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  1. #1
    Ospite non registrato

    lavoro su turni e qualità della vita lavorativa

    Salve a tutti, sono una studentessa di psicologia del lavoro e stò svolgendo una ricerca che mette in relazione il lavoro su turni e a qualità della vita lavorativa, in particolare la soddisfazione. mi piacerebbe avere informazioni e materiale riguardo altre ricerche effettuate in merito, oltre alla vostra opinione.

  2. #2
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    28-05-2004
    Messaggi
    329
    Uhm... un primo suggerimento sarebbe quello di sperimentare il lavoro su turni... una cosa che suggerisco ad ogni aspirante psicologo del lavoro è quello di "subire" un pò di quello che vanno a studiare, in modo da sperimentare ciò che andranno a rileggere teoricamente dopo.... troppo spesso (non sempre, è vero, ma comunque troppo spesso) lo psi del lavoro seleziona/forma/fa consulenza in relazione a ruoli e situazioni lavorative di cui non comprende appieno dinamiche, fatica e problematiche... qualche anno di Call Center o Fabbrica su turni, ad inseguire Qualità Totali attraverso l'implementazione della Mission, in un'ottica di Customer Satisfaction raggiunta tramite processi cooperativi di Empowerment e Job Enrichment può insegnare molto a molti idealisti della psicologia del lavoro...

    Ma per tornare alla tua richiesta, il lavoro su turni dipende molto dalla rotazione degli stessi nel corso delle settimane e dei mesi (ritmo, tipi, lunghezza delle rotazioni), ma sicuramente è faticoso da gestire anche per le pesanti ricadute che ha sulla vita extralavorativa (impossibilità di pianificare a medio termine, difficoltà per "incastrare" altre attività extraprofessionali che richiedono orari fissi nella settimana, necessità di riorganizzare le giornate/settimane in base agli eventuali cambi di rotazione arrivati con poco preavviso, etc.). La qualità del lavoro è quindi peggiore rispetto alle attività con orario fisso, perchè i ritmi variano in continuazione, e non essendo tu a gestire questi cambiamenti li devi "subire".
    Il discorso ovviamente varia abbastanza in base al tipo di lavoro.

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Lpd: ... chi sei?... il tuo spaziare da un argomento all'altro con tanta saggezza, mi fa presuppore che non sei propio un novello psicologo....
    (voorei mettere una faccina che ride, smile, ma non le trovo...)

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  4. #4
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    28-05-2004
    Messaggi
    329

    Grazie del complimento... in effetti non sono più un "novellissimo", mi sono laureato qualche anno fa (beh, non tantissimi... ma diciamo comunque nel secolo scorso !).
    E mi sono "spostato" di frequente tra psicologia del lavoro e psicologia clinica, dacchè la curiosità per entrambi i forum.

    Della psicologia del lavoro, che ho praticato per anni in contesti abbastanza "seri" (o seriosi, che è una cosa diversa) mi affascinano alcuni apparenti opacità e contraddizioni implicite; una riflessione che mi viene spesso consiste nel considerare il livello di "ideologia implicita" nella (maggior parte della) psicologia del lavoro, che, per quanto la cosa sorprese anche me, è spesso maggiore di quella, pur enorme, che si trova nella psicologia clinica.... misteri della psicologia !

  5. #5
    Ospite non registrato
    Intanto grazie Lpd per il suggerimento, avendo già lavorato su turni per tre mesi sono d'accordo con te che sia molto utile per capire delle dinamiche che altrimenti in teoria si trattano con superrficialità. Il mio problema attuale è la stesura della letteratura attualmente presente sull'argomento in quanto la prof. a cui devo presentare il mio disegno di ricerca è totalmente intransigente a progettini che non fanno riferimento alla comunità scientifica: dice che sono pochi i ricercatori che se ne interessano e devo ammettere che ha ragione, anche perchè non è facile.

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