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  1. #1
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Lettera di un transgender ai suoi genitori

    Se state leggendo questo messaggio, vuol dire che mi sono suicidata e quindi non sono riuscita a cancellare questo post programmato.
    Per favore, non siate tristi, è meglio così. La vita che avrei vissuto non sarebbe stata degna di essere vissuta… perché sono transessuale. Potrei entrare nei dettagli per spiegare perché lo penso, ma questa lettera sarà già abbastanza lunga così. Per farla semplice, mi sento una ragazza intrappolata nel corpo di un ragazzo da quando avevo quattro anni. Per molto tempo non ho saputo dell’esistenza di una parola per definire questa sensazione, né che fosse possibile per un ragazzo diventare una ragazza, così non l’ho detto a nessuno e ho semplicemente continuato a fare cose convenzionalmente da maschi per cercare di adattarmi.
    Quando avevo 14 anni ho imparato cosa volesse dire la parola “transessuale” e ho pianto di gioia. Dopo dieci anni di confusione avevo finalmente capito chi ero. L’ho detto subito a mia mamma e lei ha reagito molto negativamente, dicendomi che era una fase, che non sarei mai stato davvero una ragazza, che Dio non fa errori e che ero io a essere sbagliata. Se state leggendo questa lettera: cari genitori, non dite così ai vostri figli. Anche se siete cristiani o siete contro i transessuali, non dite mai questa cosa a nessuno: specialmente ai vostri figli. Non otterrete niente a parte far sì che odino se stessi. È esattamente quello che è successo a me.
    Mia mamma ha iniziato a portarmi da terapisti ma solo da terapisti cristiani, tutti con molti pregiudizi, quindi non ho mai avuto le cure di cui avrei avuto bisogno per la mia depressione. Ho solo ottenuto che altri cristiani mi dicessero che sono egoista e sbagliata e che avrei dovuto cercare l’aiuto di Dio.
    Quando avevo 16 anni mi sono resa conto che i miei genitori non mi avrebbero mai aiutata, e che avrei dovuto aspettare di compiere 18 anni per iniziare qualsiasi terapia e intervento di transizione, cosa che mi ha davvero spezzato il cuore. Più aspetti, più la transizione è difficile. Mi sono sentita senza speranze, sicura che avrei passato il resto della mia vita con le sembianze di un uomo. Quando ho compiuto 16 anni e ho capito che i miei genitori non avrebbero dato il loro consenso per farmi iniziare la transizione, ho pianto finché non mi sono addormentata.
    Ho sviluppato nel tempo una specie di atteggiamento “vaffanculo” verso i miei genitori e ho fatto coming out come gay a scuola, pensando che forse sarebbe stato più facile così un giorno dire che in realtà sono transessuale. Per quanto la reazione dei miei amici sia stata buona, i miei genitori si sono arrabbiati. Hanno pensato che volessi compromettere la loro immagine e che li stessi mettendo in imbarazzo. Volevano che fossi il classico piccolo perfetto ragazzo cristiano e ovviamente non era quello che volevo io.
    Quindi mi hanno tirato via dalla scuola pubblica, mi hanno sequestrato il computer e lo smartphone e mi hanno impedito di frequentare qualsiasi social network, isolandomi così completamente dai miei amici. Questa è stata probabilmente la parte della mia vita in cui sono stata più depressa, e sono ancora stupita di non essermi uccisa già allora. Sono stata completamente sola per cinque mesi. Nessun amico, nessun sostegno, nessun amore. Solo la delusione dei miei genitori e la crudeltà della solitudine.
    Alla fine dell’anno scolastico i miei genitori finalmente mi hanno restituito il mio smartphone e mi hanno permesso di tornare sui social network. Ero felicissima, finalmente potevo riavere indietro i miei amici. Ma solo all’inizio. Alla fine mi sono resa conto che anche a loro non importava molto di me, e mi sono sentita persino più sola di quanto fossi prima. Piacevo agli unici amici che pensavo di avere per il solo motivo che mi vedevano per cinque giorni ogni settimana.
    Dopo un’estate praticamente senza amici unita al peso di dover pensare al college, di risparmiare per quando avrei lasciato casa, di tenere alti i miei voti, di andare in chiesa ogni settimana e sentirmi di merda perché in chiesa tutti sono contrari a quello che sono, ho deciso che ne ho abbastanza. Non completerò mai nessuna transizione, nemmeno quando andrò via di casa. Non sarò mai felice con me stessa, col modo in cui appaio e con la voce che ho. Non avrò mai abbastanza amici da esserne soddisfatta. Non troverò mai un uomo che mi ami. Non sarò mai felice. Potrò vivere il resto della mia vita come un uomo solo che desidera essere una donna oppure come una donna ancora più sola che odia se stessa. Non c’è modo di averla vinta. Non c’è via d’uscita. Sono già abbastanza triste, non ho bisogno di una vita ancora peggiore di così. La gente dice che “le cose cambiano” ma nel mio caso non è vero. Le cose peggiorano. Le cose peggiorano ogni giorno.
    Questo è il succo, questo è il motivo per cui mi sento di uccidermi. Mi dispiace se per voi non sarà abbastanza una buona ragione, lo è per me. Per quel che riguarda le mie volontà, voglio che il 100 per cento delle cose che possiedo sia venduto e che il denaro (più i soldi che ho da parte in banca) siano donati a un movimento per il sostegno e per i diritti delle persone transessuali, non importa quale. L’unico momento in cui riposerò in pace arriverà quando le persone transessuali non saranno più trattate come sono stata trattata io: quando saranno trattate da esseri umani, con sentimenti validi, sinceri e legittimi, e con dei diritti umani. Le questioni di genere devono essere insegnate a scuola, prima è e meglio è. La mia morte deve significare qualcosa. La mia morte dev’essere contata tra quelle dei transessuali che si sono suicidati quest’anno. Voglio che qualcuno guardi a quel numero e dica “questa cosa è assurda”, e si occupi di sistemarla. Sistemate la società. Per favore.
    Addio,
    (Leelah) Josh Alcorn

