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  1. #1
    Partecipante L'avatar di _adriano_
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    27-11-2008
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    Roma
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    Aspetti legali di uno studio di psicologia

    Ciao a tutti/e,

    qualche giorno fa ho saputo che uno studio di colleghi psicologi nella mia zona (Portuense - Roma) è stato visitato dai NAS i quali, dopo aver rilevato dei difetti strutturali nello studio (finestre troppo piccole) e il fatto che nello studio fossero presenti specialisti non psicologi (un medico, una naturopata), hanno intimato la chiusura dello studio imponendogli dei lavori strutturali e dandogli una multa di 10.000 euro.

    Poiché sto aprendo anche io uno studio in zona, ho fatto un salto alla ASL per informarmi, ma ne sono uscito più confuso di prima perché la realtà degli studi già avviati che vedo in giro è ben distante dalle rigide regole del Dipartimento di Prevenzione dell'ASL.

    Ora mi sto ponendo una serie di quesiti:
    - E' vero che non si possono affittare stanze a professionisti non-psicologi nel proprio studio (a meno di fare uno studio associato polifunzionale che è piuttosto impegnativo: http://www.ordinepsicologilazio.it/e...agina23.html)?
    - E' vero che bisogna avere una stanza per psicologo e non è possibile condividerla tra colleghi, tipo io il martedì e il giovedì e tu il lunedì e il mercoledì (così mi hanno detto alla ASL)?
    - E' vero che bisogna effettuare la Comunicazione di Inizio Attività all'ASL (http://www.aslromad.it/PDFView.aspx?...Progressive=98) anche se sul sito dell'Ordine non se ne parla?

    Adriano
    Chi vuole veramente qualcosa trova una strada. Tutti gli altri una scusa
    (Proverbio africano)

    Adriano Stefani (.it)

  2. #2
    L'avatar di crissangel
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    11-09-2006
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    Riferimento: Aspetti legali di uno studio di psicologia

    Ciao _adriano_
    sperando di non aggiungere confusione alla confusione, ti rispondo per quel poco che so e tenendo presente che parlo per la regione Veneto e che persino da ASL ad ASL di una stessa Regione le cose possono sensibilmente cambiare (rispetto a tempi e burocrazia, per lo meno).
    Si, la comunicazione di inizio attività va fatta e mi pare strano che il tuo Ordine non ne faccia menzione: si deve comunicare, attraverso un documento di cui in teoria l'Ordine *dovrebbe* disporre o di cui dovrebbe disporre l'ambulatorio/poliambulatorio/studio in cui hai la possibilità di inserirti, l'inizio della propria attività in modo che il distretto socio sanitario cui fa capo la città (o zona di città) in cui operi ne sia a conoscenza.
    Da quanto mi disse il commercialista dell'Ordine (informazione che ho da poco "rinfrescato" per mia necessità), lo studio dello psicologo non è soggetto a criteri strutturali particolari...tutti gli aspetti legati al setting, alla privacy, alla sobrietà dell'arredamento ecc ecc sono inerenti alla deontologia ed etica professionale e sono altra cosa. Se ci sono esigenze particolari (es training autogeno di gruppo) dovrà esserci un ambiente idoneo. Se nello Studio sono presenti altri professionisti...lì le cose si complicano: se un direttore sanitario di un poliambulatorio, per fare un esempio, dichiara la presenza di diverse figure professionali, l'asl deve appurare che ci siano certe caratteristiche architettoniche, che gli impianti siano a norma per eventuali strumenti diagnostici ed elettromedicali, insomma, serve un ambiante a norma. Poi dipende dalle figure professionali: se voi siete un gruppo di psicologi e vorreste affittare degli spazi a logopedisti ed educatori, beh in questo caso non credo davvero ci siano problemi.
    Sull'aspetto che ogni psicologo debba avere la propria stanza e non possa essere condivisa con altri...ammettendo la mia ignoranza, è la prima volta che lo sento dire e per questo a me davvero non risulta e non succede nemmeno nel Servizio Pubblico (che ha degli standard che ad esempio per accreditamenti e convenzioni varie devono essere eguagliati e garantiti dalle strutture private)
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