• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 9 di 9
  1. #1
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    8,912

    Raccolta firme:referendum

    Riporto qua un thread che ho visto perche' mi sembra particolarmente importante. Questa discussione è rivolta a tutte le persone maggiorenni che non hanno ancora depositato la propria firma per la richiesta di referendum abrogativo riguardante la legge sulla procreazione assistita.

    La terrò su per qualche tempo, sono sicuro che perdonerete la mia “petulanza” ma di fronte a leggi del genere, almeno a mio avviso, non si può restare indifferenti.

    Per contestualizzare un po’ il tutto, vi dirò che la legge è dell’attuale governo e che la raccolta firme è patrocinata dal partito Radicale, partito storico quanto a conquiste sociali soprattutto col mezzo referendario: penso alla legge sul divorzio e quella sull’aborto tanto per fare due esempi eclatanti.


    Apponendo la vostra firma dite no ad una legge tipica di uno stato “confessionale” non democratico che proibisce il diritto alla maternità/paternità se non in condizioni assolutamente “rigorose”.

    Ecco alcuni punti significativi:
    1) La legge rivede il numero di embrioni utilizzabili per la procreazione assistita riducendolo a tre soltanto: con 3 embrioni soltanto, sopra 35 anni il tasso d’insuccesso è altissimo (impedendo di fatto alle madri over 35 di avere figli), mentre sotto i 35 anni c’è un reale rischio di parti tripli con sindrome di down.

    2) Questo significa all’incirca 15.000 figli in meno ogni anno e significa ritornare ai tempi in cui si era proibito l’aborto e questo veniva realizzato clandestinamente: di fatto, adesso chi vorrà realizzare il proprio desiderio di maternità/paternità, dovrà, qualora glielo consentano le proprie tasche, recarsi in Inghilterra (o in Spagna) dove vige una assoluta libertà di ricerca in campo scientifico.

    3)Viene abolita la sperimentazione e la conservazione di embrioni: questo significa niente possibilità di ricerca per patologie umane decisamente devastanti e una conseguente “fuga di cervelli” a questo punto più che giustificata ma deprimente per il nostro paese.

    4)La legge attua una ridicola equiparazione dell’embrione alla persona, coerentemente con i punti sopra, riconoscendogli capacità giuridica e tutele particolari: posizione in realtà patrocinata dalla sola Chiesa Cattolica e da altri movimenti affini quando a livello scientifico, è ormai dato assodato che fino al 14/15 esimo giorno di gestazione l’apparato nervoso non compare minimamente all’interno delle cellule staminali.

    5)CONTRADDIZIONE RIDICOLA: non è possibile verificare la salute dell’embrione prima dell’impianto: casomai sarà data possibilità di ricorrere all’aborto una volta accertate le patologie genetiche connesse al nascituro. E ATTENZIONE: non parliamo di eugenetica: nessuno parla della possibilità di scegliere i proprio figli in base a colori degli occhi o dei capelli predefiniti: si tratta del diritto alla salute del nascituro costituzionalmente garantito che la legge getta nel nulla più assoluto.

    6)E’ la legge più restrittiva d’Europa: sintomo che, se non ci diamo una mossa, conquiste sociali e culturali degli anni passati sono destinate ad essere cancellate con un colpo di gomma da un parlamento sempre più confessionale e sempre meno laico.


    Per tutti questi motivi e per altri ancora, depositare la propria firma è un atto di libertà prima ancora che di civiltà.


    Confido su di voi… ogni comune ha un apposito sportello per queste firme aperto la mattina… andate e (alla faccia loro) moltiplicatevi!

    per info: www.radicali.it

    duccio

  2. #2

    Ireland Addicted
    L'avatar di arpista
    Data registrazione
    12-08-2002
    Residenza
    toscana in perenne trasferta!
    Messaggi
    5,068
    hai fatto bene duccio a postare la raccolta firme! io la cercavo ma qua ad arezzo purtroppo nn ne ho visti di tavoli ho appena firmato

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di stillmad
    Data registrazione
    28-07-2004
    Residenza
    peripezie mentali
    Messaggi
    3,577
    già firmato e cmq veramente grazie Duccio!!questa legge è r-i-d-i-c-o-l-a

  4. #4
    Giusto per conoscenza, anche se penso che nessuno la leggerà e soprattutto si accontenteranno delle sole critiche del post di Duccio...

    Ma io penso che prima di dire subito FIRMO PER ABROGARE QUESTA LEGGE, bisogna almeno CONOSCERLA.

    DISEGNO DI LEGGE

    Capo I

    PRINCIPI GENERALI

    Art. 1.

