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Discussione: L'importanza dei voti

  1. #1

    L'importanza dei voti

    Salve a tutti, sono uno studente di psicologia del primo anno, e mi chiedevo, sollecitato da discussioni con i miei genitori e anche altre persone, quanto siano effettivamente importanti i voti della triennale, se hanno un qualche impatto sulla magistrale e\o anche dopo, per quanto riguarda i tirocini e le specializzazioni. Ho ricevuto opinioni contrastanti e vorrei avere un parere più 'oggettivo' se è possibile.
    Grazie in anticipo

  2. #2
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    8,908

    Riferimento: L'importanza dei voti

    Ciao Andrea, allora i voti e quindi il voto di laurea non contano granchè non solo alla triennale ma neanche alla magistrale... sicuramente contano nel senso che dovrebbero rispecchiare la tua preparazione quindi avere voti tendenzialmente medio alti dovrebbe significare avere una buona preparazione in linea teorica, ma anche qui non è detto, nella mia esperienza personale e lavorativa ho conosciuto tantissimi 90, 95 particolarmente brillanti svegli e concreti nel lavoro nonostante si accontentassero agli esami, mentre ho conosciuto anche dei 110 e lode perfettamente in pari che però usciti fuori dal libro perdevano molto..
    Non è importante tanto il voto quanto invece far propria la materia, averla assimilata veramente e questo non sempre viene valutato da esami spesso a domande multiple o particolarmente nozionistici.
    C'è da tener presente che in alcune università il voto della triennale è un requisito per l'accesso alla magistrale, ad esempio se non sbaglio a Padova, ma verifica perchè non so se sia effettivamente ancora così il voto minimo per accedere alla magistrale era 95.
    Per quanto riguarda il lavoro dipende cosa cerchi, se cerchi lavoro nel privato (aziende, cooperative, centri clinici, strutture varie ecc) non interessa mai il voto, guardano soprattutto il cv, le esperienze sia formative che di tirocinio e eventuali training, stage ecc... Il voto interessa ma fino ad un certo punto, forse come ultimo dato.
    Il mio docente di psicologia del lavoro con esperienza ventennale nella selezione ci diceva sempre di studiare ma di finire prima possibile perchè lui ad esempio fra i due estremi, ovvero un ragazzo laureato perfettamente in tempo con tutti 18 e uno laureato con il doppio del tempo con tutti 30 non avrebbe avuto dubbi nello scegliere il primo... Questo perchè il voto dice poco della persona, dice che siete stati bravi studenti, ma non dice assolutamente e non è predittivo della competenza lavorativa e professionale.
    Diverso è il caso ad esempio dei dottorati, il voto nel caso in cui una persona decidesse di fare il concorso di dottorato è una variabile che viene tenuta in considerazione e un criterio a cui viene dato un punteggio.
    Lo stesso per i concorsi pubblici dove, al pari del concorso di dottorato, il voto ha un punteggio ed è uno dei criteri.
    Per quanto riguarda i tirocini invece è assolutamente ininfluente, anche perchè il tirocinio è obbligatorio quindi non sarebbe neanche giusto o sensato mettere dei paletti in tal senso. Nella mia esperienza diretta e indiretta non ho mai trovato sedi che chiedevano il voto di laurea.
    Quindi se dovessi consigliare qualcuno direi che è molto meglio laurearsi prima anche a scapito di un punteggio di laurea più basso che ritardare la laurea di un anno perchè si desidera una buona valutazione.
    Poi ovviamente sono scelte personali, ma il voto di laurea in generale non è così importante e fondamentale.

  3. #3

    Riferimento: L'importanza dei voti

    Grazie mille della risposta esaustiva!!!

  4. #4
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    04-10-2008
    Messaggi
    189

    Riferimento: L'importanza dei voti

    Pur non lavorando ancora concordo sul fatto che i voti non rispecchiano assolutamente nè le conoscenze acquisite nè la capacità che avrai nel relazionarti con i pazienti/clienti. Tuttavia se fossi in te sopratutto alla triennale cercherei di avere una media non troppo bassa (non è necessario avere 30-29..anche se averla ovviamente è meglio o magari fa piacere a te) in quanto per entrare alla magistrale spesso chiedono la tua media assieme ad altre caratteristiche.Cercherei di non scendere dal 26 se possibile.Alla magistrale laurearsi con un buon voto può servire eventualmente per partecipare a determinati concorsi anche se io punterei sopratutto sulla libera professione in quanto i posti ai concorsi in base a quanto sento sono pochi e ahimè tante volte già "assegnati".
    Quello che veramente fa tanto e anche più dei voti è fare esperienza pratica.Se possibile fai stage e tirocini,segui attività,corsi appositi per psicologi o conferenze già mentre frequenti l'università..magari non al primo anno ma più avanti si.Questo perchè purtroppo all'università di pratico si fa pochissimo e spesso quando usciamo,una volta laureati siamo abbandonati a noi stessi.Il tirocinio spesso e volentieri è un'esperienza ben poco formativa e non sai che pesci prendere per esercitare la professione.
    Purtroppo molti sottovalutano l'importanza di queste cose e puntano a cercare di entrare alla "magistrale" conosciuta per essere buona,puntano tanto alla teoria e nulla al resto.
    Devo ancora laurearmi quindi chiaramente ho ancora tutto da imparare però posso dirti che sono contentissima di avere già fatto varie esperienze formative o pratiche fuori dall'università.Mi sto laureando con una serenità assai maggiore rispetto a quella che avevo fino a qualche anno fa e guardandomi attorno mi sento meno "persa" rispetto a tanti miei compagni di corso o di altre università.
    Perciò riassumendo ti direi di non snobbare i voti,cercare di avere una media abbastanza buona ma senza impazzire e allo stesso tempo cercare se possibile di fare esperienze extrauniversitarie.In bocca al lupo!

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