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  1. #1
    Partecipante Assiduo
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    10-12-2009
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    187

    Sta scoppiando un conflitto bellico su larga scala?

    Parliamone.Ok manco da un pò su OPSONLINE e vorrei ritornare su questi lidi postando cose sicuramente più allegre e portatori di un elemento ansiogeno minore rispetto a tali domande,ma amo porre questa domanda a degli psicologi perchè in virtù della nostra formazione olistica e dell'acuto spirito di osservazione che serve(almeno secondo il sottoscritto)per compiere questo mestiere in maniera ottimale,potrebbe uscire qualche risposta interessante(d'altronde poi si sà,gli psicologi devono sempre avere un occhio puntato sulla realtà per tenersi informati e vedere come società e cultura si evolvono)
    La domanda che mi pongo è semplicemente quella dell'open post ma credo sia doveroso giustificarla e spiegarla,perchè non mi piace essere un complottista che si costruisce i castelli di carta in aria e non mi piacciono neanche i deliri e le paranoie escatologiche da fine del mondo in stile 21/12/2012
    Ora dico,secondo me è un pò il caso di preoccuparsi:da un lato c'è una situazione economica tutt'altro che rosea che riguarda buona parte del vecchio continente,pur non essendo la condizione economica neanche lontanamente paragonabile agl'anni che hanno preceduto i due grandi conflitti bellici(e ci mancherebbe,il mondo e la società è cambiata)credo sia indubbio un netto peggioramento delle condizioni di vita rispetto a due decenni fa.A peggiorare il quadro poi và tenuto conto della profonda crisi dovuta all'approvvigionamento delle risorse energetiche(pensiamo alla crisi ucraina e a come tutta la situazione si giochi attorno alla questione South Stream per risolvere la crisi del gas) che sembra risvegliare atavici conflitti che sembravano solo un retaggio di epoca passata(Usa Vs Urss)e-dulcis in fundo-il presentarsi all'orizzonte di un vero e proprio conflitto che prende le sembianze di scontro di civiltà tra società post-moderna occidentale e "società" islamica totalitaria(pensiamo ad Isis)
    Ecco ora io non sò quanti anni avete,sono giovane ma non troppo ma in tutta la mia vita non ho mai assistito ad un clima internazionale teso quanto la situazione odierna:ci sono una serie di problematiche non da poco che si presentano in maniera contemporanea ma quel che è peggio,almeno per il sottoscritto è da ascriversi all'estrema FLUIDITA della situazione che non si sà come,quando e a quali consenguenze potrebbe portare
    Mi spiego in meno di un anno:
    Rivolta in Ucraina
    Invasione Crimea
    Guerra in Ucraina
    Guerra in Siria
    Isis che avanza
    e altre notizie che passano n pò sottovoce ma che gira e rigira si ricollegano tutte a quei nuclei tematici caldi che riguardano queste faccende.
    Ad esempio:l'altroieri è morto in un incidente aereo il CEO della TOTALforte partner del russo Putin e favorevole ad una risoluzione pro-russa sulla morsa del gas che ha riguardato il neo eletto presidente ucraino Poroschenko e Putin.Manco a dirlo è morto in un incidente il giorno seguente ad un colloquio a quattr'occhi tra Putin e Poroschenko in cui pareva essere giunti alla risoluzione di un accordo.Ritenere che sia stato ucciso è forse azzardato ma che ci sia un forte coinvolgimento giocato da potenze atlantiste nella questione del gas ucraino non mi pare un'eventualità cosi remota,cosi come ritenere che il Ceo della Total abbia giocato il suo ruolo in questo braccio di ferro lungo un anno che vede fronteggiarsi Occidente Vs Oriente non mi pare neanche esso un azzardo
    Ieri è stato assaltato il parlamento canadese da-sembra un gruppo di jihadisti
    Ecco allora io mi e vi chiedo:visto l'estrema fluidità della situazione non temete e credete che visto le premesse l'evoluzione di questo complesso ed inticrato quadro geopolitico possa condurre a soluzioni inattese e tragiche?
    Essendo appassionato di tali questioni,forse un pò si notano certi intricati e sottili fili non visibili da tutti.
    Meno di due anni fà la Russia aveva posto un veto ad un eventuale intervento militare Americano in siria volto a rovesciare il regime di Assad a causa dell'utilizzo di armi di distruzione di massa contro la popolazione civile nel corso della rivoluzione siriana.Manco a dirlo Assad è un forte partner commerciale di Putin proprio come il deposto ex- presidente Ucraino Yakunovich in seguto alla "rivoluzione ucraina" dello scorso febbraio.
    Ecco mi chiedo se vista la complessa situazione internazionale,in virtù di un tragico ma possibile attacco occidentale di Isis e in virtù della dislocazione dell'esercito islamico in siria non si possa passare ad un intervento di terra con ciò che un intervento di terra comporta(e cioè giocoforza anche un rovesciamento di regime)che potrebbe avere come reazione un drastico peggioramento delle relazioni internazionali Usa-Russia(già ai minimi storici dopo la caduta del muro)e innescare un tragico effetto domino le cui conseguenze non sono propriamente prevedibili
    Voi che ne pensate?
    Ultima modifica di Fakeplastictree : 23-10-2014 alle ore 12.23.43