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: Lettera di un transgender ai suoi genitori

    Leelah si è uccisa il 28 dicembre 2014, alle 2 del mattino, buttandosi sotto ad un camion.
    La madre, in una intervista alla Cnn, rimane ferma nelle sue posizioni: "La condizione di transgender è contraria ai nostri principi religiosi, gli dicevamo che comunque lo amavamo moltissimo. Gli volevamo bene a prescindere. Amavo mio figlio. Era un ragazzo buono e gentile"

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di riripane93
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    Riferimento: Lettera di un transgender ai suoi genitori

    Sono allibita nel leggere tutto ciò nel 2014, anzi 2015. Capisco i motivi della famiglia nel mantenere ben salda la propria immagine, ma di li a portare un figlio al suicidio mi sembra surreale, non è di certo un figlio gay a frantumare l'immagine della famiglia perfetta. Oggi non si può morire a causa di tutto ciò, è inaudito. Viviamo in una società senza censure, senza alcun tipo di morale e vedere che ancora adesso questa fascia di persone soffrono a causa dell'emarginazione o dei pregiudizi fa anche male. La vita è un dono e non può essere sprecata o vissuta facendo e facendosi del male. Personalmente non ho nulla contro i transgender o i gay o chiunque abbia un orientamento sessuale diverso e ritengo che, essendo persone come noi, debbano poter vivere la loro vita come meglio credono. L'unica cosa che mi infastidisce è quando questo orientamento diverso diventa un modo per creare situazioni strane e anche indecenti. Come in ogni cosa ci sono persone che comunque hanno un certo ritegno nel mantenere un determinato tipo di comportamento, e altre che di queste differenze ne fanno un lavoro o un modo per guadagnare o arrivare chissà dove; nulla contro questi altri ma in questo modo alimentano quella parte di popolazione che vede i trans o gay in modo quasi diabolico, trasgressivo e impuro.
    Io pur essendo cristiana non credo assolutamente che siano persone diverse dal resto del mondo, sono solamente persone che hanno capito di avere un orientamento sessuale diverso e vogliono provare ad essere felici vivendo la loro vita. Si parla tanto di rispetto del prossimo e di aiuto verso i più deboli, ma poi invece di difendere e rispettare tutte quelle persone considerate "diverse", si attaccano e si portano addirittura al suicidio. Questa non è la prima storia che sento e quest'anno tanti hanno perso la vita perchè avendo fatto coming-out non sono state accettate o non hanno avuto il sostegno necessario. Insomma in una società in cui le bambine a 12 anni diventano mamme, si potrebbe anche superare l'ostacolo di due ragazzi o due ragazze che si amano o che vogliono cambiare il loro corpo per essere felici, sempre però mantenendo il giusto comportamento.
    Benigni quando ha proposto le due serate de I dieci Comandamenti ha parlato di felicità e mi ha fatto riflettere molto, perchè in fin dei conti ha ragione, abbiamo nascosto la felicità e non siamo più capaci di trovarla.. ma io aggiungerei che siamo anche capaci di privare della felicità anche il nostro prossimo e questo è male, è molto male.
    Nel thread delle aspettative del 2015 ho inserito la speranza di eliminare la violenza sulle donne, ma vorrei anche aggiungere la speranza di poter far riflettere tutta quella gente che attacca e disprezza chi ritiene "diverso" a causa dell'orientamento sessuale. Sono esseri umani come noi e anche migliori e nessuno può farli arrivare al pensiero di togliersi la vita per essere felici. La felicità è semplicemente vivere la loro vita come desiderano senza assurdi pregiudizi.
    Spero che si abbatta presto questo altro scoglio della società che si dice moderna, ma alla fine è moderna soltanto per quel che fa comodo!

