credo chiaramente, il mio intento non è quello di affrontare l’argomento da un punto di vista clinico, ma solo da un punto di vista sociale, come fatto di costume.
    Anzi, se uno scopo volevo perseguire era proprio quello di negare alla radice che di un problema clinico di per sé si tratti, ma che lo possa diventare semmai, solo e soltanto in seguito alla censura socio-culturale che lo accompagna.

    Spero comunque che almeno in questa nuova collocazione l’argomento attiri l'attenzione di qualcuno.

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