    (Finalità)

    1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, in particolare del concepito.

    2. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora i metodi terapeutici non risultino idonei.

    Art. 2.

    (Interventi contro la sterilità e la infertilità)

    1. Il Ministro della salute, sentito il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, promuove ricerche sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali dei fenomeni della sterilità e della infertilità e favorisce gli interventi necessari per rimuoverle nonchè per ridurre l’incidenza e, ove possibile, per prevenire l’insorgenza dei fenomeni indicati. Il Ministro della salute promuove altresì campagne di informazione e di prevenzione dei fenomeni della sterilità e della infertilità.

    2. In relazione ai compiti affidati alle regioni ai sensi dell’articolo 2 della legge 29 luglio 1975, n. 405, nei piani sanitari regionali deve essere prevista l’erogazione di servizi di informazione, di consulenza e di assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità.

    Art. 3.

    (Modifiche alla legge 29 luglio 1975, n. 405)

    1. All’articolo 1 della legge 29 luglio 1975, n. 405, dopo il primo comma è inserito il seguente:

    «Il servizio di assistenza alla famiglia ed alla maternità provvede, altresì, d’intesa con il servizio sociale competente per territorio, a fornire un’informazione adeguata sulle opportunità e sulle procedure per l’adozione o per l’affidamento familiare».

    Capo II

    ACCESSO ALLE TECNICHE

    Art. 4.

    (Accesso alle tecniche)

    1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonchè ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.

    2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti princìpi:

    a) correlazione della tecnica proposta rispetto alla diagnosi formulata, al fine di contenerne il grado di invasività;

    b) gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, senza prima aver esperito tentativi meno invasivi;
    c) consenso informato, da realizzare ai sensi dell’articolo 6.

    3. È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.

    Art. 5.

    (Requisiti soggettivi)

    1. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 4, comma 1, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di adulti maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile.

    Art. 6.

    (Consenso informato)

    1. Per le finalità indicate dal comma 3, prima del ricorso ed in ogni fase di applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita il medico, anche avvalendosi della figura professionale dello psicologo, informa in maniera dettagliata i soggetti di cui all’articolo 5 sui metodi e sui possibili effetti collaterali sanitari e psicologici conseguenti all’applicazione delle tecniche stesse, sulle probabilità di successo e sui rischi dalle stesse derivanti, nonchè sulle relative conseguenze giuridiche per la donna, per l’uomo e per il nascituro. Alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere a procedure di adozione o di affidamento ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, come alternativa alla procreazione medicalmente assistita. Le informazioni di cui al presente comma e quelle concernenti il grado di invasività delle tecniche nei confronti della donna e dell’uomo devono essere fornite per ciascuna delle tecniche applicate e in modo tale da garantire la consapevole formazione della volontà.

    2. Alla coppia devono essere prospettati con chiarezza i costi dell’intera procedura.
    3. La volontà di entrambi i soggetti di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è espressa per iscritto congiuntamente al medico responsabile della struttura, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tra la manifestazione della volontà e l’applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell’ovulo.
    4. Qualora il medico responsabile della struttura autorizzata ritenga di non poter procedere alla fecondazione medicalmente assistita, deve fornire alla coppia motivazione scritta di tale decisione.

    Art. 7.

    (Linee guida)

    1. Il Ministro della salute, avvalendosi dell’Istituto superiore di sanità, e previo parere del Consiglio superiore di sanità, definisce, con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, linee guida contenenti l’indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

    2. Le linee guida di cui al comma 1 sono vincolanti per tutte le strutture autorizzate.
    3. Le linee guida sono aggiornate periodicamente, almeno ogni tre anni, in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica, con le medesime procedure previste al comma 1.


    Capo III

    DISPOSIZIONI CONCERNENTI
    LA TUTELA DEL NASCITURO

    Art. 8.

    (Stato giuridico del nato)

    1. I nati a seguito dell’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita sono figli legittimi o acquistano lo stato di figli riconosciuti della madre o, ai sensi del codice civile, della coppia che ha espresso la volontà di ricorrere alle tecniche medesime secondo le previsioni dell’articolo 6.

    Art. 9.

    (Divieto del disconoscimento della paternità e dell’anonimato della madre)

    1. Qualora si ricorra a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo in violazione del divieto di cui all’articolo 4, comma 3, il coniuge o il convivente il cui consenso è ricavabile da atti concludenti non può esercitare l’azione di disconoscimento della paternità nei casi previsti dall’articolo 235, primo comma, numeri 1) e 2), del codice civile, nè l’impugnazione di cui all’articolo 263 dello stesso codice.

