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  1. #1

    Trasferirsi dalla Bicocca a Firenze?

    Ciao a tutti, sono Claudia e sono nuova sul forum. Sono di Livorno e ho scelto di frequentate psicologia all'università di Milano Bicocca.. è iniziata da una settimana ma ho paura di aver fatto la scelta sbagliata perché la lontananza da casa è difficile. l'università invece è ben strutturata e i
    prof, almeno per ora, sembrano molto preparati e fanno delle lezioni molto coinvolgenti. Avevo pensato di chiedere eperò il trasferimento a Firenze, che all'inizio non ho scelto
    perché tutti me l'avevano sconsigliata e perché mi servono circa due ore di treno per raggiungerla, quindi pensavo che sarei stata costretta a prendere casa comunque, quindi sono andata dove mi piaceva di più l'uni...la domanda è: è davvero così sconsigliabile psicologia a firenze? a parte la disorganizzazione (che è un po' un mal comune) la didattica come è ?? i professori come sono? (andando a fi farei la pendolare). inoltre come funziona il trasferimento eed entro quanto lo accettano? insomma..cosa fareste voi? bicocca o firenze? grazie mille a tutti quelli che risponderanno !

  2. #2
    L'avatar di Duccio
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    Riferimento: Trasferirsi dalla Bicocca a Firenze?

    Ciao Claudia, il discorso è complesso e rientra in una comprensione globale di tanti aspetti e che non riguardano solo la bontà o meno della facoltà di psicologia di Firenze.
    Firenze ha tanti limiti, logistici in primis, lezioni in un prefabbricato di cartongesso con poche aule... soprattutto per studiare, con l'aria condizionata che c'è in un numero ridotto di aule con la tendenza a spengerlo quando non ci sono docenti al loro interno e il riscaldamento che non funziona in diverse aule rendendolo gelido.. Ricordo un anno eravamo a lezione alle 9 in un'aula .. in cui era rotto il riscaldamento.. a dicembre più o meno ci siamo ammalati tutti a fare lezione con cappotti guanti sciarpe ecc... Insomma diciamo che per spendere anche fino a 2000 euro l'anno la struttura definirla fatiscente è farle un complimento. Le segreterie non sono il massimo, a volte rispondono , a volte no, a volte danno informazioni contraddittorie.. L'organizzazione è diciamo anche resa più difficile dal fatto che negli ultimi anni si sono susseguiti diversi ordinamenti che hanno complicato non poco le cose.

    Per quanto riguarda gli ordinamenti.. c'è un triennio comune con un cv differente (4 indirizzi) al terzo anno scegli l'indirizzo e il triennio non è male .. anzi.. I problemi secondo me sono al biennio magistrale dove l'indirizzo clinico è stato fatto non per una precisa scelta formativa ma più che altro per interessi di potere di accademici che si sono spartiti crediti come con le figurine.. inserendo una serie di esami che poco hanno a che vedere con la formazione di uno psicologo clinico.. o almeno hanno tentato diciamo di crearla più di stampo biomedico in funzione di una figura più o meno aleatoria e futura di psicologo di base... quando questa figura non esiste e lo psicologo nei contesti sanitari ci entra con molta difficoltà.
    L'indirizzo di psicologia del ciclo di vita e dei contesti invece è discreto e diviso in tre cv, lavoro, comunità e sviluppo.. ma è abbastanza orientato al ciclo di vita in generale.. dubito che uno psicologo del lavoro sia ben formato dopo questo indirizzo... insomma hanno fatto due indirizzi interessanti, in particolare il ciclo di vita ma ecco secondo me rischiano di essere un po' dei minestroni alla fine.. Tieni conto che ci sono esami da 12.. divisi in esami da 6 che alla fine non sono un esame singolo anche se lo sono formalmente, ma sono due esami distinti...
    Insomma dal punto di vista formativo non è il massimo come organizzazione e offerta, per quanto riguarda i docenti come in tutti i posti ce ne sono di bravi e di meno bravi, di grande coinvolgimento io non ne ho quasi mai visto, in pochi dalle loro lezioni traspariva una passione per quello che insegnavano e il fatto di lavorare direttamente in quel campo. Per la maggior parte lezioni accademiche, slide e arrivederci alla volta dopo...

    Il problema che leggo più stringente però è quello di fare una facoltà lontano da casa. Mi pare di capire che ti sei trasferita a Milano.. Secondo me se non hai particolari problemi a spostarti sicuramente milano bicocca è un'ottima facoltà, puoi fare una esperienza fuori sede che risulta molto formativa e fare anche la vita universitaria... il che non significa feste e divertimento... che ci vuole anche quello ed è parte integrante del percorso di crescita di uno studente, parlo nello specifico di partecipare alla vita quotidiana della tua università.

