• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 4 di 4

Discussione: Disturbo o deficit?

  1. #1

    Disturbo o deficit?

    Domanda sciocca, ma neanche troppo: che differenza terminologica c'è tra disturbo e deficit?

    Nei vari manuali, articoli, ecc. li ho trovati usare in modo interscambiabile.

    Personalmente, utilizzo il termine "disturbo" in presenza di una compromissione totale di un dominio (es. "disturbo di memoria", quando tutti i test di memoria sono ko), mentre per "deficit" intendo una compromissione di alcuni processi, cioè quando non sono coinvolte tutte le componenti di una macro-funzione (es. deficit di memoria visuo-spaziale).
    Questa però è una mia finezza terminologica, non saprei manco quanto corretta. Finora però nessuno mi ha detto nulla

    Voi che ne pensate?

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di alias
    Data registrazione
    29-11-2012
    Residenza
    Ancona
    Messaggi
    221

    Riferimento: Disturbo o deficit?

    Citazione Originalmente inviato da psychocircus Visualizza messaggio
    Domanda sciocca, ma neanche troppo: che differenza terminologica c'è tra disturbo e deficit?

    Nei vari manuali, articoli, ecc. li ho trovati usare in modo interscambiabile.

    Personalmente, utilizzo il termine "disturbo" in presenza di una compromissione totale di un dominio (es. "disturbo di memoria", quando tutti i test di memoria sono ko), mentre per "deficit" intendo una compromissione di alcuni processi, cioè quando non sono coinvolte tutte le componenti di una macro-funzione (es. deficit di memoria visuo-spaziale).
    Questa però è una mia finezza terminologica, non saprei manco quanto corretta. Finora però nessuno mi ha detto nulla

    Voi che ne pensate?
    Io tendo ad utilizzare il termine disturbo quando voglio indicare la patologia in se,
    mentre deficit proprio come sinonimo di mancanza di una funzione specifica cognitiva.
    Ad es., studiando il deficit dell'attenzione, così detto, indico solo la mancanza della funzione attentiva, mentre se dicessi disturbo da deficit dell'attenzione, allora qui indico la vera e propri patologia.

    Poi, boh, a me viene logico pensare così, però anche il mio è più un criterio personale che altro. Attendiamo altri responsi.
    Ciao
    How you see the world is a reflection of your soul

  3. #3
    L'avatar di crissangel
    Data registrazione
    11-09-2006
    Residenza
    Veneto [behind an unbreakable window]
    Messaggi
    2,888
    Blog Entries
    4

    Riferimento: Disturbo o deficit?

    Citazione Originalmente inviato da psychocircus Visualizza messaggio
    Domanda sciocca, ma neanche troppo: che differenza terminologica c'è tra disturbo e deficit?

    Nei vari manuali, articoli, ecc. li ho trovati usare in modo interscambiabile.

    Personalmente, utilizzo il termine "disturbo" in presenza di una compromissione totale di un dominio (es. "disturbo di memoria", quando tutti i test di memoria sono ko), mentre per "deficit" intendo una compromissione di alcuni processi, cioè quando non sono coinvolte tutte le componenti di una macro-funzione (es. deficit di memoria visuo-spaziale).
    Questa però è una mia finezza terminologica, non saprei manco quanto corretta. Finora però nessuno mi ha detto nulla

    Voi che ne pensate?
    Ciao

    Le questioni che poni sono sempre molto interessanti e, come in questo caso, puntano su aspetti che spesso vengono dati per scontati

