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  1. #1

    Che formazione? Pro e contro

    Ciao a tutti: neoabilitata, piena di buona volontà, tante idee e confuse... mi chiedo: meglio investire in un buon corso lungo e impegnativo (master, perfezionamento) che mi dia un bel titolo e contenga tanti argomenti, o meglio tanti piccoli corsi, brevi e specifici?
    Quali pro e contro di ognuna di queste soluzioni?
    E come faccio a capire quando un corso è "buono" e spendibile o è solo una ripetizione di teorie già sentite all'università? (quelle cose che dici "va bè, stavo a casa e mi leggevo un libro ed era uguale").

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
    Data registrazione
    04-07-2002
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    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
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    3,739

    Riferimento: Che formazione? Pro e contro

    ciao
    bella domanda...io sceglierei (e scelgo, per quanto riguarda la mia esperienza) i corsi in base a due aspetti:
    1) l'argomento: cerco sempre di prendere in considerazione corsi/convegni/specializzazioni che siano ovviamente di mio interesse, ma che siano in linea con la mia formazione e con ciò che vorrei fare a livello concreto sembra un consiglio banale, ma secondo me è importante precisarlo, perchè spesso la mancanza di lavoro "certo" e di linee guida rischia di sviare e di spingere ad iscriversi a corsi che nulla hanno a che fare con la propria area di lavoro e di interesse, solo per il fatto che sono corsi "innovativi" o che trattano argomenti "di moda"

    2) la concretezza di ciò che viene insegnato: escludendo le scuole di psicoterapia (che in sè hanno ovviamente parecchia teoria), secondo me qualunque altro corso dovrebbe avere un taglio più pratico e calato nella realtà lavorativa in questo senso la lunghezza centra poco ci sono master di un anno molto concreti e pratici, accanto a giornate di formazione esclusivamente teoriche

    ...detto questo, tieni comunque conto (anche qui, scusa se magari è qualcosa di scontato ) che la teoria è comunque importante, senza di quella si rischia di operare un po' a caso...semmai il requisito essenziale è che accanto ad una buona parte teorica ci sia anche una sostanziosa parte pratica

    in bocca al lupo
    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  3. #3
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743

    Riferimento: Che formazione? Pro e contro

    Secondo me, soprattutto se si è all'inizio sarebbe meglio corsi brevi ed economici: seminari, corsi tematici (es su un test o su un argomento molto specifico e non troppo generale),... perché può essere che gli interessi cambino nel tempo o semplicemente in base alle esperienze lavorative.

    Ad esempio io appena laureata mi sono fatta un corso di perfezionamento di un anno sull'abuso: molto interessante, impegnativo... ma in effetti le esperienze lavorative mi hanno poi portata abbastanza lontana da quest'argomento e quindi di fatto non mi è mai servito.
    Invece mi era stato molto più utile un corso di un paio di giorni sui DSA, molto introduttivo ma mi aveva dato strumenti utili per riconoscerli e mi ha poi spinto ad approfondire l'argomento, senza però correre il rischio di spendere un mucchio di soldi per un master e poi scoprire che l'argomento non era così interessante...
    Era tenuto da uno studio sconosciuto fuori Milano (e infatti costava molto meno di corsi tenuti presso enti famosi e prestigiosi, in cui paghi anche il nome) ma per iniziare andava benissimo.
    Una volta appurato che l'argomento mi interessava mi sono poi fatta ancora un paio di corsettini così alla buona ed economici per avere subito strumenti e conoscenze utili, poi mi sono iscritta ad un master presso l'Università di Padova (famoso, prestigioso e pure costosetto) per dare in qualche modo spessore alla mia formazione.
    Ma così ho fatto l'investimento solo quando ero ormai sicura che l'argomento mi piacesse (e già avevo iniziato a lavorarci presentando progetti nelle scuole grazie alle conoscenze acquisite negli altri corsettini).

    Altra cosa che reputo utile è guardare il "costo orario": magari un corso di 6 giornate ti costa 900 euro e poi vedi che l'orario è 10,00-17,00, pagando quindi circa 25 euro l'ora che è tantissimo....

    Poi vado a vedere il curriculum dei docenti: ho imparato che i docenti universitari spesso al di fuori dell'università fanno ben poco, quindi difficilmente nei loro corsi impari a "fare" ma rischi di ritrovati una ripetizione delle lezioni universitarie, cosa che trovo molto utile ora che sono 15 anni che sono uscita dal mondo universitario ma che, appena uscita dall'università e immessa nel mondo del lavoro, non è così fondamentale.
    Altro conto è se voglio sentire l'esperto, ma se ho ben capito tu sei all'inizio della professione e quindi alla ricerca di corsi professionalizzanti che ti diano strumenti da usare subito.