    2. La madre del nato a seguito dell’applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita non può dichiarare la volontà di non essere nominata, ai sensi dell’articolo 30 del regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127, di cui al decreto del Presidente della Repubblica, 3 novembre 2000, n. 396.

    Capo IV

    REGOLAMENTAZIONE
    DELLE STRUTTURE AUTORIZZATE
    ALL’APPLICAZIONE DELLE TECNICHE DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

    Art. 10.

    (Strutture autorizzate)

    1. Gli interventi di procreazione medicalmente assistita sono realizzati nelle strutture pubbliche e private autorizzate dalle regioni e iscritte al registro di cui all’articolo 11.

    2. Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare, ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, sono definiti:

    a) i requisiti tecnico-scientifici ed organizzativi delle strutture;

    b) le caratteristiche del personale delle strutture;
    c) i criteri per la determinazione della durata delle autorizzazioni e dei casi di revoca delle stesse;
    d) i criteri per lo svolgimento dei controlli sul rispetto delle disposizioni della presente legge e sul permanere dei requisiti tecnico-scientifici ed organizzativi delle strutture.

    Art. 11.

    (Registro)

    1. È istituito, con decreto del Ministro della salute, presso l’Istituto superiore di sanità, il registro nazionale delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

    2. L’iscrizione al registro di cui al comma 1 è obbligatoria.
    3. L’Istituto superiore di sanità raccoglie e diffonde, in collaborazione con gli osservatori epidemiologici regionali, le informazioni necessarie al fine di consentire la trasparenza e la pubblicità delle tecniche di procreazione medicalmente assistita adottate e dei risultati conseguiti.
    4. L’Istituto superiore di sanità raccoglie le istanze, le informazioni, i suggerimenti, le proposte delle società scientifiche e degli utenti riguardanti la procreazione medicalmente assistita.
    5. Le strutture di cui al presente articolo sono tenute a fornire agli osservatori epidemiologici regionali ed all’Istituto superiore di sanità i dati necessari per le finalità indicate dall’articolo 14 nonchè ogni altra informazione necessaria allo svolgimento delle funzioni di controllo e di ispezione da parte delle autorità competenti.

    Capo V

    SANZIONI

    Art. 12.

    (Sanzioni)

    1. Chiunque a qualsiasi titolo applica tecniche di procreazione medicalmente assistita vietate ai sensi dell’articolo 4, comma 3, o fra soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 5, o senza avere raccolto il consenso secondo le modalità di cui all’articolo 6, o in strutture diverse da quelle di cui all’articolo 10, o in violazione dei divieti e degli obblighi di cui all’articolo 13, o realizza in qualsiasi forma la commercializzazione o l’importazione e l’esportazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità o il prelievo o il trasferimento in utero di un gamete dopo la morte di uno dei soggetti di cui all’articolo 5, è punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da 51.645,69 euro a 154.937,07 euro, e con l’interdizione per cinque anni dall’esercizio della professione.

    2. Chiunque realizza un processo volto ad ottenere un essere umano discendente da un’unica cellula di partenza, eventualmente identico, quanto al patrimonio genetico nucleare, ad un altro essere umano in vita o morto è punito con la reclusione da dieci a venti anni e con la multa da 51.645,69 euro a 154.937,07 euro, e con l’interdizione perpetua dall’esercizio della professione.
    3. Non sono punibili l’uomo o la donna ai quali sono applicate le tecniche nei casi di cui ai commi 1 e 2.
    4. Ogni accordo avente per oggetto i comportamenti di cui ai commi 1 e 2 è nullo.
    5. L’autorizzazione concessa ai sensi dell’articolo 10 alla struttura al cui interno è eseguita una delle pratiche vietate ai sensi del comma 1 è sospesa per un anno. Nell’ipotesi di più violazioni dei divieti di cui al comma 1 o di violazione del divieto di cui al comma 2 l’autorizzazione è revocata.

    Capo VI

    MISURE DI TUTELA DELL’EMBRIONE

    Art. 13.

    (Sperimentazione sugli embrioni umani)

    1. È vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano.

    2. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad esse collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative.
    3. Sono, comunque, vietati:

    a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsto dalla presente legge;

    b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell’embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2;
    c) interventi di scissione precoce dell’embrione o di ectogenesi sia a fini procreativi sia di ricerca;
    d) la fecondazione di un gamete umano con un gamete di specie diversa e la produzione di ibridi o di chimere;
    e) la crioconservazione e la soppressione di embrioni.

