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  1. #1
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    8,912

    cosa si intende per "tecniche e strumenti psicologici"?

    Ciao a tutti.. volevo porre un quesito tecnico diciamo per stimolare una riflessione anche ad ampio raggio...
    Parlando con studenti, tirocinanti, psicologi ecc.. emerge spesso una certa precisione teorica nelle definizioni ma che non si concretizza così spesso nello specifico e nell'atto pratico ad una altrettanta concretezza...
    Ad esempio cosa si intende IN PRATICA con la parola "tecnica e strumento psicologico "? Come distinguere una tecnica o strumento psicologico da una non psicologica ? Lo psicologo lavora con la relazione e la comunicazione ... quindi qualunque cosa abbia a che fare con queste due cose è così definibile ? Leggo e sento spesso citare leggi, codici ecc con la frase "strumenti e tecniche psicologiche".. ma sono elencabili e "numerabili"..?
    La domanda vuole stimolare una riflessione sul tema per cercare di concretizzare e definire in termini "spiccioli" qualcosa di cui si parla spesso in modo forse astratto..
    A volte ho l'impressione che tra studenti di psicologia e psicologi "ci si parli un po' addosso" peccando di autoreferenzialità, retorica e digressione teorica forse anche favorita da una base epistemologica di tipo filosofico di cui risente la disciplina e quindi siamo bravi nel parlare ma spesso non così efficaci nello spiegare e nel far capire... Che ne pensate?
    A volte ho l'impressione anche che questa impostazione dialettica retorica e autoreferenziale sia un problema in quanto non permette di parlare all'utenza in termini pratici e pragmatici e di farsi capire nel concreto favorendo l'impressione generale e lo stereotipo dello psicologo come uno che "chiacchiera" tanto e in maniera astratta...
    Penso che questo sia un problema soprattutto relativo all'oggetto della disciplina ma sicuramente questo aspetto critico è qualcosa che andrebbe analizzato facendo anche un'autocritica...
    Su questo aspetto penso che dovremmo davvero imparare da medici, ingegneri ecc che hanno un altro approccio alla propria disciplina e una modalità di spiegarla particolarmente pratica e diretta...favoriti ovviamente dal loro specifico oggetto di riferimento.. ma non solo.. secondo me cìè anche una differenza di forma mentis..
    Tale forma mentis secondo me è alla base di questa differenza... Faccio un esempio, anni fa alla facoltà di psicologia di Firenze ci fu un incontro dove 4 presidenti di 4 scuole di psicoterapia spiegarono il loro approccio, i loro strumenti e modalità operative e le differenze le une dalle altre.. L'incontro era stato studiato per essere pratico, far emergere le differenze e nel concreto che cosa facessero...
    Dei 4 relatori 3 fecero bellissime digressioni sulle loro scuole.. citando autori, facendo metafore, usando linguaggi differenti fra loro ma molto digressivi e ampi come temi trattati mostrando anche una base culturale e capacità di argomentazione elevava... ma rimanendo su un piano totalmente astratto.. totalmente retorico.. finivi di ascoltare con piacere e poi la domanda era "e quindi?".. Il quarto era un medico a capo di una scuola di orientamento sistemico (che quindi in teorica si presterebbe bene ad una certa digressione e retorica dialettica)... fece un'analisi e spiegazione davvero pratica, concreta, spiegando chi sono loro, autori e pensatori di riferimento ma soprattutto cosa facevano, in che modo e le loro peculiarità rispetto alle altre..fu l'unica in cui si capì davvero nella pratica il loro modello.. Insomma secondo me (e questo episodio me lo fece capire) forse la formazione di tipo psicologico soprattutto quella di qualche tempo fa risente magari di una eccessiva autoreferenzialità e retorica di base come forma mentis che non permette di approcciarsi alla disciplina in maniera più tecnica e pragmatica...
    Che ne pensate?

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: cosa si intende per "tecniche e strumenti psicologici"?

    è una questione su cui ha lavorato l'ordine della lombardia qualche tempo fa per delineare meglio il confini della professione e puoi trovare del materiale nel loro sito.
    Il punto è questo, in breve: lo psicologo lavora con la relazione e il colloquio, così come i test, ecc.... strumenti che però non sono a lui esclusivi (anche l'assistente sociale o altri, ad esempio, utilizzano questi mezzi) . Il fine quindi è lo scopo con cui usi e la conclusione era che se usi questi strumenti per produrre cambiamenti nell'atteggiamento e nei comportanti, allora diventano strumenti psicologici in quanto solo lo psicologo è abilitato per produrre cambiamenti a tale livello.

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