    Bisogna avere un caos dentro di sè, per generare una stella danzante

  4. #4
    La vita sognata L'avatar di Antonia
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    Riferimento: Lettera di un transgender ai suoi genitori

    La famiglia dovrebbe essere il nido sicuro che ti ami e ti accetti per come sei, incondizionatamente dal modello ideale che aveva immaginato e desiderato, altrimenti la propria sicurezza interiore sarà messa a dura prova una volta che entri a contatto con una realtà sociale circostante nella maggior parte dei casi ipocrita e poco comprensiva, difficile, seppur possibile però, incontrare persone "compassionevoli" (nel senso etimologico del termine), bisogna sperare nell'incontro con persone che possano ridarci nuova vita.
    Mi fanno male i capelli. (Amelia Rosselli)

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: Lettera di un transgender ai suoi genitori

    Credo sia utile sottolineare la differenza tra un transgender ed un gay ( nella speranza di non scrivere cantonate, visto che non sono certo un esperto dell'argomento: sicuramente se ci leggesse qualcuno che si occupa professionalmente di sessuologia potrebbe spiegarsi meglio di quanto possa fare io... )
    Il gay, per quel che ne so io, è, semplicemente, una persona sessualmente portata a relazionarsi con altre persone dello stesso sesso, pur continuando a considerarsi parte di quel sesso...
    Cioè: il gay maschio è, per l'appunto, un uomo che gradisce rapportarsi, sentimentalmente e/o sessualmente, con altri uomini, e così i gay donna.
    I transgender sono un'altra cosa: si sentono ( e a tutti gli effetti sono, quanto meno da un punto di vista psichico ) delle donne intrappolate nel corpo di un uomo o degli uomini intrappolati nel corpo di una donna... Ed infatti non ambiscono soltanto ad avere rapporti con persone del proprio sesso ( apparente ), ma vogliono proprio cambiare radicalmente il loro corpo ( la "transizione", medica e chirurgica, di cui parlava questa sfortunata ragazza...) facendolo diventare come la loro psiche ( e la loro anima, per chi ci crede....) vuole fermamente ( cosa che, assolutamente, non accade per i gay...).
    In realtà ho letto che, a volte, i transgender hanno delle vere e proprie anomalie genetiche che sono alla base della loro alterata identificazione di genere, ma anche se così non fosse, credo che nessuno sia legittimato a contrastare una pulsione così forte... Men che meno le persone che più dovrebbero aiutarli, proteggerli, capirli: i loro genitori.
    Trasformatesi, in questo caso, in veri e propri carnefici inconsapevoli.

