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  1. #1

    Consigli, confronto sul mondo del lavoro

    Ciao a tutti!
    Sono una studentessa magistrale di primo anno in Psicologia del ciclo di vita dell'università di Palermo. Scrivo questo post perchè ho bisogno di un confronto attivo con psicologi già instradati nella professione che possano darmi consigli utili su come muovermi nel mondo del lavoro (sia in ambito della psicologia che in ambito educativo). So che le opportunità sono poche (per favore non scrivetemi "lascia ogni speranza", non mi è utile e ne sono consapevole), ma ho bisogno di un confronto per capire le reali opportunità in questo mondo italiano di competitività, dita negli occhi e ignoranza.
    Il mio obiettivo è diventare psicoanalista, ma prima di immergermi nel mondo delle scuole di specializzazione, ho bisogno di un lavoro (al momento faccio il servizio civile), avevo bisogno di consigli, confronti e critiche costruttive.
    Spero che qualcuno possa consigliarmi e aiutarmi
    Giorgia
    ps: spero di aver azzeccato la sezione

  2. #2

    Riferimento: Consigli, confronto sul mondo del lavoro

    ciao Giorgia,

    si, hai azzeccato la sezione

    Diciamo che regole d'oro che valgono per tutti non ne esistono.
    Ognuno si costruisce il proprio progetto professionale in base ai suoi obiettivi, capacità e alle effettive opportunità presenti.
    Forse è anche questo il bello della nostra professione.

    Che tipo di dubbi hai verso il mondo professionale? Nello specifico, che tipo di consigli vorresti ricevere?

  3. #3
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    8,912

    Riferimento: Consigli, confronto sul mondo del lavoro

    Ciao Giorgina, il discorso è che la tua è la classica domanda da un milione di dollari.. Io non ho certo esperienza anche se ho fatto diverse esperienze lavorative e sono sempre stato a contatto con professionisti e ho diciamo una visione abbastanza realistica di quella che è la realtà.
    Ovviamente al di là di facili pessimismi e altrettanto facili entusiasmi la situazione è oggettivamente difficile.. Non esiste l'ambito in cui si trova lavoro facile e chi la dipinge come rosea o trova lavoro facilmente o ha avuto aiuti o semplificazioni o colpi di fortuna o si è formato in campi in cui non vi era una inflazione di presenza psicologica e si era trovato al posto giusto nel momento giusto.. O più semplicemente ha saputo intercettare quel vuoto di competenza a cui corrispondeva un bisogno reale e o ha colmato...
    Quello che vedo io è che oggi giorno il lavoro come dipendente sarà sempre più raro e difficile, non vedo tanti psicologi che lavorano come dipendenti ... Nè in azienda (dove spesso non fa lo psicologo ma l'impiegato nelle risorse umane) , nè in ospedali (pochissimi bandi a cui concorrono migliaia di professionisti da tutta italia per un posto spesso già deciso) nè in cooperative sociali (dove spesso gli stessi psicologi sono assunti come educatori.. o se c'è uno psicologo è uno o poco più per cooperativa...)
    Vedo una realtà più eterogenea dove lo psicologo lavora come libero professionista a partita iva e spende la sua competenza in più contesti... Non infiniti in quanto nessuno è un tuttologo.. ma almeno 2, 3 contesti di riferimento...
    Magari può avere un part time in cooperativa, può avere dei pazienti, può fare docenze come formatore, può lavorare per progetti.. Insomma in quest'ottica ovviamente è necessario avere una formazione di base solida, concreta e con uno sguardo rivolto sempre in un'ottica di formazione continua.. Deve sapersi promuovere e interfacciare con realtà e professionisti diversi... Quindi in questa ottica sono necessarie competenze di marketing professionale e di lettura del territorio.. Ovvero studiare bene quello che c'è nel territorio, cosa manca, le caratteristiche sociodemografiche e andare ad agire laddove vediamo delle lacune.
    Ad esempio vivo in una città dove ci sono scuole con molti bambini stranieri, oppure con un numero crescente di anziani e mancano centri o servizi adeguati...
    Insomma il mio consiglio è quello durante la magistrale o comunque il percorso di laurea di spaziare con gli esami opzionali andando a studiare anche cose apparentemente lontane da quello che è il nostro curriculum.. Ad esempio abbiamo fatto un percorso in psicologia dello sviluppo? Che senso ha andare a fare gli opzionali ancora su esami relativi allo sviluppo? Andiamo a fare un esame di psicologia del lavoro, o di psicologia della comunicazione o del marketing, o diritto del lavoro.. Insomma cercare il più possibile di spaziare in ambiti dove si sente di non avere alcuna conoscenza.
    Inoltre questo tentativo va fatto assolutamente durante il tirocinio... Un anno di formazione gratuita dove avremo davvero l'opportunità di imparare le basi del mestiere.. Quindi andare a fare almeno un semestre di tirocinio in ambiti differenti ci permetterà di toccare con mano altri aspetti della psicologia.
    Una volta finito tutto sarà essenziale capire in maniera strategica quali ambiti sono quelli in cui vorremmo lavorare, quali sono le nostre competenze , quali sono le criticità, se vogliamo proporci in un campo se ci sentiamo pronti oppure se necessitiamo di una breve formazione aggiuntiva...
    Insomma l'errore che fanno tutti appena abilitati è quello di inondare le mail delle cooperative sociali... in modo generico finendo poi per non ricevere risposta oppure per fare gli educatori..
    In realtà è bene capire cosa proporre alla cooperativa, ad esempio in che aree opera? che bisogni e servizi offre? perchè dovrebbe assumerci e che competenze posso offrire io affinchè esaudiscano un loro bisogno.
    L'ottica da libero professionista è quella da problem solver, ovvero io mi propongo perchè ti posso essere utile per dei tuoi bisogni da esaudire e non mi propongo per fare quello che c'è da fare nella tua cooperativa.
    Quindi in sintesi, studia, fai esami differenti e in ambiti mai toccati prima, fai due tirocini strategici in ambiti possibilmente almeno uno differenti dal tuo piano formativo..dove tu possa imparare strumenti concreti e pratici.. Formati in maniera strategica, corsi brevi e stage anche durante magistrale e tirocinio, e poi inizia a proporti ma in maniera proattiva.. e in modalità autoimprenditoriale..
    Il resto verrà da se