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Italia, ed orgoglioso di esserci
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    Riferimento: Sta scoppiando un conflitto bellico su larga scala?

    Il tuo post, scusami se te lo dico, è un minestrone che contiene cose che, effettivamente, sono fortemente connesse tra di loro, con altre che, invece, si possono considerare collegate solo alla lontana, con altre che, infine, non c'entrano proprio niente l'una dall'altra. Con in più il tocco complottista ( la morte del CEO di Total ).
    La verità è molto più semplice: affatto tranquillizzante, intendiamoci, ma certo più semplice da decrittare e spiegare. Provo a riassumerti i 2 punti salienti del mio ragionamento:

    1) non c'è mai stato un periodo di maggiore tensione internazionale: naturalmente non è vero. Basta tornare indietro negli anni per scoprire, anche limitandosi solo all'ultimo dopoguerra, decine e decine di altri momenti storici in cui siamo stati veramente sull'orlo di un conflitto globale: Guerra in Corea, crisi dei missili a Cuba, guerra in Vietnam, crisi degli Euromissili alla fine degli anni '70 ( quando, per inciso, in Italia una guerra vera e propria c'era, quella del terrorismo ), crisi iraniana, crisi libica ( Gheddafi, per esempio, ci lanciò un missile contro Lampedusa in risposta ad un bombardamento americano ), guerra del golfo ( la prima ), guerra nella ex-Jugoslavia ( per la prima volta dalla fine della II guerra mondiale avevamo la guerra a due passi da casa ed una grande capitale europea, Belgrado, veniva bombardata ), mezza Manhattan buttata giù dai terroristi, guerra del golfo ( la seconda ) etc. etc. etc.
    Perché, allora, c'è una percezione aumentata di pericolo?..... Semplice: perché c'è una informazione ossessiva e aggressiva, attraverso Internet, che CREA psicosi su psicosi, aumentando all'ennesima potenza la sensazione di essere circondati, quasi che ogni focolaio di tensione esistente nel mondo ( come è SEMPRE successo e sempre succederà... ) avvenga nella nostra stanza da letto, affianco al nostro pc acceso sulle miserie del mondo ( e sulle speculazioni complottiste che su queste miserie vengono fatte );