    Anche io trovo che di solito i due termini sono utilizzati in maniera interscambiabile. Io ho sempre utilizzato il termine deficit (o difficoltà....ma proprio per non creare ripetitività e ridondanze all'interno di una relazione magari di 4 pagine) per indicare specifiche funzioni, o meglio, specifici aspetti di singole funzioni che risultassero a qualche livello compromesse. Il termine disturbo anche io lo intendo con un significato più globale, quindi l'ho spesso utilizzato nella parte della relazione in cui sintetizzo i risultati e poi nelle conclusioni, se trovavo un pattern di sintomi tali da poter parlare di disturbo a carico di una macro-area o funzione.
    Non ho al momento sotto mano nessun riferimento bibliografico in merito, però sarebbe interessante vedere se c'è qualcosa. Mi sono nella mia scelta affidato a quanto mi dicevano alcuni dei miei tutor nei vari tirocini e momenti di supervisione e quanto mi veniva detto è in linea con la tua scelta terminologica. In una occasione mi fu addirittura suggerito di parlare sempre di deficit e di sostituire il concetto di disturbo con una denominazione nosografica specifica, es: un "disturbo di memoria a lungo termine anterograda" secondo lui andava sostituito con "amnesia anterograda".
    Fatte queste considerazioni, se dopo una valutazione neuropsicologica sufficientemente estesa ed articolata, mi trovassi una compromissione evidente della memoria (per rimanere nell'esempio) in tutti o quasi i suoi aspetti, utilizzerei il termine "disturbo" proprio perchè la descrizione funzionale sarebbe a livello macro.
    In altri casi, specie se la relazione doveva finire in mano ai medici per la diagnosi, utilizzavo altre diciture a fronte di risultati deficitari estesi a diverse funzioni come ad esempio "deficit polisettoriale" specificando quali aspetti erano effettivamente deficitari partendo dai più leggeri e quelli più pesanti (e cercando di sintetizzare il tutto in meno di 4 pagine )
    Sei un professionista? Servizio Supervisioni e E-book per professionisti

    Per la tua formazione post laurea, dai un'occhiata alle proposte di Opsonline:
    Corsi d'aula
    Corsi on line
    Webinar

    Regolamento Forum



    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  4. #4

    Deterioramento, declino, decadimento, deficit: facciamo chiarezza

    Ciao a tutti,

    apro una nuova discussione per fare chiarezza su alcuni termini usati di frequente nell'ambito neuropsicologico (e non solo).
    Già tempo fa avevo aperto una discussione simile, per cercare di definire meglio cosa si intende per disturbo e cosa si intende per deficit.
    Anche in questo caso, non ho trovato nessun testo che spiegasse il corretto uso terminologico, perciò quello che segue è quanto ho dedotto personalmente dalla lettura di manuali e articoli (non ho svolto nessuna meta-analisi )

    Se questa discussione fosse svolta in lingua inglese, la questione sarebbe presto risolta.
    In inglese tutti usano il termine impairment per riferirsi a qualsiasi alterazione del funzionamento cognitivo.
    Abbiamo quindi il famoso mild cognitive impairment, ma anche vascular impairment, memory impairment, visuospatial impairment e chi più ne ha più ne metta.
    In misura minore ho visto usare anche il termine dysfunction: post-stroke dysfunction, executive dysfunction, ecc.
    Direi che dysfunction e impairment sono entrambi molto usati e con un significato pressochè identico, entrambi si riferiscono ad un qualche tipo di alterazione cognitiva.

    In italiano questi due termini vengono entrambi tradotti come deficit (parola invece poco usata in inglese) o in rari casi disfunzioni, TRANNE quando si ha a che fare con alterazioni di tipo dementigeno.
    In questo caso particolare, spiccano gli italianissimi deterioramento, decadimento, declino, poco usati all'estero, ma molto usati in Italia per riferirsi ad anomalie cognitive non causate da lesioni cerebrali.
    La prova lampante è il famoso MCI, all'estero chiamato genericamente deficit cognitivo lieve, in Italia invece assume l'espressione di deterioramento cognitivo lieve o declino cognitivo lieve o ancora decadimento cognitivo lieve.

    Questa è ciò che ho capito nel corso del tempo. Sono curioso di scoprire che idea vi siete fatti voi in materia.

Privacy Policy