    Sempre sul curriculum dei docenti: diffido da quelli troppo giovani (sotto i 30, spesso sono assistenti universitari molto ferrati nella teoria ma con scarsa pratica) e, se non li conosco di fama, da quelli che lavorano solo in studio (perché non so se abbiano veramente esperienza o meno, magari in studio vedono 2 persone a settimana!).
    Vimae

  4. #4
    Matricola L'avatar di Paoletta87
    Data registrazione
    28-02-2007
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    napoli
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    27

    Scuola di specializzazione o Master a Napoli?

    Salve a tutti,
    come tanti psicologi mi trovo davanti al bivio: Quale scuola di psicoterapia scegliere?
    Ma soprattutto, per coloro che si sono specializzati in psicoterapia, chi effettivamente lavora come terapeuta? l'investimento della scuola vale il lavoro futuro? o è meglio un master?
    Spero tanto di ricevere risposte, testimonianze e consigli.
    Grazie mille a chi mi risponderà!!

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
    Data registrazione
    04-07-2002
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    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
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    3,739

    Riferimento: Che formazione? Pro e contro

    Ciao Paoletta
    la scuola, come pure il master e altre attività non garantiscono un lavoro certo, nè la possibilità di inserirsi in qualche ambiente lavorativo...servono per arricchire le proprie competenze e formazione, e per definire meglio gli ambiti di intervento in cui ci si sente pronti a lavorare oggi il lavoro dello psicologo è prevalentemente un lavoro a partita iva, in cui è necessario passare da una posizione "passiva" (devo trovare il lavoro che altri offrono) a una posizione "attiva" (il lavoro "me lo creo", contattando enti e associazioni, proponendo progetti, facendo marketing e pubblicità)...ti consiglio di visitare le altre sezioni del forum per approfondimenti su quest'ambito sicuramente però nè una scuola nè un master di "daranno un inserimento lavorativo"...

    a presto Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


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  6. #6
    L'avatar di Duccio
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    25-06-2002
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    Firenze
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    Riferimento: Che formazione? Pro e contro

    Voglio fare un discorso generale... A mio avviso ci sono dei problemi di ordine generale, molti imputabili ad un sistema universitario di psicologia che fa uscire studenti con un senso di impotenza appresa e con la sindrome dell'eterno non formato.. Ovvero si esce con la sensazione di non sapere niente,di non saper fare niente e di essere costretti continuamente a dover fare corsi, master, tirocini, scuole di specializzazione come unico modo per lavorare... Caso unico di una professione che vive spesso dagli introiti derivanti dalla formazione dei propri professionisti... ovvero di psicologi che fanno corsi tenuti da altri psicologi (scuole, master ecc ecc ecc)...questo già secondo me denota un problema di fondo che è tutto da imputare ad un sistema universitario spesso vecchio, che basa corsi e programmi non su una lettura attenta del territorio ma sugli interessi accademici di docenti e baroni universitari per la maggior parte dediti all'accademia e molto lontani dal mondo professionale.. con il risultato di trovare esami e corsi densi di retorica logorroica e di un autoreferenzialismo stantio ...

    Quindi gli studenti escono con al bramosia di frequentare corsi su corsi con la speranza finalmente di saper utilizzare "il bisturi" della professione psicolgica.. usando una metafora ovviamente.... Dall'altra parte gli enti formativi fiutano l'affare... e vedi tanti bei corsi e master che illudendo e facendo una propaganda ai limiti della denuncia e ben oltre l'etica si promuovono proponendo attestazioni per diventare... "sessuologo", "psicologo scolastico", neuropsicologo", "psicologo dello sport" , "mediatore familiare" ecc ecc ecc.... Gli studenti allettati da questi spot versano nelle casse di tali enti migliaia e migliaia di euro non sapendo (nessuno li ha informati e le università ovviamente non danno una rigorosa informazione sugli atti tipici della professione) che non esiste il sessuologo, il criminologo, lo psicologo dello sport ecc... tali figure non sono normate e neanche previste giuridicamente.... Si è sessuologi o criminologi o psicologi dello sport in quanto psicologi non in quanto aventi un attestato che non ha alcun valore giuridico ma ha solamente un valore personale di averlo completato e aver teoricamente acquisito delle competenze...
    Da psicologo io posso fare consulenze sessuologiche in quanto psicologo.. poi ok , devo aver acquisito delle competenze... ma può essere un master, un tirocinio, stage, autoformazione varia o quello che voglio... ma io sono consulente sessuologo non perchè lo dice un attestato di un ente privato senza alcun valore giuridico ma perchè secondo la legge che regola la professione di psicologo io posso fare "diagnosi, sostegno, abilitazione e riabilitazione"...