    2) che sta succedendo DAVVERO?... Sta succedendo una cosa molto semplice: il crollo del muro di Berlino avvenuto nel 1989 è stato come l'apertura del vaso di Pandora. Si sono scatenate le forze più selvagge del capitalismo che, non più imbrigliate dalla logica dei due blocchi contrapposti, sono partite alla conquista del nuovo Far West, territori immensi e popolazioni sterminate da conquistare al verbo del "mercato", proprio mentre i Paesi Occidentali, invece, mostravano la corda in quanto i loro, di mercati, erano ormai saturi, mentre le condizioni produttive erano diventate sempre più difficili ( salari alti, diritti dei lavoratori etc. etc. ). L'apertura dell'ex-blocco sovietico ( e non solo: anche i Paesi dell'ex-Terzo Mondo ) sembrava il nuovo Eldorado. Cominciò la famosa globalizzazione, poi con gli anni consolidatasi al punto che, oggi, buona parte della produzione mondiale di merci e servizi è appannaggio di Paesi che fino a 25 anni fa erano completamente esclusi dai mercati ( Cina, India, Brasile etc. ).
    C'è stata, però, una "piccola" conseguenza, non si sa quanto imprevista: che l'aumentata ricchezza di quei Paesi ha coinciso con un deciso impoverimento dei Paesi dell'ex- Primo Mondo. Il motivo è semplice: la torta ( leggi le risorse del Pianeta Terra ) è sempre la stessa, sono però aumentati i commensali, ergo le porzioni per tutti si sono ridotte.
    Da una quindicina di anni almeno è iniziata, allora, una feroce guerra mondiale per l'accaparramento delle risorse e/o la redistribuzione della ricchezza mondiale. Guerra che implica anche una decisa competizione tra Paesi ex-alleati ( Europa, USA, Giappone )... Che continuano, formalmente e per convenienza a darsi, in pubblico, pacche sulle spalle mentre, sempre alle spalle, si tirano coltellate.

    I singoli episodi di questa guerra sotterranea ( che, sia inteso, è estremamente difficile che sfoci in una guerra esplicita, a tutto campo, perché non converrebbe a nessuno ) sono, tutto sommato, poco importanti... Molto più importante, a mio avviso, il quadro generale che ho delineato. E che, a breve, non prevede, a mio parere, una soluzione, nè facile nè difficile.
    Bisogna navigare a vista, evitando colpi di testa solitari ( esempio: fuoriuscita unilaterale dall'euro ) che ci vedrebbero massacrati all'istante su una scena internazionale così difficile.

  3. #3
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Sta scoppiando un conflitto bellico su larga scala?

    diamo accoglienza a tutti. Ora i figli (nati qui) degli immigrati che l'occidente ha accolto non si riconoscono come occidentali e hanno deciso di uccidere tutti.
    Che bella politica quella dell'accoglienza

  4. #4
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Sta scoppiando un conflitto bellico su larga scala?

    Citazione Originalmente inviato da joker.the.mad Visualizza messaggio
    Il tuo post, scusami se te lo dico, è un minestrone che contiene cose che, effettivamente, sono fortemente connesse tra di loro, con altre che, invece, si possono considerare collegate solo alla lontana, con altre che, infine, non c'entrano proprio niente l'una dall'altra. Con in più il tocco complottista ( la morte del CEO di Total ).
    La verità è molto più semplice: affatto tranquillizzante, intendiamoci, ma certo più semplice da decrittare e spiegare. Provo a riassumerti i 2 punti salienti del mio ragionamento:

    1) non c'è mai stato un periodo di maggiore tensione internazionale: naturalmente non è vero. Basta tornare indietro negli anni per scoprire, anche limitandosi solo all'ultimo dopoguerra, decine e decine di altri momenti storici in cui siamo stati veramente sull'orlo di un conflitto globale: Guerra in Corea, crisi dei missili a Cuba, guerra in Vietnam, crisi degli Euromissili alla fine degli anni '70 ( quando, per inciso, in Italia una guerra vera e propria c'era, quella del terrorismo ), crisi iraniana, crisi libica ( Gheddafi, per esempio, ci lanciò un missile contro Lampedusa in risposta ad un bombardamento americano ), guerra del golfo ( la prima ), guerra nella ex-Jugoslavia ( per la prima volta dalla fine della II guerra mondiale avevamo la guerra a due passi da casa ed una grande capitale europea, Belgrado, veniva bombardata ), mezza Manhattan buttata giù dai terroristi, guerra del golfo ( la seconda ) etc. etc. etc.
    Perché, allora, c'è una percezione aumentata di pericolo?..... Semplice: perché c'è una informazione ossessiva e aggressiva, attraverso Internet, che CREA psicosi su psicosi, aumentando all'ennesima potenza la sensazione di essere circondati, quasi che ogni focolaio di tensione esistente nel mondo ( come è SEMPRE successo e sempre succederà... ) avvenga nella nostra stanza da letto, affianco al nostro pc acceso sulle miserie del mondo ( e sulle speculazioni complottiste che su queste miserie vengono fatte );