  4. #4

    Riferimento: Consigli, confronto sul mondo del lavoro

    Grazie, prima di tutto, a entrambi di aver risposto
    Caro Duccio, condivido pienamente, parola per parola, il tuo punto di vista (che poi tanto punto di vista non è, ma semplice realtà).
    Sono una studentessa e una persona molto motivata, che sa che il proprio futuro e il proprio lavoro bisogna costruirlo, alcuni userebbero il termine "inventare il lavoro" che tanto sbagliato non è. Come da te detto, mi sto specializzando anche in materie opzionali differenti dal mio percorso di laurea, inoltre sto facendo il servizio civile stando a stretto contatto con la psicologa dell'ente e vorrei fare qualche corso professionalizzante. Prima di iniziare la specialistica ho capito che lo "studio" (che rimane ovviamente indispensabile) non mi bastava più per costruire attivamente il mio futuro, avevo e ho bisogno di sentirmi attiva nella costruzione del mio futuro professionale e di vita. Accolgo come un tesoro i tuoi consigli, so che dovrei cercare di capire gli ambiti più richiesti nel mio territorio (almeno finchè non andrò via dalla mia terra) e sto cercando disperatamente psicologi siciliani che mi aiutino a capire il mercato del lavoro. So che capirò come muovermi passo passo durante il mio percorso universitario, voi sapete a chi potrei rivolgermi per avere un orientamento riguardo il mercato del lavoro della mia regione? psicologi dell'asl, consiglieri dell'ordine ecc..
    Caro psycocircus non vorrei tanto dei consigli quanto dei confronti costruttivi di persone più professionalizzate di me, so che non ci sono regole d'oro e so che il proprio cammino verso la professione è molto soggettivo, per questo volevo delle "testimonianze" per conoscere e capire attraverso le esperienze altrui, che in qualche modo possano arricchirmi.
    Sono disposta a tutto pur di raggiungere i miei obiettivi, non ho paura del lavoro faticoso e pagato poco nè di fare volontariato. Ma se prima non conosco il mondo dove sto per entrare come faccio a muovermi in esso?

  5. #5

    Riferimento: Consigli, confronto sul mondo del lavoro

    Giorgia, l'intento che hai espresso mi sembra già un ottimo punto di partenza
    Non è da tutti iniziare a ricercare informazioni per arrivare più preparati alle sfide future.
    Il consiglio che ti do è di continuare su questa strada, più informazioni raccoglierai e più avrai elementi per capire cosa/come fare (e cosa/come non fare). Questo vale soprattutto se gli interlocutori a cui ti rivolgi sono psicologi del campo in cui ti piacerebbe lavorare.

    Nel tuo caso può essere utile chiedere un colloquio conoscitivo ai professionisti che lavorano nella tua zona.
    Viviamo nell'era di internet, dove non ci sono barriere e dove puoi contattare chiunque con un clic.
    Prova a fare una ricerca su google, magari utilizzando anche "linkedin" in modo da sapere nel dettaglio il percorso professionale svolto.
    Ultima modifica di psychocircus : 09-06-2016 alle ore 01.08.23

  6. #6
    Neofita L'avatar di Piermauro
    Data registrazione
    09-06-2016
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    10

    Riferimento: Consigli, confronto sul mondo del lavoro

    Ciao Giorgia, per quello che posso dire è certamente molto difficile ritagliarsi uno spazio professionale che sia anche remunerativo. Lo era in passato e lo è ancora di più oggi. Tuttavia ci possono essere anche aperture inattese. Qualche tempo fa parlavo con un formatore della scuola dove studiai per una specializzazione (la SIG, una scuola gestaltica), che mi diceva che proprio in Sicilia avevano dei buoni riscontri, che non si aspettavano, sia nella didattica, sia a livello di clientela. Le variabili sono tante, alcune inattese e questo in fondo rende la vita stimolante.
    Ciao

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