    Direi che per dire che la lontananza da casa è difficile dovresti aspettare un po'. Alla fine da quanto hai iniziato? poche settimane... Nessuno ha mai detto che la vita fuori sede sia facile, anche le più belle esperienze a volte partono con dei periodi di "crisi"! e di conflitto.. ma proprio quello che studiamo ci dice che il conflitto con noi stessi non è sempre negativo, anzi, forse a volte sono proprio le esperienze che ci mettono inizialmente alla prova a farci crescere maggiormente. Prima di abbandonare questa esperienza io proverei a darmi qualche mese di prova e cercherei di viverla fino in fondo. Non ho capito il motivo per cui stai trovando difficoltà ma posso dirti che io il primo anno di università pur essendo di Firenze ci ho messo un po'.., qualche mese buono.. prima di crearmi un giro di colleghi affiatati con cui condividere esami, corsi, esperienze di vita e amicizie che sono diventate durature... Diciamo che i primi mesi mi sentivo un pesce fuor d'acqua e vagavo senza sapere bene
    dove andare.. ma da febbraio ho iniziato ad ingranare (frequentavo quasi ogni giorno da ottobre in poi).. A volte basta un gancio, conoscere una o due persone "giuste"... e prima o poi accade, nessuno dice che sia facile o che sia qualcosa di spontaneo o veloce... Fatto sta che da febbraio ero tutti i giorni in facoltà dalle 9 di mattina alle 19 a studiare con gli amici, frequentare.. si era creato un bel gruppo... e devo dire che mi sarebbe piaciuto vivere come tanti in affitto da solo.. con altri studenti.. L'esperienza lontano da casa fuori sede è una esperienza che personalmente mi manca e che avrei voluto fare, credo che sia molto utile per acquisire un minimo di autonomia, gestire i propri spazi, relazionarsi e confrontarsi con altre persone e con un altro ambiente.. come detto niente di semplice o di immediato ma come tutte le cose ha dei periodi di incubazione.. e fasciarsi la testa alla prima settimana di ottobre mi pare prematuro in tutta sincerità.

    A Firenze da pendolare tieni conto che è un po' come essere fuori sede.. due ore comunque di treno ad andare e due per tornare... e comunque non vivi tanto la vita universitaria che alla fine è quello che forse ti forma di più come persona.. Non parlo ovviamente di feste e situazioni ludiche (anche ma non certo per la maggior parte del discorso).. Parlo proprio di studiare in facoltà, ritrovarti con i compagni di corso a preparare esami.. Alla fine sei legata al treno o al mezzo di trasporto..
    Io sinceramente piuttosto che vivere una vita viaggiando in treno 4 ore ogni giorno.. con la fatica e stanchezza che questo comporta.. proverei a dare alla Bicocca un'altra opportunità e a te l'opportunità di vivere una esperienza universitaria a tutto tondo..

  3. #3

    Riferimento: Trasferirsi dalla Bicocca a Firenze?

    Ti ringrazio della risposta. Per ora vedrò come va.. nel caso come si deve fare per il trasferimento? ad esempio se volessi fare il secondo semestre là.. gli esami del primo anno sono più o meno gli stessi, solo che qui sono da 8 cfu e a Firenze da 9.. ci sarebbero delle integrazioni?

  4. #4
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    Riferimento: Trasferirsi dalla Bicocca a Firenze?

    Allora.. dovresti sicuramente rifare il test il prossimo anno, per i corsi con numero programmato non credo siano possibili cambi durante l'anno.. Il prossimo anno nel caso ti fai fare una valutazione degli esami sostenuti a milano.. gli esami che corrispondono sia nei crediti che nel nome e argomento vengono riconosciuti, quelli che differiscono per numero di crediti generalmente necessitano di integrazioni valutate mediante delle prove.
    Ti consiglio comunque per queste questioni di chiedere via mail alla segreteria studenti relativamente alla questione del trasferimento relativamente ai tempi e alla segreteria didattica relativamente alla questione dell'eventuale recupero e riconoscimento dei crediti.

  5. #5

    Riferimento: Trasferirsi dalla Bicocca a Firenze?

    Grazie mille delle informazioni! ma quando dici che i professori non vanno mai al di là della mera lettura delle slide...intendi che non integrano niente durante la lezione? nel senso che non ci sono discussioni critiche o spiegazioni "personali" che superano ciò che c'è scritto nella slide?

  6. #6
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    Riferimento: Trasferirsi dalla Bicocca a Firenze?

    Non prendere quanto ho detto alla lettera.. Dico che nella mia esperienza su 10 docenti erano 2 come proporzioni quelli che davvero durante le lezioni davano una impronta personale, con corsi dal vivo dibattito e impreziositi dalla loro vera esperienza professionale sul campo. La maggior parte diciamo che spiegavano le slide, gli argomenti ma niente che non fosse facilmente comprensibile da una lettura dei testi.

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