    2) che sta succedendo DAVVERO?... Sta succedendo una cosa molto semplice: il crollo del muro di Berlino avvenuto nel 1989 è stato come l'apertura del vaso di Pandora. Si sono scatenate le forze più selvagge del capitalismo che, non più imbrigliate dalla logica dei due blocchi contrapposti, sono partite alla conquista del nuovo Far West, territori immensi e popolazioni sterminate da conquistare al verbo del "mercato", proprio mentre i Paesi Occidentali, invece, mostravano la corda in quanto i loro, di mercati, erano ormai saturi, mentre le condizioni produttive erano diventate sempre più difficili ( salari alti, diritti dei lavoratori etc. etc. ). L'apertura dell'ex-blocco sovietico ( e non solo: anche i Paesi dell'ex-Terzo Mondo ) sembrava il nuovo Eldorado. Cominciò la famosa globalizzazione, poi con gli anni consolidatasi al punto che, oggi, buona parte della produzione mondiale di merci e servizi è appannaggio di Paesi che fino a 25 anni fa erano completamente esclusi dai mercati ( Cina, India, Brasile etc. ).
    C'è stata, però, una "piccola" conseguenza, non si sa quanto imprevista: che l'aumentata ricchezza di quei Paesi ha coinciso con un deciso impoverimento dei Paesi dell'ex- Primo Mondo. Il motivo è semplice: la torta ( leggi le risorse del Pianeta Terra ) è sempre la stessa, sono però aumentati i commensali, ergo le porzioni per tutti si sono ridotte.
    Da una quindicina di anni almeno è iniziata, allora, una feroce guerra mondiale per l'accaparramento delle risorse e/o la redistribuzione della ricchezza mondiale. Guerra che implica anche una decisa competizione tra Paesi ex-alleati ( Europa, USA, Giappone )... Che continuano, formalmente e per convenienza a darsi, in pubblico, pacche sulle spalle mentre, sempre alle spalle, si tirano coltellate.

    I singoli episodi di questa guerra sotterranea ( che, sia inteso, è estremamente difficile che sfoci in una guerra esplicita, a tutto campo, perché non converrebbe a nessuno ) sono, tutto sommato, poco importanti... Molto più importante, a mio avviso, il quadro generale che ho delineato. E che, a breve, non prevede, a mio parere, una soluzione, nè facile nè difficile.
    Bisogna navigare a vista, evitando colpi di testa solitari ( esempio: fuoriuscita unilaterale dall'euro ) che ci vedrebbero massacrati all'istante su una scena internazionale così difficile.
    Ni almeno per come la vedo io:bellissima analisi ma non concordo su alcuni punti e ti spiego il motivo in base a come la vedo io
    E che i due punti che hai citato a mio avvio si intrecciano perfettamente e insieme spiegano perchè a mio avviso la tensione internazionale oggi è più alta che in passato.
    E'vero che la tensione internazionale non si è mai abbassata ma a mio avviso le cose vanno contesualizzate:le guerre nel golfo,le torri gemelle etc etc sono elementi che vedevano contrapposti una porzione del mondo occidentale piuttosto vasta con avversari esigui.Li vedo più come guerre di conquista che come veri e propri scontri fra sistemi a causa di condizioni incompatibili
    Mi spiego:ataccare l'iraq era una necessità dovuta forse all'approvvigionamento di risorse o al garantirsi la sicurezza di un sistema(quello americano/occidentale)ma non era una questione di sopravvivenza tra due sistemi contrapposti
    Per dire si trattava volendo ridurre e semplificare di parecchio della lotta di una coalizione contro uno staterello che aveva o petrolio o armi chimiche.Ma non si trattava di una questione mors tua vita mea,non sò se mi spiego:non si trattava dell'inevitabile scontro tra due sistemi per garantirsi la sopravvivenza in assenza di risorse tali da poter soddisfare tutti

