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  1. #1
    Partecipante L'avatar di marillies
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    terapista della neuropsicomotricità

    Ciao a tutti!
    volevo porre alla vostra attenzione la figura del terapista della neuropsicomotricità. Ho letto che si occupa sia di somministrare i test e sia della riabilitazione neuropsicologica. ma di questo non se ne deve occupare lo psicologo??non capisco. voi cosa sapete di questa figura? se si deve fare riabilitazione neuropsicologica a chi ci si rivolge? Grazie

  2. #2
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: terapista della neuropsicomotricità

    Ciao marilles
    E' una figura professionale legalmente riconosciuta con Decreto Ministeriale dal 1997 e rientra nella lista delle professioni sanitarie.
    Personalmente ne ho conosciute e ne ho viste all'opera nel corso di una mia pregressa esperienza lavorativa in un certo riabilitativo extraospedaliero. Sono professioniste che si occupano soprattutto di riabilitazione e sono specificamente formate per questo nel loro corso di laurea.
    Io farei un distinguo, che comunque è molto labile e poco definito tra riabilitazione cognitiva e neuropsicologica. La riabilitazione cognitiva in senso lato la praticano diverse figure professionali: ogni attività riabilitativa che venga prescritta e che sia volta al miglioramento e al raggiungimento del miglior livello di qualità di vita possibile del paziente ha delle ricadute sul piano cognitivo (logopedia, terapia occupazionale, psicomotricità). La riabilitazione neuropsicologica in senso stretto dovrebbe (e tocca usare il condizionale) essere invece esclusiva dello psicologo con opportuna formazione in neuropsicologia che conosce i modelli teorici di riferimento su cui basare sia la valutazione sia, soprattutto, il trattamento di riabilitazione per specifiche funzioni cognitive.
    Il lavoro sul paziente da parte di diverse figure professionali che collaborano ha sempre delle peculiarità e delle aree in cui le competenze si sovrappongono...e non sempre questo è un bene, l'importante è che ci sia un confronto propositivo e un rispetto reciproco. Il neuropsicomotricista non può fare diagnosi e di conseguenza, all'interno di una equipe ognuno fa la propria valutazione ma mirata e tarata sulle proprie competenze e anche sul proprio livello in termini di inquadramento contrattuale; poi i dati di tutti convergono nella costruzione di un piano terapeutico.
    Di sicuro il neuropsicomotricista ha delle competenze trasversali a vari ambiti e si occupa di aspetti psicomotori, relazionali, miofunzionali che si inseriscono in quadri patologici inerenti la neuropsichiatria infantile o la psicopatologia dello sviluppo. Somministrano anche test e scale ma non possono usare i risultati ai test per trarre conclusioni diagnostiche quanto per monitorare i risultati dei loro trattamenti o scegliere strumenti specifici per implementare gli stessi. Nella mia esperienza tuttavia le valutazioni venivano fatte dagli psicologi che poi discutevano con loro i risultati pianificando assieme al medico il trattamento: è chiaro che se devo comunicare i risultati di una valutazione neuropsicologica ad un operatore della riabilitazione e questo ha una infarinatura, per sua formazione, sui test o almeno su quello che questi si propongono di misurare, la collaborazione e la reciproca condivisione ne risulta facilitata.
    Queste tuttavia sono delle condizioni di collaborazione che non sempre si verificano, diciamo che con l'esempio da me riportato si parla della situazione per così dire "ideale"
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  3. #3
    Partecipante L'avatar di marillies
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    Riferimento: terapista della neuropsicomotricità

    Ciao crissangel!grazie per aver risposto!
    la mia preoccupazione è nata dal fatto di aver parlato con alcuni terapisti che dicono di fare terapia neupsicologica e neurocognitiva, e allora mi sono chiesta quale sia il ruolo dello psicologo.
    Mi sembra che così ci siano delle sovrapposizioni nelle aree di intervento. Alla fine si parla sempre di cosa potrebbe fare lo psicologo non psicoterapeuta e vedere che ci sono queste figure che fanno un po' del lavoro dello psicologo fa cadere le braccia. Dovrebbero essere più distinte le aree di intervento secondo me, anche perché anche lo psicologo fa questo tipo di riabilitazione o no? Allora in caso di bisogno a quale figura ci si rivolge?

  4. #4
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: terapista della neuropsicomotricità

    Come ti dicevo sopra, non è che fanno "un po' del lavoro dello psicologo" perchè se ci fermiamo solo a questo tipo di affermazioni allora anche i terapisti della neuropsicomotricità, dal canto loro, potrebbero affermare la stessa cosa ed è tutto un cadere di braccia.
    Se circoscriviamo il discorso all'ambito riabilitativo, come professionisti sono abilitati agli interventi di cui ti dicevo sommariamente nel mio post precedente e quindi operano anche nell'ambito di disturbi neuropsicologici con una funzionalità e un ruolo diversi da quello dello psicologo. Un buon lavoro di equipe e una buona definizione del ruolo professionale dovrebbero evitare la sovrapposizione di ruoli anche laddove si trovino ad operare figure professionali con livelli di competenze che in alcuni casi si sfiorano e si sovrappongono.
    Su cosa poi dicano i singoli, beh, quello è difficilmente controllabile...io ha incontrato persino fisioterapisti che dicevano che tra le loro competenze e compiti c'era anche la valutazione delle funzioni cognitive.
    Un buon piano riabilitativo si può fare solo se alla base vi è una attenta valutazione neuropsicologica e una buona conoscenza teorica dei modelli di funzionamento cognitivo, altrimenti si perde solo tempo e se ne fa perdere al paziente.
    Quindi alla domanda "a chi ci si rivolge" io risponderei: ad entrambi. Anche perchè il terapista della neuropsicomotricità lavora prevalentemente con i bambini e in situazioni di patologie con comorbilità, dove i piani di intervento sono diversi e rientrano le specificità di diverse professioni. In caso di rieducazione funzionale di tipo psicomotorio credo abbia maggiore competenza un terapista; per un training su memoria e attenzione, per esempio, credo invece che lo (neuro)psicologo sia decisamente più competente.
    In ambito privato e libero professionale le cose sono molto meno definite e maggiormente legate alla deontologia e all'etica dei singoli professionisti. In ogni caso le competenze acquisite e la consapevolezza di ciò che si offre (e soprattutto l'utilità che ne deriva ai pazienti) sono gli aspetti essenziali.
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  5. #5
    Partecipante L'avatar di marillies
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    Riferimento: terapista della neuropsicomotricità

    Anch'io sono per il lavoro di equipe, ora la cosa mi è più chiara, grazie!

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