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  1. #1
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    08-01-2013
    Messaggi
    71

    Orientamento psicoterapeutico e Separazione Coniugale

    Chiedo scusa per l'argomento che sembra quasi sfruttare la presenza di psicologi nel forum. Forum che non è adibito alla assistenza diretta. Per quello magari ci sono altre pagine come Medicitalia.it e simili.
    Però mi fido molto di voi.

    La domanda è semplice. Non ho la minima idea di come poter orientare mio padre, separato, che riconosce il bisogno di andare in terapia. Il suo comportamento è diventato aberrante. Pedina mia madre per coglierla in flagrante mentre è accompagnata da un altro uomo. Cosa che lei non ha mai nascosto e che è liberissima di fare. Lui riconosce che il suo comportamento è controproducente. Alterna momenti di rabbia violenta, a momenti di sfogo più lucidi. A sua detta "vuole dimenticarsi di quella persona (mia madre)". Si chiede, innervosito, come mai io riesca ad essere così calmo e lui no.

    Che tipologia di terapia è più appropriata? L'orientamento psicoterapeutico più coerente con la questione quale potrebbe essere?

    L'anno scorso è andato da una psicologa in un centro assistenza, gratuitamente. Ma è stato talmente inutile che mi è parso quasi di notare un rendimento negativo. Senza offesa per i neo-laureati o neo-laureandi in psicologia, categoria di cui faccio parte anche io tra l'altro, ma dopo un paio di anni di specialistica non si è minimamente in grado di prendersi a carico un paziente con personalità abbastanza fuori dall'ordinario.

    Grazie.

  2. #2
    L'avatar di zio jack
    Data registrazione
    31-07-2002
    Residenza
    Napoli
    Messaggi
    8,505

    Riferimento: Orientamento psicoterapeutico e Separazione Coniugale

    Ciao IoSonoMarco,

    prendendo spunto dal quesito che sembra maggiormente interessarti, ovvero quello sull'orientamento psicoterapeutico, parto subito col dirti che una risposta "secca" alla tua domanda non c'è, o comunque non avrebbe senso di esistere. Se mai dovessi trovare qualcuno che sostenesse invece di avere una risposta precisa a tale riguardo beh, corri pure via a gambe levate.
    Come ho già avuto modo di rispondere ad un altro utente, oggi la psicoterapia mira a confrontarsi su modelli e generi più che sui paradigmi, per intenderci quelli che orientano in un certo qual modo il lavoro del professionista. Epistemologia e pratica clinica infatti non sempre sono sovrapponibili.
    Dunque che si tratti di un terapeuta con approccio sistemico-relazionale, cognitivo o psicodinamico (se teniamo conto degli orientamenti principali) ciò che maggiormente dovrebbe contare è appunto il professionista in sé.

    Per quanto riguarda invece il "tipo" di terapia, una risposta potrebbe esserci, ovviamente non nel "luogo" in cui ci troviamo. Lo slittamento di contesto infatti sarebbe controproducente se non pericoloso.
    Il "tipo" di intervento infatti (sostegno, psicoterapia ecc..) così come il "tipo" di setting (individuale, di coppia, familiare) dipendono dall'esito di un percorso di consultazione con uno specialista, percorso di per sé imprescindibile. Per quanto in questo caso, cioè dopo una separazione, difficilmente si penserebbe a lavorare sulla coppia (se non nei casi di mediazione o di consulenze per il Tribunale competente) ciò che manca è tutto un lavoro di inquadramento indispensabile per poter "dare consigli", se così vogliamo metterla. Ad esempio anche solo il sapere da chi parte la richiesta, e come, potrebbe orientare parte del lavoro da portare avanti.

    Comprendo bene la tua situazione, ma soprattutto la tua preoccupazione che spero possa trovare sollievo e risposta nel momento in cui tuo padre riuscirà ad "approdare" lì dove avrebbe bisogno di "trovarsi".
    In bocca al lupo
    Ultima modifica di zio jack : 25-09-2014 alle ore 17.30.59
    Dott. Armando Cozzuto
    Ordine Psicologi Campania n° 5509

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