    Quello che dici nel secondo punto del tuo discorso è esemplare e lampante di quello che intendo dire
    C'è stata, però, una "piccola" conseguenza, non si sa quanto imprevista: che l'aumentata ricchezza di quei Paesi ha coinciso con un deciso impoverimento dei Paesi dell'ex- Primo Mondo. Il motivo è semplice: la torta ( leggi le risorse del Pianeta Terra ) è sempre la stessa, sono però aumentati i commensali, ergo le porzioni per tutti si sono ridotte.
    Da una quindicina di anni almeno è iniziata, allora, una feroce guerra mondiale per l'accaparramento delle risorse e/o la redistribuzione della ricchezza mondiale. Guerra che implica anche una decisa competizione tra Paesi ex-alleati ( Europa, USA, Giappone )... Che continuano, formalmente e per convenienza a darsi, in pubblico, pacche sulle spalle mentre, sempre alle spalle, si tirano coltellate.
    Ed è a mio avviso proprio cosi.Ora come la vedo io,visione forse schematica e riduttiva ma forse veritiera,siamo entrati in una fase equiparabile a quella che caratterizzò la guerra fredda,con la differenza che a mancare qui è la presenza di idelizzazione degli schieramenti
    Nella guerra fredda erano presenti due blocchi contrapposti in base a quelli che erano differenti visioni o sistemi politico/economico/sociali
    Da un alto vi erano i Paesi dell'area sovietica dall'altro quelli occidentali e a differenziarli vi erano i paradigmi capitalisti e comunisti
    Oggi per come la vedo io(e posso sbagliarmi e mi farebbe piacere nel caso che mi correggessi)sono altresì presenti blocchi contrapposti ma non basati su paradigmi differenti ma basati invece- esclusivamente su ragioni commerciali
    In poche parole entrambi i partecipanti ai due blocchi sono sistemi capitalisti solo che si remano contro invece di collaborare(e fare affari)tra di loro
    Per come la vedo io da un lato vi è la zona atlantista(Europa e America)dall'altro quella EuroAsiatica(Russia,Cina,Brics)-ovviamente con le dovute eccezzioni in quanto "business is business",difficilmente un paese europeo si rifiuterebbe di fare affari con la Russia pur essendo legato per ragioni storiche,politiche ed economiche ad un altra area del mondo,anche se l'influsso dell'america è potente(ed in effetti se cosi non fosse mi troverei in difficoltà a comprendere il modo in cui numerosi stati europei hanno accettato di buon grado le sanzioni emesse contro la russia sebbene abbiano provocato un vero e proprio effetto boomerang sulla propria economia)

    Ora perchè in presenza di uno stesso sistema economico e di sviluppo sociale due aree del mondo dovrebbero economicamente entrare in conflitto fra loro?Permettimi di esprimere la mia posizione di parte:ipotizzo ed è l'unico motivo razionale per cui possa spiegarmi una cosa del genere-che pur in presenza di un unico sistema globale-siano presenti degli stati a cui fa comodo dettare legge e imporre le proprie condizioni nelle clausole dei contratti
    Penso un pò ingenuamente ad una sorta di puerile dichiarazione"La guerra l'abbiamo vinta noi e decidiamo noi"

    Ovviamente all'america conviene imporre i propri prodotti,diffondere i propri servizi e fare affari con aree del mondo colonizzate nel secondo dopoguerra anche se questo a conti fatti a certe aree non conviene.Penso sempre alla questione del South Stream.Magari(non so,davvero)all'europa conviene pure stringere un forte legame commerciale con la russia e con l'area euroasiatica in forte crescita a differenza di quanto accade nella porzione del mondo atlantista(le economie dei paesi del primo mondo come hai detto tu a differenza di quelli dei paesi emergenti sono in picchiata).Ma non può convenire la stessa cosa all'america.
    Nasce in questo caso a mio avviso una situazione che non si era verificata nell'ultimo ventennio e che secondo il sottoscritto nemmeno ai tempi della guerra fredda,in quanto non esisteva una globalizzazione all'epoca ed è quella del conflitto di interessi

