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  1. #1

    Dubbi sul cambio di magistrale. Psicologia dinamica o del lavoro?

    Ciao a tutti, frequento il primo anno della magistrale in Psicopatologia dinamica dello sviluppo, ma ultimamente ho mille dubbi. Ho 25 anni e sinceramente l'idea di studiare per i prossimi 7/8 non mi alletta, vorrei cominciare a lavorare, o almeno provare, dopo la specialistica senza dover fare la scuola di specializzazione. Ammetto che il mio sogno è sempre stato quello di diventare psicoterapeuta, ma la poca richiesta nel mondo del lavoro mi terrorizza. Mentre sembra che la figura dello psicologo del lavoro sia sempre più richiesta. A questo punto fare o no il passaggio alla magistrale di psicologia del lavoro?
    Sono completamente spaesata e angosciata. Spero di trovare in voi buoni consigli.
    Grazie

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    11-05-2006
    Messaggi
    1,438

    Riferimento: Dubbi sul cambio di magistrale. Psicologia dinamica o del

    Citazione Originalmente inviato da Ginevra1810 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, frequento il primo anno della magistrale in Psicopatologia dinamica dello sviluppo, ma ultimamente ho mille dubbi. Ho 25 anni e sinceramente l'idea di studiare per i prossimi 7/8 non mi alletta, vorrei cominciare a lavorare, o almeno provare, dopo la specialistica senza dover fare la scuola di specializzazione. Ammetto che il mio sogno è sempre stato quello di diventare psicoterapeuta, ma la poca richiesta nel mondo del lavoro mi terrorizza. Mentre sembra che la figura dello psicologo del lavoro sia sempre più richiesta. A questo punto fare o no il passaggio alla magistrale di psicologia del lavoro?
    Sono completamente spaesata e angosciata. Spero di trovare in voi buoni consigli.
    Grazie
    è una scelta difficile, come è difficile darti un consiglio...
    in linea generale io penso sempre che bisognerebbe seguire i sogni, però io stessa mi sto scontrando con la realtà..
    però nel tuo caso, potresti comunque diventare psicoterapeuta anche se hai una specialistica in lavoro, trovando quindi un compromesso tra la realtà e i sogni.
    Al contrario, se hai una specialistica diversa, puoi sempre occuparti di psicologia del lavoro, perché sei sempre uno psicologo.
    Non metto in dubbio che sia complesso, da sola dovresti prendere in mano certi argomenti, magari fare corsi o un master, però è fattibile...
    Ti dico anche che se sei psicoterapeuta le opportunità di lavoro aumentano maggiormente e che non è vero che il lavoro non c'è, ma è vero che è molto dura e che si va lenti, lenti, per cui sono sicura che lavorerai anche se con fatica probabilmente.
    Vedrai che prenderai la scelta migliore, facci sapere!
    Ogni adulto convive con il bambino che è stato
    S. Freud

  3. #3

    Riferimento: Dubbi sul cambio di magistrale. Psicologia dinamica o del

    ...sembra che la figura dello psicologo del lavoro sia sempre più richiesta
    La figura dello psicologo del lavoro non esiste, iniziamo a sfatare un primo aspetto.
    Esiste invece la psicologia del lavoro, disciplina studiata da studenti di psicologia, economia, sociologia, ecc.

    Forse 10 anni fa un laureato in psicologia aveva buone chance di trovare lavoro nelle aziende.
    Ora non è più così, perchè di fatto deve fare i conti con i laureati in altre materie, che ambiscono agli stessi ruoli aziendali (unica differenza: non somministrano test).
    Tieni presente che i master in gestione risorse umane, selezione del personale, ecc. sono aumentati esponenzialmente e solitamente sono aperti a tutti, non solo ai laureati in psicologia. Questo significa più concorrenza.