    Quindi ecco... dobbiamo a mio avviso superare l'impostazione mentale che tali corsi ci facciano trovare lavoro... anzichè partire con l'idea che altri devono assumerci per quello che sappiamo fare e per i titoli che abbiamo...partire dal presupposto che noi offriamo un servizio di cui altri non possono fare a meno o che è utile e strategico per colmare una sua mancanza...
    Ho visto e vedo tante persone che si abilitano, stanno ferme ... non sapendo cosa fare si iscrivono alla scuola.. fanno altri lavori e una volta specializzati iniziano a sentirsi dei professionisti.. ed è a cosa più sbagliata che si possa a mio avviso fare .. primo perchè la scuola non garantisce niente... conosco tanti psicoterapeuti che mi dicono che con la psicoterapia non ci si mangia e che a loro serve per arrotondare... e quindi è necessario avere un'attività come psicologo base a cui affiancare l'eventuale lavoro da psicoterapeuta...

    Oggi non vedo psicologi che fanno un solo lavoro... Non conosco alcun (e di psicologi e psicologi psicoterapeuti ne conosco un numero molto alto) professionista psicologo che lavora solo in un verso.... la stragrande maggioranza ha un lavoro, che sia part time in comunità, in cooperativa, o nelle risorse umane, o altro... poi magari nel resto del tempo fanno formazione .. hanno progetti con enti, scuole ecc... hanno pazienti che seguono ecc... Insomma sono professionisti che si sono mossi in un'ottica autoimprenditoriale e spendono la propria professionalità in più contesti secondo quello che sanno fare, gli interessa e hanno imparato... Non tutti hanno fatto la scuola.. ma tutti quelli che lavorano di più si sono mossi in maniera intelligente sapendo leggere il territorio e capendo quello serve nel momento...

    Poi ecco... chessò hai fatto un tirocinio in ambito clinico ben fatto? hai fatto un corso di formazione o un master specifico su un'area di disturbi di un certo tipo (ad esempio l'ansia, o i disturbi di tipo sessuale).. Ti senti ferrata dato che hai fatto corsi e master su un'area... e sai trattarli secondo una metodologia adeguata? Nessuno ti vieta di avere pazienti su quella problematica o problematiche.. Ovviamente sta a te capire quando inviare, quando poter gestire il problema ecc... Poi se uno pensa di voler approfondire tutta la sfera clinica e poter abbracciare ad ampio raggio e in maniera specialistica la questione fa una scuola.. Tra il dire... sono psicologo non posso fare niente che abbia a che fare con i problemi psicopatologici e sono psicologo e posso trattare tutto quello che voglio in quanto "riabilito".. c'è una via di mezzo che consiste nel fare quello che sappiamo fare..

    Tutto sta a quello che tra il tirocinio e le esperienze post lauream tra cui eventuali corsi, master, tirocini e stage riusciamo ad imparare... che sia in campo clinico, dello sviluppo, del lavoro o altro...
    Un articolo interessante da leggere è questo.. fa riflettere e propone un punto di vista un po' differente da quello che siamo abituati ad avere
    http://www.altrapsicologia.com/venet...avoro/2013/11/

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    Riferimento: Che formazione? Pro e contro

    Ecco, Duccio ha perfettamente riassunto sia il problema della formazione in psicologia, sia il discorso su come muoversi per "creare" la propria nicchia di mercato (lavorativo)

    ...smettiamola di pensare che il corso x o la scuola y "servono per trovare lavoro"...tutto serve e tutto è inutile, dipende dall'uso che se ne fa...se io faccio un corso e poi invio 10000 cv alle cooperative nella speranza che mi assumano, posso abbandonare ogni speranza e - aggiungo - sto usando male le competenze che ho/ho appreso... se io, anche senza aver frequentato alcun master o scuola, individuo un ambito in cui mi sento competente e mi faccio pubblicità su quello, sto usando bene le mie competenze, e ho speranza di riuscire a fare qualcosa come psi

    ...ma per tutto questo, vi invito ad approfondire gli argomenti anche nelle sezioni relative all'imprenditoria altrimenti andiamo troppo OT
    a presto
    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


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  8. #8
    Venditore Accreditato OPs L'avatar di caramellina84
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    Riferimento: Che formazione? Pro e contro

    Innanzitutto elimina l'idea che esistano master o corsi con un "bel titolo" perché nella libera professione non sono i titoli che contano...
    Puoi anche avere 10 titoli con 10 master importanti, e non lavorare comunque.
    Personalmente io ho fatto un master costoso subito dopo la laurea, del quale mi sono pentita perché era quasi esclusivamente teorico, e in ogni caso condivido quello che ha scritto Vimae sul fatto che con gli anni gli interessi possono cambiare o anche in base alle esperienze lavorative, basti pensare che quel master era sulla psicologia scolastica e io invece adesso a distanza di 5 anni lavoro esclusivamente con adulti.
    Ho fatto invece un corso brevissimo e pagato poco, che invece mi è servito effettivamente, anche per definire i miei obiettivi professionali.

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