    Se uno ci pensa,ai tempi della guerra fredda i due blocchi contrapposti erano separati da una cortina di ferro non solo fisica ma anche economica.All'epoca Usa e Urss in quanto blocchi contrapposti si fronteggiavano solo nei termini della loro economia interna che poteva assumere in quanto tale uno spirito competitivo senz'altro ma non conflittuale.Nel senso:l'america faceva affari con i paesi della sua area di influenza e l'urss altrettanto.Ma nessuno dei due si sognava di ficcare il naso nell'economia di paesi presenti aldilà del proprio muro.Un Urss non avrebbe MAI potuto fare affari con una germania dell'ovest o un Italia per dire.Il massimo a cui si ambiva era un influenza ideologica sottoforma di rappresentanza partitico/politica ma non si mirava o giungeva(credo)a veri e propri accordi commeciali

    Poi cos'è successo?E' successo che un sistema è fallito e l'altro è sopravissuto,chiamiamola se vogliamo come una forma di selezione naturale.Di conseguenza consistenti porzioni del globo hanno assunto e fatto proprio il paradigma del capitalismo.
    Conseguenza numero due:in virtù dell'omogeneizzazione del sistema sociale capitalistico è potuta nascere di controaltare la globalizzazione che significava in teoria libertà di commercio tra più paesi proprio in virtù delle nuove tecnologie e della presenza di un unico sistema sociale uguale per tutti
    Quindi spero tu possa convenire con me se cito fra i due elementi che più hanno caratterizzato l'evoluzione planetaria nell'ultimo ventennio la globalizzazione e il trionfo del capitalismo entrambi riflessi del crollo del comunismo e della caduta del muro
    A questo punto però mi pongo una domanda che visti gli ultimi avvenimenti recenti dell'ultima decade spero risulti lecita:fino che punto libero mercato e unico sistema globale possono essere connsiderati acquisizioni globali atte a favorire la sopravvivenza di tutti?
    Mi spiego meglio per come la vedevo io(e posso sbagliare,anzi se sbaglio correggimi)Urss e Usa ai tempi della guerra fredda erano due pesciolini rossi che vivevano in acquari differenti.Potevano nutrisi e cibarsi si,ma solo del mangime posto in uno dei due acquari fra loro non comunicanti.O meglio,riconosco che il mondo era uno ma la lotta per accaparrarsi risorse era solo rivolta in termini di competizione e qualora in qualche caso avesse potuto scadere in un conflitto si trattava comunque sempre e solo di un circoscritto conflitto locale per decidere chi dei due avrebbe potuto sfruttare cosa ed estendere cosi facendo la propria area di influenza(Corea,Afghanistan,Vietnam)
    La globalizzazione ancora non esisteva ne tantomeno internet e difficilmente le conseguenze di un conflitto localizzato avrebbero potuto estendersi a macchia di leopardo provocando conseguenze inimmaginabili(pensiamo a cosa è succeso grazie ad internet con le numerose primavere arabe,un qualcosa di impensabile fino ad un trentennio fa)
    Oggi la situazione per il sottoscritto è differente.hai a che fare con due blocchi contapposti(due pesciolini rossi)che si trovano nello stesso di acquario,si fanno aperta concorrenza economica e non solo perchè ognuno delle due parti in causa a differenza di un tempo che risultavano sempre con una mano legata a causa della differenza di ideologie e della più acuita percezione della scissione globale in due blocchi contrapposti da parte del senso comune,oggi,risulta libera di agire.Oggi una Russia può permettersi di fare accordi con una Germania o un Inghilterra per dire,cosa impossibile prima della caduta del muro
    Ed è questo a mio avviso il problema:come hai detto tu la torta è sempre quella.Questo può creare ostilità a mio avviso perchè se paradossalmente esisteva ai tempi della guerra fredda un freno alla competizione,una presenza di una linea tra ciò che era lecito e ciò che non lo era oggi non è più presente,in nome del libero mercato,in nome della globalizzazione.Conseguenza?Beh la conseguenza ad esempio è che agl'usa potrebbe sensibilmente andare di traverso che la russia faccia affari con i loro partner di mercato storici,sopratutto in una fase storica durante la quale la loro economia non è che faccia proprio faville,a differenza di quanto avvenuto in precedenza perchè prima la russia ad esempio non aveva opportunità di fare afari con i partner storici americani.
    La definizione di ciò che è lecito e ciò che non lo è inoltre sancisce un enorme rischio:se ad esempio alcuni stati europei sono favorevoli al south stream o ad intrattenere accordi commerciali con la russia(germania in primis)a scapito degli USA come fare per evitare che ciò accada se non ricorrere a qualcosa di non lecito(un sotterfugio magari)
    E' per questo che nutro estrema attenzione e preoccupazione all'evolversi delle vicende internazionali in questo periodo.Per me lo dico-il vaso di pandora è stata la rivolta ucraina.Il punto è che come dici tu la torta si sta esaurendo e secondo me oggi ci sono in nome della globalizzazione più attori che possono pensare di spartersi le fette rimanenti e per questo mi chiedo,a differenza di quanto accaduto in passato se non sia il caso di preoccuparsi


