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  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di !!!Psiche!!!
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    06-06-2008
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    Massa
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    Studio nella propria abitazione

    ...non avreri mai detto di voler prendere in considerazione l'idea, ma visti i costi in giro, probabilmente per il primo periodo professionale non sarebbe male. Avendo una casa di proprietà (no condominio) come bisogna muoversi?
    "Lavora, come se non avessi bisogno dei soldi;
    Ama, come se nessuno ti abbia mai ferito;
    Balla, come se nessuno ti stesse guardando;
    Canta, come se nessuno ti stesse sentendo;
    Vivi, come se il Paradiso fosse sulla Terra"



  2. #2
    L'avatar di crissangel
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    11-09-2006
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    Veneto [behind an unbreakable window]
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    Riferimento: Studio nella propria abitazione

    Qual è il tuo ordine regionale di riferimento? So per esempio che nel sito dell'ordine della Toscana, nella sezione Informazioni generali per l'attività professionale, dovrebbe esserci un documento scritto da un architetto proprio relativo all'adibire locali di abitazione ad uso studio.
    Dal punto di vista formale e legale, l'attività dello psicologo non necessita di particolari caratteristiche (cosa ben diversa in caso di collaborazioni con altre figure professionali che necessitano di strumenti elettromedicali, metrature precise e particolari pavimenti e tinte sui muri che devono essere lavabili). In questo senso un locale all'interno della propria abitazione può andare bene.
    Credo sia necessario avvisare l'ufficio competente del Comune in riferimento al codice catastale dell'immobile, ma non penso ci siano particolari problemi anche in considerazione di quanto scritto sopra relativamente alle caratteristiche degli spazi.
    Devi chiedere al tuo commercialista le specifiche per poter scaricare parte delle spese e committenze varie legate all'abitazione (ad esempio le bollette), visto che une parte di esse diventerebbero spese professionali.
    Poi in generale: meglio se disponi di un ingresso indipendente, onde evitare spiacevoli situazioni come un via vai generale o che, peggio ancora, al paziente apra una persona diversa dallo psicologo perchè magari tu stai ancora terminando la seduta precedente e tua mamma (o chiunque altro faccia parte del tuo nucleo familiare) stava aspettando magari una visita da un conoscente/un amico/l'idraulico ecc.
    La stanza ovviamente dovrà rispettare i canoni del setting: per cui un arredamento sobrio, ambiente accogliente e silenzioso, insomma qualsiasi cosa possa garantire agio e privacy per il paziente. Importante credo sia la presenza di un disimpegno che possa fungere da saletta di attesa, specie se lavori con minori e bambini, di modo che i genitori, se lo vogliono, possono aspettare che la seduta finisca senza essere costretti ad uscire per poi ritornare. Da considerare anche la disponibilità di un bagno per i pazienti.

    Per non pagare cifre astronomiche, per chi non teme di fare il "profeta in patria", una alternativa che funge un po' da via di mezzo potrebbe essere quella di chiedere al proprio medico di medicina generale di poter utilizzare il suo ambulatorio nelle ore in cui lui non è presente. In genere al medico che presta il locale viene corrisposta una percentuale sulla propria parcella che, se regolarmente fatturata dallo stesso, può essere scaricata come spesa professionale. Se uno ha un buon rapporto umano oltre che professionale col medico, è anche possibile che, almeno nei primi tempi, lasci l'ambulatorio in uso gratuito. Poi se la tua attività prende quota e il numero di pazienti aumenta, è chiaro che pagare un fisso al medico risulterebbe più conveniente ma prima che questo accada purtroppo ce ne passa di tempo e di smazzamento vario in pubblicità, marketing e via discorrendo.
    C'è però da dire che i medici non sono presenti in ambulatorio solo negli orari esposti: a seconda di quanti pazienti hanno in una specifica giornata possono essere costretti a dilungarsi molto oltre. Possono ricevere pazienti in regime privato in giorni ed orari diversi da quelli assegnati per gli assistiti, possono essere impegnati in riunioni o dover sistemare carte, ricette e quant'altro.

    Quindi sentito l'Ordine, il Comune e un commercialista se già ce l'hai (se il tuo Ordine lo prevede, puoi chiedere direttamente appuntamento al consulente fiscale che ti darà tutte le informazioni fiscali e relative alla tua posizione di psicologa iscritta all'albo) per essere sicura di muoverti senza impedimenti, credo che non ci siano problemi nell'avere lo studio professionale dentro la propria abitazione
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    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  3. #3

    Aprire studio professionale

    Ciao a tutti, avrei bisogno di un informazione e magari qualcuno di voi può aiutarmi.
    Ho un appartamento che vorrei adibire a studio professionale, si tratterebbe di uno studio privato in cui ricevere su appuntamento, è necessario fare il cambio di destinazione d'uso dell'immobile modificando la categoria catastale in A10?
    Mi è stato detto che queste cose variano in base a regolamenti regionali (io sono siciliana), è vero?

    Grazie

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