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  1. #1

    Manuale di neuropsicologia, consiglio

    Ciao a Tutti, vorrei chiedervi un consiglio in merito al manuale di Neuropsicologia di Denes e Pizzamiglio (1440pag).
    Io sono laureata in neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica, ho studiato il vallar e per interesse personale qualche manuale extra su disturbi specifici, ma vorrei qualcosa di veramente completo e stavo valutando l'acquisto di questo manuale. Essendo un pò datato vorrei chiedervi, ne vale la pena? É un utile riferimento per chi vuole lavorare come neuropsicologo? Si accettano consigli e motivazioni

  2. #2
    L'avatar di Duccio
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    Riferimento: Manuale di neuropsicologia, consiglio

    Io so che il Pizzamiglio è considerato una bibbia in ambito neuropsicologico... Utilizzato spesso anche come testo d'esame ma a volte gli venivano preferiti il Lavadas o altri proprio perchè molto grande come manuale... mentre il testo della Lavadas è un buon testo mi dicono ma sintetico.. Il Pizzamiglio invece è super esauriente... Che sia ormai datato ci sta... ma è considerato come il Kandel nelle neuroscienze.. imprescindibile.. Ti consiglio di andare su internet e cercare docenti o ricercatori in qualche dito di università italiane che si occupano di neuropsicologia e chiedere un po' quali sono i testi oggi giorno considerati più aggiornati e completi e chiedere anche del Pizzamiglio... Io faccio così, se ho bisogno di un consiglio di questo tipo a volte mi è capitato di contattare docenti e ricercatori che lavorano e fanno ricerca nell'ambito

  3. #3

    Riferimento: Manuale di neuropsicologia, consiglio

    Mi spiace ma sento di dissentire con Duccio.

    Il Denes Pizzamiglio *era* un buon manuale. Ora non lo è più, per ovvie ragioni, la prima è che è stato scritto nel 1990.
    Sono passati 25 anni dalla sua prima pubblicazione e di acqua sotto i ponti ne è passata.
    D'altronde non stiamo parlando di un romanzo, ma di un testo scientifico.

    Sul fatto che sia esauriente, completo, scritto da validi professionisti italiani, ecc. nulla da ridire.
    Però oggi, 2015, considerare come "bibbia" della neuropsicologia un manuale con la bibliografia aggiornata agli anni '80 mi sembra davvero eccessivo.

    Io te lo consiglio solo per la autorevolezza storica che ha rappresentato in quegli anni. Così come lo sono stati altri manuali classici non-italiani (vedi Neuropsicologia cognitiva della Warrington - anno 1992, e Neuropsicologia cognitiva umana di Ellis e Young - anno 1988).

    Dagli anni '90 le cose sono un po' cambiate, le tecniche di neuroimmagine sono migliorate e il filone di ricerche delle neuroscienze cognitive ha un po' affossato il ruolo della neuropsicologia stile "anni '80", con teorie "box-and-arrow" e correlati neuronali a volte grossolani e approssimativi.
    Per i neuropsicologi di oggi penso che sia utile abbracciare entrambi gli approcci, sia neuroscienze cognitive che neuropsicologia.
    Forse è anche per questo motivo che di manuali "puri" di neuropsicologia oggi non ce ne sono molti, ma si tende ad integrare le due cose.

    I consigli che posso darti sono:
    - considera si il Denes Pizzamiglio, ma solo per ragioni storiche, non puoi fermarti a quel libro
    - per approfondire i singoli disturbi qualche valido libro c'è (penso a Neuropsicologia dei lobi frontali di Grossi o Neuropsicologia della memoria della Papagno)
    - per fare il punto della situazione attuale, io mi butterei su un manuale di neuroscienze cognitive completo e aggiornato.
    A questo proposito ti consiglio il top-del-top che usano gli studenti anglofoni, ma devi masticare l'inglese.
    Uno è Cognitive Neuroscience di Gazzaniga (prendi l'ultima versione internazionale 2013, quella in italiana risale al 2002 e non è un granchè). L'altro libro è una piccola chicca dei manuali per studenti in materia, ha il pregio di sintetizzare tutte le informazioni essenziali su disturbi e lesioni (Student's guide to Cognitive Neuroscience di Jamie Ward, 2015).

    Ciao!
    Ultima modifica di psychocircus : 16-03-2015 alle ore 20.13.36

  4. #4

    Riferimento: Manuale di neuropsicologia, consiglio

    Vi ringrazio entrambi! Psycocircus il mio inglese non è così fluente purtroppo, ho studiato Student's guide to Cognitive Neuroscience di Jamie Ward, per l'esame di Neuroscienze, ed è stata una gran fatica!!! Il professore ci cambiò testo in corsa, quindi ho pure il Gazzaniga, in italiano però, che avevo iniziato a leggere e mi sembrava valido, più piccino cmq del Kandel o del Bear (il Bear era quello che avevo puntato per Neuroscienze, dici sia migliore il Kandel?).
    Cmq mi domando perchè non abbiano fatto una versione aggiornata del denes pizzamiglio... Mah, un manuale importante ed unico di neuropsicologia manca proprio... Prenderò intanto neuropsicologia della memoria della papagno, quello di grossi ce l'ho. Consigli sulla sclerosi multipla? Grazie ancora!