  4. #4
    L'avatar di Duccio
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    Firenze
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    8,912

    Riferimento: Dubbi sul cambio di magistrale. Psicologia dinamica o del

    Ginevra a questo punto non so che cosa avrei deciso dato che sono passati diversi mesi..
    Credo che il punto non sia tanto il compartimento stagno "psicologo clinico", "psicologo del lavoro" ecc... quanto la tua identità professionale.. che secondo me si acquisisce nel tempo studiando, facendo tirocini, stage, leggendo e mettendosi all'opera...
    L'ambito della psicologia del lavoro è un ambito che può essere esplicato in due modi, quello più naturale è la professione privata che vede lo psicologo come libero professionista che offre a aziende private e pubbliche le sue competenze come consulente in vari ambiti.. dalla selezione del personale e recruiting alla formazione al coaching ecc.. lì dipende molto da te e dalle tue capacità autoimprenditoriali e di self marketing e di come ti sai muovere nel tessuto sociale come libero professionista..
    Il secondo modo è quello forse più noioso e che c'entra meno con la psicologia nella maggioranza dei casi, ovvero come dipendente in area delle risorse umane in aziende e agenzie interinali... Lì dipende anche molto dal tipo di azienda, grandi aziende, spesso multinazionali, avranno una chiara definizione dei ruoli e lo psicologo avrà modo di fare attività prettamente da psicologo,... nelle piccole e medie aziende c'è una figura di amministratore del personale che fa i colloqui, recruiting, ma anche molta amministrazione, buste paghe , si occupa della contrattualistica ecc e alla fine diventa per lo più un impiegato. Da qui la voce che lo "psicologo del lavoro" trovi più lavoro.. e anzi.. che spesso lavori senza abilitazione (contraddizione in termini)... lavora senza abilitazione perchè non fa spesso alcun atto tipico dello psicologo... non si somministrano test, e raramente vengono effettuate valutazioni di carattere maggiormente psicologico come valutazione del potenziale, analisi di clima ecc... Quindi in molti vengono assunti anche solo con la laurea triennale.. ma in realtà nonostante lavorino nelle risorse umane secondo loro come "psicologi del lavoro" fanno in tutto e per tutto gli impiegati.
    Quindi ecco.. da qui la diceria che nelle risorse umane si trova lavoro, si lavora senza abilitazione ecc.. il che non è proprio vero per i motivi che ti ho detto...
    Ragionando in altri termini tu dopo la laurea, tirocinio, esame di stato ed abilitazione dei psicologo e con la possibilità giuridica di poterti spendere in altri ambiti ... quindi secondo me è strategica l'idea di fare una magistrale in un indirizzo diverso da quella della triennale perchè aumenti i tuoi ambiti di competenze avrai un focus in più dove osservare...
    Quindi non pensarti come psicologo clinico, del lavoro, sociale, dello sviluppo... pensati sempre di più come psicologo anche se con interessi e lenti di osservazione dei fenomeni specifici... scegli anche cose differenti che possano aumentare e allargare il tuo raggio di azione... ma non pensare al singolo contesto... alla fine non ci sono psicologi che lavorano in un campo e stop.. ci sono psicologi formati tramite varie esperienze che possono essere corsi, master, tirocini, stage ecc e che spendono la loro professionale in almeno due, tre contesti anche differenti.. quindi valuta bene te ma non fare l'errore di valutare in termini strettamente di "clinico", "del lavoro" ecc... l'uno non per forza esclude l'altro

  5. #5
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    Riferimento: Dubbi sul cambio di magistrale. Psicologia dinamica o del

    In base all'esperienza che ho visto di altre persone mie conoscenti, non è vero che l'indirizzo in psicologia del lavoro dà più opportunità professionali, anzi... Infatti c'è gente che dopo si iscrive alla scuola di psicoterapia, o fa un master in altri ambiti molto diversi proprio perché non riesce a trovare nulla in ambito aziendale, questo perché nella selezione del personale spesso vengono richieste figure che hanno competenze in ambito di contabilità.
    Quindi, ti consiglio di scegliere semplicemente in base ai tuoi interessi, a quello che ti piace di più, io ad esempio ho la triennale in psicologia del lavoro, scelta inizialmente credendo che mi potesse dare maggiori opportunità dopo... ma dopo il tirocinio mi sono resa conto che la visione di psicologo del lavoro che io avevo nella mia mente era molto diversa da quello che ci si trova poi a fare nella realtà concreta... la mia tutor sembrava una normale impiegata, non una psicologa...
    Motivo per cui ho deciso di cambiare indirizzo alla magistrale, non me ne sono mai pentita, anche se ho dovuto recuperare parecchi crediti, ma l'ambito lavoro non faceva per me.

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