  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di riripane93
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    Riferimento: Lettera di un transgender ai suoi genitori

    Per quel che ne so io dell'argomento hai spiegato in modo perfetto la differenza. Ma o gay o transgender non cambia nulla. Sono entrambe le categorie emarginate e vittime di azioni veramente schifose. Non so se ricordo bene o meno ma avevo letto che nei transgender vi è un'alterazione, se così si può chiamare, dei cromosomi sessuali quindi X e Y. Nello specifico avevo letto che la differenza era di appena mezzo cromosoma quindi un maschio che si sente donna avrà un cromosoma X poi mezzo Y e mezzo X e lo stesso vale per la donna. Non so se ho detto una cavolata abissale, è da un po di tempo che avevo letto questa cosa, l'ultimo anno di superiori circa. Ma mutazione o no ribadisco che nessuno è nelle condizioni di poter portare una di queste persone a togliersi la vita perchè poi quelle persone che si definiscono "normali" diventano degli elementi insignificanti e privi di personalità. Sarò crudele ma io per questi genitori chiederei l'ergastolo perchè un genitore, una mamma, sangue del tuo sangue non può diventare la tua istigatrice e portarti al suicidio. E' da far venire i brividi una situazione del genere.

    Bisogna avere un caos dentro di sè, per generare una stella danzante

  7. #7
    Partecipante Super Figo L'avatar di viola74
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    Riferimento: Lettera di un transgender ai suoi genitori

    Sono addolorata da questa storia, come da ogni storia di discriminazione verso gli omosessuali e transessuali. Soprattutto quando finiscono con il suicidio.
    A dire il vero, credo che non debbano neanche esistere le discussioni sull'essere gay, etero o transessuale. Per quanto riguarda l'omosessualità, io sono dell'idea che finché è consensuale, la sessualità dovrebbe essere libera come la preferenza di un colore piuttosto che un altro. Ci mettiamo a discutere su chi preferisce il rosso o il verde??? Ecco, secondo me dovrebbe essere così anche nell'orientamento sessuale.
    L'essere transessuale implica il problema del cambio di sesso, è qualcosa di drastico e definitivo, quindi forse è giusto aspettare almeno i 18 anni, darsi un po' di tempo per acquisire consapevolezza... non per cambiare idea, perché credo che se ci si sente così già a 4 anni, si è ben sicuri di ciò che si vuole. Ma almeno essere più pronti e maturi per affrontare una nuova vita. Ma anche questa scelta, come l'essere gay senza esigenza di cambiare sesso, non dovrebbe scatenare pregiudizi e discriminazioni.
    Sono schifata e nauseata dall'atteggiamento dei genitori di Leelah, e da tutti quelli che la pensano come loro. Conosco una persona omosessuale e credente che ha sempre frequentato con impegno la chiesa, e so come è stata trattata dal prete quando ha fatto coming out. Quindi, sì, sono disgustata ed anche per questo mi sono allontanata sempre di più dalla chiesa e dalla religione in generale. Questa chiusura e rigidità mentale, non la capisco. Queste verità assolute su quale debba essere la natura dell'essere umano, non le capisco.
    Non mi importa se c'è una causa genetica, psicologica o ambientale dell'omosessualità e della transessualità, per me l'importante è che le persone che si sentono così possano vivere normalmente senza discriminazioni e senza sentirsi diversi. Se poi la vita o il cambiamento psichico negli anni li porta a cambiare idea, dovrà essere comunque una scelta spontanea.
    Sulla scelta del suicidio... per me è sempre estremamente difficile comprenderla. Forse posso capire la speranza di Leelah che il suo gesto possa servire ad altri ma... alla fine si è tolta ogni possibilità di provare a cambiare la sua situazione. L'unica cosa a cui non c'è rimedio è la morte.. La sua vita era insostenibile, insopportabile e la sofferenza troppo intensa, lo capisco ma... i problemi peggiori erano la solitudine e l'isolamento, che le hanno fatto perdere ogni speranza... perché, se ho capito bene, lei pensava di restare sola e discriminata anche dopo un eventuale cambio di sesso. E, considerando la mentalità della gran parte della società, e la probabilità di subire discriminazione anche dopo e per tutta la vita... forse aveva ragione.
    Spero che un giorno il suicidio non sia l'unica soluzione alla previsione di tanta infelicità. E spero soprattutto che quello che oggi è un problema, un giorno sia solo una scelta di vita come tante altre, senza suscitare discriminazione, critiche e giudizi.

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