    Ps:scusa il wall of text,mi paicerebbe sapere come la pensi

    ps2:per quello che riguarda il CEO della Total,confido in un andreottiano
    "A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca"
    Ultima modifica di Fakeplastictree : 23-10-2014 alle ore 15.03.47

  5. #5
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    Riferimento: Sta scoppiando un conflitto bellico su larga scala?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    diamo accoglienza a tutti. Ora i figli (nati qui) degli immigrati che l'occidente ha accolto non si riconoscono come occidentali e hanno deciso di uccidere tutti.
    Che bella politica quella dell'accoglienza
    Potrei rigirare la frittata:perchè queste persone non si riconoscono come occidentali?
    Non è che la giusta e aperta società occidentale non riconosce certe persone?

  6. #6
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Sta scoppiando un conflitto bellico su larga scala?

    Potrei rigirare la frittata:perchè queste persone non si riconoscono come occidentali?
    Non è che la giusta e aperta società occidentale non riconosce certe persone?



    mah.
    secondo me ragionamenti del genere sono troppo narcisistici, è tipico dell'occidente considerarsi causa di tutto, sia del bene che del male. Se è nato l'is secondo me non è colpa dell'occidente né dell'america. Sarebbe nato comunque in qualche modo magari non adesso ma più avanti. D'altra parte è' sempre esistita la tendenza dell'islam di espandersi in occidente con la forza.
    Su wikipedia c'è qualche spunto
    http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_...alia_medievale


    bisogna anche dire che la religione islamica contiene in sé vari elementi che fomentano la violenza. Basta leggere la vita del suo profeta, il quale ha ucciso-fatto uccidere diversi suoi nemici e guidato diverse invasioni (da 30 a settanta a seconda delle fonti) e
    http://www.culturacattolica.it/?id=159&id_n=10428

    personalmente on credo nell'Islam moderato, ma solo in persone che sono più osservanti (quindi più moderate) di altre.

    Per tornare al discorso immigrazione: non è che tutti gli immigrati di seconda generazione sono delinquenti. Ne bastano pochi, quei pochi che magari per costituzione sono più fragili. Infatti non sono solo loro a aderire all'is, ma anche alcuni cittadini occidentali affascinati (sempre a causa di queste fragilità personali) dalla propaganda dell'is.
    Ultima modifica di Johnny : 25-10-2014 alle ore 11.22.38

  7. #7
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Sta scoppiando un conflitto bellico su larga scala?


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