    4. Le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell’evoluzione tecnico-scientifica e di quanto previsto dall’articolo 7, comma 3, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico impianto, comunque non superiore a tre. Tutti gli embrioni prodotti devono essere contemporaneamente trasferiti nell’utero della donna.

    5. Ai fini della presente legge è vietato l’aborto selettivo di gravidanze plurigemellari.
    6. I soggetti di cui all’articolo 5 devono essere informati sul numero degli embrioni che si intendono produrre e trasferire in utero. Dopo il trasferimento, i medesimi soggetti sono informati sul numero di embrioni prodotti e conseguentemente trasferiti.

    Capo VII

    DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

    Art. 14.

    (Relazione al Parlamento)

    1. L’Istituto superiore di sanità predispone, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una relazione annuale per il Ministro della salute in base ai dati raccolti ai sensi dell’articolo 11, comma 5, sull’attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati.

    2. Il Ministro della salute, sulla base dei dati indicati al comma 1, presenta entro il 30 giugno di ogni anno una relazione al Parlamento sull’attuazione della presente legge.

    Art. 15.

    (Obiezione di coscienza)

    1. Il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure per l’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita disciplinate dalla presente legge qualora sollevi obiezione di coscienza, previa dichiarazione resa al medico responsabile della struttura autorizzata ai sensi dell’articolo 10.

    2. La dichiarazione di cui al comma 1 può essere resa o revocata, con le stesse modalità, in qualsiasi momento e comporta, con effetto immediato, l’esonero dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’applicazione delle tecniche disciplinate dalla presente legge.

    Art. 16.

    (Disposizioni transitorie)

    1. Le strutture ed i centri iscritti nell’elenco predisposto presso l’Istituto superiore di sanità ai sensi dell’ordinanza del Ministro della sanità del 5 marzo 1997, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 1997, recante: «Divieto di commercializzazione e di pubblicità di gameti ed embrioni umani», sono autorizzati ad applicare le tecniche di procreazione medicalmente assistita, nel rispetto delle disposizioni della presente legge, fino al centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica di cui all’articolo 10, comma 2.

    2. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i centri e le strutture di cui al comma 1 eliminano i gameti depositati presso i medesimi centri e strutture, ad eccezione di quelli prelevati da soggetti che rispondono ai requisiti di cui all’articolo 5. In caso di inadempienza, i centri e le strutture di cui al presente comma decadono dall’autorizzazione di cui al comma 1.
    3. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le strutture e i centri di cui al comma 1 trasmettono al Ministero della salute e al giudice tutelare territorialmente competente i seguenti elenchi non pubblici: un elenco (n. 1) contenente l’indicazione numerica degli embrioni destinati a tecniche di procreazione medicalmente assistita, formati nel periodo precedente alla data di entrata in vigore della presente legge, unitamente all’indicazione nominativa di coloro che hanno fatto ricorso alle tecniche medesime, a seguito delle quali sono stati formati gli embrioni; un elenco (n. 2) con indicazione numerica degli embrioni disponibili di cui non si conoscono i genitori biologici e con indicazione dei motivi della non conoscibilità.
    4. La coppia che, prima della data di entrata in vigore della presente legge, ha ottenuto nelle strutture e nei centri di cui al comma 1 l’applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita dalle quali è derivata la formazione di embrioni, ha facoltà di richiedere il trasferimento degli embrioni medesimi, nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 5 e 6, nel termine di tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Subito per gli embrioni di cui all’elenco n. 2 e trascorso il termine di cui al periodo precedente per quelli di cui all’elenco n. 1, ovvero nel caso di espressa rinuncia della donna al trasferimento, il giudice tutelare competente per territorio dispone con proprio decreto l’adottabilità. Su indicazione delle strutture e dei centri, che provvedono alle opportune informazioni ed assumono il consenso informato secondo le disposizioni, in quanto applicabili, dell’articolo 6, il giudice tutelare, sentita la coppia richiedente e fatte le opportune valutazioni ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, in quanto applicabile, dichiara con decreto motivato l’adozione dell’embrione o degli embrioni da impiantare contestualmente.
    5. La disposizione di cui al comma 3 si applica a tutti i possessori di embrioni che sono inoltre obbligati ad indicare la struttura o il centro autorizzati ai quali gli embrioni vengono consegnati. Chiunque non adempia all’obbligo di segnalazione degli embrioni esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge è punito, qualora il fatto non costituisca reato, con la sanzione amministrativa da 25.822,84 euro a 51.645,69 euro.
    6. I nati, a seguito di adozione di embrioni, sono figli legittimi della coppia coniugata o figli naturali riconosciuti della coppia convivente.
    7. Le disposizioni di cui all’articolo 9 si applicano anche per i nati da tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo prima della data di entrata in vigore della presente legge. Per tali soggetti l’identità del donatore è rivelata con decreto motivato del giudice tutelare, ovvero, in caso di grave e imminente pericolo per la salute del nato, su richiesta del medico o del direttore della struttura sanitaria che lo hanno in cura.