  5. #5
    L'avatar di Duccio
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    Riferimento: Manuale di neuropsicologia, consiglio

    Hai ragione psychocircus, lo avevo citato perchè storico... e perchè a Firenze è stato consigliato fino a qualche anno fa per poi essere accantonato per il manuale più recente della Ladavas e Berti "Neuropsicologia, sennò sempre nello stesso corso di fondamenti di neuropsicologia sono stati consigliati Martin, Balconi. Neuropsicologia cognitiva o Vallar, Papagno. Manuale di Neuropsicologia. Il mulino
    Per un manuale di Neuroscienze cognitive .. quando iniziai la tesi mi informai per avere una base solida su materiale aggiornato.. In italiano il testo al momento più aggiornato di neuroscoenze cognitive è l'omonimo di Purves.. davvero ben fatto e completo con anche tutte le acquisizioni su neuroeconomia e altre questioni maggiormente attuali... Il Cazzaniga versione italiana come già detto è un po' datato..
    Condivido e confermo la necessità soprattutto in campi di questo tipo, dove la ricerca va avanti in maniera di anno in anno più importante, di avere materiale sempre più aggiornato alla luce delle nuove ricerche..

  6. #6
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    Riferimento: Manuale di neuropsicologia, consiglio

    A Firenze al posto del Kandel (una pietra miliare ma anche esso ormai inizia ad avere i suoi anni) stanno usando da quest'anno S. M. Breedlove, M. R. Rosenzweig, N. V. Watson (2009) PSICOLOGIA BIOLOGICA Introduzione alle neuroscienze comportamentali, cognitive e cliniche. Casa Editrice Ambrosiana, Milano. Guarda l'indice, mi sembra davvero molto interessante e completo

  7. #7

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    Grazie Duccio! Ma del kandel é uscita una versione recentissima del 2014, guarda http://www.amazon.it/dp/8808184455/r...I1H5M0ZQI46CZB

  8. #8
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    Riferimento: Manuale di neuropsicologia, consiglio

    Anche nel mio corso di "Diagnosi Differenziale in Neuropsicologia" consigliano di prendere il Pizzamiglio come testo di riferimento.
    Sono d'accordo con la considerazione che un libro datato sia un po' in contraddizione con ciò che uno studioso di materia scientifica dovrebbe prendere come riferimento, però si tratta solamente di pratica neuropsicologica clinica.
    Come in tutti gli ambiti della sanità, l'ambito puramente clinico-riabilitativo è abbastanza conservatore. Il Gazzaniga è un ottimo testo se si vuole essere aggiornati sulle Neuroscienze cognitive attuali; ancora meglio se si studia sulla bibliografia scientifica degli ultimi sette o otto anni.

    Però, non so, a voi sembra che le conoscenze in Neuroscienze Cognitive possano essere tanto utili nella pratica riabilitativa neuropsicologica? O meglio, sono utili per capire le dinamiche complesse che sottostanno ad alterazioni cognitive da lesioni, però ai fini della mera riabilitazione post-valutazione quanto possono essere utili tali conoscenze? Sappiamo per certo che la DTI, come utilizzata oggi, diversamente a 20 anni fa, contribuisce alla diagnosi. C'è da dire però che la terapia convenzionale è classica.

    Sui libri di neuroscienze non trovo quasi nulla sui sistemi riabilitativi neuropsicologici. Trovo invece molto sugli articoli scientifico-clinici. Il più delle volte è il clinico-ricercatore che deve inventare un test o un metodo valutativo (grezzo, per così dire) per venire a capo di un rebus diagnostico di un paziente particolare.
    Il problema è che il Pizzamiglio va ancora bene oggi. E sottolineo che è un problema perché questo vuol dire che la riabilitazione e la diagnosi non sono andate avanti come la ricerca cognitiva sperimentale.

    Ad esempio, di cento nuovi modelli teorici super raffinati sul funzionamento cognitivo introdotti nel ventunesimo secolo (mi viene in mente quello di Koechlin), quanti sono effettivamente diventati modelli di riferimento per la pratica riabilitativa?

    Voi che ne pensate?

  9. #9
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    Riferimento: Manuale di neuropsicologia, consiglio

    ma infatti a mio parere, che non ho una formazione neuroscientifica e quindi il mio parere è da prendere con le molle, un manuale di neuroscienze cognitive ti dà una panoramica generale sui processi generali cognitivi e sui correlati neurali .. un manuale di neuropsicologia dovrebbe andare a parlare delle varie patologie anche... però ecco.. non mi sembra che ci siano molti manuali che offrano una visione clinica di intervento terapeutico-riabilitativo su tali problematiche... il che è una contraddizione e un errore dato che dopo l'esame di stato come psicologi si deve essere in grado di operare su problematiche siano esse psicologiche che cognitive... in quanto riabilita... ma nessun testo a mio avviso ti spiega come si fa..

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