    Art. 17.

    (Copertura finanziaria)

    1. Per le attività relative agli articoli 2, comma 1, e 11, il cui onere è valutato rispettivamente in 2.065.827,60 euro e in 154.937,07 euro annue, a decorrere dal 2002, è autorizzata la spesa di 2.220.764,67 euro annue a decorrere dall’esercizio 2002.

    2. Per gli interventi per prevenire, rimuovere e ridurre la sterilità e la infertilità e per le finalità previste dall’articolo 2 è autorizzata l’ulteriore spesa di 5.164,57 euro per ciascuno degli anni 2002 e 2003.
    3. Le somme stanziate per le finalità di cui ai commi 1 e 2 sono ripartite tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica, su proposta del Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
    4. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, valutati in 7.385.333,66 euro per ciascuno degli anni 2002 e 2003 e in 2.220.764,67 euro annue a decorrere dall’anno 2004, si provvede, per gli anni 2002, 2003 e 2004, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004 nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della salute.
    5. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.



    Beh, per me non fa una piega!


  5. #5
    SuperManu
    Ospite non registrato
    La stavo cercando anche io Ivan
    Per la par condicio

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di paky
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Napoli
    Messaggi
    6,026
    Vi invito a leggere anche qui: http://www.lucacoscioni.it/referendu...referendum.pdf
    le motivazioni "ufficiali" del referendum è fatto molto bene, spiega le motivazioni una per una riportando il passo della legge che viene criticato... io mi sono convinta leggendolo, prima non lo ero per niente!
    Ultima modifica di paky : 31-08-2004 alle ore 22.08.42
    ...love is passion, obsession, someone you can't live without.
    I say fall head over heels.
    Find someone you can love like crazy and who'll love you the same way back.
    How do you find him? Well, forget your head and listen to your heart.
    'Cause the truth is that there's no sense living your life without this.
    To make the journey and not fall deeply in love... well, you haven't lived a life at all.
    But you have to try, because if you haven't tried, you haven't lived.

    Meet Joe Black

  7. #7
    kentia
    Ospite non registrato
    si può firmare due volte? io ho già firmato allo stend in piazza e vorrei rifirmare on line...

  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di paky
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Napoli
    Messaggi
    6,026
    Non si può firmare online... o meglio, la firma online non vale per il referendum, devi cmq firmare ad un tavolo!

    Così mi hanno scritto via email dopo che ho lasciato i miei dati online:

    "Grazie per aver lasciato i tuoi dati.

    Questa adesione non corrisponde a una firma sul referendum (per questo
    servono moduli e penna). Oltre alla firma (che potrai apporre ai tavoli o
    in
    qualsiasi comune) il tuo aiuto è indispensabile per poter riuscire a
    raccogiere le 500 mila firme necessarie entro il 30 settembre.

    Probabilmente una della associazioni locali impegnate nella raccolta
    delle
    firme ti contatterà nei prossimi giorni.
    Altrimenti, qui trovi tutti i recapiti delle associazioni divisi per
    regione
    http://www.lucacoscioni.it/referendum/riferimenti

    Se vuoi organizzare una raccolta delle firme autonomamente, invece, qui
    trovi tutte le istruzioni necessarie
    http://www.lucacoscioni.it/faidate
    Puoi comunque chiamarci allo 066826.

    Se puoi, aiutaci a contattare nuove persone. Su questa pagina trovi tutti
    gli strumenti per farlo:
    http://www.lucacoscioni.it/internet

    Se invece vuoi saperne di più sulla legge 40 e le sue aberrazioni
    http://www.lucacoscioni.it/referendu...referendum.pdf

    Grazie, e buona campagna referendaria!
    http://www.lucacoscioni.it "
    ...love is passion, obsession, someone you can't live without.
    I say fall head over heels.
    Find someone you can love like crazy and who'll love you the same way back.
    How do you find him? Well, forget your head and listen to your heart.
    'Cause the truth is that there's no sense living your life without this.
    To make the journey and not fall deeply in love... well, you haven't lived a life at all.
    But you have to try, because if you haven't tried, you haven't lived.

    Meet Joe Black

  9. #9
    kentia
    Ospite non registrato
    Grazie Paky! allora sto appppposto!

Privacy Policy